La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
Nel prossimo bilancio dello Stato trovano nuovamente spazio le misure che consentono alle imprese di movimentare il proprio patrimonio immobiliare verso i soci pagando meno imposte. Si tratta di una finestra fiscale rivolta agli imprenditori e alle società, pensata per agevolare la fuoriuscita di beni dal regime commerciale. Ancora una volta, il legislatore decide di riproporre questa disciplina: le scadenze si allungano, ma i meccanismi rimangono sostanzialmente gli stessi. Non è proprio una novità, piuttosto una proroga di un’opportunità già sperimentata nel passato.
È in arrivo un cambio di rotta significativo nel sistema della compensazione fiscale. A partire dal prossimo 1° luglio 2026, la legge di bilancio per il 2026 introdurrà una stretta generalizzata sugli utilizzi dei crediti d’imposta mediante il modello F24 quando questi sono destinati a coprire i debiti verso l’INPS e l’INAIL. Non si tratterà più di una misura circoscritta, come accade oggi, ma di una vera e propria regola che investirà tutti i contribuenti senza eccezioni significative.
L’articolo 25 del disegno di legge di bilancio 2026 segna un cambio di passo nel contrasto all’evasione fiscale. Introduce un meccanismo che consente all’Agenzia delle Entrate di determinare in via automatizzata l’importo dell’IVA dovuta quando un contribuente omette di presentare la dichiarazione annuale. Il nuovo articolo 54-bis.1 del D.P.R. n. 633/1972 utilizza i dati già in possesso dell’Amministrazione (fatture elettroniche, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche) per ricostruire la posizione fiscale.
L’ultima sanatoria fiscale introdotta dalla legge di bilancio 2026 rappresenta una vera e propria ultima chance per chi ha accumulato debiti con il fisco. Tuttavia, la rottamazione 5 cambia le carte in tavola rispetto alle edizioni precedenti, soprattutto quando si tratta di ciò che succede se il pagamento salta. Chi aderisce dovrà stare attento, perché una decadenza dal piano comporta l’impossibilità di ricorrere alle classiche dilazioni ordinarie che avevano salvato molti debitori in passato.
La manovra finanziaria per il 2026 ha scelto di colpire un nervo scoperto del sistema fiscale italiano. Si parla di dividendi, certo, ma la questione va ben oltre. Quella che tecnicamente viene definita “participation exemption” – un meccanismo pensato oltre vent’anni fa per evitare che lo stesso utile venisse tassato due volte – rischia di subire una trasformazione che molti operatori del settore definiscono preoccupante. La norma contenuta nell’articolo 18 del disegno di legge introduce una soglia minima del 10% per continuare a godere dei benefici fiscali.
Arriva una novità rilevante dalla legge di bilancio in discussione al Senato. Il governo ha deciso di mantenere viva e prolungare la possibilità di sfruttare il credito d’imposta destinato alle imprese che scelgono di investire nella zona economica speciale unica del Mezzogiorno, quella introdotta originariamente dal decreto legge 124 del 2023. Erano ormai i giorni contati per chiunque volesse approfittare di questa misura. Il quadro operativo definisce i requisiti di accesso al beneficio, i criteri di perizia tecnica asseverata e i vincoli di non cumulabilità.
L’Agenzia delle Entrate ha messo un punto fermo sulla questione. Con la risposta a interpello n. 270 del 23 ottobre 2025, l’amministrazione finanziaria chiarisce quando i rimborsi chilometrici rappresentano reddito imponibile per chi esercita un’attività professionale. Il caso è emblematico: un libero professionista che fattura ai propri clienti, oltre ai compensi per le consulenze, anche dei rimborsi spese calcolati semplicemente moltiplicando i chilometri percorsi per una tariffa concordata.
Nelle ultime settimane l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una massiccia ondata di comunicazioni indirizzate ai professionisti e ai lavoratori indipendenti. Obiettivo dichiarato: segnalare anomalie nelle dichiarazioni 2022. Ma c’è un problema di fondo che crea confusione tra i contribuenti. L’amministrazione finanziaria, nei calcoli sottostanti agli inviti alla compliance, sembra aver trascurato un principio cardine della tassazione per questa categoria: il regime di cassa.
Il rifinanziamento della Nuova Sabatini per il biennio 2026-2027 conferma la centralità di questo strumento agevolativo per le piccole e medie imprese italiane. La Legge di Bilancio ha stanziato 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni per il 2027, destinati a sostenere investimenti in beni strumentali, con particolare attenzione alla transizione digitale ed ecologica. L'analisi fornisce un inquadramento sistematico delle disposizioni applicabili, evidenziando le cautele metodologiche e i controlli necessari.
Il governo ripensa la norma sui redditi da locazioni brevi. Nel testo definitivo della manovra finanziaria arriva un compromesso: chi gestisce direttamente l’immobile paga il 21%, mentre chi si avvale di agenzie o piattaforme online scatta al 26%. Una soluzione che mantiene l’agevolazione, ma solo a determinate condizioni. L’aliquota cedolare secca resta al 21% solo sulla prima unità immobiliare locata senza intermediari (no agenzie/portali tipo Airbnb). Anche un solo contratto tramite intermediario fa scattare l’aliquota al 26% sull’intero immobile per l’anno.