Argomento Normativo

D.Lgs. 148/2026

Rassegna specialistica di articoli, circolari operative, orientamenti di prassi dell'Agenzia delle Entrate e pronunce della Cassazione sul tema D.Lgs. 148/2026.

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Aggiornato il 28 agosto 2026

Tutti gli articoli di D.Lgs. 148/2026

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28ago 2026
Holding

Soggetti assimilati alle holding industriali: il correttivo introduce un income test sui ricavi

Il correttivo del decreto Omnibus evita che finanziamenti marginali a dipendenti, società del gruppo o filiera trasformino automaticamente un’impresa industriale o commerciale in holding ai fini fiscali. L’articolo 162-bis del TUIR introduce un income test sui ricavi, da verificare ogni anno sui dati del bilancio dell’esercizio precedente, accanto al test sulla composizione dell’attivo. Se l’attività finanziaria non supera le soglie previste, la società può conservare la propria qualificazione, senza attrarre nell’IRAP tutti i proventi e oneri finanziari.

28ago 2026
Holding

Derivazione rafforzata holding industriali: coordinamento nel decreto Omnibus

Il decreto Omnibus coordina le norme del TUIR sulla derivazione rafforzata con l’articolo 162-bis, che individua le holding ai fini fiscali. Per le holding industriali, che partecipano imprese operative, il raccordo chiarisce come i valori e le qualificazioni del bilancio incidano sul reddito imponibile, con le regole su partecipazioni e componenti finanziarie. La verifica della qualifica fiscale e delle conseguenze deve entrare nelle decisioni di gruppo e nella documentazione contabile e tributaria, per applicare il regime alle società interessate.

20ago 2026
Riforma fiscale

Quarto correttivo riforma fiscale: le novità meno note del decreto 148/2026

Il decreto legislativo 148/2026, in vigore dal 12 agosto, completa la riforma fiscale con regole mirate. Le perdite delle società europee incorporate in una società italiana sono riportabili solo alle condizioni previste su controllo e definitività; cambia la valutazione fiscale di obbligazioni e titoli di massa; i contributi per studi e ricerche non seguono più la tassazione per cassa; la ritenuta sui dividendi ai fondi pensione esteri sale dall’11% al 20%. Trust ed enti del Terzo settore richiedono verifiche specifiche già in corso.

18ago 2026
IVA

Fatture a cavallo d’anno: il registro sezionale per anticipare la detrazione Iva

Quando una fattura d’acquisto per un’operazione di dicembre arriva a gennaio, il decreto correttivo 7 agosto 2026 n. 148 amplia la possibilità di detrarre l’IVA nell’anno in cui l’operazione è stata effettuata. Il contribuente deve registrare il documento in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa a quell’anno. Il sezionale consente così la retro-imputazione, mantenendo separate le registrazioni e le condizioni fiscali dell’epoca, ma non rende sempre conveniente anticipare la detrazione.

17ago 2026
Professionisti

Differenziali positivi dei crediti d’imposta: la versione definitiva e l’effetto sui contributi

Il decreto Omnibus n. 148/2026 colloca nel reddito di lavoro autonomo i differenziali positivi realizzati dai professionisti sui crediti d’imposta acquistati, distinguendo cessione e compensazione e prevedendo l’imposta sostitutiva del 26%. La nuova qualificazione può incidere sulla base imponibile previdenziale, ma il punto resta da verificare con la Cassa di appartenenza. Chi sceglie l’applicazione retroattiva al 2024 deve inoltre considerare che la dichiarazione integrativa può far decadere dal concordato preventivo biennale già accettato per il 2025 e il 2026.

17ago 2026
IVA

Note di variazione IVA: termine a due anni, ma non per tutte le ipotesi

Il decreto legislativo n. 148/2026 porta da uno a due anni il termine per esercitare la detrazione IVA e, di riflesso, per emettere le note di variazione in diminuzione con cui il fornitore recupera l’imposta quando l’operazione viene meno o si riduce. Restano però ferme a un anno le variazioni fondate su un accordo sopravvenuto e quelle relative a operazioni inesistenti o a importi superiori al dovuto. Imprese e professionisti devono verificare data e causa della rettifica e gli effetti dei vecchi termini e della giurisprudenza UE.