ACosti, spese e benefit specifici
Gli abbonamenti e gli acquisti di quotidiani, riviste tecniche, pubblicazioni professionali e banche dati usati dall'impresa sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), di competenza dell'esercizio a cui si riferisce l'abbonamento, con un risconto se copre periodi successivi. Il costo è deducibile per intero se inerente. Per giornali, riviste e libri l'IVA è di norma assolta dall'editore; le banche dati online sono servizi con IVA ordinaria detraibile.
ACrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli abbuoni e gli sconti riducono l'importo dovuto da un cliente, sia previsti nel prezzo sia concordati dopo la fatturazione. Uno sconto commerciale rettifica il ricavo o il costo di acquisto, senza essere un provento autonomo. Vi rientrano i premi sul fatturato, liquidati dopo ma riferiti al prezzo della fornitura, da distinguere dai compensi per servizi promozionali e dalle rettifiche finanziarie di crediti o debiti.
AContenzioso, sanzioni e accertamento
L'abuso del diritto, o elusione fiscale, ricorre quando un'operazione formalmente conforme alle norme mira essenzialmente a un vantaggio fiscale contrario alla loro finalità, senza effetti economici ulteriori significativi. Scegliere il percorso meno oneroso non è di per sé abusivo: contano la sostanza economica dell'operazione, le ragioni organizzative che la giustificano e il collegamento tra più atti riconducibili a un disegno unitario.
ARapporti con soci e amministratori
Il trattamento di fine mandato che la società riconosce agli amministratori alla fine dell'incarico si accantona anno per anno in B.7 (costi per servizi), con contropartita in un fondo del passivo (B.1, fondi per trattamento di quiescenza e obblighi simili). È deducibile per competenza se previsto da un atto con data certa anteriore all'inizio del rapporto, altrimenti per cassa; ai fini IRAP non è deducibile. Il premio di un'eventuale polizza a copertura è un credito, non un costo.
APersonale dipendente e collaboratori
Se il contratto di collaborazione prevede un'indennità alla fine del rapporto, la quota annua si accantona in B.7 (costi per servizi) con contropartita in un fondo del passivo (B.1, fondi per trattamento di quiescenza e obblighi simili). L'accantonamento è deducibile per competenza (art. 105, c. 4, TUIR), non ai fini IRAP. Per il collaboratore l'indennità è soggetta a tassazione separata se prevista da atto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Un contratto a esecuzione differita è oneroso se i costi inevitabili per adempierlo superano i ricavi attesi, per esempio una fornitura a prezzo fisso con materie prime rincarate: la perdita attesa si accantona in B.12 (accantonamenti per rischi). Il fondo si utilizza in modo diretto quando il contratto è eseguito; l'accantonamento è indeducibile e genera imposte anticipate.
AStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Se le perdite di una partecipata superano il valore della partecipazione, già azzerato, e la società ha l'obbligo o l'impegno di ripianarle, l'eccedenza si accantona in un fondo iscritto in D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie). L'accantonamento non è deducibile (art. 107, c. 4, TUIR); i versamenti a copertura aumentano il costo fiscale della partecipazione.
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando un credito ceduto o un effetto scontato è uscito dal bilancio ma l'impresa risponde dell'eventuale insoluto, il rischio si stanzia in un fondo con accantonamento in B.12 (accantonamenti per rischi): la svalutazione dei crediti in B.10.d (svalutazioni dei crediti dell'attivo circolante e delle disponibilità liquide) non è possibile perché il credito non c'è più. Il fondo si utilizza se l'insoluto si manifesta; l'accantonamento è indeducibile e genera imposte anticipate.
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Chi vende con garanzia deve stimare i costi di riparazione o sostituzione dei prodotti venduti nell'anno, in base all'esperienza degli anni precedenti: l'accantonamento si iscrive in B.12 (accantonamenti per rischi) e il fondo si utilizza quando i costi si sostengono. L'accantonamento è indeducibile e genera imposte anticipate. Il rilascio dell'eccedenza va in A.5 (altri ricavi e proventi).
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Fideiussioni, avalli e lettere di patronage danno luogo a un fondo quando l'escussione è probabile e la perdita stimabile: l'accantonamento si iscrive in B.12 (accantonamenti per rischi), con il fondo tra gli altri fondi del passivo (B.4, altri fondi per rischi e oneri). Se il rischio è solo possibile basta l'informativa in nota integrativa. L'accantonamento è indeducibile e genera imposte anticipate.
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Un impianto che richiede una grande revisione ogni cinque anni genera un onere che matura con l'uso: l'OIC 16 preferisce trattare la parte sostituibile come componente ammortizzato a parte; dove ciò non è possibile e la revisione è obbligatoria, si stanzia un fondo in B.13 (altri accantonamenti). L'accantonamento è indeducibile, salvo navi e aeromobili entro il 5% del costo (art. 107 TUIR).
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Le operazioni a premio e i concorsi a premio già avviati fanno maturare ai clienti diritti a premi che l'impresa consegnerà dopo: l'onere si stanzia in B.13 (altri accantonamenti). Fiscalmente l'accantonamento è deducibile fino al 30% degli impegni assunti nell'esercizio per le operazioni a premio e fino al 70% per i concorsi a premio, purché i fondi siano distinti per esercizio (art. 107, c. 3, TUIR).
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Se i costi totali stimati di un lavoro su ordinazione superano il corrispettivo, la perdita si rileva per intero nell'esercizio in cui diventa prevedibile: prima riducendo i lavori in corso, poi con un fondo in B.13 (altri accantonamenti) per l'eccedenza. L'accantonamento non è deducibile; il costo effettivo diventa deducibile quando si sostiene, con il riassorbimento delle imposte anticipate.
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Salvo diverso patto, l'affittuario di un'azienda deve restituire i beni ricevuti in efficienza e sostiene il loro deperimento: la quota dell'anno si accantona in B.13 (altri accantonamenti) e a fine contratto copre il conguaglio dovuto al concedente. Fiscalmente le quote dell'ammortamento spettano all'affittuario in luogo del concedente, calcolate sul costo originario dei beni (art. 102, c. 8, TUIR).
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Chi gestisce un'opera in concessione e deve restituirla in buono stato accantona le spese di ripristino o sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili in B.13 (altri accantonamenti). Fiscalmente la quota è deducibile fino al 5% del costo di ciascun bene, 1% per autostrade e trafori, e il fondo non può superare le spese sostenute negli ultimi due esercizi (art. 107, c. 2, TUIR).
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Per i rischi specifici, probabili e stimabili, che non rientrano nei conti dedicati, l'accantonamento si iscrive in B.12 (accantonamenti per rischi): penali contrattuali, contestazioni di enti su contributi ricevuti, rischi ambientali già emersi. I fondi generici non sono ammessi (art. 2424-bis c.c.). L'accantonamento è indeducibile; il rilascio dell'eccedenza va in A.5 (altri ricavi e proventi).
ABilancio: principi, schemi e adempimenti
Per un danno già avvenuto l'assicurazione copre solo ciò che la polizza prevede: la franchigia e le esclusioni restano a carico dell'impresa e si accantonano in B.12 (accantonamenti per rischi) se il pagamento è probabile. Sono esclusi i fondi generici per rischi futuri non determinati (art. 2424-bis c.c.). L'accantonamento è indeducibile; l'indennizzo dell'assicurazione si rileva in A.5 (altri ricavi e proventi).
APersonale dipendente e collaboratori
La quota di TFR che il dipendente matura ogni anno e che resta in azienda è un costo del personale in B.9.c (trattamento di fine rapporto), con contropartita nel fondo della voce C del passivo (trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato). Si calcola dividendo la retribuzione utile per 13,5, meno lo 0,50% della retribuzione imponibile. Il fondo si rivaluta ogni anno dell'1,5% più il 75% dell'inflazione e sulla rivalutazione si versa l'imposta sostitutiva del 17%, in acconto a dicembre e a saldo a febbraio.
AContenzioso, sanzioni e accertamento
L'accertamento induttivo consente di ricostruire il reddito con elementi diversi dai dati dichiarati, quando margini incongrui, movimenti finanziari non giustificati o anomalie di cassa ne mettono in dubbio l'attendibilità. Si distingue tra rettifiche fondate su presunzioni specifiche e casi più gravi in cui si prescinde, in tutto o in parte, dalla contabilità: cambiano i presupposti e la forza degli elementi utilizzabili per la ricostruzione.
AStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Con l'accettazione bancaria l'impresa emette una cambiale tratta sulla banca, che la accetta; il titolo viene scontato sul mercato e l'impresa riceve il netto ricavo. È un finanziamento a breve termine: il debito verso la banca per il valore nominale va in D.4 (debiti verso banche) e gli interessi, trattenuti in anticipo, sono oneri finanziari da ripartire per competenza con il risconto. Gli interessi sono deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR.
ACrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli acconti a fornitori sono pagamenti anticipati rispetto alla consegna di beni o all'esecuzione di un servizio: non costituiscono un costo dell'esercizio, ma restano nell'attivo fino al completamento della fornitura. La classificazione segue la destinazione della somma, tra le rimanenze per le materie prime o tra le immobilizzazioni per un impianto, e la fattura d'acconto rileva separatamente il debito e l'IVA detraibile.
ACrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli acconti da clienti sono somme incassate prima che la vendita o il servizio siano completati: non costituiscono un ricavo maturato, ma un debito verso il cliente, distinto dall'eventuale IVA fatturata. La denominazione «caparra» non ne determina da sola la natura: occorre verificare se l'importo anticipa il corrispettivo o svolge una funzione di garanzia, prima che il ricavo si rilevi per competenza alla consegna.
ACrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli acconti di imposta sono versamenti anticipati che riducono il saldo dovuto all'erario per le imposte sul reddito, senza costituire di per sé il costo fiscale di competenza. Secondo l'OIC 25 il costo delle imposte correnti confluisce nella voce 20 del conto economico e si determina a chiusura in base al reddito imponibile, mentre gli acconti alimentano un conto verso l'erario e, se lo superano, generano un credito tributario.
AFiscalità d'impresa: imposte dirette
Le società versano durante l'anno acconti delle imposte dell'esercizio in corso, calcolati sulle imposte dell'anno prima o, se si prevede meno, su quelle stimate. L'acconto è il 100% dell'imposta di riferimento, in due rate: 40% e 60%, oppure 50% e 50% per i soggetti ISA. Gli acconti sono crediti in C.II.5-bis (crediti tributari); a fine anno si chiudono contro le imposte correnti e la differenza diventa un debito da versare o un credito da riportare.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
Quando un'impresa paga in anticipo un fornitore per un bene immateriale non ancora consegnato, come un software su commessa o un marchio in corso di cessione, l'importo è un acconto in B.I.6 (immobilizzazioni immateriali in corso e acconti). Il pagamento fa emettere la fattura e rende detraibile l'IVA. L'acconto non si ammortizza: alla consegna si chiude contro il conto definitivo e inizia l'ammortamento del bene.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
Gli anticipi pagati per macchinari su ordinazione, veicoli prenotati o immobili in costruzione si iscrivono in B.II.5 (immobilizzazioni materiali in corso e acconti) tra gli acconti. Il pagamento anticipa il momento impositivo IVA: il fornitore emette fattura e l'IVA è detraibile. Alla consegna il bene si iscrive per il prezzo intero e l'acconto si chiude.
APersonale dipendente e collaboratori
Ogni anno il fondo TFR si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'inflazione. Sulla rivalutazione il datore di lavoro, come sostituto d'imposta, trattiene dal fondo un'imposta sostitutiva del 17% e la versa: acconto del 90% entro il 16 dicembre, saldo entro il 16 febbraio. L'acconto è un credito in C.II.5-bis (crediti tributari) che a fine anno si chiude contro il fondo TFR; l'imposta non è un costo dell'impresa.
AFiscalità d'impresa: imposte dirette
L'ACE, aiuto alla crescita economica, consentiva di dedurre dal reddito un rendimento figurativo calcolato sugli incrementi di capitale proprio, premiando conferimenti e utili trattenuti nell'impresa. La disciplina è abrogata dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023, ma restano utilizzabili, fino a esaurimento, le eccedenze maturate in via transitoria.
ACosti, spese e benefit specifici
Fornitura di acqua, fognatura e depurazione sono costi per servizi in B.7. Le bollette sono spesso semestrali o annuali: i consumi fino al 31 dicembre non fatturati si stanziano come fatture da ricevere. L'IVA, al 10%, è detraibile; per i fabbricati abitativi non lo è.
AOperazioni straordinarie
Nell'affitto e nell'usufrutto di azienda il titolare mette a disposizione di un terzo un complesso di beni organizzato, mantenendone la proprietà, mentre il conduttore lo gestisce per conto proprio. L'articolo 2561 del codice civile, richiamato dal 2562 per l'affitto, impone di conservare l'efficienza dell'organizzazione e regola in denaro, al termine, la differenza tra le consistenze d'inventario iniziale e finale.
AAgenti, rappresentanti e reti commerciali
L'agente di commercio promuove la conclusione di contratti su incarico del preponente in un rapporto continuativo, distinto da rappresentante, procacciatore d'affari e mediatore. L'articolo 1748 del codice civile disciplina la maturazione della provvigione; l'articolo 1751 riconosce, a certe condizioni, un'indennità di cessazione del rapporto, cui si aggiungono le indennità suppletive degli accordi collettivi e il patto di non concorrenza.
ARicavi e ciclo attivo
Sul lotto, sulle lotterie e sui servizi di pagamento la rivendita opera per conto del concessionario e incassa un aggio: in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) va solo il compenso maturato, non le somme incassate dai giocatori, che sono dovute al concessionario. Le operazioni di lotto e lotterie sono esenti IVA (art. 10, c. 1, n. 6, DPR 633/1972).
ASettori e operazioni particolari
Nell'impresa agricola, animali, colture e terreni assumono rilievo di bilancio diverso secondo la funzione svolta: un animale da riproduzione o un vigneto produttivo si iscrivono tra le immobilizzazioni e si ammortizzano, mentre un capo destinato alla vendita o l'uva raccolta rientrano tra le rimanenze. Qualifica di società agricola, IAP e tassazione catastale restano verifiche distinte dalla classificazione contabile.
ACosti, spese e benefit specifici
Il servizio di progettazione, montaggio e smontaggio di uno stand non riutilizzabile è un costo di pubblicità in B.7 (costi per servizi), deducibile per intero nell'esercizio. Se invece l'impresa acquista uno stand modulare che riutilizza per più fiere, il costo è un'immobilizzazione materiale da ammortizzare. L'IVA è detraibile.
ARicavi e ciclo attivo
Le altre vendite sono il conto residuale dei ricavi di beni dell'attività caratteristica: campionari venduti a un rivenditore, prodotti promozionali ceduti a pagamento, vendite marginali. Sono ricavi di A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni), imponibili IVA con l'aliquota del bene. I proventi estranei all'attività vanno in A.5 (altri ricavi e proventi).
AImmobilizzazioni e ammortamenti
Smartphone, insegne, biciclette aziendali, defibrillatori, opere d'arte e altri beni durevoli senza un conto specifico si iscrivono in B.II.4 (altri beni materiali). Si ammortizzano sulla vita utile; per i telefoni cellulari le quote sono deducibili all'80% e l'IVA si detrae in base all'uso, di solito al 50% se promiscuo. Le opere d'arte non si ammortizzano perché non perdono valore con l'uso.
AAgevolazioni e contributi
Contributi regionali sulle assunzioni, finanziamenti dei fondi interprofessionali per la formazione e crediti d'imposta agevolativi a copertura di costi della gestione sono contributi in conto esercizio, da iscrivere in A.5 (altri ricavi e proventi) con indicazione separata. Concorrono al reddito e all'IRAP per competenza; l'ente pubblico applica la ritenuta del 4% (art. 28, c. 2, DPR 600/1973).
AFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il conto accoglie imposta di registro e di bollo da versare, imposte sostitutive, tributi locali, e soprattutto i debiti rateizzati per avvisi bonari, cartelle e accertamenti definiti, con sanzioni e interessi. Le sanzioni sono costi indeducibili; la parte oltre l'esercizio successivo si indica a parte. Per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione per omesso versamento è il 25%, ridotta a un terzo se l'avviso bonario si paga entro sessanta giorni.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
È la voce residuale delle spese con utilità pluriennale che non trovano posto nelle altre voci di B.I (immobilizzazioni immateriali), come i costi per ottenere una commessa pluriennale o il software applicativo interno non tutelato. Si capitalizzano solo con benefici futuri dimostrabili e si ammortizzano sul periodo di utilità; sono deducibili nel limite della quota imputata. Gli oneri per ottenere un finanziamento seguono invece il costo ammortizzato o, nei bilanci abbreviati e delle micro-imprese, i risconti attivi.
ARapporti con soci e amministratori
Il compenso degli amministratori è deducibile per la società solo in presenza di una delibera assembleare che ne fissi l'entità, e secondo il principio di cassa allargata dell'articolo 95, comma 5, TUIR, che considera pagate le somme corrisposte entro il 12 gennaio dell'anno successivo. In bilancio il costo si rileva per competenza; la rinuncia deve risultare in modo espresso, e l'Amministrazione può sindacarne la congruità.
ARapporti con soci e amministratori
Il compenso deliberato per l'amministratore non professionista si liquida con un cedolino: lordo come costo in B.7 (costi per servizi), ritenute IRPEF e contributi della gestione separata trattenuti, netto come debito in D.14 (altri debiti). In deroga alla competenza il compenso è deducibile nell'anno del pagamento (art. 95, c. 5, TUIR), anche entro il 12 gennaio successivo per la cassa allargata. Il compenso non è deducibile ai fini IRAP.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
Le quote di ammortamento ripartiscono lungo più esercizi il costo di un'immobilizzazione, sostenuto una sola volta nell'anno di acquisto: la rilevazione segue gli OIC 16 e 24, mentre la deduzione fiscale segue gli articoli 102 e 103 del TUIR. Secondo le Sezioni Unite n. 8500/2021, l'Amministrazione può contestare il fatto generatore anche oltre la decadenza sull'anno di acquisto, se resta aperto il termine sulla dichiarazione in cui la quota è dedotta.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua delle altre spese pluriennali capitalizzate, come le migliorie su beni di terzi non separabili dal bene, per esempio i lavori in un negozio in affitto, è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali). Si ammortizza nel minore tra la vita utile dell'opera e la durata residua del contratto. Fiscalmente le spese relative a più esercizi sono deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dei beni materiali che non rientrano nelle altre categorie, come insegne luminose, impianti di videosorveglianza e di comunicazione, attrezzature varie, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Si applica il coefficiente della categoria più vicina; le opere d'arte, i beni di valore non deperibile e i terreni non si ammortizzano.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua di attrezzi, stampi, utensili durevoli e attrezzature da negozio o da laboratorio di costo superiore a 516,46 euro, o capitalizzati per scelta, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Fiscalmente i beni di costo unitario fino a 516,46 euro si possono dedurre per intero nell'esercizio di acquisto; le attrezzature 4.0 nuove possono beneficiare dell'iperammortamento 2026-2028.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua di autocarri, furgoni, trattori, veicoli industriali e mezzi da cantiere usati nell'attività è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR le quote sono deducibili per intero se il mezzo è inerente all'attività; l'IVA è detraibile per intero per i mezzi strumentali. Un veicolo immatricolato autocarro e usato come autovettura può essere riqualificato dall'Amministrazione.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua delle autovetture di proprietà dell'impresa è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali), calcolata sul costo comprensivo dell'IVA indetraibile con il coefficiente del 25%. Ai fini fiscali valgono i limiti dell'art. 164 TUIR: deducibilità del 20%, 70% per le auto assegnate ai dipendenti in uso promiscuo per la maggior parte del periodo d'imposta, 80% per agenti e rappresentanti, 100% se strumentali, con un costo massimo riconosciuto di 18.075,99 euro (25.822,84 per agenti).
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dell'avviamento iscritto in bilancio, cioè della parte del prezzo di un'azienda che eccede il valore dei singoli beni, è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali). L'avviamento si iscrive solo se acquisito a titolo oneroso e si ammortizza sulla vita utile o, se non è stimabile, in non più di dieci anni. Fiscalmente le quote sono deducibili fino a un diciottesimo del valore per esercizio; l'eccedenza genera imposte anticipate.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dei beni dell'impresa dati in uso ai dipendenti anche per fini privati, come notebook, smartphone, alloggi e auto in uso promiscuo, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente è quello del bene; ai fini fiscali valgono i limiti della categoria: per le auto assegnate in uso promiscuo la quota è deducibile al 70% senza limite di costo, per gli smartphone all'80%, per i fabbricati concessi ai dipendenti l'art. 95, c. 2, TUIR.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
L'ammortamento dei beni materiali ripartisce il costo di un cespite strumentale lungo la durata utile stimata dalla società, secondo l'articolo 2426 del codice civile e l'OIC 16, con la quota alla voce B10b del conto economico. Ai fini fiscali l'articolo 102 del TUIR limita la deduzione ai coefficienti ministeriali, ridotti alla metà nel primo esercizio: l'eccedenza civilistica genera una differenza temporanea, non un'indeducibilità definitiva.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua del costo di concessioni, autorizzazioni e licenze acquistate con un pagamento una tantum, come il subentro in una concessione demaniale o una licenza commerciale, è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali) e si calcola sulla durata residua del diritto. Fiscalmente le quote sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge. I canoni periodici di concessione sono costi di godimento in B.8 (costi per godimento di beni di terzi).
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dei costi di costituzione, degli aumenti di capitale, delle trasformazioni, delle fusioni e dell'avvio di nuove unità produttive, capitalizzati per la loro utilità pluriennale, si ammortizza in non più di cinque anni ed è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali). Finché il costo non è ammortizzato si possono distribuire utili solo se residuano riserve disponibili almeno pari. Fiscalmente la quota è deducibile nel limite di quella imputata a ciascun esercizio.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dei costi di sviluppo capitalizzati, cioè delle spese per applicare i risultati della ricerca a un nuovo prodotto o processo, è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali). La capitalizzazione richiede un progetto chiaramente definito, costi identificabili e misurabili, fattibilità tecnica e recuperabilità con i ricavi futuri; l'ammortamento segue la vita utile o, se non stimabile, non supera cinque anni. Fiscalmente la quota segue il limite di quella imputata a ciascun esercizio.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua di tettoie, baracche, prefabbricati, capannoni leggeri e strutture smontabili è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente fiscale è più alto di quello dei fabbricati, spesso il 10%, perché la durata è minore. Se il bene è amovibile e non infisso al suolo, non si applica lo scorporo del terreno.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua del costo di brevetti industriali, know-how, diritti d'autore e software acquistati in proprietà o con licenza a tempo indeterminato è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali) e si calcola sulla vita utile. Fiscalmente le quote sono deducibili fino al 50% del costo per ogni esercizio, senza riduzione a metà del primo anno; l'eccedenza si riprende. I canoni di licenza periodici non si ammortizzano: sono costi di godimento in B.8 (costi per godimento di beni di terzi).
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dei fabbricati non strumentali o abitativi dell'impresa, come appartamenti per i dipendenti o immobili abitativi dati in locazione, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali) e si calcola sul costo al netto del terreno. Per gli immobili patrimonio, cioè non strumentali e non merce, gli ammortamenti non sono deducibili: il reddito è la rendita catastale o il canone. Per i fabbricati in uso ai dipendenti valgono i limiti dell'art. 95, c. 2, TUIR.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua del costo di capannoni, uffici, negozi e magazzini di proprietà è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali) e si calcola sul costo del fabbricato al netto del terreno, che non si ammortizza. Ai fini fiscali il terreno si scorpora in misura non inferiore al 20% del costo complessivo, 30% per i fabbricati industriali, salvo valore di bilancio più alto; il coefficiente del D.M. 31/12/1988 è di norma il 3%. Un ammortamento più alto in bilancio genera una ripresa in aumento.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua di imballaggi riutilizzabili posseduti dall'impresa e usati per più cicli, come pallet e casse a rendere, contenitori, fusti e bombole, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). La quota tiene conto delle perdite fisiologiche. Gli imballaggi a perdere sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua degli impianti che servono l'immobile e non un processo produttivo specifico, come impianti elettrici, idraulici, di riscaldamento, condizionamento, antincendio e allarme, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente fiscale varia da settore a settore. Gli impianti di autoproduzione di energia rinnovabile nuovi possono beneficiare dell'iperammortamento 2026-2028.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua degli impianti destinati a uno specifico processo produttivo, come linee di produzione, impianti di verniciatura, di depurazione dei fumi o celle frigorifere industriali, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente fiscale dipende dal gruppo di attività. Se sono interconnessi e rientrano negli allegati IV e V della L. 199/2025, possono beneficiare dell'iperammortamento 2026-2028.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua delle macchine operatrici usate nella produzione, come torni, presse, frese e macchine a controllo numerico, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente fiscale dipende dal settore e, talvolta, dalla distinzione tra macchine automatiche e non automatiche. Per i beni nuovi 4.0 dell'allegato IV della L. 199/2025 l'iperammortamento maggiora il costo ai fini delle imposte sui redditi.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua di computer, server, stampanti, fotocopiatrici, centralini e apparecchi elettronici d'ufficio è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente fiscale è del 20%. Per le apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica, come smartphone e centralini, le quote sono deducibili all'80%, misura che sale al 100% per gli impianti di telefonia degli autotrasportatori.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua del costo dei marchi acquistati da terzi o dei costi di registrazione dei marchi propri è un costo in B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali) e si calcola sulla vita utile del marchio. Fiscalmente le quote sono deducibili fino a un diciottesimo del costo per esercizio: se il bilancio ammortizza in meno di diciotto anni, l'eccedenza si riprende in dichiarazione e si iscrivono imposte anticipate.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua di mobili, scaffalature e arredi di uffici e negozi è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali). Il coefficiente fiscale di norma è il 12%. Per il limite di 516,46 euro conta il bene autonomo: un insieme di arredi che forma l'arredamento si considera nel suo complesso.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
La quota annua dei pezzi di ricambio di valore rilevante, destinati a specifici impianti o macchinari, è un costo in B.10.b (ammortamento delle immobilizzazioni materiali): si capitalizzano e si ammortizzano insieme al bene principale, con il suo coefficiente. I ricambi di uso corrente sono materiali di consumo in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
AImmobilizzazioni e ammortamenti
I terreni non si ammortizzano perché la loro utilità economica non si esaurisce con l'uso, a differenza dei fabbricati sui quali insistono: fanno eccezione cave, discariche e siti estrattivi, il cui valore si consuma con lo sfruttamento. Quando terreno e fabbricato confluiscono nella voce B.II.1 (terreni e fabbricati) dello stato patrimoniale, il costo va scorporato con criteri documentati per ammortizzare solo il fabbricato.
ARimanenze e ciclo produttivo
Le analisi chimiche, le prove di resistenza e i controlli microbiologici sui materiali acquistati, eseguiti da laboratori esterni, sono costi per servizi in B.7. Servono a rendere utilizzabili i beni e, se collegati a lotti specifici ancora in magazzino, concorrono al loro costo. Se il fornitore li addebita nella fattura dei beni, vanno in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
ACosti, spese e benefit specifici
Test richiesti dai clienti, certificazioni di conformità, analisi per le etichette e per l'esportazione sui prodotti che l'impresa vende sono costi per servizi in B.7. Si deducono nell'anno, con IVA detraibile. Le certificazioni dell'organizzazione aziendale, come la ISO 9001, sono consulenze tecniche.
APersonale dipendente e collaboratori
Il dipendente con almeno otto anni di servizio può chiedere una volta sola un'anticipazione fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi per formazione o parentali. Per l'impresa è il pagamento anticipato di un debito già accantonato: riduce il fondo TFR. Sull'anticipazione si applica la tassazione separata con l'aliquota calcolata come per il TFR.
APersonale dipendente e collaboratori
L'impresa anticipa a un dipendente o a un amministratore somme per una trasferta, una parte dello stipendio o un prestito. Finché non sono spese o restituite, sono crediti in C.II.5-quater. L'anticipo di trasferta si chiude con la nota spese; quello sulla retribuzione con la trattenuta in busta. I prestiti a tasso agevolato generano un fringe benefit pari al 50% della differenza tra il tasso di riferimento e quello applicato.
ACrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando l'impresa paga in anticipo un consulente, un'agenzia o un fornitore di servizi, l'importo non è ancora un costo: è un credito in C.II.5-quater (crediti verso altri) che si chiude alla fattura di saldo. Per i servizi il pagamento anticipato fa sorgere l'obbligo della fattura e l'IVA è detraibile; se il fornitore è un professionista si trattiene la ritenuta d'acconto sull'importo pagato.
AStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
L'anticipo all'esportazione è un finanziamento bancario, spesso in valuta estera, garantito dai crediti verso clienti esteri. Il debito va in D.4 (debiti verso banche) e, se in valuta, si converte al cambio di fine anno: l'utile o la perdita va in C.17-bis (utili e perdite su cambi). Se l'anticipo è nella stessa valuta del credito, le differenze si compensano. Dal 2024 le differenze di cambio da valutazione sono fiscalmente rilevanti (art. 110, c. 3, TUIR).
AStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Con l'anticipo su fatture la banca mette a disposizione una percentuale dei crediti presentati, di solito tra il 70% e l'80%, e l'impresa si impegna a far pagare il cliente sul conto anticipi. È un finanziamento: il debito verso la banca va in D.4 (debiti verso banche) e il credito verso il cliente resta in C.II (crediti dell'attivo circolante) finché non è incassato, perché il rischio resta all'impresa. Interessi e commissioni sono oneri finanziari in C.17 (interessi e altri oneri finanziari).
AStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Con la presentazione salvo buon fine la banca accredita subito l'importo delle ricevute bancarie, ma si riserva di riaddebitarlo se il cliente non paga. Fino alla scadenza l'impresa ha un debito verso la banca in D.4 (debiti verso banche) e il credito verso il cliente resta in C.II.1 (crediti verso clienti). Alla scadenza, se il cliente paga, debito e credito si chiudono; se la RiBa torna insoluta, la banca riaddebita l'importo e le spese.
ACosti, spese e benefit specifici
Gli arrotondamenti passivi sono le piccole differenze di centesimi che emergono quando un cliente paga qualcosa in meno o l'impresa paga arrotondando: un bonifico di 999,97 euro su una fattura di 1.000. Sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), deducibile come componente della gestione, senza effetti IVA. Vanno usati solo per importi minimi: le riduzioni di prezzo concordate sono rettifiche di ricavi o di costi.
ACosti, spese e benefit specifici
Gli oggetti e i materiali distribuiti gratuitamente al pubblico per far conoscere l'impresa, come gadget con il marchio, cataloghi, depliant, calendari e agende, sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). Cataloghi e depliant sono spese di pubblicità deducibili nell'esercizio; i gadget sono spese di rappresentanza, deducibili per intero se di valore unitario fino a 50 euro. L'IVA è detraibile sul materiale pubblicitario e sui gadget di costo unitario fino a 50 euro.
ACrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando un cliente paga con un assegno, il credito si chiude e l'assegno resta in cassa finché non viene versato. Se a fine anno non è ancora in banca si espone in C.IV.2. Gli assegni di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare la clausola di non trasferibilità. Se l'assegno torna insoluto si ripristina il credito verso il cliente e le spese si addebitano a costo.
ACosti, spese e benefit specifici
I premi di RC obbligatoria, furto e incendio, kasko e assistenza stradale di furgoni, autocarri e mezzi strumentali sono costi per servizi in B.7. La quietanza non espone IVA. Il premio è deducibile per intero per competenza, con il risconto della parte che riguarda l'anno successivo. Le autovetture hanno un conto proprio con le percentuali dell'art. 164 TUIR.
ACosti, spese e benefit specifici
I premi di RC auto, furto e incendio, kasko, cristalli e assistenza stradale delle autovetture sono costi per servizi in B.7. La quietanza non espone IVA. Il premio è deducibile per competenza, con il risconto della parte che riguarda l'anno successivo, e nelle percentuali dell'art. 164 TUIR: 20%, 70% se l'auto è in uso promiscuo ai dipendenti, 80% per gli agenti, 100% se strumentale.
ACosti, spese e benefit specifici
Le polizze incendio e furto su fabbricati e merci, di responsabilità civile verso terzi, di tutela legale e simili sono costi in B.7 (costi per servizi) deducibili per competenza, in base al periodo di copertura. Le polizze sugli immobili non strumentali non sono deducibili (art. 90 TUIR). Le polizze che sono un investimento o un beneficio per i dipendenti hanno altri conti. L'assicurazione è esente da IVA.
ACosti, spese e benefit specifici
Help desk, aggiornamenti, supporto sistemistico e assistenza sui programmi gestionali, a chiamata o a canone, sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza. Nella stessa fattura della software house possono esserci anche il canone di licenza, che è godimento di beni di terzi, e lo sviluppo di funzioni su misura, da capitalizzare.
ARapporti con soci e amministratori
L'associazione in partecipazione, disciplinata dagli articoli 2549 e seguenti del codice civile, attribuisce all'associato una partecipazione agli utili dell'impresa o di uno o più affari dell'associante, in cambio di un apporto di capitale, misto o, se l'associato non è persona fisica, di lavoro. Il contratto non costituisce una società: l'associato non risponde verso i terzi né partecipa alla gestione.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
L'attrezzatura minuta e i beni strumentali di costo unitario non superiore a 516,46 euro sono immobilizzazioni materiali di valore contenuto per le quali l'OIC 16 ammette l'imputazione diretta ai costi, in luogo di iscrizione e ammortamento, se complessivamente di scarsa rilevanza. Fiscalmente l'articolo 102, comma 5, del TUIR consente la deduzione integrale nell'esercizio, come facoltà alternativa alla capitalizzazione.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
Stampi, attrezzi durevoli, scaffalature, banchi e attrezzature di cucina, laboratorio o negozio si iscrivono in B.II.3 (attrezzature industriali e commerciali) e si ammortizzano con il coefficiente del settore. I beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro si possono dedurre per intero nell'esercizio; civilisticamente le attrezzature di scarsa importanza e rinnovate di continuo si possono iscrivere a valore costante.
ARapporti con soci e amministratori
L'aumento di capitale sociale a pagamento comporta nuovi conferimenti e accresce capitale nominale e patrimonio della società; non può essere eseguito finché le azioni o quote precedenti non sono interamente liberate. Non potendo essere menzionato negli atti sociali prima dell'iscrizione al Registro delle imprese, gli importi sottoscritti transitano per conti provvisori.
AFatti di gestione e operazioni diverse
La deducibilità dei costi delle autovetture ai fini delle imposte dirette segue l'articolo 164 del TUIR, con un limite sul costo fiscalmente riconosciuto di 18.075,99 euro, elevato a 25.822,84 per agenti e rappresentanti; ai fini IVA l'articolo 19-bis1 del DPR 633/1972 prevede una detrazione forfettaria del 40% per i veicoli non esclusivamente strumentali. L'uso promiscuo genera un fringe benefit sulle tabelle ACI.
AFatti di gestione e operazioni diverse
L'autoconsumo, l'assegnazione ai soci e la destinazione di beni o servizi a finalità estranee all'impresa sono assimilati dalla disciplina IVA alle cessioni e prestazioni a titolo oneroso quando l'imposta è stata detratta all'acquisto: l'operazione genera un debito d'imposta sul valore normale del bene, altrimenti resta fuori campo. Per i beni strumentali la differenza rispetto al costo fiscale residuo produce plusvalenza o minusvalenza.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
I veicoli per il trasporto di merci, come autocarri e furgoni, e i mezzi che si muovono in azienda, come muletti e carrelli, si iscrivono in B.II.4 (altri beni materiali) e si ammortizzano, di norma al 20%, con deducibilità piena. Non si applicano i limiti dell'art. 164 TUIR, salvo per i veicoli immatricolati come autocarri ma con caratteristiche da autovettura, i cosiddetti falsi autocarri.
AImmobilizzazioni e ammortamenti
L'avviamento è l'immobilizzazione immateriale che misura, nell'acquisto di un'azienda o ramo d'azienda, la parte di corrispettivo non attribuibile ai singoli beni e passività trasferiti, espressione della capacità del complesso aziendale di produrre utili futuri superiori alla somma dei valori dei singoli elementi. È iscrivibile solo se acquisito a titolo oneroso;
AStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le azioni quotate e le quote di minoranza che l'impresa compra per impiegare liquidità e rivendere quando conviene sono partecipazioni del circolante. Si iscrivono al costo, commissioni comprese, e si valutano al minore tra costo e mercato. Dal 2026 i dividendi di partecipazioni sotto il 5% e sotto i 500.000 euro sono tassati per intero; le plusvalenze non hanno la PEX; le svalutazioni sono indeducibili.
ARapporti con soci e amministratori
Le azioni proprie sono azioni della società emittente riacquistate e detenute in portafoglio: non costituiscono un'attività, ma una frazione di capitale sociale che riduce il patrimonio netto per l'importo del costo di acquisto. L'articolo 2357 c.c. ne subordina l'acquisto a utili e riserve distribuibili e ad autorizzazione assembleare non oltre diciotto mesi; in bilancio figurano con segno negativo nel patrimonio netto.
BStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I rapporti bancari attraversano conto economico, stato patrimoniale e dichiarazione dei redditi: interessi e commissioni si qualificano distinguendo i servizi bancari (voce B.7) dagli oneri finanziari (voce C.17, interessi e altri oneri finanziari), con effetti diversi ai fini Ires e Irap, specie per il limite di deduzione dell'articolo 96 TUIR. Il conto va riconciliato con l'estratto conto, gestito per singola banca, rilevando gli interessi per competenza.
BRapporti con soci e amministratori
I fringe benefit sono retribuzioni in natura corrisposte a dipendenti e amministratori oltre lo stipendio, e costituiscono reddito di lavoro dipendente tassato secondo il valore normale dell'articolo 9 TUIR. Sono detassati entro 258,23 euro, soglia elevata per il 2025-2027 dalla legge 207/2024 a 1.000 euro, o 2.000 con figli a carico; superata la soglia l'intera somma è imponibile, mentre le erogazioni in denaro sono sempre tassate.
BPersonale dipendente e collaboratori
Caffè, acqua, bevande, frutta e snack messi a disposizione di tutti i dipendenti in azienda si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Sono spese per il personale con finalità sociali, deducibili nel limite del 5 per mille; l'IVA sugli alimenti è di regola indetraibile, salvo che siano somministrati gratuitamente tramite distributori automatici nei locali dell'impresa.
BImmobilizzazioni e ammortamenti
I beni immateriali in senso proprio, marchi, brevetti, concessioni e licenze, sono individualmente identificabili e cedibili separatamente dal complesso aziendale, a differenza degli oneri pluriennali e dell'avviamento. Secondo l'OIC 24 l'iscrizione è obbligatoria quando il costo è stimabile con attendibilità, mentre per gli oneri pluriennali resta una facoltà; ammortamento e limiti fiscali variano per categoria.
BRapporti con soci e amministratori
Quando una società concede in godimento a un socio o a un familiare dell'imprenditore un bene aziendale per un corrispettivo inferiore al valore normale, la differenza è reddito diverso per l'utilizzatore, ex art. 67, comma 1, lettera h-ter, TUIR, e i costi del bene diventano indeducibili in proporzione per l'impresa. Se gratuita, il reddito diverso è l'intero valore normale; se l'utilizzatore è dipendente si applica l'articolo 51 TUIR.
BImmobilizzazioni e ammortamenti
I beni materiali sono le immobilizzazioni tecniche destinate a un utilizzo durevole nell'impresa, terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature, iscritte secondo la destinazione effettiva dell'articolo 2424-bis c.c. Il costo ammortizzabile, disciplinato dall'OIC 16, comprende il prezzo d'acquisto al netto degli sconti e gli oneri accessori; se il cespite comprende un fabbricato, il valore del terreno va scorporato.
BPersonale dipendente e collaboratori
Materiale didattico, giochi, articoli per il circolo ricreativo e altri beni di consumo messi a disposizione della generalità dei dipendenti per finalità sociali si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Se l'impresa li sostiene volontariamente sono deducibili nel limite del 5 per mille del costo del personale; se previsti da un accordo o regolamento vincolante, per intero.
BPersonale dipendente e collaboratori
I generi alimentari e le bevande acquistati per una mensa aziendale gestita direttamente, con personale proprio, sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Sono deducibili per intero, non formano reddito per i dipendenti e, in deroga alla regola generale, l'IVA sugli alimenti destinati alla mensa aziendale è detraibile.
BBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il bilancio intermedio è una situazione patrimoniale infrannuale disciplinata dall'OIC 30, richiesta dal codice civile per l'acconto sui dividendi, l'aumento gratuito di capitale con riserve post-bilancio, la riduzione del capitale per perdite e la fusione o scissione. Ne applica i criteri di valutazione, con ammortamenti pro rata temporis e imposte all'aliquota fiscale annua stimata.
BBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il bilancio d'esercizio rappresenta, tramite stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa, la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società, redatto con chiarezza e in modo veritiero e corretto ex articolo 2423 c.c. Ne guidano la redazione i postulati di prudenza, continuità aziendale, competenza, costanza dei criteri, rilevanza e comparabilità, vietando la compensazione di partite.
BBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il bilancio abbreviato, ex art. 2435-bis c.c., e il bilancio delle microimprese, ex art. 2435-ter c.c., sono forme semplificate per le società che non superano, per due esercizi, due dei limiti di attivo, ricavi e dipendenti. Le semplificazioni riguardano lo schema di stato patrimoniale, l'esonero da relazione sulla gestione e rendiconto finanziario, e i criteri di valutazione, tra cui i debiti al nominale.
BBilancio: principi, schemi e adempimenti
Le società di capitali controllanti, ex articolo 2359 c.c., sono obbligate al bilancio consolidato per rappresentare unitariamente la situazione del gruppo, eliminando i rapporti infragruppo. L'articolo 27 del D.Lgs. 127/1991 esonera i gruppi che non superano, per due esercizi, due dei limiti di attivo, ricavi e dipendenti; altre esclusioni riguardano controllate irrilevanti o destinate ad alienazione.
BOperazioni straordinarie
Nel corso della liquidazione, il bilancio annuale intermedio segue criteri diversi secondo che le aziende sociali siano tutte in liquidazione, con valore di realizzo e utilizzo del fondo oneri, tutte in prosecuzione temporanea con criteri ordinari, o in parte nell'una e nell'altra situazione, con due contabilità distinte a colonne affiancate. Il bilancio finale si completa con il piano di riparto dell'attivo netto residuo tra i soci.
BOperazioni straordinarie
Lo scioglimento di una società apre la fase di liquidazione, disciplinata dall'OIC 5: il capitale investito muta finalità, da produzione del reddito retta dalla continuità aziendale a coacervo di beni destinato a monetizzazione, pagamento dei creditori e riparto ai soci. Nella fase preliquidatoria si applicano ancora i criteri ordinari; con le consegne ai liquidatori le attività passano al valore di realizzo.
BBilancio: principi, schemi e adempimenti
L'infedeltà patrimoniale è il reato dell'articolo 2634 c.c. a carico di amministratori, direttori generali e liquidatori che, in conflitto di interesse con la società, dispongono dei beni sociali per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, causando intenzionalmente un danno patrimoniale. Rileva non la sola scelta sfavorevole, ma la sua degenerazione in un atto lesivo, decisiva nelle cessioni a soci o amministratori.
BBilancio: principi, schemi e adempimenti
La continuità aziendale è il postulato per cui le valutazioni di bilancio presuppongono che l'impresa continui a operare per un periodo di regola non inferiore a dodici mesi: secondo l'OIC 11 la verifica spetta agli amministratori, su evidenze oggettive documentate. Le società soggette a direzione e coordinamento, ex articoli 2497 e 2497-bis c.c., devono darne pubblicità e motivarne gli effetti in nota integrativa.
BImmobilizzazioni e ammortamenti
I brevetti industriali e i diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono immobilizzazioni immateriali costituite da un diritto esclusivo di sfruttamento. Il brevetto dura 20 anni per le invenzioni, 10 per i modelli di utilità e 25 per disegni e modelli; i diritti d'autore, incluso il software, durano 70 anni dalla morte dell'autore. L'ammortamento segue il periodo di utilizzo, senza superare la durata legale.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le cambiali finanziarie sono titoli di credito all'ordine, disciplinati dalla legge 43/1994, con cui le imprese raccolgono mezzi finanziari presso il pubblico o i soci in alternativa al canale bancario. L'emissione da società non quotate richiede uno sponsor professionale, un bilancio certificato da un revisore e l'assenza di rapporti di socio tra sponsor ed emittente; hanno efficacia di titolo esecutivo.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La cambiale è un titolo di credito con promessa incondizionata di pagamento, disciplinato dal regio decreto 1669/1933, distinto in cambiale tratta, con cui un soggetto ordina a un altro di pagare un terzo, e pagherò o vaglia cambiario, con cui il debitore promette il pagamento al beneficiario. Ha efficacia esecutiva senza giudizio di cognizione; le cambiali attive si iscrivono in C.II (crediti dell'attivo circolante) tra i crediti.
CRimanenze e ciclo produttivo
Il campionario è l'insieme di beni che l'impresa mantiene nella propria disponibilità, senza cederli a terzi, per dimostrare a clienti e agenti le qualità dei prodotti e facilitarne la vendita. I costi sono equiparati a quelli di pubblicità e imputati a conto economico nell'esercizio di sostenimento, senza capitalizzazione salvo i requisiti OIC 24; l'articolo 108, comma 1, TUIR ne ammette la deduzione senza limiti quantitativi.
CRimanenze e ciclo produttivo
I campioni gratuiti di modico valore sono beni ceduti senza corrispettivo a clienti attuali o potenziali per farne conoscere le caratteristiche o consentirne il collaudo. L'articolo 2, comma 3, lettera d), DPR 633/1972 esclude la cessione dal campo IVA quando ricorrono tre condizioni cumulative: valore modico, apposito contrassegno e indicazione che il bene non è destinato alla vendita.
CCosti, spese e benefit specifici
Carta, toner, penne, raccoglitori e moduli sono materiale d'ufficio di consumo corrente. Si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e il costo si deduce nell'anno: secondo la Cassazione la cancelleria non concorre alle rimanenze fiscali, salvo che sia la merce venduta dall'impresa. Stampanti e arredi, anche se acquistati insieme, vanno registrati a parte.
CImposte, tasse e adempimenti fiscali
Dal 2021 il canone unico patrimoniale sostituisce la tassa e il canone per l'occupazione di suolo pubblico e l'imposta comunale sulla pubblicità: si paga al Comune per insegne, cartelloni, dehors, ponteggi e occupazioni di aree pubbliche. È un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), di competenza dell'esercizio, deducibile come costo inerente all'attività; per la parte che riguarda periodi successivi si rileva un risconto.
CSettori e operazioni particolari
L'enfiteusi è un diritto reale che attribuisce all'enfiteuta il godimento di un fondo con l'obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico al concedente. Il canone è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibile per competenza, anche ai fini IRAP; pagato a privati non ha IVA. L'affrancazione, con cui l'enfiteuta acquista la piena proprietà, è un costo capitalizzabile.
CCosti, spese e benefit specifici
I contratti con cui un'impresa esterna mantiene in efficienza determinati beni per un canone periodico, come ascensori, impianti antincendio, caldaie e fotocopiatrici, generano costi in B.7 (costi per servizi) deducibili per intero per competenza. I beni coperti dal contratto sono esclusi dal calcolo del plafond del 5%; i canoni anticipati si ripartiscono con i risconti.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
L'usufrutto dà il diritto di usare un immobile altrui e di goderne i frutti. Se è costituito a titolo oneroso con un canone periodico, il canone è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibile per competenza, anche ai fini IRAP. Se invece l'impresa paga un corrispettivo unico, l'usufrutto è un'immobilizzazione immateriale ammortizzata sulla durata del diritto. L'atto sconta IVA o imposta di registro secondo il tipo di immobile e di concedente.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
L'usufrutto su macchinari, attrezzature o altri beni mobili dà all'impresa il diritto di usarli senza acquistarli. Il canone periodico è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibile per competenza, anche ai fini IRAP; se il concedente è un soggetto IVA, l'IVA è detraibile. L'usufrutto acquistato con un corrispettivo unico è invece un'immobilizzazione immateriale.
CSettori e operazioni particolari
I canoni pagati a un ente pubblico per una concessione demaniale, una derivazione di acque o un'altra autorizzazione che dà diritto di usare un bene pubblico o di esercitare un'attività sono costi in B.8 (costi per godimento di beni di terzi), deducibili per competenza anche ai fini IRAP. Se il concedente è un ente pubblico che agisce come autorità, il canone è fuori campo IVA per carenza del presupposto soggettivo; se il concessionario è un'impresa privata, il canone è imponibile e l'IVA detraibile. Il corrispettivo una tantum per acquisire il diritto di concessione si capitalizza invece tra le immobilizzazioni immateriali.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
Le licenze d'uso di programmi pagate con un canone periodico sono costi in B.8 (costi per godimento di beni di terzi), deducibili per competenza anche ai fini IRAP: il canone annuale pagato in anticipo si ripartisce con il risconto. Le licenze a tempo indeterminato acquistate una volta sono immobilizzazioni immateriali. I servizi in cloud (SaaS) sono servizi in B.7. L'IVA è detraibile; con fornitori esteri si applica l'inversione contabile.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
La caparra confirmatoria, ex articolo 1385 c.c., garantisce l'adempimento del preliminare: se è inadempiente chi l'ha versata, l'altra parte la trattiene; se è inadempiente chi l'ha ricevuta, ne restituisce il doppio, fermo il diritto di chiedere l'esecuzione o la risoluzione. Si distingue dalla caparra penitenziale, corrispettivo del recesso ex art. 1386 c.c., e dalla clausola penale degli articoli 1382-1384 c.c.
CRapporti con soci e amministratori
Il capitale proprio, o capitale netto, è il patrimonio che l'imprenditore individuale o i soci di una società di persone hanno investito nell'impresa. Cresce con gli apporti e con gli utili lasciati in azienda, diminuisce con i prelievi e le perdite. A fine anno si chiudono sul capitale l'utile e il conto prelevamenti. Il reddito è tassato IRPEF in capo al titolare, o ai soci per trasparenza, anche se non prelevato.
CRapporti con soci e amministratori
Il capitale sociale è il valore nominale dei conferimenti dei soci, stabile salvo aumenti o riduzioni. La Spa richiede un minimo di 50.000 euro (art. 2327 c.c.); la Srl 10.000 euro (art. 2463 c.c.), riducibili fino a 1 euro con conferimenti solo in denaro e riserva legale rafforzata. I conferimenti in natura richiedono una perizia giurata di stima; nella sola Srl sono ammessi anche conferimenti di opere e servizi.
CImmobilizzazioni e beni strumentali
Progettazione dell'invenzione, consulenze in proprietà industriale e spese di deposito sono costi di un brevetto: se l'invenzione è tutelabile e utilizzabile si capitalizzano in B.I.3 (diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno) con la contropartita in A.4 (incrementi di immobilizzazioni per lavori interni). L'ammortamento fiscale non supera il 50% del costo l'anno (art. 103 TUIR).
CImmobilizzazioni e beni strumentali
Progettare con il personale interno un nuovo prodotto o processo: se il progetto è definito, i costi sono identificabili e misurabili, la fattibilità tecnica e il recupero attraverso ricavi sono dimostrati, i costi di sviluppo si capitalizzano in B.I.2 e si stornano dai costi con A.4 (incrementi di immobilizzazioni per lavori interni). Serve il consenso del collegio sindacale (art. 2426 n. 5 c.c.).
CRimanenze e ciclo produttivo
Il gasolio per generatori e macchine non targate, i combustibili per forni ed essiccatoi e gli altri prodotti energetici acquistati e stoccati in azienda sono costi della produzione in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). L'accisa fa parte del costo e della base IVA; le giacenze in cisterna a fine anno si rilevano tra le rimanenze se significative.
CCosti, spese e benefit specifici
Gasolio, AdBlue, GPL, metano e lubrificanti di furgoni, autocarri e mezzi strumentali sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR sono deducibili per intero se il mezzo serve all'attività; l'IVA è interamente detraibile per i mezzi oltre 3.500 kg o usati esclusivamente nell'attività. Servono fattura elettronica e pagamento tracciabile.
CCosti, spese e benefit specifici
Benzina, gasolio, GPL, metano, ricariche elettriche e lubrificanti delle autovetture aziendali sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Il costo è deducibile nelle percentuali dell'art. 164 TUIR, 20%, 70% se l'auto è in uso promiscuo ai dipendenti, 80% per gli agenti, 100% se strumentale, e solo con pagamento tracciabile; l'IVA è detraibile al 40%. Il documento è la fattura elettronica: la scheda carburante non esiste più.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I pagamenti con carta di credito generano, per le vendite, un credito verso la società finanziaria che gestisce il circuito e ne assume il rischio di insolvenza, iscritto tra i crediti dell'attivo circolante; per gli acquisti, un debito verso il fornitore e uno verso l'emittente della carta. Le commissioni di gestione e di utilizzo sono deducibili per competenza come oneri diversi di gestione o oneri finanziari.
CCosti, spese e benefit specifici
Le carte prepagate intestate all'impresa e date a dipendenti o amministratori permettono di pagare trasferte e piccoli acquisti senza anticipi personali. La ricarica sposta denaro dal conto corrente alla carta; ogni spesa si registra nel suo conto di costo, con l'IVA detraibile se c'è la fattura. Il pagamento con carta è tracciabile, condizione dal 2025 per dedurre vitto, alloggio e taxi delle trasferte in Italia.
CRimanenze e ciclo produttivo
Sfridi di acciaio, ritagli di carta e rottami di rame ceduti a un'impresa di recupero sono ricavi di A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni). Per molti di questi beni l'IVA è dovuta dall'acquirente con l'inversione contabile (art. 74, c. 7 e 8, DPR 633/1972): il cedente emette fattura senza imposta.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il cash pooling è il contratto con cui le società di un gruppo affidano a una tesoreria centralizzata la gestione della liquidità. Nello zero balancing i saldi sono trasferiti a fine giornata; nel notional pooling restano sui conti originari e la banca calcola gli interessi come saldo unico. Ogni movimento verso il pool è un credito o debito finanziario infragruppo, non liquidità propria.
CFatti di gestione e operazioni diverse
Il conto cassa non può mai presentare un saldo negativo: un'anomalia anche di un solo giorno è indice di irregolarità contabile e può condurre all'accertamento induttivo, con inversione dell'onere della prova. Richiede riconciliazione periodica tra saldo contabile e giacenza fisica, regolarizzazione dei sospesi e rispetto dei limiti al contante; gli ammanchi documentati restano deducibili secondo la risoluzione 54/E/2010.
CPersonale dipendente e collaboratori
Sono i versamenti che le imprese edili fanno alla Cassa edile per i propri operai. Gli accantonamenti per ferie, gratifica natalizia e anzianità professionale edile sono retribuzione differita, che la Cassa paga agli operai, e si rilevano in B.9.a (salari e stipendi); i contributi contrattuali per assistenza, formazione e sicurezza sono oneri sociali in B.9.b. Sono deducibili per competenza. I contributi assistenziali non sono reddito per gli operai se versati in modo indistinto per la massa salariale.
CCosti, spese e benefit specifici
Le marche da bollo, i francobolli e gli altri valori acquistati in anticipo sono una scorta di denaro sotto altra forma: si registrano in cassa valori bollati e diventano costo solo quando vengono usati. A fine anno si inventariano i valori ancora disponibili. L'imposta di bollo è un onere tributario in B.14 (oneri diversi di gestione), i francobolli sono spese postali in B.7 (costi per servizi); entrambi sono fuori campo o esenti da IVA.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le imprese che mandano personale all'estero tengono spesso una piccola cassa in valuta. L'acquisto della valuta è un giroconto tra disponibilità; le spese si registrano in euro al cambio del giorno; a fine anno il residuo si converte al cambio di chiusura e la differenza va in C.17-bis (utili e perdite su cambi). Dal 2024 le differenze da valutazione concorrono al reddito. Il cambio di valuta è esente da IVA.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Quando una cedola del prestito obbligazionario è scaduta ma non ancora pagata, la società iscrive il debito verso gli obbligazionisti in D.5 (debiti verso altri finanziatori), per il netto delle ritenute, e il debito verso l'Erario per le ritenute. Gli interessi sono oneri finanziari in C.17, deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR e, per le società non quotate, se il tasso non supera i limiti dell'art. 3, c. 115, L. 549/1995.
CAgenti, rappresentanti e reti commerciali
La cessazione del rapporto di agenzia impone la comunicazione telematica a Enasarco entro trenta giorni, da cui dipende la liquidazione del FIRR pregresso, mentre l'anno in corso resta a carico della ditta preponente. Va distinta la figura dell'agente iscritto dal procacciatore d'affari: solo il primo ha diritto a FIRR, indennità suppletiva di clientela e indennità meritocratica.
COperazioni straordinarie
La cessione d'azienda trasferisce automaticamente crediti e debiti al cessionario, che risponde in solido dei debiti tributari pregressi del cedente, salvo frode. Il cedente rileva la plusvalenza al valore contabile, tassabile secondo il periodo di possesso; il cessionario iscrive i beni ai valori dell'atto e l'avviamento, deducibile in un diciottesimo annuo. Sconta l'imposta di registro proporzionale ed è esclusa da IVA.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
La cessione o il pegno di crediti commerciali a garanzia di un finanziamento non trasferisce il rischio di insolvenza, che resta al cedente: secondo l'appendice A dell'OIC 15 il credito resta iscritto in bilancio, a differenza della cessione pro-soluto che ne comporta l'eliminazione. La liquidità ricevuta dal finanziatore costituisce un debito da restituire, non un provento.
CSettori e operazioni particolari
Le undici regole Incoterms 2020 (EXW, FCA, FAS, FOB, CFR, CIF, CPT, CIP, DAP, DPU, DDP) individuano il punto in cui costi e rischi del trasporto passano dal venditore al compratore, senza disciplinare il trasferimento della proprietà. Sette clausole valgono per ogni modalità di trasporto, quattro solo per quello marittimo. L'OIC 13 impone di individuare il momento di trasferimento del rischio ai fini della competenza dei ricavi.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
I crediti verso clienti sono rilevati secondo il criterio del costo ammortizzato ex articolo 2426, numero 8, c.c. e OIC 15, salvo il valore di presumibile realizzo per i bilanci abbreviati, i crediti a breve termine o quando i costi di transazione sono irrilevanti. Vanno iscritti al netto di resi, sconti e abbuoni; i crediti infragruppo vanno in voci apposite. Le ricevute bancarie non ne mutano la natura fino all'incasso.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando un cliente entra in una procedura concorsuale o non paga nonostante i solleciti e le azioni legali, il credito si sposta nel conto sofferenze, per seguirlo e valutarlo a parte. La perdita è deducibile quando ci sono elementi certi e precisi o dalla data di apertura della procedura (art. 101, c. 5, TUIR). Per l'IVA, dall'apertura della procedura si può emettere la nota di variazione in diminuzione; le perdite su crediti non sono deducibili ai fini IRAP.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando a fine anno un cliente ha già maturato un premio sul fatturato, uno sconto o un reso che l'impresa documenterà l'anno dopo, la riduzione si rileva per competenza: rettifica dei ricavi in contropartita a un conto che riduce i crediti. È deducibile nell'esercizio se certa e determinabile. L'IVA si rettifica con la nota: per gli accordi sopravvenuti la variazione in diminuzione è facoltativa e ammessa entro un anno dall'operazione.
CBilancio: principi, schemi e adempimenti
L'organo di controllo vigila sull'osservanza della legge, dello statuto e degli assetti organizzativi e contabili. Nella Spa il collegio sindacale è sempre obbligatorio (art. 2397 c.c.); nella Srl la nomina diventa obbligatoria ex art. 2477 c.c. se controlla una società soggetta a revisione, redige il consolidato o supera per due esercizi 4 milioni di attivo, 4 milioni di ricavi o 20 dipendenti medi.
CPersonale dipendente e collaboratori
Le convenzioni con asili nido, centri estivi e colonie per i figli dei dipendenti, e i costi dei circoli ricreativi aziendali, sono servizi in B.7 con finalità di educazione, istruzione e ricreazione. Sono deducibili nel limite del 5 per mille se offerti volontariamente, per intero se previsti da accordo o regolamento. Per i dipendenti non sono reddito. I servizi educativi sono spesso esenti da IVA.
CCosti, spese e benefit specifici
Gasolio, pellet, legna o GPL acquistati e stoccati in azienda per riscaldare uffici e capannoni sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Il gas di rete è invece un'utenza in B.7 (costi per servizi). La spesa è deducibile se riguarda locali strumentali; per gli immobili patrimonio non lo è, e sui fabbricati abitativi l'IVA è indetraibile.
CSettori e operazioni particolari
Il commercio elettronico è indiretto quando l'ordine avviene online con consegna fisica tradizionale, diretto quando anche la consegna del bene o servizio avviene per via telematica, come e-book o software. Superata la soglia di 10.000 euro di vendite a distanza intracomunitarie, l'IVA si applica nel Paese di destinazione, salvo adesione ai regimi OSS o IOSS; le piattaforme digitali rispondono agli obblighi DAC7.
CRimanenze e ciclo produttivo
Una commessa infrannuale è un'opera o un servizio eseguito su ordine del cliente con durata inferiore a un anno, come una ristrutturazione iniziata a novembre e finita a febbraio. A fine anno i lavori non ultimati si iscrivono tra le rimanenze con la variazione in A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione). Dal periodo d'imposta 2024 il criterio usato in bilancio, costo o percentuale di completamento, vale anche fiscalmente (art. 92, c. 6, TUIR).
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le commissioni che la banca addebita per eseguire bonifici, addebiti diretti SDD, pagamenti di utenze, F24 o MAV sono costi per servizi in B.7, non oneri finanziari. Sono deducibili per competenza, anche ai fini IRAP. Le operazioni di pagamento sono esenti da IVA.
CRapporto banca impresa
Le commissioni che remunerano la disponibilità di credito o accompagnano un finanziamento, come la commissione di disponibilità fondi, l'istruttoria veloce e le spese di istruttoria dei mutui, sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari), esenti da IVA. Quelle iniziali si ripartiscono sulla durata del finanziamento con il costo ammortizzato o con i risconti.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La banca o la compagnia che rilascia una fideiussione a favore di un locatore, di un ente pubblico o di un fornitore addebita una commissione periodica: è un costo in B.7 (costi per servizi) deducibile per competenza, anche ai fini IRAP. Se la garanzia serve a ottenere un finanziamento, la commissione è un onere finanziario in C.17 (interessi e altri oneri finanziari), soggetto all'art. 96 TUIR e indeducibile ai fini IRAP. È esente da IVA.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
Il comodato è il contratto essenzialmente gratuito, disciplinato dagli articoli 1803 e seguenti c.c., con cui il comodante consegna un bene al comodatario, obbligato a custodirlo con diligenza e restituirlo alla scadenza. Il comodante mantiene il bene tra le immobilizzazioni e continua ad ammortizzarlo; il comodatario non lo iscrive in bilancio, dandone eventualmente menzione in nota integrativa, e capitalizza le migliorie apportate.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
La compensazione dei crediti d'imposta estingue debiti tributari e previdenziali senza versamento, distinguendo la compensazione verticale, nel medesimo tributo, da quella orizzontale, sempre tracciata in F24. Oltre 5.000 euro per tributo occorre il visto di conformità e l'attesa di dieci giorni; vige il divieto con debiti a ruolo oltre 1.500 euro e un massimale annuo di 2.000.000 euro. L'OIC 25 impone l'esposizione al netto.
CPersonale dipendente e collaboratori
I collaboratori che lavorano in modo continuativo e coordinato senza vincolo di subordinazione e senza partita IVA sono pagati con cedolino: il compenso è un costo in B.7 (costi per servizi), deducibile per competenza, con ritenute IRPEF e contributi alla gestione separata. Non è deducibile ai fini IRAP. Se il committente organizza tempi e luogo del lavoro, il rapporto si considera subordinato.
CCosti, spese e benefit specifici
Traduttori, grafici, fotografi, formatori, sviluppatori freelance, medici competenti e altri lavoratori autonomi con partita IVA fatturano prestazioni che l'impresa registra in B.7 (costi per servizi), per competenza. Sul compenso si trattiene la ritenuta del 20%; i forfettari non applicano IVA né subiscono ritenuta. I compensi vanno nella Certificazione Unica e nel 770.
CCosti, spese e benefit specifici
Le prestazioni saltuarie di persone senza partita IVA, come una docenza, una traduzione isolata o un servizio fotografico per un evento, si documentano con una ricevuta e si registrano in B.7 (costi per servizi). Sul compenso si trattiene la ritenuta del 20%; la prestazione è fuori campo IVA; il costo non è deducibile ai fini IRAP. Va comunicato in anticipo all'Ispettorato del lavoro.
CBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il revisore persona fisica che non svolge l'incarico nella propria professione percepisce un reddito assimilato al lavoro dipendente, pagato con cedolino, con ritenute e contributi alla gestione separata. Per la società è un costo in B.7 (costi per servizi), deducibile per competenza, non deducibile ai fini IRAP.
CBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il compenso del revisore legale o della società di revisione è un costo per servizi in B.7. Le prestazioni di servizi sono di competenza dell'esercizio in cui sono ultimate: le verifiche periodiche svolte durante l'anno si stanziano a fine esercizio, mentre il controllo del bilancio e la relazione si concludono nell'anno successivo. L'IVA è detraibile; se il revisore è una persona fisica si trattiene la ritenuta. La nota integrativa indica i corrispettivi.
CRapporti con soci e amministratori
Quando il sindaco non svolge l'incarico nell'ambito di una professione, il compenso è un reddito assimilato al lavoro dipendente, pagato con cedolino, con ritenute IRPEF e contributi alla gestione separata INPS. Per la società è un costo in B.7 (costi per servizi), deducibile per competenza ma non ai fini IRAP.
CIVA e adempimenti dichiarativi
Alcune scelte contabili e regimi fiscali opzionali producono effetti solo se comunicati all'Agenzia delle Entrate: il mutamento del criterio di valutazione delle rimanenze si comunica in dichiarazione ex articolo 110 TUIR, il metodo del dettaglio richiede un documento integrativo ex articolo 92 TUIR, oltre alla motivazione in nota integrativa ex articolo 2423-bis c.c. La remissione in bonis sana le omissioni formali.
CSettori e operazioni particolari
Il CONAI è il consorzio cui devono iscriversi entro trenta giorni dall'avvio dell'attività i produttori e utilizzatori di imballaggi, per finanziare recupero e riciclo tramite un contributo ambientale addebitato in fattura. La quota di adesione ha natura di partecipazione e va iscritta nell'attivo, voce B.III.1.d-bis (partecipazioni in altre imprese), dell'art. 2424 c.c.; il contributo ambientale sugli acquisti si registra in aumento del costo degli imballaggi.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
Le concessioni, le licenze e i marchi sono immobilizzazioni immateriali che attribuiscono un diritto di utilizzo esclusivo. Le concessioni si ammortizzano in base alla loro durata, salvo vita utile inferiore; le licenze con corrispettivo unico pluriennale si capitalizzano e ammortizzano secondo la durata, mentre quello periodico è costo di competenza tra i godimenti di beni di terzi, deducibile ex art. 103 TUIR.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il concordato preventivo biennale è la facoltà, per i soggetti che applicano gli ISA, di concordare con il Fisco il reddito IRPEF/IRES e il valore della produzione IRAP per un biennio, sui dati dell'anno precedente; riproposto per il 2025/2026 sui dati 2024 e per il 2026/2027 sui dati 2025. Non modifica gli obblighi contabili ordinari. Sul maggior reddito concordato si applica un'imposta sostitutiva del 10, 12 o 15% entro 85.000 euro di eccedenza.
CRapporti con soci e amministratori
La S.r.l. ammette il conferimento di prestazioni d'opera o di servizi del socio, garantito da una polizza assicurativa o da una fideiussione bancaria (art. 2464, c. 6, c.c.). Alla sottoscrizione la società rileva un credito verso il socio in contropartita al capitale; man mano che il socio esegue le prestazioni si rileva il costo del servizio e il credito si riduce. Il costo è deducibile per competenza.
COperazioni straordinarie
Il conferimento d'azienda trasferisce un complesso produttivo dotato di autonoma capacità di reddito; la beneficiaria assegna proprie azioni o quote alla conferente, non ai soci, a differenza della scissione. Nelle società di capitali serve sempre una perizia giurata di stima (artt. 2343 o 2465 c.c.). L'articolo 176 del TUIR impone la neutralità fiscale, con continuità dei valori estesa anche all'avviamento.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il consolidato fiscale nazionale, artt. 117 e seguenti TUIR, determina in capo alla controllante un unico reddito imponibile di gruppo, somma algebrica dei redditi dei soggetti aderenti, con un'unica imposta IRES. È un regime opzionale, distinto dal bilancio consolidato civilistico, subordinato al requisito del controllo, che consente la compensazione delle perdite fiscali e il trasferimento dell'ACE tra le partecipanti.
CCosti, spese e benefit specifici
Impostazione del controllo di gestione, budget, procedure interne, assistenza nei rapporti con le banche e pareri su operazioni sono consulenze amministrative: costi per servizi in B.7, deducibili per competenza, con IVA detraibile e ritenuta d'acconto sul compenso dei professionisti. Le consulenze legate a operazioni straordinarie possono essere capitalizzate.
CCosti, spese e benefit specifici
Piani di marketing, sviluppo della rete di vendita, internazionalizzazione, analisi dei prezzi e temporary export manager sono consulenze commerciali: costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile, o in inversione contabile se il consulente è estero. Il compenso legato alle vendite concluse è una provvigione.
CCosti, spese e benefit specifici
Predisposizione e invio delle dichiarazioni, pareri, interpelli, assistenza durante verifiche e contenziosi tributari sono consulenze fiscali: costi per servizi in B.7, deducibili nell'anno in cui la prestazione è resa. Le somme pagate al Fisco, come imposte e sanzioni, non sono consulenze e vanno nei loro conti.
CCosti, spese e benefit specifici
Redazione e revisione di contratti, pareri, assistenza nelle trattative e diffide sono consulenze legali: costi per servizi in B.7 deducibili per competenza, con ritenuta del 20% sul compenso. Nelle parcelle degli avvocati il rimborso forfettario delle spese generali del 15% è parte del compenso. Le spese per le cause in corso hanno un conto proprio.
CCosti, spese e benefit specifici
L'incarico di responsabile della sicurezza, perizie, pratiche edilizie e ambientali, collaudi e consulenze per le certificazioni di qualità sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con ritenuta sui compensi dei professionisti. Progettazione e direzione lavori di un immobile o di un impianto sono invece oneri accessori da capitalizzare sul bene.
CRimanenze e ciclo produttivo
Le scritture ausiliarie di magazzino sono un adempimento distinto dal libro degli inventari, che segue in forma sistematica le variazioni quantitative dei beni per categoria omogenea, con registrazioni entro sessanta giorni. L'obbligo, ex articolo 14, comma 1, lettera d), del DPR 600/1973, scatta al superamento congiunto delle soglie di ricavi e rimanenze per due esercizi consecutivi, con un ulteriore anno di rinvio.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
La contabilità inattendibile è la condizione, ex articolo 39 del DPR 600/1973, che consente al Fisco di determinare induttivamente il reddito d'impresa prescindendo dalle scritture contabili. Soglie quantitative su disponibilità liquide, rimanenze, beni strumentali e compensi ai dipendenti segnano il limite oltre il quale l'anomalia contabile diventa sintomo di un sistema informativo inaffidabile, legittimando la ricostruzione complessiva del reddito.
CBilancio: principi, schemi e adempimenti
I conti d'ordine erano il prospetto, esposto fino ai bilanci 2015 in calce allo stato patrimoniale, per garanzie prestate, impegni assunti e beni di terzi presso l'impresa. Il D.Lgs. 139/2015 ha abrogato l'articolo 2424, comma 3, c.c., trasferendo il contenuto al punto 9) dell'articolo 2427 c.c.: le stesse informazioni trovano oggi posto in nota integrativa, secondo l'OIC 12, l'OIC 19, l'OIC 15 e l'OIC 31.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il conto corrente bancario accoglie incassi e pagamenti dell'impresa e le competenze addebitate o accreditate dalla banca. Si iscrive al valore nominale e va riconciliato ogni mese con l'estratto conto. Gli interessi attivi concorrono al reddito per competenza e subiscono la ritenuta del 26%, scomputabile dall'IRES; le spese vanno tra i servizi, il bollo tra gli oneri diversi.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le imprese che vendono o comprano in valuta tengono spesso un conto nella stessa moneta. Ogni movimento si registra in euro al cambio del giorno; a fine anno il saldo si converte al cambio di chiusura e la differenza va in C.17-bis (utili e perdite su cambi). Dal 2024 le differenze di cambio da valutazione concorrono al reddito (D.Lgs. 192/2024); l'utile netto non realizzato va comunque in una riserva non distribuibile.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il conto corrente postale è una disponibilità liquida dell'impresa, distinta dal conto bancario ma soggetta, secondo l'OIC 14, agli stessi controlli di fine esercizio: riconciliazione del saldo contabile con l'estratto conto di Poste Italiane e rilevazione per competenza degli interessi maturati e non ancora accreditati, al netto della ritenuta d'acconto, verificando la corretta attribuzione delle operazioni con valuta a cavallo d'anno.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il conto deposito vincolato permette di impiegare la liquidità in eccesso per alcuni mesi a un tasso più alto del conto ordinario. Resta in C.IV.1 (depositi bancari e postali) se il vincolo è breve e la somma è comunque disponibile con una penale; se il vincolo è lungo e rigido va tra i crediti immobilizzati. Gli interessi maturati a fine anno si rilevano con il rateo; alla liquidazione la banca trattiene il 26%.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I contratti derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende da un'attività sottostante — tassi, prezzi, cambi, indici o rating — con investimento iniziale nullo o ridotto e regolamento posticipato, secondo l'OIC 32. Si iscrivono al fair value ex articolo 2426, n. 11-bis, c.c., distinguendo derivati di copertura, con designazione formale alla stipula, da derivati speculativi, con variazioni di fair value a conto economico.
CComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
I contributi pubblici alle imprese si distinguono, per motivazione e destinazione, in contributi in conto esercizio, in conto impianti, in conto capitale, in conto patrimonio netto e contributi misti, ciascuno con un proprio criterio di imputazione temporale e un proprio regime fiscale ex articoli 85 e 88 TUIR. Dalla qualificazione dipende se concorrono al reddito dell'esercizio o restano estranei alla base imponibile.
CPersonale dipendente e collaboratori
Sono i contributi a carico del datore di lavoro versati ai fondi pensione e ai fondi integrativi previsti dai contratti collettivi, dagli accordi aziendali o dai regolamenti interni, oltre al TFR. Sono costo del personale in B.9.d (trattamento di quiescenza e simili), deducibile per competenza. Sui contributi datoriali diversi dal TFR l'impresa versa all'INPS un contributo di solidarietà del 10%. Per il lavoratore i contributi sono deducibili entro 5.164,57 euro l'anno.
CPersonale dipendente e collaboratori
Sono i contributi a carico dell'impresa sulle retribuzioni degli apprendisti, con aliquote ridotte rispetto ai dipendenti ordinari. Sono oneri sociali in B.9.b, deducibili per competenza e ai fini IRAP come costi degli apprendisti. Si versano con F24 insieme ai contributi degli altri dipendenti.
CCosti, spese e benefit specifici
Le quote pagate ad associazioni di categoria, sindacali, consorzi e organismi di cui l'impresa è socia sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). Ai fini delle imposte sui redditi sono deducibili nell'esercizio in cui sono corrisposti, se e nella misura in cui sono dovuti in base a formale deliberazione dell'associazione. Se le quote riguardano periodi successivi, si rinvia la quota di competenza con un risconto. Sono fuori campo IVA se versate per gli scopi istituzionali dell'associazione.
CAgevolazioni e contributi
Il contributo a fondo perduto per avviare un'impresa, per acquistare un terreno o per un generico sostegno allo sviluppo si rileva in A.5 (altri ricavi e proventi) quando è ragionevolmente certo. Fiscalmente è una sopravvenienza attiva che concorre al reddito nell'esercizio in cui è incassato (art. 88, c. 3, lett. b, TUIR). Se la competenza civilistica precede l'incasso, si valutano le imposte differite.
CAgevolazioni e contributi
I contributi ricevuti per acquistare o costruire beni ammortizzabili, come un macchinario o un impianto fotovoltaico, si rilevano quando è ragionevolmente certo che saranno erogati: con il metodo dei risconti si accreditano in A.5 (altri ricavi e proventi) in proporzione agli ammortamenti; in alternativa si portano a riduzione del costo. Fiscalmente concorrono al reddito in ragione dell'ammortamento.
CContributi
I contributi pubblici che riducono il costo degli interessi di un finanziamento agevolato sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d, se riferiti a interessi di altri esercizi, altrimenti riducono gli oneri finanziari di C.17 (interessi e altri oneri finanziari). Sono fuori campo IVA e la quota di competenza degli anni successivi si rinvia con un risconto passivo.
CPersonale dipendente e collaboratori
Il premio dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è interamente a carico dell'impresa ed è un costo del personale in B.9.b (oneri sociali). Si paga con l'autoliquidazione, entro il 16 febbraio, in unica soluzione o in quattro rate, e comprende la regolazione dell'anno prima e l'anticipo dell'anno. In bilancio si rileva per competenza sulle retribuzioni dell'anno. È deducibile ai fini IRES e IRAP.
CPersonale dipendente e collaboratori
I contributi INPS a carico dell'impresa sulle retribuzioni dei dipendenti, per pensione, disoccupazione, malattia, maternità, cassa integrazione e fondi di solidarietà, sono un costo del personale in B.9.b (oneri sociali). Si calcolano in percentuale sulla retribuzione imponibile e si versano con F24 entro il 16 del mese successivo, insieme alla quota trattenuta al dipendente. Sono deducibili per competenza e, per i dipendenti a tempo indeterminato, anche ai fini IRAP.
CPersonale dipendente e collaboratori
Sui compensi dei collaboratori coordinati e continuativi il committente versa i contributi alla gestione separata INPS: 35,03% per chi ha diritto alla DIS-COLL, 33,72% per gli altri iscritti in via esclusiva, 24% per pensionati e iscritti ad altre forme. Due terzi sono un costo del committente in B.7 (costi per servizi), deducibile per competenza, indeducibile ai fini IRAP.
CRapporti con soci e amministratori
Sui compensi degli amministratori non professionisti la società versa i contributi alla gestione separata INPS: due terzi sono a suo carico e sono un costo in B.7 (costi per servizi), un terzo è trattenuto all'amministratore. I contributi sono deducibili per competenza anche quando il compenso segue il criterio di cassa; non sono deducibili ai fini IRAP.
CRapporti con soci e amministratori
Sui compensi di sindaci e revisori che non operano nella professione la società versa i contributi alla gestione separata: due terzi a suo carico, costo in B.7 (costi per servizi), e un terzo trattenuto al percipiente. Sono deducibili per competenza e indeducibili ai fini IRAP. Per i professionisti il contributo è invece il 4% della cassa, compreso nella fattura.
CPersonale dipendente e collaboratori
Sono i contributi a carico dell'impresa per i dirigenti: quelli INPS, dove è confluito l'ex INPDAI, e quelli agli enti di assistenza previsti dal contratto collettivo dei dirigenti. Sono oneri sociali in B.9.b, deducibili per competenza. Per il dirigente i contributi ai fondi di assistenza sanitaria non sono reddito entro 3.615,20 euro l'anno. I contributi ai fondi pensione complementari vanno invece in B.9.d (trattamento di quiescenza e simili).
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Contributi, crediti d'imposta e detrazioni fiscali sono strumenti agevolativi con meccanismi diversi: un contributo riduce un costo o si aggiunge a un ricavo per competenza, un credito d'imposta si compensa nel modello F24, una detrazione riduce l'imposta lorda in dichiarazione. La legge 124/2017 impone, per aiuti pubblici oltre 10.000 euro annui, obblighi di trasparenza sul sito aziendale o in nota integrativa.
CCosti, spese e benefit specifici
Chi importa merci imballate o imballaggi vuoti, o produce imballaggi, dichiara periodicamente al CONAI i quantitativi e paga il contributo ambientale fatturato dal consorzio, con IVA ordinaria detraibile: il costo va in B.7 (costi per servizi). Chi compra imballaggi in Italia trova il contributo già nel prezzo e lo registra con gli imballaggi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
CAgevolazioni e contributi
Il Gestore dei servizi energetici eroga incentivi per l'energia rinnovabile e l'efficienza energetica: le tariffe incentivanti del Conto energia per il fotovoltaico, il Conto termico, gli incentivi sull'energia condivisa nelle comunità energetiche. Per l'impresa sono contributi in conto esercizio in A.5 (altri ricavi e proventi), imponibili per competenza, con la ritenuta del 4% trattenuta dal GSE. La tariffa incentivante è fuori campo IVA, mentre l'energia venduta è imponibile.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La copertura del rischio di cambio consiste nell'impiego di strumenti finanziari, tipicamente forward o currency swap, per attenuare l'esposizione generata dalla variazione del cambio tra assunzione ed estinzione di un credito o debito in valuta. La qualificazione come derivato di copertura, secondo l'OIC 32, richiede designazione formale alla stipula; altrimenti lo strumento è speculativo, con fiscalità ex articolo 112 TUIR.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
Le spese per costituire la società, per aumentarne il capitale o per ampliarla in modo straordinario possono essere capitalizzate in B.I.1 (costi di impianto e di ampliamento) se hanno utilità pluriennale, con il consenso del collegio sindacale, e ammortizzate in non più di cinque anni. Fiscalmente sono deducibili nel limite della quota imputata a ciascun esercizio. Finché non sono ammortizzate si possono distribuire utili solo se restano riserve disponibili sufficienti a coprirle.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
I costi di smantellamento e ripristino sono le spese che l'impresa dovrà sostenere, per obbligo legale o contrattuale, al termine dell'utilizzo di un cespite per rimuoverlo e bonificare il sito, tipiche di impianti industriali vincolati. Secondo l'OIC 16 e l'OIC 31, il valore stimato dell'obbligazione incrementa il costo del cespite fin dall'esercizio in cui sorge, con un fondo oneri rilevante come differenza temporanea ex articolo 107 TUIR.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
I costi per applicare i risultati della ricerca a un progetto concreto di prodotti o processi nuovi o migliorati si capitalizzano in B.I.2 (costi di sviluppo) se il progetto è chiaramente definito, tecnicamente fattibile, l'impresa ha le risorse per completarlo e i ricavi futuri li recupereranno. La ricerca resta sempre a conto economico. Fiscalmente la deduzione segue le quote di bilancio; sui costi ammissibili spetta il credito d'imposta per ricerca, sviluppo e innovazione.
CFiscalità internazionale e transfer pricing
Le operazioni con società estere collegate da rapporti di controllo sono soggette al transfer pricing: l'articolo 110, comma 7, TUIR impone che i componenti di reddito siano determinati secondo condizioni e prezzi tra soggetti indipendenti in libera concorrenza, per impedire lo spostamento di base imponibile verso giurisdizioni più favorevoli.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
I costi per il sito web aziendale attraversano fasi eterogenee — pianificazione, sviluppo del software, contenuti e gestione — di cui solo alcune generano un'immobilizzazione immateriale capitalizzabile secondo l'OIC 24. La pianificazione resta un costo di periodo; lo sviluppo applicativo, quando produce un bene identificabile, è capitalizzabile, con limite fiscale del 50% per l'ammortamento del software ex articolo 103 TUIR.
CRimanenze e ciclo produttivo
I costi sostenuti per conto di terzi sono le spese che un'impresa anticipa nell'interesse di un altro soggetto, spesso una società del gruppo, con l'obbligo di riaddebitarle. La qualificazione dipende dal rapporto contrattuale: nel mandato senza rappresentanza il mandatario include tra i ricavi solo l'eventuale margine; mandato con rappresentanza e commissione seguono regole IVA distinte, chiarite dalle risoluzioni 6/E/1998 e 168/E/2002.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
I costi sostenuti su beni di terzi sono le spese incrementative su un bene non di proprietà, utilizzato in locazione o comodato, tipicamente lavori di ristrutturazione su un immobile in affitto. Il criterio decisivo è la separabilità dell'opera: se rimovibile va tra le immobilizzazioni materiali; se non separabile va tra le immateriali, ammortizzata nel minore tra utilità futura e durata residua del contratto (Cass. SU 11533/2018).
CRegole generali di determinazione del reddito
La deducibilità dei costi d'impresa non dipende dal solo effettivo sostenimento: l'articolo 109 TUIR subordina il concorso dei componenti negativi al rispetto cumulativo di quattro requisiti — competenza, certezza, oggettiva determinabilità e inerenza — precisati da prassi e Cassazione, dai costi infragruppo alle fatture soggettivamente inesistenti, fino ai costi da reato e alle operazioni black list.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il costo ammortizzato è il criterio di valutazione che l'OIC 19 impone per debiti e crediti finanziari, esteso dall'OIC 15 ai crediti commerciali: valuta l'attività o la passività al valore iniziale, rettificato dai rimborsi di capitale e dall'ammortamento calcolato con il tasso di interesse effettivo, che scorpora la componente finanziaria implicita nei pagamenti dilazionati fuori mercato.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata, ex articolo 2435-bis c.c., e le micro-imprese, ex articolo 2435-ter c.c., possono derogare all'articolo 2426 c.c. e iscrivere i debiti al valore nominale, senza costo ammortizzato né attualizzazione. La deroga, opzionale, riguarda i debiti; per i crediti commerciali resta applicabile il principio di rilevanza dell'OIC 15.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
Chi subentra in un contratto di leasing in corso paga al cedente un prezzo che, secondo l'Agenzia (ris. 212/E/2007), remunera due cose: il godimento del bene per la durata residua, onere pluriennale ammortizzato in B.I.7 (altre immobilizzazioni immateriali), e l'opzione di acquisto, costo sospeso che al riscatto si somma al prezzo di riscatto e si ammortizza con il bene. Per il cedente il corrispettivo è una sopravvenienza attiva. Nei leasing immobiliari la quota riferita al terreno non è deducibile.
CImmobilizzazioni e ammortamenti
Tettoie, box prefabbricati, baracche e capannoni leggeri facilmente rimovibili sono costruzioni leggere: si iscrivono in B.II.1 (terreni e fabbricati) e si ammortizzano sulla vita utile, più breve di quella dei fabbricati in muratura. Il coefficiente fiscale è di norma il 10%, ridotto alla metà nel primo anno; l'IVA è detraibile.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
I crediti per cessioni e servizi verso controllate, collegate, controllanti e società sottoposte al controllo delle controllanti si espongono in voci distinte (C.II.2, crediti verso imprese controllate, 3, 4, 5), per dare evidenza ai rapporti di gruppo. Si valutano come i crediti verso clienti e rientrano nella base dello 0,5%. Con le società estere del gruppo i prezzi devono rispettare il valore di mercato (transfer pricing); le operazioni con parti correlate vanno descritte in nota integrativa.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Molte agevolazioni si concretizzano in un credito d'imposta: per investimenti nella ZES unica, per ricerca e sviluppo, per il Mezzogiorno, per specifici settori. Il credito si rileva quando è ragionevolmente certo, come contributo: in conto impianti se riguarda beni ammortizzabili, con risconto lungo la vita del bene, in conto esercizio se copre costi. Si usa in F24 con il codice tributo proprio. Di norma la legge istitutiva esclude il credito dal reddito e dalla base IRAP; va verificato caso per caso.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Alcuni crediti d'imposta agevolativi, pur riducendo l'imposta dovuta come un credito tributario, hanno nella sostanza economica natura di contributo pubblico per incentivare investimenti in ricerca e sviluppo o beni strumentali. La rilevazione contabile segue le regole dei contributi in conto impianti o in conto esercizio secondo l'OIC 16, per competenza nell'esercizio in cui matura il diritto, con irrilevanza IRES e IRAP.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
Indennizzi assicurativi liquidati e non pagati, rimborsi di spese sostenute per conto di terzi, crediti verso ex dipendenti, somme da incassare per la vendita di beni non caratteristici. Sono crediti in C.II.5-quater, rilevati quando il diritto è certo e l'importo determinato. Il trattamento fiscale e IVA segue l'operazione da cui nascono: gli indennizzi sono fuori campo IVA.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Depositi cauzionali per contratti pluriennali, prestiti a dipendenti o a terzi e crediti verso compagnie per polizze a copertura del TFR o del TFM si iscrivono in B.III.2.d-bis (crediti immobilizzati verso altri). Non sono costi: gli interessi e i rendimenti concorrono al reddito per competenza. Per i prestiti ai dipendenti a tasso agevolato il fringe benefit è il 50% della differenza con il tasso ufficiale di riferimento.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Quando acconti e ritenute superano le imposte dell'anno, dalla dichiarazione risulta un credito. Si può usare in tre modi: riportarlo a riduzione dei versamenti della stessa imposta, compensarlo in F24 con altri tributi e contributi o chiederlo a rimborso. Per la compensazione orizzontale oltre 5.000 euro l'anno servono il visto di conformità e l'attesa del decimo giorno dalla presentazione della dichiarazione.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Nel consolidato fiscale nazionale ogni società trasferisce il proprio reddito o la propria perdita alla consolidante, che liquida un'unica IRES. Gli accordi di consolidamento prevedono di solito che la consolidante remuneri le perdite ricevute e riceva le imposte delle società in utile: i crediti che ne derivano stanno in C.II.4 (crediti verso controllanti). Le somme scambiate per le compensazioni non concorrono al reddito (art. 118, c. 4, TUIR). Con l'IVA di gruppo la controllata trasferisce alla controllante i saldi delle liquidazioni.
CComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Quando un ente pubblico concede un contributo, l'impresa lo rileva nell'esercizio in cui il diritto diventa certo, con un credito in C.II.5-quater (crediti verso altri). Il contributo in conto esercizio va in A.5 (altri ricavi e proventi) e concorre al reddito; quello in conto impianti riduce il costo del bene o si ripartisce con i risconti. Sui contributi in conto esercizio erogati da enti pubblici si applica la ritenuta del 4%. Alcuni contributi sono esclusi dal reddito per legge.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
Nel factoring pro solvendo il cedente garantisce il pagamento del cliente: i rischi restano suoi e l'OIC 15 non consente di cancellare il credito. Il credito si sposta in un conto dedicato e l'anticipo del factor è un debito verso altri finanziatori (D.5, debiti verso altri finanziatori). Commissioni e interessi del factor sono costi: la parte finanziaria è esente da IVA e fuori dalla base IRAP, i servizi di gestione e incasso sono imponibili.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
Nelle transazioni commerciali tra imprese il ritardo nei pagamenti fa decorrere automaticamente gli interessi di mora, al tasso della BCE maggiorato di otto punti. In bilancio si rilevano per competenza, se l'incasso è ragionevolmente certo, in C.16.d (proventi diversi dai precedenti) con contropartita un credito verso il cliente. Fiscalmente concorrono al reddito solo quando sono incassati; sono fuori campo IVA e non entrano nella base IRAP.
CRapporti con soci e amministratori
Per disporre della liquidità quando dovrà pagare il TFR o il TFM, l'impresa può versare premi a una polizza di capitalizzazione. I premi sono crediti verso la compagnia; i rendimenti comunicati ogni anno sono proventi finanziari per competenza. Il costo per il TFR o il TFM resta quello accantonato nel fondo. Le polizze destinate a durare più di un anno possono andare tra le immobilizzazioni finanziarie.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
I crediti verso debitori esteri seguono, sul piano contabile, le regole ordinarie dell'OIC 15, con le sole aggiunte legate alla conversione in valuta e alla recuperabilità del debitore non residente. Sul piano fiscale la deducibilità della perdita richiede prova documentale dell'insolvenza, adattata al contesto estero; per i crediti assicurati Sace la deduzione segue il momento dell'indennizzo liquidato.
CCrediti, debiti e rapporti commerciali
Con la cessione pro soluto il factor si assume il rischio di insolvenza: se sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi, il credito verso il cliente esce dal bilancio. Il factor paga subito una parte del prezzo e trattiene il resto fino all'incasso: la quota trattenuta è un credito verso il factor in C.II.5-quater. La differenza tra valore dei crediti e prezzo è un onere finanziario, deducibile nel limite dell'art. 96; le commissioni per servizi sono imponibili IVA.
CPersonale dipendente e collaboratori
Il datore di lavoro anticipa ai dipendenti prestazioni a carico dell'INPS, come malattia, maternità, assegni per congedi, e le recupera compensandole con i contributi del mese nel flusso UniEmens e nell'F24. Anche i conguagli a credito dei contributi e le regolazioni INAIL a favore dell'impresa sono crediti. Non hanno effetti sul reddito né sull'IVA.
CRapporti con soci e amministratori
Il capitale sociale si iscrive per l'intero importo nominale sottoscritto, anche se non interamente versato: la parte non versata è rilevata come credito verso soci nella voce A dell'attivo (crediti verso soci per versamenti ancora dovuti), secondo l'articolo 2424 c.c. Solo la quota richiamata è esigibile; se il socio non versa nei termini della diffida, gli articoli 2344 e 2466 c.c. impongono un procedimento che può condurre alla decadenza del socio e alla riduzione del capitale.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il credito d'imposta per ricerca, sviluppo e innovazione, disciplinato dalla legge 160/2019 e dal decreto ministeriale 26 maggio 2020, spetta a quattro categorie di investimento con aliquote e limiti differenziati e obblighi documentali che comprendono comunicazione preventiva, certificazione del revisore e relazione tecnica asseverata. I costi di ricerca restano sempre a conto economico, quelli di sviluppo sono capitalizzabili a condizioni stringenti.
CIVA e adempimenti dichiarativi
Il 1° gennaio il saldo a credito dell'anno precedente si trasferisce in un conto dedicato: diventa il credito annuale della dichiarazione IVA. Si può riportare nelle liquidazioni, compensare in F24 con altri tributi e contributi o, in presenza dei requisiti, chiedere a rimborso. Fino a 5.000 euro la compensazione è libera dal 1° gennaio; oltre, servono la dichiarazione con visto di conformità e l'attesa del decimo giorno dalla presentazione.
CFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), in vigore dal 15 luglio 2022, disciplina anche il trattamento fiscale delle procedure di composizione della crisi: le plusvalenze da cessione di beni ai creditori non si considerano realizzate ex articolo 86, comma 5, TUIR, mentre le sopravvenienze attive da riduzione dei debiti godono di esenzione totale o parziale ex articolo 88, comma 4-ter, TUIR.
CStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La banca addebita periodicamente le spese per la custodia e l'amministrazione dei titoli in deposito. Sono costi in B.7 (costi per servizi) deducibili per competenza, anche ai fini IRAP. A differenza delle altre operazioni sui titoli, la custodia è imponibile IVA: la banca addebita l'IVA ordinaria, detraibile secondo le regole generali. L'imposta di bollo sul dossier titoli è un onere tributario in B.14 (oneri diversi di gestione).
DSettori e operazioni particolari
Il dazio è il tributo doganale dovuto sull'importazione di beni da Paesi extra UE. È un onere accessorio d'acquisto: si registra in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e si aggiunge al costo delle rimanenze. Entra nella base imponibile dell'IVA all'importazione, che invece è un credito da detrarre con la bolletta doganale.
DCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando l'impresa acquista merci o servizi da una società del gruppo, il debito non va tra i fornitori (D.7, debiti verso fornitori) ma nella voce che corrisponde al legame: controllate, collegate, controllanti o società sorelle. Il costo segue le regole ordinarie; con società estere il prezzo deve essere di libera concorrenza. La nota integrativa descrive le operazioni con parti correlate.
DCrediti, debiti e rapporti commerciali
Il conto raccoglie i debiti che non derivano da forniture, finanziamenti, imposte, contributi o rapporti con dipendenti e soci: premi assicurativi da pagare, contributi ad associazioni di categoria, rimborsi dovuti a clienti, somme da restituire, debiti verso compagnie e consorzi. Va tenuto in sottoconti e verificato a fine anno, perché un saldo generico nasconde facilmente errori.
DFiscalità d'impresa: imposte dirette
L'IRAP si calcola sul valore della produzione netta, per le società di capitali la differenza tra valore e costi della produzione con le variazioni di legge, con l'aliquota ordinaria del 3,9%, che le regioni possono variare. Si stanzia a fine anno e si riduce degli acconti; il saldo si versa con quello IRES. L'IRAP non è deducibile dall'IRES, salvo la quota relativa al costo del lavoro non dedotto e il 10% forfettario se ci sono interessi passivi netti.
DFiscalità d'impresa: imposte dirette
Le società di capitali stanziano a fine anno l'IRES dell'esercizio, calcolata sul reddito imponibile con l'aliquota del 24%. Gli acconti già versati si portano a riduzione del debito; se superano l'imposta, emerge un credito. Il saldo si versa entro il 30 giugno dell'anno dopo, o nei trenta giorni successivi con lo 0,40% in più, anche a rate. Gli acconti sono il 100% dell'imposta dell'anno prima, in due rate.
DCosti, spese e benefit specifici
Dipendenti e amministratori anticipano spese di viaggio, vitto e alloggio per conto dell'impresa e le presentano con una nota spese documentata. L'impresa rileva i costi per natura e un debito verso la persona, pagato con bonifico o in busta paga. Dal 2025 vitto, alloggio, viaggio e taxi delle trasferte in Italia sono deducibili, e non tassati per chi li riceve, solo se pagati con strumenti tracciabili.
DPersonale dipendente e collaboratori
Su richiesta del dipendente o per ordine del giudice, l'impresa trattiene dal netto somme destinate a terzi: quote sindacali, rate di cessione del quinto alle finanziarie, pignoramenti, prestiti di fondi e casse. Le trattenute riducono il debito verso il dipendente e diventano debiti verso il sindacato, la finanziaria o il creditore, da versare entro le scadenze. Non sono costi dell'impresa.
DCrediti, debiti e rapporti commerciali
La voce D.5 del passivo accoglie i debiti verso finanziatori diversi dalle banche, come società di factoring, finanziarie e intermediari non bancari: si distingue dalla voce D.4 (debiti verso banche), riservata alle banche, e dalla voce D.3 (debiti verso soci per finanziamenti), riservata ai finanziamenti soci, soggetta alla postergazione dell'art. 2467 c.c., mai estesa a questi debiti. Si valutano al costo ammortizzato dell'OIC 19, con attualizzazione irrilevante sotto i dodici mesi.
DSettori e operazioni particolari
Il contratto dell'edilizia obbliga le imprese a iscrivere gli operai alla Cassa edile della provincia e a versarle, con denuncia mensile, contributi a proprio carico, quote trattenute agli operai e gli accantonamenti per ferie e gratifica natalizia, che la Cassa paga poi agli operai. Il debito va in D.13 (debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale); i contributi a carico dell'impresa sono oneri sociali. La regolarità è necessaria per il DURC.
DFiscalità d'impresa: imposte dirette
Nel consolidato nazionale la controllata in perdita la trasferisce alla consolidante, che la usa per ridurre l'IRES del gruppo. Se l'accordo prevede di remunerarla, la consolidante rileva un debito verso la controllata (D.9, debiti verso imprese controllate) e riduce il proprio debito IRES. Le somme scambiate per compensare le perdite non concorrono al reddito, nei limiti dell'imposta corrispondente (art. 118, c. 4, TUIR).
DPersonale dipendente e collaboratori
A fine anno l'impresa ha verso i dipendenti il debito per le ferie, i permessi e i ROL maturati e non ancora goduti: sono retribuzione già guadagnata. Si stanzia il costo con i relativi contributi e si iscrive il debito in D.14 (altri debiti). Il costo è deducibile per competenza, perché certo nell'esistenza e determinabile nell'ammontare; per le società di capitali la parte relativa ai dipendenti a tempo indeterminato è deducibile anche ai fini IRAP.
DPersonale dipendente e collaboratori
Le mensilità aggiuntive maturano mese per mese: la tredicesima di solito si paga a dicembre, la quattordicesima, prevista da alcuni contratti, a giugno o luglio e matura da luglio a giugno. A fine anno la parte maturata e non pagata è un costo dell'esercizio, con i contributi, e un debito verso i dipendenti in D.14 (altri debiti). Il costo è deducibile per competenza.
DPersonale dipendente e collaboratori
Il cedolino del mese rileva la retribuzione lorda come costo e la divide tra ritenute IRPEF, contributi a carico del dipendente e netto da pagare. Il netto è un debito in D.14 (altri debiti) fino al pagamento, che dal 2018 deve avvenire con strumenti tracciabili. Le retribuzioni di dicembre pagate a gennaio restano a debito a fine anno e sono deducibili nell'esercizio di competenza.
DAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Sulle provvigioni degli agenti di commercio il preponente calcola il contributo Enasarco, 17% per gli agenti persone fisiche, ripartito a metà: la sua quota è un costo, quella dell'agente si trattiene al pagamento. Il totale si versa ogni trimestre entro il 20 del secondo mese successivo. Per gli agenti con contratto regolato dagli accordi collettivi il preponente accantona anche il FIRR, versato all'Enasarco una volta l'anno.
DPersonale dipendente e collaboratori
Il dipendente che aderisce a un fondo pensione vi destina il TFR maturato e, spesso, un contributo proprio a cui si aggiunge quello del datore previsto dal contratto. L'impresa rileva il TFR come costo in B.9.c (trattamento di fine rapporto) senza accantonarlo, il contributo del datore tra i costi del personale, e trattiene quello del dipendente; il totale è un debito verso il fondo, da versare alle scadenze del fondo. Sul TFR destinato spetta la deduzione aggiuntiva del 4% o 6%.
DPersonale dipendente e collaboratori
Nelle imprese con almeno 50 dipendenti il TFR maturato dal 2007 e non destinato alla previdenza complementare va versato ogni mese al Fondo di tesoreria dell'INPS. Il costo resta in B.9.c (trattamento di fine rapporto), ma non si accantona nel fondo TFR aziendale: la quota da versare è un debito in D.13 (debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale). Quando il dipendente cessa, l'impresa liquida il TFR e recupera dall'INPS la parte del Fondo di tesoreria, compensandola con i contributi.
DPersonale dipendente e collaboratori
L'assicurazione contro gli infortuni si paga in anticipo sulle retribuzioni presunte e si regola l'anno dopo su quelle effettive. Con l'autoliquidazione di febbraio l'impresa versa la regolazione dell'anno precedente e la rata anticipata di quello corrente. A fine anno la regolazione dovuta si stanzia come debito in D.13 (debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale); il premio anticipato si rileva come credito e passa a costo per competenza. Il premio è deducibile anche ai fini IRAP.
DRapporti con soci e amministratori
Sui compensi di amministratori, collaboratori coordinati e continuativi e alcuni lavoratori autonomi occasionali oltre soglia la società versa i contributi alla gestione separata INPS: 33,72% per chi non ha altra copertura, 24% per pensionati e iscritti ad altre forme, 35,03% per i collaboratori con DIS-COLL. Due terzi sono costo della società, un terzo si trattiene. Si versano con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.
DPersonale dipendente e collaboratori
Ogni mese l'impresa calcola i contributi previdenziali sulle retribuzioni: una parte è a suo carico ed è un costo in B.9.b (oneri sociali), una parte è trattenuta al dipendente. Il totale si dichiara con il flusso UniEmens e si versa con F24 entro il 16 del mese successivo. Il conto accoglie anche i contributi su ratei di ferie e mensilità aggiuntive stanziati a fine anno.
DFiscalità d'impresa: imposte dirette
Con l'opzione per il consolidato nazionale la controllata trasferisce il proprio reddito alla consolidante, che liquida e versa l'IRES del gruppo. La controllata rileva comunque l'imposta di competenza tra le imposte correnti, ma il debito è verso la controllante (D.11, debiti verso controllanti), regolato secondo l'accordo di consolidamento. L'IRAP resta individuale e si versa all'Erario.
DRegole generali di determinazione del reddito
Il trasferimento della sede legale produce effetti scaglionati nel tempo: ai fini delle imposte dirette e del domicilio fiscale IVA decorre dal sessantesimo giorno dopo l'atto, mentre Registro Imprese, INPS e INAIL applicano termini di comunicazione più brevi. I costi notarili e camerali dell'operazione sono costi di periodo, imputati a conto economico per competenza nell'esercizio di sostenimento.
DRegole generali di determinazione del reddito
Il regime CFC dell'articolo 167 del TUIR impone di imputare per trasparenza, al socio controllante residente, il reddito di una controllata estera a fiscalità privilegiata, a prescindere dalla distribuzione degli utili, in deroga alla deducibilità dell'articolo 109 e al valore normale dell'articolo 110. La partecipazione resta valutata con criteri civilistici ordinari; la tassazione per trasparenza rileva solo in dichiarazione.
DCrediti, debiti e rapporti commerciali
Il deposito cauzionale garantisce l'adempimento di un contratto, come una locazione o una fornitura di utenze, e si restituisce alla fine. La caparra confirmatoria si versa alla firma di un preliminare e si imputa al prezzo alla conclusione. Entrambi sono crediti in C.II.5-quater, o in B.III.2 (crediti immobilizzati) se a lungo termine. La caparra confirmatoria è fuori campo IVA; se in realtà è un anticipo del prezzo, è un acconto soggetto a fattura.
DCrediti, debiti e rapporti commerciali
Chi dà in locazione un immobile o in uso un bene riceve spesso una somma a garanzia degli obblighi del conduttore. Non è un ricavo: è un debito in D.14 (altri debiti), con la parte oltre l'esercizio indicata a parte. Nelle locazioni di immobili urbani il locatore deve corrispondere ogni anno gli interessi legali sul deposito (art. 11 L. 392/1978), che sono oneri finanziari. Il deposito si restituisce alla fine, al netto di eventuali danni.
DStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I contratti derivati con fair value positivo detenuti in modo durevole, come un interest rate swap che copre un mutuo a tasso variabile, si iscrivono in B.III.4 (strumenti finanziari derivati attivi immobilizzati) al fair value a ogni chiusura. Se coprono flussi finanziari futuri, le variazioni vanno nella riserva A.VII (riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi) del patrimonio netto; gli altri derivati passano a conto economico in D.18.d (rivalutazioni di strumenti finanziari derivati) o D.19.d (svalutazioni di strumenti finanziari derivati). I differenziali periodici rettificano gli interessi coperti.
DStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Un derivato di copertura è lo strumento finanziario stipulato per neutralizzare un rischio specifico di tasso, cambio o prezzo, cui l'OIC 32 riserva un trattamento diverso da quello dei derivati speculativi. Si distinguono tre relazioni di copertura: fair value, flussi finanziari e investimento netto in gestione estera, ammesse solo se documentate sin dall'origine e con efficacia verificata a ogni chiusura.
DBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il principio di derivazione rafforzata dell'articolo 83 del TUIR riconosce rilevanza fiscale ai criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione adottati in bilancio secondo corretti principi contabili, in deroga alle regole ordinarie del TUIR. Si applica alle società che redigono il bilancio secondo gli OIC o i principi internazionali, riducendo le discordanze fra utile civilistico e reddito imponibile.
DRegole generali di determinazione del reddito
La deroga al criterio del minor valore per i titoli non immobilizzati consente di non svalutare perdite temporanee, motivando la scelta e vincolando a riserva indisponibile gli utili corrispondenti, al netto delle imposte. Le cripto-attività seguono un regime di neutralità fiscale per le valutazioni di fine esercizio; il passaggio tra circolante e immobilizzazioni, per l'OIC 21, è ammesso solo per scelte già assunte alla chiusura.
DIVA e adempimenti dichiarativi
La presentazione delle dichiarazioni fiscali è disciplinata dal DPR 322/1998, che distingue i termini ordinari, differenziati per soggetto e dichiarazione, dai termini eccezionali delle operazioni straordinarie e della presentazione tardiva, imponendo agli intermediari abilitati la consegna della prova di trasmissione telematica. Le imposte correnti restano comunque rilevate in bilancio per competenza.
DCosti, spese e benefit specifici
Alla fine dell'affitto o dell'usufrutto d'azienda le differenze tra le consistenze dell'inventario iniziale e quelle di riconsegna si regolano in denaro secondo i valori correnti alla fine del contratto. Per l'affittuario il conguaglio dovuto per le carenze è un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), di competenza dell'esercizio in cui il contratto finisce e il conguaglio è determinato. Si tiene conto del fondo eventualmente accantonato per le riconsegne.
DPersonale dipendente e collaboratori
La retribuzione dei dipendenti e i relativi oneri previdenziali seguono una distinzione costante: la competenza economica dell'articolo 95 del TUIR regola il costo per il datore di lavoro, mentre la cassa allargata al 12 gennaio, secondo l'articolo 51 del TUIR, governa la tassazione del dipendente. Vi rientrano retribuzione, ratei di mensilità aggiuntive, ferie non godute, TFR e fringe benefit, ciascuno con proprie regole di competenza.
DImmobilizzazioni e ammortamenti
Chi acquista il diritto di sfruttare economicamente un'opera, come un libro, un catalogo musicale o un progetto grafico, iscrive il costo in B.I.3 (diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere dell'ingegno) e lo ammortizza sulla durata attesa dello sfruttamento. Fiscalmente la quota annua è deducibile fino al 50% del costo. Se l'autore è una persona fisica senza impresa, la cessione è fuori campo IVA e si trattiene la ritenuta del 20% sul 75% del compenso.
DImposte, tasse e adempimenti fiscali
Il diritto annuale è il tributo che ogni impresa iscritta al Registro delle imprese paga alla Camera di commercio, in misura fissa o a scaglioni di fatturato per le società, con eventuali maggiorazioni deliberate dalla Camera. Si versa con F24, codice tributo 3850, di norma entro il 30 giugno, ed è un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), fuori campo IVA e deducibile dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento.
DImmobilizzazioni e ammortamenti
Il diritto di superficie attribuisce il potere di costruire e mantenere un'opera sul suolo altrui, o di acquisire la proprietà di una costruzione già esistente separatamente dal terreno. In bilancio, il diritto perpetuo è assimilato all'acquisto in piena proprietà del terreno, con scorporo dell'area e indeducibilità dell'ammortamento; quello temporaneo segue regole differenziate, con ammortamento commisurato alla durata residua.
DStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Quando le obbligazioni sono emesse sotto la pari, la differenza tra il valore di rimborso e il prezzo incassato è un onere finanziario, ripartito sulla durata del prestito con la quota annua in C.17 (interessi e altri oneri finanziari), e deducibile secondo il piano di ammortamento del prestito.
DComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Quando beni acquistati, prodotti o importati da un'impresa non si trovano più nei luoghi in cui essa opera né presso terzi affidatari, la legge presume che siano stati ceduti, salva prova contraria: la distruzione o dismissione non documentata secondo il DPR 441/1997 rischia di essere trattata come cessione non fatturata, con recupero di IVA e imposte sui redditi sul valore normale dei beni e storno delle rimanenze a conto economico.
DComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
I dividendi sono tassati in capo al socio secondo il criterio di cassa, indipendentemente dalla maturazione o delibera della partecipata, e rilevati dalla partecipante come provento finanziario nell'esercizio della delibera, secondo l'OIC 21. La distribuzione presuppone l'accantonamento della riserva legale e l'assenza di perdite non reintegrate, con ritenute differenziate per i non residenti secondo la provenienza dell'utile.
ERimanenze e ciclo produttivo
Le imprese edili che costruiscono per la vendita valutano la produzione non come lavori in corso su ordinazione, ma come rimanenze di magazzino, iscritte a costi specifici comprensivi del terreno, dei costi di costruzione e degli interessi capitalizzabili, senza anticipare il margine fino al trasferimento della proprietà. Il costo del terreno va ripartito tra unità vendute e in rimanenza secondo la cubatura, non la superficie.
EBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando l'impresa passa da un principio contabile a un altro, entrambi ammessi dagli OIC, come dal LIFO al FIFO per il magazzino, l'effetto che il nuovo criterio avrebbe avuto negli esercizi precedenti non si porta a conto economico dell'anno: rettifica direttamente il saldo di apertura del patrimonio netto, di norma gli utili portati a nuovo. Il cambiamento è ammesso solo se la legge o un nuovo principio OIC lo impongono, oppure se il nuovo criterio assicura una rappresentazione più attendibile dei fatti di gestione: la sola preferenza degli amministratori non basta. Se il nuovo valore civilistico non ha lo stesso riconoscimento fiscale del precedente, l'effetto si rileva al netto delle imposte differite.
ECosti, spese e benefit specifici
Elaborazione dei cedolini, calcolo e versamento di contributi e ritenute, Certificazione Unica, 770, comunicazioni obbligatorie e autoliquidazione INAIL affidati al consulente del lavoro o a un centro paghe sono costi per servizi in B.7. Non sono costi del personale: sono deducibili anche ai fini IRAP.
ECosti, spese e benefit specifici
Registrazioni, liquidazioni IVA, tenuta dei registri, bilancio e adempimenti periodici affidati a uno studio o a un centro elaborazione dati sono costi per servizi in B.7, di competenza del periodo a cui si riferiscono. Se il fornitore è un professionista si trattiene la ritenuta; le società di servizi non la subiscono.
EContenzioso, sanzioni e accertamento
L'interposizione fittizia dell'articolo 37, comma 3, del DPR 600/1973 consente all'Amministrazione finanziaria di imputare direttamente al possessore effettivo i redditi intestati a un soggetto interposto solo apparente titolare, con diritto al rimborso per l'interposto. A differenza dell'abuso del diritto dell'articolo 10-bis, dove le operazioni sono reali ma prive di sostanza economica, qui è la stessa intestazione a essere simulata.
EAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Enasarco è l'ente previdenziale cui vanno iscritti agenti e rappresentanti entro trenta giorni dall'inizio del rapporto, a cura della ditta mandante. Il Fondo previdenza applica un contributo paritetico sulle somme dovute all'agente, entro minimali e massimali differenziati per mono e plurimandato; il Fondo assistenza, a scaglioni sul provvigionale annuo, riguarda solo gli agenti in forma di società di capitali.
ECosti, spese e benefit specifici
Le bollette dell'energia elettrica per uffici, negozi e magazzini sono costi per servizi in B.7, di competenza del periodo di fornitura. L'IVA è detraibile, al 22% o al 10% per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere; le utenze di immobili non strumentali seguono le regole degli immobili patrimonio.
EPersonale dipendente e collaboratori
Ogni anno il fondo TFR si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'inflazione. Sulla rivalutazione si applica un'imposta sostitutiva del 17%, a carico del dipendente: l'impresa la trattiene dal fondo e la versa. L'acconto del 90% si versa entro il 16 dicembre, il saldo entro il 16 febbraio dell'anno dopo. Il debito va in D.12 (debiti tributari), l'acconto in C.II.5-bis (crediti tributari) fino allo scomputo.
EIVA e adempimenti dichiarativi
Alla fine di ogni mese, o trimestre per chi ne ha i requisiti, l'impresa confronta IVA a debito e IVA detraibile e gira il saldo al conto Erario c/IVA. Se il saldo è a credito, si riporta nella liquidazione successiva; se è a debito, si versa con F24 entro il 16 del mese successivo, con la maggiorazione dell'1% per i trimestrali. A dicembre si versa l'acconto entro il 27. È un conto bifronte: a fine anno va in C.II.5-bis (crediti tributari) o in D.12 (debiti tributari) secondo il saldo.
EIVA e adempimenti dichiarativi
A ogni liquidazione l'IVA a debito e quella detraibile si chiudono nel conto Erario c/IVA. Il saldo a debito si versa con F24 entro il 16 del mese successivo (trimestrali: 16 del secondo mese, con l'1% in più); entro il 27 dicembre si versa l'acconto, di norma l'88% del dato storico. Il saldo a credito si riporta alle liquidazioni successive; a fine anno si chiude con la dichiarazione IVA.
EIVA e adempimenti dichiarativi
L'impresa che paga stipendi, compensi a professionisti, collaboratori e agenti trattiene l'IRPEF come sostituto d'imposta e la deve versare con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il debito va in D.12 (debiti tributari). Le ritenute si certificano nella Certificazione Unica entro il 16 marzo e si dichiarano nel modello 770 entro il 31 ottobre. L'omesso versamento è sanzionato con il 25%, ridotto con il ravvedimento.
ERapporti con soci e amministratori
Quando la società paga dividendi a soci persone fisiche non imprenditori trattiene la ritenuta del 26% a titolo d'imposta e la versa con F24 entro il 16 del mese successivo al trimestre solare del pagamento; per le società non quotate è una ritenuta, per le quotate un'imposta sostitutiva applicata dall'intermediario. Ai soci società di capitali non si applica la ritenuta. Le ritenute si certificano con la CUPE e si dichiarano nel modello 770.
ECosti, spese e benefit specifici
Le erogazioni liberali e gli oneri di utilità sociale dell'articolo 100 del TUIR riguardano rispettivamente le donazioni a terzi e le spese del datore di lavoro per i dipendenti a fini educativi, ricreativi, assistenziali o di culto, ciascuna con un proprio limite di deducibilità. Dal 2026, con la cessazione della qualifica ONLUS, le relative lettere dell'articolo 100 perdono operatività a favore dell'articolo 83 del D.Lgs. 117/2017.
EBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando la correzione di un errore contabile eccede la procedura semplificata riservata agli errori non rilevanti, il contribuente deve presentare una dichiarazione integrativa, con termini di decadenza e sanzioni proprie, distinguendo l'integrativa a favore da quella a sfavore. La correzione contabile, secondo l'OIC 29, produce effetti autonomi: il maggior debito d'imposta va imputato all'esercizio in cui l'integrativa è presentata.
EPersonale dipendente e collaboratori
La sorveglianza sanitaria è un obbligo del datore di lavoro: il medico competente visita i dipendenti esposti a rischi e redige il protocollo sanitario. Il costo è un servizio in B.7 (costi per servizi) deducibile per intero, anche ai fini IRAP, e non è reddito per i dipendenti. Le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA; sul compenso del medico persona fisica si trattiene la ritenuta d'acconto.
EFiscalità internazionale e transfer pricing
L'exit tax dell'articolo 166 del TUIR tassa i plusvalori latenti maturati in Italia quando un'impresa perde, in tutto o in parte, la propria sfera impositiva italiana, tra cui per trasferimento della residenza all'estero. La plusvalenza confronta il valore di mercato, comprensivo di avviamento, con il costo fiscale riconosciuto; le riserve in sospensione non ricostituite sono tassate e il reddito può essere rateizzato in cinque rate.
FImmobilizzazioni e ammortamenti
Gli immobili abitativi o comunque non strumentali posseduti come investimento sono immobili patrimonio. In bilancio stanno in B.II.1 (terreni e fabbricati) e, se il valore residuo non è inferiore al valore netto, possono non essere ammortizzati (OIC 16). Fiscalmente non concorrono al reddito secondo costi e ricavi: si tassa il reddito fondiario, cioè il maggiore tra canone ridotto delle spese di manutenzione, fino al 15%, e rendita catastale rivalutata.
FPersonale dipendente e collaboratori
Quando l'impresa prende in locazione un appartamento e lo concede in uso a un dipendente, il canone è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi). È deducibile solo fino al valore che costituisce reddito per il dipendente (art. 95, c. 2, TUIR); per i dipendenti trasferiti per esigenze di lavoro è deducibile per intero nel periodo del trasferimento e nei due successivi. Le locazioni abitative sono di regola esenti da IVA.
FImmobilizzazioni e ammortamenti
Gli immobili usati direttamente nell'attività o strumentali per natura, come capannoni, uffici, negozi e magazzini, si iscrivono in B.II.1 (terreni e fabbricati) al costo comprensivo di imposte e oneri accessori e si ammortizzano al netto dell'area. L'ammortamento è deducibile entro il coefficiente ministeriale, di norma il 3%, e concorre al reddito secondo costi e ricavi anche se l'immobile è locato.
FRimanenze e ciclo produttivo
Lo scarico di container, la movimentazione con muletti e la sistemazione a scaffale della merce in arrivo, affidati a cooperative o imprese di facchinaggio, sono costi per servizi in B.7 e oneri accessori d'acquisto nelle rimanenze. Il regime opzionale di versamento dell'IVA da parte del committente riguarda solo i committenti che sono a loro volta imprese di trasporto e logistica; negli appalti con molta manodopera occorrono i controlli dell'art. 17-bis.
FCrediti, debiti e rapporti commerciali
La preparazione degli ordini, il confezionamento, la pallettizzazione e il carico dei mezzi in partenza affidati a operatori logistici sono costi per servizi in B.7. Sono costi di distribuzione e non entrano nelle rimanenze. L'IVA è ordinaria e detraibile: l'opzione per il versamento da parte del committente vale solo se l'impresa è a sua volta un operatore di trasporto o logistica. Negli appalti con prevalente manodopera restano gli obblighi di controllo sulle ritenute.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il factoring è il contratto con cui un'impresa cede a un factor i propri crediti commerciali, con natura finanziaria, di mandato all'incasso o di garanzia dal rischio di insolvenza nel pro soluto. Per l'OIC 15, il credito è cancellato dal bilancio solo se la cessione trasferisce i rischi, a prescindere dall'etichetta contrattuale; altrimenti resta iscritto, con l'anticipazione trattata come debito finanziario.
FOperazioni straordinarie
Quando un cliente è assoggettato a liquidazione giudiziale, il creditore deve insinuarsi al passivo entro i termini fissati dal curatore, mentre il credito va svalutato analiticamente per l'OIC 15, stimando la percentuale di recupero attesa. L'apertura della procedura consente la deduzione automatica della perdita ex art. 101, comma 5, TUIR e il recupero dell'IVA ex art. 26 DPR 633/1972, salvo riversamento in caso di riparto.
FBilancio: principi, schemi e adempimenti
Un fatto successivo alla chiusura richiede di modificare i valori di bilancio solo se conferma o quantifica meglio una condizione già esistente alla data di riferimento, per l'OIC 29; se sopravvenuta, appartiene invece all'esercizio successivo. Il trattamento fiscale segue la qualificazione civilistica: gli aggiornamenti di stima restano indeducibili, mentre la deduzione si realizza quando la passività diventa certa e liquida.
FIVA e adempimenti dichiarativi
Le fatture da emettere accolgono i ricavi per beni consegnati o servizi ultimati ma non ancora fatturati, secondo il principio di competenza dell'articolo 109 del TUIR. Sono rilevate in un apposito conto con contropartita i ricavi di vendita e confluiscono, nell'attivo dello stato patrimoniale, tra i crediti verso clienti; alla successiva emissione della fattura il conto viene stornato senza generare nuovi componenti di reddito.
FIVA e adempimenti dichiarativi
Le fatture da ricevere accolgono, specularmente alle fatture da emettere, i costi di competenza per beni ricevuti o servizi ultimati non ancora fatturati dal fornitore, secondo l'articolo 109 del TUIR. Sono rilevate in un apposito conto con contropartita la voce di costo interessata e confluiscono, nel passivo, tra i debiti verso fornitori; al ricevimento della fattura il conto viene stornato e sorge il diritto alla detrazione dell'IVA.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I prestiti a medio e lungo termine alla capogruppo o alle società sorelle, spesso legati alla gestione accentrata della tesoreria, si iscrivono in B.III.2.c (crediti immobilizzati verso controllanti) o d. Gli interessi attivi maturano per competenza. Le svalutazioni non sono deducibili; le perdite lo sono con elementi certi e precisi. Con società estere il tasso deve essere di mercato.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I prestiti a medio e lungo termine alle società controllate o collegate si iscrivono in B.III.2.a (crediti immobilizzati verso imprese controllate) o b, al costo ammortizzato o, nei bilanci abbreviati, al valore nominale. Gli interessi attivi maturano per competenza in C.16.a (proventi da crediti iscritti nelle immobilizzazioni). Le svalutazioni non sono deducibili; le perdite lo sono con elementi certi e precisi. La rinuncia del socio al credito aumenta il costo della partecipazione nei limiti del valore fiscale del credito.
FRapporti con soci e amministratori
Il finanziamento del socio genera un debito della società soggetto a restituzione e, salvo prova contraria ex art. 45 TUIR, a interessi presunti; il versamento in conto capitale costituisce invece un apporto patrimoniale definitivo, che deve risultare da un'appostazione a patrimonio netto. Ex art. 46 TUIR le somme si presumono date a mutuo se il bilancio non ne attesta altro titolo; i finanziamenti figurano nel passivo alla voce D.3 (debiti verso soci per finanziamenti).
FRapporti con soci e amministratori
Quando il socio presta denaro alla società con diritto alla restituzione e agli interessi, la società iscrive un debito in D.3 (debiti verso soci per finanziamenti). Gli interessi sono oneri finanziari in C.17, deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR e indeducibili ai fini IRAP. Se il socio è una persona fisica che non agisce in regime d'impresa, la società applica una ritenuta d'acconto del 26%. Nelle S.r.l. il rimborso è postergato quando il finanziamento è concesso in situazione di squilibrio (art. 2467 c.c.).
FRapporti con soci e amministratori
Il socio che presta denaro alla società senza interessi crea un debito in D.3 (debiti verso soci per finanziamenti) da restituire. Serve un accordo scritto, risultante anche dal bilancio, perché altrimenti il prestito si presume fruttifero al tasso legale, con obbligo di ritenuta. Se il socio rinuncia al rimborso, il debito diventa una riserva di patrimonio netto e non una sopravvenienza tassabile, nei limiti del valore fiscale del credito dichiarato dal socio (art. 88, c. 4-bis, TUIR).
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il prestito concesso dalla capogruppo o da un'altra società del gruppo è un debito nella voce che corrisponde al legame, con la quota oltre l'esercizio indicata a parte. Gli interessi sono oneri finanziari in C.17: deducibili entro il 30% del ROL fiscale (art. 96 TUIR) e indeducibili ai fini IRAP. Con finanziamenti infruttiferi o a tassi fuori mercato si valuta il costo ammortizzato.
FAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Il FIRR è un contributo previdenziale a carico della ditta preponente, versato all'Enasarco per gli agenti e calcolato con aliquote decrescenti su provvigioni e rimborsi spese liquidati nell'anno, differenziate per monomandatari e plurimandatari. Va accantonato per competenza al 31 dicembre, pur versandosi entro marzo, entro il tetto dell'articolo 1751 c.c.; per l'agente è un ricavo, e alcune condotte scorrette ne comportano la perdita.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le quote di fondi comuni di investimento sono titoli rappresentativi di una partecipazione a un patrimonio collettivo gestito da una SGR; secondo l'OIC 20 si iscrivono tra le immobilizzazioni finanziarie, voce B.III.3 (altri titoli immobilizzati), se destinate a permanere durevolmente, valutate al costo salvo perdite durevoli, oppure tra l'attivo circolante, voce C.III.6 (altri titoli del circolante), se costituiscono un impiego temporaneo, valutate al minore tra costo e valore di mercato.
FFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il fondo per imposte accoglie, nella voce B.2 del passivo (fondi per imposte, anche differite), la passività tributaria incerta da un accertamento non definitivo o da un contenzioso in corso, distinta dalle imposte differite pur nella stessa voce. Secondo l'OIC 31 il rischio di soccombenza va classificato probabile, possibile o remoto: solo se probabile si accantona, per l'importo più attendibile comprensivo di sanzioni e interessi, aggiornato a ogni chiusura.
FBilancio: principi, schemi e adempimenti
I fondi per rischi e oneri accolgono passività determinate, certe o probabili nell'esistenza ma di ammontare o data di sopravvenienza indeterminati. Secondo l'OIC 31 vanno classificati probabili, con obbligo di accantonamento, possibili, con sola informativa, o remoti, senza obbligo: i fondi rischi riguardano eventi futuri incerti, i fondi oneri obbligazioni certe, per le quali è ammessa l'attualizzazione se la sopravvenienza è lontana.
FBilancio: principi, schemi e adempimenti
Chi vende prodotti con garanzia sa che una parte richiederà riparazioni o sostituzioni negli anni successivi. Per correlare il costo ai ricavi, a fine anno si stima il costo degli interventi futuri sulle vendite dell'anno e lo si accantona nel fondo garanzia prodotti. Fiscalmente l'accantonamento è indeducibile; gli interventi eseguiti si deducono quando si sostengono, con l'utilizzo del fondo.
FPersonale dipendente e collaboratori
Quando il contratto di collaborazione coordinata e continuativa riconosce un'indennità alla fine del rapporto, la quota maturata ogni anno si accantona in un fondo del passivo (B.1, fondi per trattamento di quiescenza e obblighi simili). Gli accantonamenti sono deducibili per competenza ai fini IRES e indeducibili ai fini IRAP. Alla cessazione il fondo si utilizza per pagare l'indennità, che per il collaboratore è a tassazione separata se prevista da un atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto.
FAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Se il preponente recede dal contratto di agenzia senza rispettare il preavviso, deve all'agente un'indennità pari alle provvigioni del periodo di preavviso mancato. Quando il recesso è deciso a fine anno e l'indennità sarà pagata dopo, l'importo si stanzia in un fondo: il costo è deducibile se il recesso è deciso e l'importo certo e determinabile. Alla liquidazione si applica la ritenuta del 20%.
FAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Il fondo indennità suppletiva di clientela accoglie l'indennità che il preponente deve all'agente quando il contratto cessa per fatto non imputabile all'agente, per pensionamento o per decesso. Si alimenta ogni anno con una percentuale delle provvigioni stabilita dagli accordi economici collettivi; l'accantonamento è deducibile per competenza (C.M. 33/E/2013) e alla liquidazione si applica la ritenuta del 20%.
FImmobilizzazioni e ammortamenti
Alcuni beni richiedono a intervalli regolari grandi manutenzioni, come la revisione di un forno, di un altoforno o di una nave. Il fondo manutenzioni cicliche accoglie ogni anno la quota della spesa futura maturata con l'uso del bene. Ai fini IRES l'accantonamento è deducibile solo per navi e aeromobili, fino al 5% del costo; negli altri casi si riprende in aumento e si deduce quando la manutenzione si esegue.
FBilancio: principi, schemi e adempimenti
Un contratto è oneroso quando i costi inevitabili per adempierlo superano i ricavi che se ne otterranno, per esempio una fornitura a prezzo fisso mentre i costi delle materie sono saliti. La perdita attesa si stanzia a fine anno nel fondo rischi contrattuali. L'accantonamento non è deducibile: si riprende in aumento con imposte anticipate e si deduce quando i costi si sostengono.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Quando una partecipata accumula perdite superiori al valore della partecipazione, la partecipante prima svaluta la partecipazione fino a zero; se poi è obbligata, anche per impegno assunto, a coprire le perdite eccedenti, stanzia un fondo copertura perdite in B.4 (altri fondi per rischi e oneri). L'accantonamento non è deducibile e i successivi versamenti a copertura aumentano il costo fiscale della partecipazione (art. 101, c. 7, TUIR).
FFiscalità d'impresa: imposte dirette
Quando un componente di reddito è già in bilancio ma sarà tassato solo negli anni successivi, come una plusvalenza rateizzata o un dividendo tassato per cassa, sorge una differenza temporanea tassabile. Le imposte che si pagheranno in futuro si stanziano nel fondo imposte differite (B.2 del passivo, fondi per imposte, anche differite) con contropartita la voce 20 del conto economico, e il fondo si riduce man mano che il componente diventa imponibile.
FBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il nome tradizionale di fondo spese future può trarre in inganno: l'OIC 31 non ammette fondi per spese generiche, ma solo per oneri determinati che derivano da un'obbligazione sorta entro la chiusura, legale o implicita. È il caso di una decisione già presa e comunicata, come la chiusura di un magazzino con costi di sgombero e ripristino a carico dell'impresa. L'accantonamento è indeducibile fino al sostenimento dei costi.
FSettori e operazioni particolari
Chi sfrutta una cava, gestisce una discarica o installa impianti su terreni altrui ha spesso l'obbligo di ripristinare il sito alla fine dell'attività. L'onere si rileva in un fondo: con accantonamenti annui commisurati all'uso, oppure capitalizzando la stima sul bene e ammortizzandola. L'accantonamento annuo è indeducibile fino a quando i lavori si eseguono; per i costi di smantellamento capitalizzati valgono le regole del D.M. 27 giugno 2025.
FPersonale dipendente e collaboratori
Una riorganizzazione, come la chiusura di un reparto con uscite incentivate, genera costi certi nella natura ma stimati nell'importo. L'OIC 31 consente il fondo solo se a fine anno esiste un piano formale approvato e comunicato ai lavoratori o ai loro rappresentanti. L'accantonamento non è deducibile; gli incentivi all'esodo si deducono quando diventano certi o sono pagati e per il dipendente sono a tassazione separata.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Un contratto derivato, come un interest rate swap su un mutuo, può avere a fine anno un valore negativo per l'impresa. Il fair value negativo si iscrive in B.3 del passivo (strumenti finanziari derivati passivi): se il derivato copre i flussi di un'operazione, la contropartita è la riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi, altrimenti il conto economico in D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie). Ai fini fiscali le valutazioni seguono il bilancio con le regole dell'art. 112 TUIR.
FSettori e operazioni particolari
Nelle concessioni di servizi pubblici o di beni demaniali, alla scadenza il concessionario restituisce gratuitamente all'ente i beni in buono stato. Per le spese di ripristino o sostituzione accantona ogni anno una quota nel fondo. È uno dei pochi accantonamenti deducibili: fino al 5% del costo di ciascun bene, finché il fondo non raggiunge le spese sostenute per quel bene negli ultimi due esercizi (art. 107, c. 2, TUIR).
FRimanenze e ciclo produttivo
Chi consegna un impianto o un'opera e ne rileva il ricavo può dover ancora sostenere costi di collaudo, messa a punto o completamento. Per correlarli al ricavo già rilevato, a fine anno si stanziano nel fondo per collaudi e completamenti. L'accantonamento non è deducibile: si riprende in aumento con imposte anticipate e si deduce quando i costi si sostengono.
FBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando l'impresa è parte di una causa e il legale giudica probabile un esito sfavorevole, a fine anno si stanzia la miglior stima dell'onere: risarcimento, interessi e spese legali della controparte. Se la soccombenza è solo possibile, si informa in nota integrativa. L'accantonamento è indeducibile; il costo si deduce quando la sentenza o la transazione lo rendono certo, con variazione in diminuzione.
FCrediti, debiti e rapporti commerciali
Chi garantisce il debito di un'altra impresa, per esempio una controllata, rischia di dover pagare al suo posto. Se l'escussione è probabile e il regresso verso il garantito difficile, a fine anno si stanzia la perdita stimata nel fondo rischi per garanzie prestate. L'accantonamento è indeducibile; quando la garanzia è pagata nasce un credito di regresso, e la perdita si deduce solo quando quel credito è irrecuperabile con elementi certi e precisi o per una procedura concorsuale.
FStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Con l'OIC 26 crediti e debiti in valuta si convertono al cambio di fine anno e le differenze vanno subito a conto economico: il fondo rischi su cambi serve solo per impegni in valuta non ancora iscritti, come ordini di acquisto o di vendita con prezzo già fissato, quando il cambio di chiusura rende probabile una perdita. L'accantonamento non è deducibile e genera imposte anticipate.
FCrediti, debiti e rapporti commerciali
A fine anno i crediti si valutano al presumibile valore di realizzo: la differenza con il valore nominale si accantona in un fondo che rettifica l'attivo. La svalutazione è deducibile nel limite dello 0,5% dei crediti commerciali di fine anno, e non più quando il fondo dedotto raggiunge il 5% dei crediti (art. 106 TUIR). L'eccedenza si riprende in aumento con imposte anticipate. Ai fini IRAP la svalutazione non è deducibile.
FRapporti con soci e amministratori
Il fondo trattamento di fine mandato accoglie le quote annue dell'indennità che la società pagherà all'amministratore alla fine dell'incarico. Gli accantonamenti sono deducibili per competenza se il diritto risulta da un atto con data certa anteriore all'inizio del mandato, altrimenti al pagamento; ai fini IRAP non sono deducibili. Alla liquidazione si trattiene la ritenuta d'acconto del 20% (art. 24 DPR 600/1973); per l'amministratore l'indennità è a tassazione separata se il diritto risulta da un atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto.
FAgenti, rappresentanti e reti commerciali
I corsi che l'impresa paga ai suoi agenti, collaboratori coordinati o amministratori, come un corso di tecniche di vendita o di aggiornamento normativo, sono servizi in B.7 deducibili per intero se svolti nell'interesse dell'impresa. Non sono compenso per chi partecipa. L'IVA è detraibile, salvo i corsi esenti degli enti accreditati.
FPersonale dipendente e collaboratori
I corsi di formazione e aggiornamento dei dipendenti, obbligatori come quelli sulla sicurezza o volontari, sono servizi in B.7 deducibili per intero nell'esercizio, anche ai fini IRAP. I corsi resi da enti pubblici o organismi riconosciuti sono esenti da IVA; gli altri hanno IVA detraibile. Il contributo di un fondo interprofessionale che finanzia il corso è un provento in A.5 (altri ricavi e proventi).
FCrediti, debiti e rapporti commerciali
Il debito verso fornitori, voce ricorrente della contabilità, è esposto a errori di dettaglio che alterano il saldo di bilancio: partite aperte per errata imputazione del codice fornitore, abbuoni non stornati e acconti mal classificati anziché riclassificati secondo la natura del bene o servizio. Il saldo deve corrispondere alla somma delle schede, verificata anche con circolarizzazione; il debito è valutato al costo ammortizzato.
FCrediti, debiti e rapporti commerciali
Se a fine anno un fornitore deve riconoscere un premio sui volumi, uno sconto o un reso già maturati, ma non ha ancora emesso la nota di credito, l'impresa rileva il minor costo per competenza con il conto fornitori per note di credito da ricevere. È una rettifica dei debiti verso fornitori in D.7; se supera il debito verso quel fornitore, l'eccedenza è un credito in C.II.5-quater (crediti verso altri). L'IVA si rettifica solo quando arriva la nota.
FCosti, spese e benefit specifici
L'energia elettrica che alimenta macchinari e impianti produttivi si registra nel conto forza motrice, in B.7 (costi per servizi). Separarla dall'energia degli uffici serve al controllo di gestione e alla valutazione delle rimanenze di prodotti, nel cui costo di produzione entra. Per le imprese manifatturiere l'IVA è spesso al 10%.
FContenzioso, sanzioni e accertamento
Il furto di beni aziendali, se non documentato, espone l'impresa alla presunzione per cui i beni non rinvenuti nei luoghi d'impresa si considerano ceduti, con recupero di IVA e imposte sul valore normale. La denuncia alle autorità, senza indugio, supera la presunzione; secondo l'OIC 16 il furto di beni strumentali genera una sopravvenienza passiva pari al valore netto contabile residuo, quello di merci emerge dalle rimanenze.
FOperazioni straordinarie
L'articolo 172 del TUIR sancisce la neutralità fiscale della fusione: non emergono plusvalenze tassabili sui beni delle società fuse, avanzi e disavanzi contabili sono irrilevanti e il cambio delle partecipazioni non genera reddito per i soci, salvo conguaglio in denaro. La neutralità può essere derogata optando per il riallineamento dei valori con imposta sostitutiva;
FOperazioni straordinarie
La fusione è l'operazione con cui più società si concentrano in un unico soggetto giuridico, con successione universale nei rapporti attivi e passivi. Il codice civile ammette sei forme, distinte per la sopravvivenza di un soggetto preesistente e per il grado di partecipazione: fusione propriamente detta, per incorporazione, i procedimenti semplificati ex artt. 2505 e 2505-bis, la fusione inversa e il leverage by-out ex art. 2501-bis.
GCosti, spese e benefit specifici
Il gas metano fornito dalla rete per riscaldamento, acqua calda o processi produttivi è un costo per servizi in B.7, di competenza del periodo di fornitura. L'IVA è detraibile, al 22% o al 10% per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere; il gas per immobili non strumentali non è deducibile.
GRicavi e ciclo attivo
Il tabaccaio registra le vendite di tabacchi e di altri generi di monopolio per l'intero prezzo al pubblico e gli acquisti al prezzo pagato al depositario: il margine è l'aggio stabilito dalla legge. L'IVA è assolta una sola volta a monte (art. 74 DPR 633/1972): il rivenditore non la addebita, non la detrae e non la inserisce nelle liquidazioni.
GStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il cash pooling, gestione accentrata della tesoreria di gruppo, richiede secondo l'OIC 14 una contabilizzazione che rifletta sia la posizione di ciascuna società verso il pooler sia la gestione unitaria della liquidità. Nella forma classica i conti correnti sono azzerati periodicamente e i saldi trasferiti su un pool account, generando un credito o debito verso la capogruppo;
IRimanenze e ciclo produttivo
Gli imballaggi seguono tre configurazioni contabili: se incorporati nel prezzo della merce si trattano a costi d'esercizio; se fatturati separatamente al cliente rientrano tra le variazioni di esercizio, assimilati alle merci; se durevoli e a rendere, come le bottiglie a rendere, sono un'immobilizzazione soggetta ad ammortamento. Ai fini IVA gli imballaggi a rendere sono esclusi dalla base imponibile ex art. 15 DPR 633/1972.
IRicavi e ciclo attivo
Imballaggi addebitati in fattura al cliente, cauzioni trattenute per i contenitori non resi e cessioni di materiale da imballo sono ricavi di A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni). Gli imballaggi seguono l'aliquota del bene che contengono (art. 12 DPR 633/1972). Finché la restituzione è possibile la cauzione è un debito, non un ricavo.
IFiscalità internazionale e transfer pricing
Gli immobili d'impresa si distinguono in quattro categorie fiscali — merce, strumentali per natura, strumentali per destinazione e patrimonio — ciascuna con un proprio criterio di determinazione del reddito. Gli immobili merce figurano tra le rimanenze; quelli strumentali sono ammortizzabili e concorrono al reddito secondo costi e ricavi;
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Le immobilizzazioni finanziarie comprendono partecipazioni, titoli di debito, crediti finanziari e altri strumenti destinati a un investimento duraturo, distinti dalle voci dell'attivo circolante non per natura ma per la destinazione economica attribuita dagli amministratori. Ex art. 2424-bis c.c. sono valutate al costo, rettificato per perdite durevoli, salvo il patrimonio netto per le partecipate;
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Le immobilizzazioni immateriali e gli oneri pluriennali condividono l'assenza di consistenza fisica ma si distinguono, secondo l'OIC 24, in oneri pluriennali (costi di impianto, costi di sviluppo), beni immateriali come brevetti e marchi, avviamento e immobilizzazioni in corso. L'iscrizione richiede la dimostrabilità dell'utilità pluriennale;
IImmobilizzazioni e ammortamenti
I costi sostenuti per un software in sviluppo, un progetto di sviluppo non concluso o un brevetto non ancora concesso si accumulano in B.I.6 (immobilizzazioni immateriali in corso e acconti), al costo e senza ammortamento. Quando il bene è completato e disponibile per l'uso, il totale si gira al conto definitivo e da quel momento si ammortizza. Se il progetto perde prospettive, il costo sospeso va a conto economico.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Le immobilizzazioni in corso e gli acconti accolgono gli acconti versati a fornitori e le spese per immobilizzazioni, materiali o immateriali, non ancora completate alla chiusura dell'esercizio. Figurano alla voce B.I.6 (immobilizzazioni immateriali in corso e acconti) o B.II.5 (immobilizzazioni materiali in corso e acconti) dello stato patrimoniale e, se da produzione interna, trovano contropartita nella voce A.4 (incrementi di immobilizzazioni per lavori interni) del conto economico. Non sono mai soggette ad ammortamento fino a quando il bene non entra in funzione.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
L'ammortamento delle immobilizzazioni materiali richiede di verificare a ogni chiusura se il valore recuperabile del cespite, il maggiore tra valore d'uso e di mercato, giustifichi ancora il valore netto contabile: in caso contrario, secondo l'OIC 9, va rilevata una svalutazione, imputata prioritariamente all'avviamento. Va inoltre verificato se la destinazione economica sia mutata, imponendo la riclassificazione tra l'attivo circolante.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Stati di avanzamento lavori di un capannone, costi di un impianto in montaggio e costruzioni in economia si accumulano in B.II.5 (immobilizzazioni materiali in corso e acconti) al costo, senza ammortamento. Al completamento e all'entrata in funzione si girano al conto definitivo e da lì parte l'ammortamento. Gli interessi dei finanziamenti specifici maturati durante la costruzione si possono capitalizzare. Se il progetto è abbandonato, i costi vanno a conto economico.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Linee di produzione, macchine utensili, forni e robot si iscrivono in B.II.2 (impianti e macchinario) al costo, compresi trasporto, installazione e collaudo, e si ammortizzano dall'entrata in funzione con il coefficiente previsto per il settore dal D.M. 31/12/1988. Per i beni nuovi 4.0 degli allegati IV e V, interconnessi e prodotti nella UE, acquistati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 spetta una maggiorazione del costo del 180% fino a 2,5 milioni, del 100% fino a 10 e del 50% fino a 20.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Pannelli, inverter, strutture e sistemi di accumulo dell'impianto fotovoltaico si iscrivono tra le immobilizzazioni materiali e si ammortizzano dall'entrata in esercizio. Per l'Agenzia la componente impiantistica si ammortizza al 9% e l'eventuale componente immobiliare al 4%. Per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo spetta la maggiorazione del costo fino al 180%.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
Impianto elettrico, di riscaldamento e climatizzazione, idrico, antincendio e di sicurezza servono all'edificio e all'attività in generale: si iscrivono in B.II.2 (impianti e macchinario) e si ammortizzano, di norma al 10%, dall'entrata in funzione. Se l'immobile è di terzi e l'impianto non è separabile, il costo va invece tra le migliorie su beni di terzi.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
L'imposta di bollo dovuta su estratti conto bancari, istanze, certificati e atti è un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). Per il conto corrente di una società l'imposta è di 100 euro l'anno per ogni rapporto. Si deduce dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento e ai fini IRAP per competenza, ed è fuori campo IVA. Dal 1° gennaio 2026 è disciplinata dal D.Lgs. 123/2025.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
Sulle fatture elettroniche senza IVA di importo superiore a 77,47 euro l'emittente deve l'imposta di bollo di 2 euro, calcolata dall'Agenzia delle Entrate e versata a trimestre con F24. È un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), deducibile dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento. Se l'imposta del primo o del secondo trimestre è sotto 5.000 euro il versamento può essere rinviato ai termini del trimestre successivo, senza sanzioni.
ICosti, spese e benefit specifici
Il contratto di locazione sconta l'imposta di registro ogni anno: 1% del canone annuo per gli immobili strumentali locati da soggetti IVA, 2% negli altri casi. L'imposta è divisa a metà tra locatore e conduttore; di solito la versa il locatore e ne riaddebita la metà. Per il conduttore è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi), deducibile quando è pagata ed esclusa da IVA.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
L'imposta di registro pagata per registrare atti e contratti, e le imposte ipotecaria e catastale dovute per le formalità nei registri immobiliari, sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione) quando non sono accessorie all'acquisto di un bene, nel qual caso si aggiungono al suo costo. Si deducono nell'esercizio di pagamento, sono fuori campo IVA e dal 1° gennaio 2026 sono disciplinate dal testo unico D.Lgs. 123/2025.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Un costo iscritto in bilancio ma deducibile fiscalmente in futuro, per esempio un accantonamento non deducibile, genera imposte anticipate: si iscrive un credito (C.II.5-ter, crediti per imposte anticipate) e si riduce la voce 20 (imposte sul reddito dell'esercizio). L'iscrizione richiede la ragionevole certezza di redditi imponibili futuri; l'importo si riassorbe quando la deduzione si realizza.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Quando il reddito civilistico e quello fiscale divergono si generano interferenze fiscali, permanenti se la differenza non si annulla mai, temporanee se destinata a riassorbirsi generando imposte anticipate o differite. Le differenze positive temporanee, come le plusvalenze rateizzabili, generano imposte differite; quelle negative, come gli accantonamenti indeducibili, generano imposte anticipate, iscrivibili solo con ragionevole certezza di recupero.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Le imposte correnti sono il debito tributario di competenza dell'esercizio, esposto in bilancio al netto di acconti, ritenute e crediti compensabili secondo l'OIC 25. La gestione comprende la compensazione in F24 nel rispetto delle soglie che impongono il visto di conformità, gli accantonamenti per accertamenti e contenziosi tributari ancora aperti e le regole di riporto, rimborso o cessione delle eccedenze.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
Le imposte di fabbricazione e le accise sono le imposte pagate all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli da chi produce o detiene prodotti energetici, alcolici o altri beni soggetti ad accisa. Sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione) se pagate direttamente e non comprese nel prezzo di acquisto, deducibili dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento. Quando il prodotto è venduto, l'accisa fa parte del prezzo e concorre alla base imponibile IVA.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Quando un ricavo è imputato al conto economico ma tassato in esercizi successivi, si iscrivono le imposte differite nella voce 20 (imposte sul reddito dell'esercizio) con contropartita il fondo per imposte differite. Si calcolano con l'aliquota attesa al momento del riversamento e si rilasciano quando la differenza si riassorbe. L'operazione non ha effetti fiscali diretti.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Le imposte dirette secondo l'OIC 25 comprendono l'imposta corrente, gli effetti di accertamenti su annualità precedenti, la fiscalità differita e anticipata e i proventi da consolidato fiscale, componenti della voce 20 del conto economico. Le imposte anticipate sono un beneficio futuro recuperabile, quelle differite un debito rinviato; nel consolidato ogni società determina comunque il proprio carico fiscale di competenza.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
Sono le imposte diverse da quelle sui redditi e dall'IRAP che si riferiscono ad anni già chiusi e si pagano ora: avvisi di accertamento IMU, liquidazioni dell'imposta di registro, tributi locali arretrati. Sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), salvo che siano coperte da un fondo già stanziato. Si deducono al pagamento con le regole dell'imposta a cui si riferiscono; sanzioni e interessi hanno conti propri e la sanzione è indeducibile.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Quando emergono maggiori IRES o IRAP di anni già chiusi, per accertamento, adesione o dichiarazione integrativa, l'onere si iscrive nella voce 20 (imposte sul reddito dell'esercizio) in una sottovoce distinta, insieme a sanzioni e interessi collegati; se un fondo imposte era stato stanziato, si utilizza. Le imposte sui redditi non sono deducibili; le sanzioni neppure.
IRegole generali di determinazione del reddito
La deducibilità di imposte, tasse e diritti non segue una regola unica: alcuni tributi sono deducibili per cassa, altri per competenza, altri restano indeducibili a prescindere dal pagamento. Le imposte dirette sono imputate alla voce 20 del conto economico, quelle indirette alla voce B.14 (oneri diversi di gestione) secondo l'OIC 12; l'IMU sugli immobili strumentali è deducibile al 100% dal 2022, sanzioni e interessi da ravvedimento restano sempre indeducibili.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
L'IMU sugli appartamenti affittati, sugli immobili sfitti e sugli altri immobili patrimonio dell'impresa è un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), pagato in acconto il 16 giugno e a saldo il 16 dicembre. Non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi né dell'IRAP: si riprende con una variazione in aumento in dichiarazione. È fuori campo IVA.
IPersonale dipendente e collaboratori
I collaboratori coordinati e continuativi che svolgono attività a rischio devono essere assicurati all'INAIL: il premio è per due terzi a carico del committente, costo in B.7 (costi per servizi), e per un terzo del collaboratore, trattenuto dal compenso. È deducibile per competenza e anche ai fini IRAP.
IRapporti con soci e amministratori
Gli amministratori non professionisti che guidano abitualmente per lavoro o frequentano cantieri e reparti produttivi devono essere assicurati all'INAIL. Il premio, per due terzi a carico della società, è un costo in B.7 (costi per servizi) deducibile per competenza e, a differenza del compenso, deducibile anche ai fini IRAP.
IPersonale dipendente e collaboratori
Gli incentivi all'esodo sono le somme aggiuntive pagate ai dipendenti per favorire le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto, oltre al TFR e a quanto dovuto per legge. Sono un costo del personale in B.9.e e, se eccezionali, si commentano in nota integrativa. Sono deducibili nell'esercizio in cui l'impegno diventa certo; per il dipendente sono soggetti a tassazione separata. Sono fuori campo IVA.
IAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Bonus agli agenti al raggiungimento del budget, viaggi incentive per i migliori rivenditori e premi a intermediari sono costi in B.7 (costi per servizi), di competenza dell'anno in cui maturano. Il bonus fatturato da un agente è imponibile IVA e soggetto a ritenuta ed Enasarco; il viaggio offerto a rivenditori può essere una spesa di rappresentanza. Gli sconti ai clienti riducono invece i ricavi.
ISettori e operazioni particolari
Gli incentivi alle imprese comprendono, oltre a crediti d'imposta e contributi diretti, strumenti finanziari come i finanziamenti agevolati a tasso ridotto e le garanzie pubbliche sui prestiti bancari. Il differenziale tra tasso di mercato e tasso agevolato, secondo l'OIC 19, è un contributo pubblico da scorporare e imputare a conto economico; il mancato rispetto dei vincoli di mantenimento può comportare la revoca del beneficio.
ISettori e operazioni particolari
Le clausole Incoterms regolano, distintamente dal passaggio della proprietà, il momento in cui il rischio di perdita o danneggiamento della merce passa dal venditore all'acquirente, oltre alla ripartizione dei costi di trasporto e assicurazione. Nelle clausole F e C, come FOB e CIF, il rischio passa alla consegna al vettore anche se il venditore ha pagato il trasporto; nelle clausole D, come DAP e DDP, resta al venditore fino a destinazione.
IImmobilizzazioni e ammortamenti
La voce A.4 (incrementi di immobilizzazioni per lavori interni) del conto economico accoglie i costi sostenuti internamente per costruire un'immobilizzazione destinata a restare nell'organizzazione produttiva, compensando i costi già rilevati per natura (personale, materiali, ammortamenti) nelle voci di classe B. Gli oneri finanziari del periodo di costruzione possono essere capitalizzati, ma vanno indicati separatamente in C.17 (interessi e altri oneri finanziari); l'operazione resta irrilevante ai fini IVA.
IAgenti, rappresentanti e reti commerciali
L'Accordo Economico Collettivo dell'Industria riconosce all'agente, alla cessazione del rapporto, tre indennità cumulabili: la FIRR, accantonata presso Enasarco, l'indennità suppletiva di clientela, corrisposta dalla ditta e maturata progressivamente, e l'indennità meritocratica, dovuta solo in caso di nuovi clienti o incremento sensibile degli affari. Il cumulo incontra il limite dell'articolo 1751 c.c.
IPersonale dipendente e collaboratori
I rimborsi per l'uso dell'auto propria del collaboratore nelle trasferte, calcolati con le tabelle ACI, sono costi in B.7 (costi per servizi) deducibili entro il costo di percorrenza di un veicolo fino a 17 cavalli fiscali, 20 se diesel. Per il collaboratore non sono reddito se riguardano trasferte fuori dal Comune e sono documentati. Non sono deducibili ai fini IRAP.
ICosti, spese e benefit specifici
Il dipendente che usa la propria auto per le trasferte riceve un rimborso calcolato con le tabelle ACI in base ai chilometri percorsi. Per l'impresa è deducibile entro il costo di percorrenza di un veicolo fino a 17 cavalli fiscali, 20 se diesel; per il dipendente non è reddito se riguarda trasferte fuori dal Comune ed è documentato. Non è deducibile ai fini IRAP.
IPersonale dipendente e collaboratori
Sono gli oneri che l'impresa sostiene per accompagnare alla pensione i dipendenti prossimi al requisito: l'assegno di isopensione, con la contribuzione correlata, e gli oneri dei contratti di espansione. Sono costi del personale in B.9.e per l'importo dell'anno. L'onere degli anni successivi già assunto con accordo si accantona in un fondo, ma l'accantonamento è indeducibile fino al sostenimento. Sono fuori campo IVA.
IPersonale dipendente e collaboratori
Le indennità di trasferta forfettarie sono somme fisse per giorno di trasferta pagate nel cedolino senza rendicontare le spese. Sono costo del personale in B.9.a (salari e stipendi). Per il dipendente non concorrono al reddito fino a 46,48 euro al giorno, 77,47 per le trasferte all'estero, con riduzioni se l'impresa rimborsa anche vitto o alloggio. Sono fuori campo IVA e distinte dai rimborsi analitici, che stanno in B.7 (costi per servizi).
IComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Chi subisce un furto, un incendio o una calamità e riceve un indennizzo dall'assicurazione lo iscrive in A.5 (altri ricavi e proventi) quando è certo, e rileva separatamente la perdita del bene in B.14 (oneri diversi di gestione). Concorre al reddito come plusvalenza, ricavo o sopravvenienza attiva (art. 86, 85 e 88 TUIR) ed è fuori campo IVA.
IPersonale dipendente e collaboratori
Divise, tute, camici e abbigliamento specifico forniti ai dipendenti per lavorare sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Poiché servono all'attività e restano di uso lavorativo, non sono un compenso in natura per il dipendente e l'IVA è detraibile. I capi regalati per uso personale sono invece omaggi ai dipendenti.
IRegole generali di determinazione del reddito
L'inerenza è il requisito che lega un costo all'attività d'impresa, distinguendo la spesa che genera reddito da quella che appartiene alla sfera personale di soci o amministratori: un costo privo di questo legame resta indeducibile a prescindere dalla natura o dall'esistenza di una fattura regolare. Il collegamento può essere anche indiretto o potenziale, e le aree di verifica più frequenti riguardano spese legali, telefoniche e di rappresentanza.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Rapporti di affidabilità, rating, monitoraggio dei pagamenti e banche dati per valutare i clienti prima di concedere credito sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile. Gli abbonamenti si ripartiscono sul periodo; le visure pagate direttamente alla Camera di commercio sono diritti in B.14 (oneri diversi di gestione).
IFiscalità internazionale e transfer pricing
Le transazioni infragruppo tra società residenti non sono soggette, a differenza di quelle transfrontaliere, a una norma interna che ne imponga la valutazione al valore normale: il controllo dell'Amministrazione finanziaria si fonda sul principio di inerenza e su elementi che dimostrino l'estraneità a valide ragioni economiche. La documentazione dei servizi resi tramite contratto scritto è decisiva in caso di verifica.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Il recupero dell'IVA sui crediti non riscossi richiede una procedura concorsuale a carico del debitore o una procedura esecutiva individuale rimasta infruttuosa: per l'IVA non esiste una semplificazione per i crediti di modesto importo, prevista invece per la deduzione della perdita ai fini delle imposte sui redditi. Svalutazione OIC 15 e nota di variazione IVA seguono presupposti distinti.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Le insussistenze dell'attivo sono le riduzioni di attività iscritte in bilancio in esercizi precedenti che si rivelano inesistenti o non più recuperabili per una causa diversa dalla svalutazione: un deposito cauzionale non restituito, un credito verso un ente che non è dovuto, un bene mancante all'inventario. Sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione) dell'esercizio in cui si scopre il fatto. Sono deducibili come sopravvenienze passive se l'evento è documentato con elementi certi.
IComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Le insussistenze passive nascono quando una passività iscritta negli anni precedenti si rivela in tutto o in parte inesistente: un debito prescritto o stralciato, una fattura da ricevere che non arriverà, un fondo eccedente. Il provento va in A.5 (altri ricavi e proventi) ed è una sopravvenienza attiva imponibile (art. 88 TUIR), salvo che il costo originario non fosse stato dedotto: in quel caso si usa il conto non imponibile.
IComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Il rilascio di un fondo rischi ripreso a tassazione, o la cancellazione di un debito per una spesa indeducibile, è una insussistenza passiva che non concorre al reddito perché il costo non era stato dedotto (art. 88 TUIR). Si rileva in A.5 (altri ricavi e proventi) in un conto separato; le imposte anticipate rilevate a suo tempo si annullano.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi attivi maturano non solo sui rapporti finanziari ordinari, ma anche sui rimborsi IVA in attesa di erogazione e sui prestiti che l'impresa eroga a soci o amministratori. Sui rimborsi IVA gli interessi del 2% annuo decorrono dal novantesimo giorno dalla presentazione della dichiarazione; per i prestiti ai soci vige una presunzione di fruttuosità che impone un tasso non inferiore a quello bancario applicato alla società.
IRapporto banca impresa
Gli interessi che la banca o Poste riconoscono sui conti correnti e sui depositi sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d. Si rilevano al lordo della ritenuta del 26%, che è a titolo d'acconto e si scomputa dall'IRES; sui depositi vincolati maturano per competenza con un rateo a fine anno.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi di mora che l'impresa addebita ai clienti in ritardo nel pagamento sono un provento di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d. Sono fuori campo IVA perché risarcitori e, in deroga alla competenza, concorrono al reddito nell'esercizio in cui sono incassati.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi per dilazioni concesse ai clienti, per un piano di rientro o un pagamento a rate concordato, sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d. Maturano per competenza, concorrono al reddito in base alla maturazione e, se indicati separatamente, sono esenti da IVA.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Gli interessi che l'Agenzia delle entrate e gli enti previdenziali pagano sui rimborsi di imposte e contributi versati in eccesso sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d. Si rilevano quando sono certi nell'esistenza e determinabili nell'importo, di solito con la comunicazione del rimborso, sono fuori campo IVA e concorrono al reddito.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi sui prestiti che l'impresa concede ai dipendenti e recupera con le trattenute in busta paga sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d. Se il tasso è agevolato, per il lavoratore concorre al reddito il 50% della differenza con il tasso ufficiale di riferimento (fringe benefit).
IStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Dal 2016 gli interessi debitori sui conti correnti e sui fidi si conteggiano una volta l'anno, al 31 dicembre, e diventano esigibili dal 1° marzo successivo, senza produrre altri interessi (art. 120 TUB). Il costo è di competenza dell'anno in cui gli interessi maturano: a fine anno si rileva in C.17 (interessi e altri oneri finanziari) con contropartita un debito verso la banca in D.4 (debiti verso banche), che si chiude all'addebito in conto. Sono deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi di mora vanno rilevati in bilancio per competenza non appena il ritardo li fa maturare, mentre l'articolo 109, comma 7, del TUIR ne rinvia la tassazione al momento dell'effettiva percezione. Il creditore li imputa alla voce C.16.d (proventi diversi dai precedenti) in contropartita ai crediti verso clienti, con fondo svalutazione in caso di dubbia riscuotibilità; il debitore li imputa specularmente alla voce C.17 (interessi e altri oneri finanziari).
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
La deducibilità degli interessi passivi per i soggetti IRES segue un meccanismo su tre livelli, che confronta gli oneri finanziari netti, imputati per competenza alla voce C.17 (interessi e altri oneri finanziari), con il risultato operativo lordo fiscale: trovano capienza fino agli interessi attivi, poi entro il 30% del ROL, con riporto illimitato dell'eccedenza. Regimi specifici valgono per le immobiliari di gestione e le holding finanziarie pure.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi di mora che l'impresa deve a fornitori e altri creditori per pagamenti in ritardo sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari). Sono fuori campo IVA perché risarcitori e, in deroga alla competenza, si deducono nell'esercizio in cui sono pagati.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
Gli interessi dovuti per rateizzare o versare in ritardo imposte e contributi, compreso il ravvedimento operoso, sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari), deducibili con il solo limite dell'art. 96. Le sanzioni sono in B.14 (oneri diversi di gestione) e la maggiorazione dell'1% dei trimestrali IVA è indeducibile.
IRapporto banca impresa
Gli interessi delle rate di mutui e finanziamenti a medio e lungo termine sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari): maturano per competenza, con un rateo passivo a fine anno per la quota non ancora pagata. Sono deducibili nei limiti degli interessi attivi e del 30% del risultato operativo lordo.
ICrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi che il fornitore addebita per un pagamento dilazionato o rateale concordato sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari), maturati per competenza, esenti da IVA se indicati separatamente. Sono deducibili nei limiti dell'art. 96, insieme agli interessi passivi impliciti.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
La capitalizzazione degli interessi passivi consente di aggiungere al costo di un'immobilizzazione gli oneri sostenuti per la sua costruzione, anziché imputarli a conto economico, solo in presenza di condizioni oggettive: periodo di costruzione significativo, collegamento con il finanziamento e limite nel valore di mercato del bene. Per i finanziamenti di scopo sono capitalizzabili gli oneri sostenuti.
IBilancio: principi, schemi e adempimenti
Le interferenze fiscali indicano oggi le sole differenze temporanee e permanenti tra reddito civilistico e imponibile, ma fino alla riforma del 2003 il previgente articolo 2426 c.c. consentiva di iscrivere in bilancio, tramite il quadro EC, rettifiche dettate esclusivamente da norme tributarie, come gli ammortamenti anticipati. Dal 2004 tali interferenze dirette sono vietate e le divergenze si gestiscono con il doppio binario in dichiarazione.
ICosti, spese e benefit specifici
Il canone della fibra o dell'ADSL della sede, le linee dedicate e le SIM dati dei router sono costi per servizi in B.7. Come la telefonia, sono deducibili all'80%. L'IVA sulla linea fissa installata in sede è detraibile per intero; per le connessioni mobili vale il criterio dell'uso effettivo.
IFiscalità d'impresa: imposte dirette
L'IRAP colpisce il valore della produzione netta nel territorio regionale, indipendentemente dal risultato economico dell'esercizio, con regole di base imponibile autonome rispetto all'IRES. Per le società di capitali vige il binario unico: la base deriva dal conto economico, macroclasse A meno B, escludendo i costi del personale, le svalutazioni, gli accantonamenti e i componenti finanziari.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Gli indici sintetici di affidabilità fiscale esprimono, su una scala da uno a dieci, il grado di attendibilità della gestione di ciascun contribuente, aprendo a benefici premiali graduati anziché a sanzioni: tra questi l'esonero dal visto di conformità, l'esclusione da accertamenti su presunzioni semplici e la sospensione della riscossione per i soggetti più affidabili. I dati dichiarati devono coincidere con le risultanze di bilancio.
IIVA e adempimenti dichiarativi
L'acconto IVA, dovuto entro il 27 dicembre, anticipa parte del debito che sarà liquidato con il saldo di dicembre o dell'ultimo trimestre e si calcola con tre metodi alternativi: storico, pari all'88% del debito dell'anno precedente, previsionale o della liquidazione intermedia. Non è dovuto sotto la soglia di 103,29 euro, e un versamento insufficiente può essere sanato con il ravvedimento operoso.
IIVA e adempimenti dichiarativi
La responsabilità solidale IVA dell'articolo 60-bis del DPR 633/1972 chiama il cessionario a rispondere, con il cedente, dell'IVA non versata da questi quando acquista a un prezzo inferiore al valore normale beni individuati da decreto ministeriale, come veicoli, prodotti di telefonia, personal computer o animali vivi delle specie bovina, ovina e suina. È una presunzione relativa superabile con prova contraria documentata.
IIVA e adempimenti dichiarativi
I termini di emissione e registrazione delle fatture IVA distinguono le fatture immediate da quelle differite e le cessioni interne da quelle intracomunitarie, mentre il diritto alla detrazione richiede sia l'esigibilità dell'imposta sia il possesso di una fattura valida, da esercitare entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui entrambi si sono verificati. Per fatture sotto 300 euro è ammessa la registrazione cumulativa.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Sulle fatture d'acquisto l'IVA detraibile si registra in un conto di credito e non nel costo. Ogni mese o trimestre la liquidazione la confronta con l'IVA delle vendite: se prevale il debito si versa la differenza, se prevale il credito si riporta. La detrazione si esercita con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione dell'anno in cui l'imposta è diventata esigibile. L'IVA indetraibile, per esempio sulle auto o sulla rappresentanza, si somma invece al costo.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Le imprese con volume d'affari fino a 2 milioni possono applicare l'IVA per cassa: versano l'imposta solo quando incassano. Anche il cliente, in questo caso, detrae l'IVA solo al pagamento della fattura. Fino ad allora l'IVA si tiene in un conto separato di credito a esigibilità differita; dopo un anno dall'operazione diventa comunque detraibile. La fattura riporta l'annotazione del regime.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Sulle cessioni e prestazioni imponibili l'impresa addebita l'IVA al cliente e la registra in D.12 (debiti tributari). Nella liquidazione mensile o trimestrale l'IVA a debito si confronta con quella detraibile degli acquisti: la differenza si versa entro il 16 del mese successivo, o si riporta a credito. L'IVA è esigibile quando l'operazione si considera effettuata, salvo esigibilità differita.
IIVA e adempimenti dichiarativi
I commercianti al minuto e gli esercizi pubblici incassano prezzi comprensivi di IVA e memorizzano i corrispettivi con il registratore telematico, che li trasmette all'Agenzia. In contabilità l'incasso giornaliero si divide tra ricavo e IVA a debito, scorporando l'imposta per aliquota. L'IVA confluisce nella liquidazione periodica come quella delle fatture.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Chi ha un volume d'affari fino a 2 milioni di euro può optare per l'IVA per cassa: l'IVA delle fatture emesse a soggetti passivi diventa esigibile quando il cliente paga, e al più tardi dopo un anno dall'operazione. Fino ad allora l'imposta resta in D.12 (debiti tributari) in un conto separato e non entra nella liquidazione. In cambio l'IVA sugli acquisti si detrae solo quando si pagano i fornitori.
IIVA e adempimenti dichiarativi
Per le forniture alle pubbliche amministrazioni e alle società da esse controllate incluse negli elenchi del MEF, il fornitore emette fattura con IVA e annotazione di scissione dei pagamenti. Il cliente paga solo l'imponibile e versa l'IVA all'Erario. Il fornitore registra l'IVA nel registro delle vendite ma non la computa nella liquidazione: il conto si chiude contro il credito verso il cliente.
IIVA e adempimenti dichiarativi
L'IVA indetraibile comprende situazioni distinte con diversa collocazione contabile: l'indetraibilità oggettiva, legata alla natura del bene, e quella da pro-rata al 100%, tipica di chi effettua quasi esclusivamente operazioni esenti, vanno imputate a incremento del costo del bene; l'indetraibilità da pro-rata parziale, riferita all'attività complessiva dell'impresa, costituisce invece un costo generale autonomo tra gli oneri diversi di gestione.
IImposte, tasse e adempimenti fiscali
La cessione gratuita di beni che l'impresa produce o commercia abitualmente è imponibile IVA sul prezzo di acquisto o sul costo dei beni; se l'impresa non addebita l'imposta al beneficiario, la rivalsa è facoltativa, e l'IVA versata è un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). L'IVA non addebitata non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi, perché è un'imposta per la quale è prevista la rivalsa, anche facoltativa. Si documenta con autofattura o con il registro degli omaggi.
LPersonale dipendente e collaboratori
Nel contratto di appalto, il committente risponde in solido con l'appaltatore e i subappaltatori, entro due anni dalla cessazione del rapporto, per retribuzioni, TFR e contributi non corrisposti ai dipendenti impiegati nell'opera, a prescindere da colpe nella scelta del contraente, con accantonamento del rischio secondo l'OIC 31 e diritto di rivalsa verso l'appaltatore inadempiente in caso di pagamento diretto ai dipendenti.
LRimanenze e ciclo produttivo
Quando l'impresa invia materiali propri a un terzista per verniciatura, zincatura, tornitura o confezionamento, il terzista fattura solo la lavorazione: è un servizio in B.7 (costi per servizi). È un costo di produzione, che entra nel valore dei semilavorati e dei prodotti in magazzino. L'invio e il rientro dei materiali si documentano con DDT in conto lavorazione.
LRimanenze e ciclo produttivo
I lavori in corso su ordinazione, infrannuali o ultrannuali, si valutano con il criterio della percentuale di completamento, che riconosce il margine di commessa in base all'avanzamento dei lavori, oppure con quello della commessa completata, che rinvia il margine al trasferimento di rischi e benefici al committente; le perdite si valutano sempre individualmente.
LPersonale dipendente e collaboratori
Il lavoro somministrato instaura un rapporto triangolare in cui il lavoratore dipende dall'agenzia di somministrazione, che ne cura retribuzioni e contributi, pur prestando attività presso l'utilizzatrice secondo le direttive di quest'ultima. Il corrispettivo fatturato va scomposto, per prevalenza della sostanza sulla forma, tra costo del personale e margine di intermediazione.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Nel lease-back l'impresa proprietaria di un bene lo cede a una società di leasing che contestualmente lo riconcede in locazione finanziaria: pur nella forma di compravendita seguita da leasing, l'operazione è nella sostanza un finanziamento che procura liquidità mantenendo la disponibilità del bene. La plusvalenza si ripartisce secondo l'art. 2425-bis c.c. in base alla durata del contratto.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Il leasing finanziario di furgoni, autocarri e altri mezzi strumentali è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) con il metodo patrimoniale. Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR i canoni sono deducibili per competenza, senza percentuali e tetti, ma in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento del mezzo. L'IVA è interamente detraibile per i mezzi oltre 3.500 kg o usati esclusivamente nell'attività. Ai fini IRAP non è deducibile la quota interessi.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Il leasing finanziario di un'autovettura è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) con il metodo patrimoniale. Per le auto non strumentali i canoni sono deducibili per il 20%, l'80% per gli agenti, e solo in proporzione a un costo del veicolo di 18.075,99 euro, 25.822,84 per gli agenti; per le auto in uso promiscuo ai dipendenti si deduce il 70% senza tetto. La deduzione non dura meno di quattro anni. Il maxicanone si ripartisce sulla durata. L'IVA è detraibile al 40%; ai fini IRAP non è deducibile la quota interessi.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Il leasing di beni mobili diversi da impianti, veicoli e telefoni, come arredi, computer o attrezzature commerciali, è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) con il metodo patrimoniale. I canoni sono deducibili per competenza, in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento fiscale del bene. Ai fini IRAP non è deducibile la quota interessi implicita. L'IVA sui canoni è detraibile secondo le regole ordinarie.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Quando la società di leasing acquista un impianto, un macchinario o una linea di produzione scelti dall'impresa e glielo concede in uso con opzione di riscatto, i canoni sono costi in B.8 (costi per godimento di beni di terzi). Sono deducibili per competenza, in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento fiscale del bene per i contratti stipulati dal 2014. Ai fini IRAP la quota interessi implicita nel canone non è deducibile. L'IVA è detraibile secondo le regole ordinarie.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Nel leasing finanziario i rischi e i benefici della proprietà sono trasferiti all'utilizzatrice, che può riscattare il bene a prezzo predeterminato, a differenza del leasing operativo dove il locatore mantiene la sostanza dei rischi della proprietà. Con il metodo patrimoniale l'utilizzatrice imputa a conto economico i canoni maturati (voce B.8, costi per godimento di beni di terzi), iscrivendo il bene solo al riscatto.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Il leasing di smartphone e tablet con SIM, con riscatto finale, è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) con il metodo patrimoniale. I canoni sono deducibili all'80% (art. 102, c. 9, TUIR) e in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento. Ai fini IRAP non è deducibile la quota interessi. L'IVA si detrae in base all'uso, di solito al 50% per gli apparecchi a uso promiscuo.
LStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il libretto di deposito a risparmio è un deposito nominativo presso una banca o Poste, usato di solito per accantonare somme o per dare una garanzia, per esempio in un contratto di locazione. Si iscrive tra le disponibilità liquide al valore nominale. Gli interessi concorrono al reddito per competenza e subiscono la ritenuta del 26%. I libretti al portatore sono vietati e quelli esistenti dovevano essere estinti entro il 2018.
LBilancio: principi, schemi e adempimenti
I libri contabili devono rispettare precisi obblighi formali, differenziati per registro: numerazione progressiva, eventuale bollatura, imposta di bollo, termine di sessanta giorni per la registrazione nei sistemi meccanografici e conservazione decennale. L'abolizione dell'obbligo di stampa (D.L. 34/2019) non ha eliminato questi obblighi, ma ne ha mutato le modalità di assolvimento.
LBilancio: principi, schemi e adempimenti
I libri sociali, previsti dall'articolo 2421 c.c. per le società di capitali, documentano la vita degli organi sociali: il libro dei soci, quello delle adunanze assembleari, del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale e degli obbligazionisti. Restano soggetti alla bollatura iniziale, con imposta di bollo di 16 euro ogni cento pagine, e conservazione decennale.
LImmobilizzazioni e ammortamenti
Quando un'impresa paga un altro operatore per subentrare in una licenza o autorizzazione amministrativa trasferibile, come quelle per taxi e noleggio con conducente, per il commercio su area pubblica o per impianti, il costo è un'immobilizzazione immateriale in B.I.4 (concessioni, licenze, marchi e diritti simili). Si ammortizza sulla durata dell'autorizzazione o sulla vita utile; per le licenze senza scadenza la prassi professionale applica per analogia il limite fiscale di un diciottesimo annuo.
LLocazioni e immobili
Un appartamento dell'impresa che non serve all'attività e viene locato a una famiglia o a un dipendente è un immobile patrimonio: il canone si iscrive in A.5 (altri ricavi e proventi). Ai fini delle imposte sui redditi il reddito non è il canone ma il maggiore tra la rendita catastale e il canone ridotto del 15% (art. 90 TUIR); l'IVA è di regola esente.
LLocazioni e immobili
Le società immobiliari di gestione che affittano abitazioni come attività principale iscrivono i canoni in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni). Nel bilancio il canone è ricavo; ai fini delle imposte sui redditi il reddito degli immobili non strumentali non è il canone ma il maggiore tra rendita catastale e canone (art. 90 TUIR). L'IVA è di regola esente.
LLocazioni e immobili
Un'impresa che ha acquistato un immobile per rivenderlo e lo loca in attesa di un acquirente iscrive i canoni in A.5 (altri ricavi e proventi), perché la locazione non è la sua attività tipica. L'immobile resta tra le rimanenze e non si ammortizza; il canone è ricavo ordinario e i costi relativi sono deducibili. L'IVA è di regola esente.
LLocazioni e immobili
Un'impresa di costruzione o di compravendita che loca temporaneamente immobili destinati alla vendita iscrive i canoni in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) perché la locazione è per lei attività tipica; gli immobili restano tra le rimanenze e non si ammortizzano. L'IVA è di regola esente, salvo opzione.
LLocazioni e immobili
Capannoni, negozi e uffici dell'impresa non utilizzati, o usati solo in parte, e dati in locazione a terzi generano canoni che si iscrivono in A.5 (altri ricavi e proventi), perché la locazione non è l'attività tipica. Il canone è ricavo di competenza e i costi dell'immobile restano deducibili; l'IVA è esente, salvo opzione per l'imponibilità.
LCosti, spese e benefit specifici
Il canone per l'affitto di un capannone, un ufficio o un negozio è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi), deducibile per competenza in base al periodo a cui si riferisce, anche ai fini IRAP. I canoni anticipati che coprono l'anno dopo si rinviano con un risconto. Le locazioni di immobili strumentali sono esenti da IVA, salvo opzione del locatore impresa; il contratto sconta l'imposta di registro, divisa a metà tra le parti.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Computer, portatili, server, stampanti, monitor e apparati di rete si iscrivono in B.II.4 (altri beni materiali) e si ammortizzano di norma al 20%. I beni di costo unitario fino a 516,46 euro, come molti monitor e periferiche, si possono dedurre nell'anno. Il software di base compreso nel prezzo segue il computer; le licenze acquistate a parte sono immobilizzazioni immateriali.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Casseforti, distruggi documenti, rilegatrici e altre macchine d'ufficio non elettroniche si iscrivono in B.II.4 (altri beni materiali) e si ammortizzano, di norma al 12%. I beni fino a 516,46 euro si possono dedurre nell'anno. Quando il bene è eliminato, costo e fondo si stornano e l'eventuale valore residuo è una minusvalenza.
MRimanenze e ciclo produttivo
Sosta dei container in porto, deposito doganale, custodia presso operatori logistici in attesa della consegna: sono servizi in B.7 che fanno parte del costo dei beni acquistati. I servizi portuali relativi a beni importati possono essere non imponibili; l'uso esclusivo di un magazzino in affitto è invece un canone in B.8 (costi per godimento di beni di terzi).
MSettori e operazioni particolari
Depositi decentrati, logistica in conto terzi e tariffe di stoccaggio dei marketplace sono costi per servizi in B.7. La merce custodita resta di proprietà dell'impresa e va compresa nelle rimanenze. Molti marketplace fatturano da un altro Paese UE: la fattura va integrata con l'IVA italiana.
MCosti, spese e benefit specifici
Le spese di manutenzione e riparazione che l'impresa sostiene come proprietaria di beni concessi in uso a terzi, in locazione, noleggio o comodato, sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), salvo che la concessione in uso sia l'attività caratteristica. Ai fini delle imposte sui redditi le manutenzioni non capitalizzate sono deducibili nel limite del 5% del costo dei beni ammortizzabili, con l'eccedenza in cinque quote; per l'IRAP delle società di capitali il limite non si applica. L'IVA è detraibile.
MCosti, spese e benefit specifici
Sostituzione di schermi e batterie, riparazioni fuori garanzia e assistenza sugli smartphone aziendali sono costi in B.7 (costi per servizi) deducibili all'80% (art. 102, c. 9, TUIR). L'IVA si detrae in proporzione all'uso aziendale, di solito al 50%.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Riparazioni, pneumatici non compresi nel canone e tagliandi di furgoni e autocarri a noleggio o in leasing sono costi per servizi in B.7 quando il contratto li pone a carico dell'impresa. Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR sono deducibili per intero e non entrano nel plafond del 5%; l'IVA è interamente detraibile per i mezzi usati esclusivamente nell'attività. Le autovetture hanno un conto proprio.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Tagliandi, riparazioni, pneumatici, revisioni e collaudi di furgoni, autocarri e altri mezzi strumentali di proprietà sono costi per servizi in B.7. Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR sono deducibili come le altre manutenzioni, nel plafond del 5% dell'art. 102, c. 6; l'IVA è interamente detraibile per i mezzi usati esclusivamente nell'attività. Le autovetture hanno un conto proprio.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Riparazioni di carrozzeria, pneumatici non compresi nel canone, tagliandi e franchigie sui sinistri delle autovetture a noleggio o in leasing sono costi per servizi in B.7 quando il contratto li pone a carico dell'impresa. Valgono le percentuali dell'art. 164 TUIR e l'IVA al 40%; non entrano nel plafond del 5% perché i beni non sono dell'impresa.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Tagliandi, riparazioni meccaniche e di carrozzeria, pneumatici, revisioni e lavaggi delle autovetture di proprietà sono costi per servizi in B.7. Valgono le percentuali dell'art. 164 TUIR (20%, 70%, 80% o 100%), la detrazione IVA al 40% e il plafond del 5% delle manutenzioni ordinarie; gli interventi che allungano la vita dell'auto si capitalizzano entro il tetto fiscale.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Tinteggiature di locali in affitto, riparazioni di macchinari in leasing o in comodato e altre manutenzioni poste a carico dell'impresa dal contratto sono costi in B.7 (costi per servizi) se ordinarie. Non hanno il limite di deducibilità del 5% previsto per i beni propri, perché i beni di terzi non sono nel registro dei cespiti dell'impresa. Le migliorie che aumentano il valore del bene e non sono separabili si capitalizzano tra le immobilizzazioni immateriali. Per le manutenzioni straordinarie l'IVA è detraibile solo se il contratto pone la spesa a carico del conduttore; per i lavori su edifici si applica spesso anche l'inversione contabile.
MSettori e operazioni particolari
Le riparazioni e manutenzioni di appartamenti e fabbricati che l'impresa possiede senza usarli nell'attività sono costi in B.7 (costi per servizi) ma non sono deducibili ai fini IRES: il reddito di questi immobili si calcola con le regole dei fabbricati, e le manutenzioni ordinarie documentate riducono il canone fino al 15%. Per i fabbricati abitativi l'IVA è indetraibile.
MCosti, spese e benefit specifici
Le manutenzioni ordinarie, che mantengono l'efficienza del cespite senza aumentarne la capacità produttiva, si imputano a conto economico nell'esercizio; quelle straordinarie, che ne incrementano capacità, sicurezza o vita utile, si capitalizzano e si ammortizzano con il bene principale. Sulle sole manutenzioni ordinarie non capitalizzate, l'art. 102, comma 6, TUIR pone un limite del 5%.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
La rivalutazione dei marchi operata nel bilancio 2020, con imposta sostitutiva del 3%, ha visto il periodo minimo di ammortamento fiscale esteso da diciotto a cinquanta anni (D.L. 104/2020), generando un disallineamento pluridecennale rispetto al piano civilistico, che secondo l'OIC 24 segue il periodo di sfruttamento in esclusiva del prodotto entro un limite di vent'anni.
MPersonale dipendente e collaboratori
Caschi, scarpe antinfortunistiche, guanti, occhiali, otoprotettori e gli altri dispositivi di protezione individuale sono forniti per obbligo di legge. Si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), sono deducibili per intero con IVA detraibile e non sono un compenso in natura per i lavoratori.
MCosti, spese e benefit specifici
Detergenti, disinfettanti, carta igienica, sacchi, scope e panni acquistati dall'impresa per pulire con il proprio personale sono materiali di consumo in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), deducibili nell'anno con IVA detraibile. Il servizio di pulizia affidato a un'impresa esterna è un costo per servizi in B.7.
MCosti, spese e benefit specifici
I materiali di consumo usati nel punto vendita per promuovere le vendite, come carta e buste regalo personalizzate, espositori da banco in cartone, cartellini e adesivi promozionali, si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Cataloghi, depliant e gadget distribuiti gratuitamente sono articoli promozionali in B.14 (oneri diversi di gestione); i servizi pubblicitari sono in B.7.
MRicavi e ciclo attivo
Ricambi, minuterie, materiali di manutenzione e cancelleria ceduti a clienti o subappaltatori sono ricavi di A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni), imponibili IVA con l'aliquota del bene. Se il materiale è incorporato in un servizio il prezzo è unico e si segue il regime della prestazione principale. Il costo esce dal magazzino.
MRimanenze e ciclo produttivo
I materiali di consumo — lubrificanti, materiali di pulizia, minuteria, cancelleria — sono beni utilizzati nel processo produttivo senza entrare nel prodotto finito né essere destinati alla vendita. Secondo il principio di rilevanza dell'OIC 13, quando il loro valore a fine esercizio non è significativo possono essere imputati a costo; se le giacenze sono rilevanti vanno incluse tra le rimanenze finali.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Guarnizioni, cinghie, vernici, cavi e piccoli componenti acquistati per riparare o mantenere in efficienza impianti e locali con il proprio personale sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Fiscalmente concorrono, con le manutenzioni e i ricambi consumati, al limite del 5% del costo dei beni ammortizzabili; l'eccedenza si deduce in cinque anni.
MCosti, spese e benefit specifici
Minuterie, batterie, piccoli attrezzi di rapida usura e altri materiali di consumo che non rientrano nei conti specifici si registrano qui, in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Sono deducibili nell'anno con IVA detraibile. Prima di usarlo conviene verificare se il bene ha un conto proprio: cancelleria, pulizia, manutenzione, ricambi.
MRimanenze e ciclo produttivo
Le materie prime sono i beni che l'impresa trasforma per ottenere i propri prodotti. Il costo va in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) alla consegna, comprensivo degli oneri accessori addebitati dal fornitore e al netto di sconti e resi; a fine esercizio la parte non utilizzata si rileva tra le rimanenze e la variazione in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci).
MRimanenze e ciclo produttivo
Chi cede a terzi materie prime che aveva comprato per produrre iscrive il corrispettivo in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) e scarica il costo dal magazzino. Anche la vendita occasionale è un ricavo (art. 85, c. 1, lett. b, TUIR), imponibile IVA con l'aliquota del bene, e concorre alla base IRAP.
MRimanenze e ciclo produttivo
Le materie sussidiarie sono i beni che completano il prodotto senza esserne la parte principale: colle, vernici, viteria, filati, etichette. Si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) come le materie prime e le giacenze di fine anno si valutano con gli stessi criteri, anche con il metodo del valore costante se il loro costo è stabile.
MAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Il mediatore mette in contatto l'impresa con un acquirente senza essere legato stabilmente a nessuna delle parti. Il suo compenso è un costo in B.7 (costi per servizi), deducibile nell'anno in cui si rileva il ricavo della vendita procurata, con IVA detraibile e ritenuta dell'art. 25-bis.
MPersonale dipendente e collaboratori
La cassetta di pronto soccorso e gli altri presidi sanitari che il datore di lavoro deve tenere in azienda si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). La spesa è inerente perché obbligatoria per la sicurezza sul lavoro, ed è deducibile per intero; l'IVA, di solito al 10% per i medicinali, è detraibile.
MCosti, spese e benefit specifici
Il servizio di mensa aziendale può essere organizzato in quattro modalità: gestione diretta o interaziendale, buoni pasto, indennità sostitutiva in denaro o somministrazione diretta, ciascuna con un proprio regime di esenzione per il dipendente e di deducibilità per l'impresa. Non è ammesso combinare, per lo stesso dipendente e nella stessa giornata, due sistemi di esenzione.
MPersonale dipendente e collaboratori
Quando l'impresa affida a un gestore esterno la preparazione e la somministrazione dei pasti ai dipendenti, il corrispettivo è un servizio in B.7 (costi per servizi). È deducibile per intero, senza il limite del 75% previsto per le spese di vitto, e deducibile ai fini IRAP. L'IVA è al 4% e resta detraibile. Per i dipendenti il pasto in mensa non è reddito.
MRimanenze e ciclo produttivo
Le merci sono i beni che l'impresa acquista per rivenderli senza trasformarli. Il costo si rileva in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) alla consegna, al netto di sconti e resi; a fine anno le merci invendute si iscrivono tra le rimanenze in C.I.4 (prodotti finiti e merci) e la differenza con le rimanenze iniziali va in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci). Per alcuni beni, come i cellulari, l'IVA si applica in inversione contabile.
MComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
La minusvalenza è la differenza negativa tra il corrispettivo di cessione di un bene, al netto degli oneri accessori, e il suo valore netto contabile residuo. Confluisce nella voce B.14, oneri diversi di gestione, salvo la natura finanziaria che la colloca in C.17 (interessi e altri oneri finanziari). Ai sensi dell'art. 101, comma 1, TUIR, il principio di realizzo ne esclude la deducibilità se non deriva da un'effettiva cessione.
MCosti, spese e benefit specifici
La minusvalenza da cessione di azienda è la perdita che si realizza vendendo un'azienda o un ramo a un prezzo inferiore al suo valore contabile netto. Dal 2016 si iscrive in B.14 (oneri diversi di gestione), con informazione in nota integrativa se di entità o incidenza eccezionale. È deducibile ai fini IRES nell'esercizio del realizzo, non rileva ai fini IRAP e la cessione è fuori campo IVA, con imposta di registro a carico di norma dell'acquirente.
MStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La minusvalenza che l'impresa realizza cedendo una partecipazione sotto il valore di bilancio è un onere di C.17 (interessi e altri oneri finanziari), distinto dalle svalutazioni di D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie). Fiscalmente non è deducibile se la partecipazione ha i requisiti dell'esenzione dell'art. 87 TUIR.
MStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le perdite che l'impresa realizza vendendo titoli non immobilizzati a un prezzo inferiore al valore di bilancio sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari). Le svalutazioni di fine anno sono in D.19 (rettifiche di valore di attività finanziarie). Per le azioni valgono le regole antielusive sulle minusvalenze dopo dividendi esenti.
MImmobilizzazioni e ammortamenti
Scrivanie, sedie, armadi, librerie e arredi di uffici e sale riunioni si iscrivono in B.II.4 (altri beni materiali) e si ammortizzano, di norma al 12%, dall'entrata in uso. I beni di costo unitario fino a 516,46 euro si possono dedurre per intero. Gli arredi di negozi, alberghi e ristoranti seguono il coefficiente del loro settore.
MCosti, spese e benefit specifici
La quota di iscrizione, l'area espositiva e i servizi dell'ente fiera sono costi in B.7 deducibili per intero come pubblicità. Il D.M. 19/11/2008 esclude dalla rappresentanza anche le spese di viaggio, vitto e alloggio per ospitare clienti in occasione di fiere in cui sono esposti i prodotti, se documentate; il vitto resta nel limite del 75%. Per le fiere all'estero la fattura arriva spesso senza IVA italiana.
MStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il finanziamento chirografario è un prestito bancario senza ipoteca, spesso assistito da garanzie personali dei soci o del Fondo di garanzia per le PMI. Il capitale residuo è un debito in D.4 (debiti verso banche). Gli interessi si rilevano per competenza: quelli maturati e non ancora pagati a fine anno sono ratei passivi. Le spese di istruttoria sono costi di transazione da ripartire sulla durata come oneri finanziari; gli interessi sono deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR.
MStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il mutuo ipotecario è un finanziamento a medio e lungo termine garantito da ipoteca su un immobile. Il capitale residuo è un debito in D.4 (debiti verso banche), con separata indicazione della quota oltre l'esercizio successivo. Gli interessi della rata sono oneri finanziari in C.17 (interessi e altri oneri finanziari), deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR e indeducibili ai fini IRAP; le spese di istruttoria, perizia e l'imposta sostitutiva dello 0,25% sono costi di transazione da ripartire sulla durata come oneri finanziari: con il costo ammortizzato riducono il debito, senza costo ammortizzato si rinviano con i risconti attivi.
NCosti, spese e benefit specifici
Il noleggio, a breve o a lungo termine, di furgoni, autocarri e altri mezzi strumentali è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi). Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR il canone è deducibile per intero, senza tetto, se il mezzo serve all'attività; l'IVA è interamente detraibile per i mezzi oltre 3.500 kg o usati esclusivamente nell'attività. Le autovetture a noleggio hanno conti propri.
NCosti, spese e benefit specifici
Il noleggio di un'autovettura per una trasferta, un evento o in sostituzione dell'auto in officina è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi). La quota di noleggio conta fino al tetto annuo di 3.615,20 euro ragguagliato ai giorni di durata e se ne deduce il 20%, l'80% per gli agenti; se l'auto è strumentale il canone è deducibile per intero. Con pochi giorni la deduzione è minima. L'IVA è detraibile al 40%.
NCosti, spese e benefit specifici
Il noleggio a lungo termine di un'autovettura, di solito con formula tutto compreso, è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi). La quota di noleggio conta fino a 3.615,20 euro l'anno, 5.164,57 per gli agenti, e se ne deduce il 20%, l'80% per gli agenti; per le auto in uso promiscuo ai dipendenti si deduce il 70% senza tetto. I servizi separati in fattura seguono la percentuale senza tetto. L'IVA è detraibile al 40%.
NImmobilizzazioni e ammortamenti
Il noleggio di piattaforme, gru, macchinari, attrezzature o impianti per un periodo, senza opzione di acquisto, è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibile per competenza, anche ai fini IRAP. L'IVA è detraibile. Se il contratto prevede il riscatto è un leasing; se il noleggiatore fornisce anche l'operatore, può essere un servizio in B.7 (costi per servizi).
NStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La cassetta di sicurezza in cui l'impresa custodisce documenti, contratti, supporti di backup o valori è un servizio bancario imponibile IVA. Il canone annuo è un costo in B.7 (costi per servizi) deducibile per competenza e ai fini IRAP; la parte relativa all'anno dopo si rinvia con un risconto. Se la cassetta serve ai soci, il costo non è inerente.
NCosti, spese e benefit specifici
La rata di noleggio di smartphone e altri apparecchi di telefonia mobile, spesso addebitata dall'operatore insieme al traffico, è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi). È deducibile all'80% (art. 102, c. 9, TUIR); ai fini IRAP le società di capitali la deducono per intero. L'IVA si detrae in base all'uso effettivo nell'attività: la prassi si attesta al 50% per gli apparecchi usati anche privatamente.
NSettori e operazioni particolari
La Nuova Sabatini rimborsa alle piccole e medie imprese una quota degli interessi su un finanziamento bancario o in leasing destinato all'acquisto di beni strumentali nuovi, ma la sua natura contabile e fiscale segue la sostanza economica dell'operazione: è un contributo in conto impianti secondo l'OIC 16, calcolato al tasso convenzionale del 2,75% (3,575% per l'industria 4.0).
OStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le obbligazioni incorporano un'operazione di finanziamento: il sottoscrittore ha diritto alla restituzione della somma mutuata oltre a una remunerazione a interesse fisso o a disaggio di emissione. L'articolo 2412 c.c. limita l'importo emettibile al doppio di capitale sociale e riserve; disaggio e aggio si riclassificano secondo il costo ammortizzato, con metodo semplificato ammesso dall'OIC 19.
OStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le obbligazioni convertibili sono prestiti che la S.p.A. rimborsa oppure, a scelta dell'obbligazionista, converte in azioni secondo un rapporto fissato. Fino alla conversione sono debiti in D.2 (obbligazioni convertibili) e gli interessi sono oneri finanziari in C.17, soggetti al limite dell'art. 96 TUIR. La conversione estingue il debito e aumenta capitale e riserva sovrapprezzo: non genera componenti di reddito.
OStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Nei prestiti con rimborso a estrazione o a scadenze scaglionate, le obbligazioni chiamate al rimborso non sono più un finanziamento: sono un debito liquido verso i portatori. Si girano dal conto delle obbligazioni a questo conto e si chiudono al pagamento. Gli interessi maturati fino alla data di rimborso seguono le regole ordinarie: oneri finanziari in C.17 (interessi e altri oneri finanziari), deducibili nei limiti dell'art. 96 TUIR.
OCosti, spese e benefit specifici
Il trattamento fiscale degli omaggi dipende dal destinatario, dalla natura del bene, oggetto o meno dell'attività dell'impresa, e dal suo valore: sotto la soglia di 50 euro il costo è integralmente deducibile, oltre tale soglia occorre accertare gratuità, finalità promozionale e ragionevolezza propri delle spese di rappresentanza. Il regime IVA è opposto tra beni oggetto dell'attività e beni estranei.
OCosti, spese e benefit specifici
I beni acquistati da terzi e regalati ai clienti, come cesti natalizi, bottiglie e oggetti regalo, sono spese di rappresentanza in B.14 (oneri diversi di gestione); gli omaggi di servizi stanno in B.7. Sono deducibili per intero se di valore unitario non superiore a 50 euro, altrimenti entro l'1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro, lo 0,6% tra 10 e 50 milioni e lo 0,4% oltre, se pagati con strumenti tracciabili. L'IVA è detraibile solo se il costo unitario non supera 50 euro.
OCosti, spese e benefit specifici
Il locatore riaddebita al conduttore spese condominiali, pulizia delle parti comuni, portierato, riscaldamento centralizzato e simili, di solito con acconti periodici e un conguaglio annuale. Sono costi in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibili per competenza, anche ai fini IRAP. Il regime IVA segue quello del canone. A fine anno il conguaglio stimato si stanzia come fattura da ricevere.
OPersonale dipendente e collaboratori
Sono le erogazioni dirette dell'impresa ai dipendenti con finalità sociali, educative, ricreative o assistenziali che non passano da servizi acquistati da terzi: contributi per centri estivi, attività sportive, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi per figli e familiari. Sono costo del personale in B.9.e. Se volontarie, sono deducibili nel limite del 5 per mille delle spese per lavoro dipendente; se previste da contratto, accordo o regolamento aziendale, per intero. Per il dipendente non sono reddito nelle ipotesi dell'art. 51, comma 2.
OCosti, spese e benefit specifici
Le erogazioni liberali a favore di dipendenti o di enti con finalità sociali seguono regimi di deducibilità distinti e non cumulabili: per i dipendenti, il 5 per mille delle spese per il personale, oppure la soglia di 1.000-2.000 euro per le liberalità individuali; per gli enti esterni, l'articolo 100 del TUIR oppure, per gli enti del Terzo settore, l'articolo 83 del relativo Codice, dopo l'abrogazione del D.L. 35/2005 dal 2026.
OComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Con l'abolizione della sezione straordinaria del conto economico, gli oneri e i proventi un tempo qualificati come straordinari confluiscono nelle voci ordinarie: l'OIC 12 colloca i rimborsi assicurativi per furti e le plusvalenze da operazioni straordinarie in A.5 (altri ricavi e proventi), le minusvalenze in B.14 (oneri diversi di gestione), i proventi e oneri finanziari in C.15 (proventi da partecipazioni)/C.16, mentre infrequenza, anormalità ed entità rilevante restano un criterio interpretativo residuo.
OCrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli interessi sull'anticipo dei crediti ceduti e le commissioni di sconto del factor sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari), esenti da IVA. Le commissioni per la gestione e l'incasso dei crediti sono invece servizi in B.7. Nella cessione pro soluto la perdita è di natura finanziaria.
OPersonale dipendente e collaboratori
Sono i contributi a carico dell'impresa calcolati sui ratei di tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi maturati e non ancora pagati o goduti. Si rilevano a fine anno come oneri sociali in B.9.b, insieme ai ratei a cui si riferiscono, con un debito verso gli istituti di previdenza. Sono deducibili per competenza e, per i dipendenti a tempo indeterminato, anche ai fini IRAP.
OSettori e operazioni particolari
Le poste monetarie in valuta — crediti, debiti e disponibilità liquide — si adeguano al cambio di chiusura con effetto a conto economico, secondo l'art. 2426, numero 8-bis, c.c.; le poste non monetarie, come immobilizzazioni e rimanenze, restano al cambio storico. L'utile netto su cambi non realizzato va vincolato in una riserva non distribuibile; dal 2024 le differenze da valutazione sono fiscalmente rilevanti.
OPersonale dipendente e collaboratori
Palestre, corsi, viaggi ricreativi, assistenza a familiari anziani e altri servizi offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie sono costi in B.7 (costi per servizi). Se l'impresa li offre volontariamente sono deducibili nel limite del 5 per mille delle spese per lavoro dipendente (art. 100 TUIR); se derivano da contratto, accordo o regolamento vincolante sono deducibili per intero (art. 95). Per i dipendenti non sono reddito.
ORimanenze e ciclo produttivo
La distinzione tra opere, forniture e servizi ultrannuali e infrannuali si fonda sulla durata contrattuale, superiore o non superiore ai dodici mesi: per le commesse infrannuali l'OIC 23 consente di scegliere tra commessa completata e percentuale di completamento, mentre per quelle ultrannuali privilegia la percentuale di completamento. Dal 2024 il criterio di bilancio vale anche ai fini fiscali.
PCosti, spese e benefit specifici
Parcheggi a pagamento, autorimesse, sosta in aeroporto o in stazione e ticket di accesso alle zone a traffico limitato dei veicoli aziendali sono costi per servizi in B.7. Per le autovetture valgono le percentuali dell'art. 164 TUIR e la detrazione IVA al 40%, come prestazioni di custodia; per furgoni e autocarri la spesa è piena. Le multe sono in B.14 (oneri diversi di gestione) e indeducibili.
PPersonale dipendente e collaboratori
La partecipazione agli utili di esercizio attribuita ad amministratori, dipendenti, associati in partecipazione o soci promotori e fondatori non transita a conto economico, ma si rileva in sede di destinazione dell'utile con contropartita nei debiti verso il percipiente. Ai fini fiscali segue quattro regimi distinti: cassa allargata per gli amministratori, competenza per i dipendenti.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le partecipazioni si classificano tra immobilizzazioni finanziarie o attivo circolante secondo la volontà gestionale di detenerle durevolmente, con iscrizione al costo comprensivo di oneri accessori e obbligo di svalutazione per perdite durevoli. La participation exemption (art. 87 TUIR) esenta le plusvalenze da cessione entro percentuali fissate dalla norma, con trattamento speculare per le minusvalenze.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Quote di consorzi, azioni di banche di credito cooperativo, partecipazioni in cooperative e piccole quote in società partner, destinate a restare nel patrimonio, si iscrivono in B.III.1.d-bis (partecipazioni in altre imprese) al costo. Si svalutano solo per perdite durevoli. Dal 2026 dividendi e plusvalenze beneficiano dell'esclusione al 95% solo con una quota di almeno il 5% o un valore fiscale di almeno 500.000 euro.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Sono collegate le società su cui l'impresa esercita un'influenza notevole, presunta con almeno un quinto dei voti in assemblea ordinaria, un decimo se quotate. La partecipazione si iscrive in B.III.1.b (partecipazioni in imprese collegate) al costo, svalutato per perdite durevoli, o con il metodo del patrimonio netto. Le svalutazioni sono indeducibili; dividendi e plusvalenze seguono l'esclusione al 95% con i requisiti PEX e la soglia del 5% o 500.000 euro dal 2026.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le azioni o quote della società che controlla l'impresa, acquistate dall'impresa stessa, si iscrivono in B.III.1.c (partecipazioni in imprese controllanti). L'acquisto è ammesso nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili dell'ultimo bilancio approvato, con autorizzazione dell'assemblea, e richiede una riserva indisponibile pari al valore iscritto (art. 2359-bis c.c.). Dividendi e plusvalenze seguono le regole PEX e la soglia 2026.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Le partecipazioni di controllo destinate a restare nel patrimonio si iscrivono in B.III.1.a (partecipazioni in imprese controllate) al costo, comprensivo degli oneri accessori, o con il metodo del patrimonio netto. I dividendi concorrono al reddito per il 5% e le plusvalenze da cessione sono esenti al 95% se ricorrono i requisiti PEX; dal 2026 serve anche una quota di almeno il 5% del capitale o un valore fiscale di almeno 500.000 euro. Le svalutazioni non sono deducibili.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Dal 2016 lo schema di bilancio distingue le partecipazioni in società controllate dalla stessa capogruppo dell'impresa, le società sorelle, iscritte in B.III.1.d (partecipazioni in imprese sottoposte al controllo delle controllanti). Si valutano al costo, svalutato per perdite durevoli. Dividendi e plusvalenze seguono l'esclusione al 95% con i requisiti PEX e, dal 2026, la soglia del 5% o 500.000 euro; le minusvalenze su partecipazioni PEX non sono deducibili.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Una controllata può acquistare azioni o quote della sua controllante solo nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili dell'ultimo bilancio, con azioni interamente liberate e autorizzazione dell'assemblea, e deve iscrivere una riserva indisponibile finché le possiede (art. 2359-bis c.c.). Se sono destinate alla vendita o all'assegnazione vanno in C.III.3 (partecipazioni in imprese controllanti del circolante); quelle di società sorelle in C.III.3-bis (partecipazioni in imprese sottoposte al controllo delle controllanti del circolante).
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Una partecipazione in una controllata o in una collegata acquistata con l'intento documentato di rivenderla non è un'immobilizzazione: va in C.III.1 (partecipazioni in imprese controllate del circolante) o C.III.2 (partecipazioni in imprese collegate del circolante), si valuta al minore tra costo e valore di realizzo e, poiché non è iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio, non ha la participation exemption. I dividendi seguono la regola del 95% con la soglia 2026 del 5%.
PCosti, spese e benefit specifici
Le spese per pasti e bevande fuori dalla mensa aziendale, come i pranzi di lavoro con clienti o il vitto dei dipendenti in trasferta, seguono un regime autonomo di deducibilità e detraibilità IVA imperniato sul limite generale del 75% del costo (art. 109, comma 5, TUIR) e sulla necessità di una fattura intestata all'impresa, anziché del solo scontrino, per poter esercitare la detrazione dell'imposta.
PImmobilizzazioni e ammortamenti
Il regime Patent Box maggiora del 110% le spese sostenute per determinati beni immateriali agevolabili — personale, ammortamenti, canoni, consulenze, materiali, mantenimento e protezione dei diritti — escludendo quelle sostenute con società del medesimo gruppo di controllo. La maggiorazione opera solo in dichiarazione, senza generare una specifica scrittura contabile in bilancio.
PCosti, spese e benefit specifici
I pedaggi di autostrade, trafori e tangenziali e il canone del dispositivo di telepedaggio di furgoni, autocarri e mezzi strumentali sono costi per servizi in B.7. Fuori dal perimetro dell'art. 164 TUIR sono deducibili per intero se il mezzo serve all'attività; l'IVA è interamente detraibile per i mezzi oltre 3.500 kg o usati esclusivamente nell'attività.
PCosti, spese e benefit specifici
I pedaggi di autostrade, trafori e tangenziali e il canone del Telepass associato alle autovetture aziendali sono costi per servizi in B.7. Sono spese di impiego del veicolo: deducibili nelle percentuali dell'art. 164 TUIR (20%, 70%, 80% o 100%) e con IVA detraibile al 40%, come prestazioni di impiego compreso il transito stradale.
PCrediti, debiti e rapporti commerciali
Le penali che l'impresa paga in base a una clausola contrattuale, come quelle per recesso anticipato, ritardi nei confronti dei fornitori o mancato rispetto di impegni, sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). Ai fini fiscali sono deducibili nell'esercizio in cui diventa certa la loro esistenza e determinabile l'importo, come chiarito dal D.M. 27 giugno 2025. Non sono un corrispettivo e non hanno IVA. Le penali verso i clienti che riducono il prezzo di una vendita sono invece una rettifica dei ricavi.
PComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Le perdite che erodono il patrimonio netto oltre un terzo del capitale sociale impongono la riduzione del capitale (artt. 2446/2482-bis c.c.), con obblighi più stringenti se il capitale scende sotto il minimo legale (artt. 2447/2482-ter). Sul piano fiscale, il riporto delle perdite riduce il reddito imponibile futuro nel limite dell'80%, salvo i vincoli in caso di mutamento del controllo societario.
PBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando l'assemblea non copre la perdita dell'esercizio, la rinvia a nuovo: va in A.VIII (utili o perdite portati a nuovo) con segno negativo. Si copre in seguito con utili o riserve. Se le perdite riducono il capitale di oltre un terzo, gli amministratori convocano l'assemblea; se lo riducono sotto il minimo legale, occorre ricapitalizzare o trasformare la società. Fiscalmente la perdita si riporta senza limiti di tempo e compensa l'80% dei redditi successivi, il 100% per le perdite dei primi tre periodi (art. 84 TUIR).
PEstero
Adeguando a fine anno al cambio di chiusura crediti, debiti e disponibilità in valuta si rileva una perdita da valutazione in C.17-bis (utili e perdite su cambi). Dal periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2023 è deducibile anche se non realizzata; per le oscillazioni future non si accantonano fondi.
PEstero
La perdita su cambi realizzata è la differenza negativa tra il cambio di incasso o pagamento e quello a cui il credito o il debito in valuta era iscritto, ultimo cambio di fine anno compreso. È un onere di C.17-bis (utili e perdite su cambi), deducibile, non soggetta a IVA e fuori dalla base IRAP delle società di capitali.
PCrediti, debiti e rapporti commerciali
La perdita su crediti commerciali inesigibili è deducibile senza limiti quando ricorre una delle cinque fattispecie di legge — elementi certi e precisi, modesta entità scaduta da sei mesi, procedura concorsuale, prescrizione, cancellazione contabile — oppure, in via forfettaria, con l'accantonamento annuo al fondo svalutazione crediti nel limite dello 0,50% e del 5% (art. 106 TUIR).
PImmobilizzazioni e ammortamenti
La permuta, contratto con cui due parti si trasferiscono reciprocamente beni o servizi con eventuale conguaglio (art. 1552 c.c.), è diffusa nell'edilizia, dove l'area edificabile è scambiata con appartamenti da costruire. Se il corrispettivo è costituito da beni ammortizzabili di pari valore, la plusvalenza fiscale è limitata al solo conguaglio, ai sensi dell'art. 86, comma 2, TUIR.
PPersonale dipendente e collaboratori
È il costo del lavoratore di un'altra impresa che presta temporaneamente la propria attività presso l'impresa, restando dipendente del datore di lavoro distaccante per un interesse proprio di quest'ultimo. Il rimborso pagato al distaccante è un costo per servizi in B.7, deducibile ai fini IRAP solo se il lavoratore ha un contratto a tempo indeterminato con il distaccante; dal 1° gennaio 2025 il distacco a fronte di un corrispettivo, anche del solo rimborso del costo, è imponibile IVA.
PImmobilizzazioni e ammortamenti
Filtri, lampade, fusibili, guarnizioni e altri ricambi di uso ricorrente tenuti a magazzino sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e le scorte di fine anno si iscrivono tra le rimanenze. Il costo consumato nell'anno si somma alle manutenzioni per il limite del 5%. I ricambi di valore rilevante, destinati a un impianto specifico, si capitalizzano e si ammortizzano con esso.
PImmobilizzazioni e ammortamenti
Piante ornamentali, impianti fotovoltaici e beni agevolati richiedono una qualificazione preliminare da cui dipendono collocazione in bilancio e aliquota: le piante si distinguono per durata d'uso, gli impianti fotovoltaici si dividono tra componente immobiliare (4%) e impiantistica (9%), mentre super e iper-ammortamento restano rilevanti per gli investimenti pregressi, insieme all'aliquota maggiorata dei fabbricati del commercio al dettaglio 2023-2027.
PComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
La plusvalenza è la differenza positiva tra il corrispettivo di cessione di un bene, al netto degli oneri accessori, e il suo costo non ammortizzato: l'art. 86 TUIR ne distingue tre tipi, da cessione onerosa, da risarcimento e da assegnazione ai soci. Dal 2026 è abolita la rateizzazione quinquennale per la generalità dei beni, salva per cessioni d'azienda e diritti alla prestazione degli atleti.
PComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
La vendita di un appartamento affittato o di un terreno non utilizzato genera una plusvalenza che si iscrive in A.5 (altri ricavi e proventi), non più tra i proventi straordinari. Concorre al reddito per intero nell'esercizio in cui è realizzata (art. 86 TUIR) e alla base IRAP. L'IVA segue l'art. 10, n. 8-bis: di regola esente per gli abitativi ceduti da imprese non costruttrici.
PComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Quando un bene si vende a un prezzo superiore al valore contabile, il conto economico rileva la plusvalenza in A.5 (altri ricavi e proventi); per le autovetture ammortizzate con deducibilità limitata (20%, 70% o 80%) la plusvalenza è imponibile nella stessa proporzione. Il conto separato accoglie la quota non imponibile e semplifica la variazione in diminuzione.
PCosti, spese e benefit specifici
Le manifestazioni a premio (DPR 430/2001) si distinguono in concorsi, con assegnazione legata alla sorte o all'abilità, e operazioni a premio, legate all'acquisto o vendita di beni o servizi. L'acquisto dei premi sconta l'indetraibilità IVA con imposta sostitutiva del 20%, mentre l'impresa può accantonare un fondo per gli impegni pluriennali nei limiti del 30%/70% (art. 107, comma 3, TUIR).
PRicavi e ciclo attivo
Manutenzioni, consulenze, trasporti, lavorazioni per conto terzi e servizi digitali sono ricavi di A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) per competenza, all'ultimazione della prestazione (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR); i servizi continuativi maturano con i corrispettivi. L'IVA segue regole proprie di esigibilità (art. 6 DPR 633/1972) e il ricavo concorre alla base IRAP.
PComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
La presunzione di cessione (DPR 441/1997) considera ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi dell'attività, salvo prova contraria di una diversa destinazione: produzione, perdita, distruzione o consegna a terzi non traslativa. È presunzione relativa, superabile con idonea documentazione, tra cui il verbale di distruzione dei beni di magazzino.
PRimanenze e ciclo produttivo
Un'impresa industriale può comprare da altri produttori prodotti già finiti per completare la propria offerta. Contabilmente sono merci: il costo va in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e le giacenze di fine anno si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) con la variazione in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci), tenendole distinte dai prodotti fabbricati, la cui variazione va in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti).
PRicavi e ciclo attivo
Chi produce e vende iscrive il ricavo in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) quando il bene è consegnato e i rischi e i benefici passano al cliente, al netto di sconti, abbuoni e premi. Le scorte di prodotti finiti seguono con la variazione di A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti). Il ricavo è imponibile IVA e concorre alla base IRAP.
PRimanenze e ciclo produttivo
I prodotti in corso di lavorazione, beni in fase intermedia del ciclo produttivo, e i semilavorati, componenti già lavorate da trasformare ulteriormente, rientrano nelle rimanenze alla voce C.I e si valutano, come i prodotti finiti, al minore tra costo di produzione e valore di realizzo di mercato, a differenza delle materie prime, confrontate col costo di sostituzione, distinguendosi dai lavori in corso su ordinazione.
PCosti, spese e benefit specifici
Quando l'impresa paga un distributore, un'agenzia o un rivenditore che si impegna a promuovere i suoi prodotti, con spazi espositivi, volantini o promozioni in negozio, la spesa è pubblicità: costo in B.7 (costi per servizi) deducibile per intero nell'esercizio o, a scelta, in cinque quote. L'IVA è detraibile. Le spese senza controprestazione sono invece rappresentanza.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Il pronti contro termine, vendita di titoli a pronti con obbligo o facoltà di riacquisto a termine a prezzo prestabilito, richiede una rilevazione differenziata: con obbligo di rivendita l'investitore iscrive un credito verso la controparte (art. 2424-bis, quinto comma, c.c.) senza rilevare i titoli; con la sola facoltà, l'operazione è un ordinario acquisto e vendita, esente da IVA (art. 10 DPR 633/1972).
PCosti, spese e benefit specifici
Sponsorizzazioni di eventi, squadre o manifestazioni, presenza del marchio su materiali di terzi e campagne di propaganda sono costi di pubblicità in B.7 (costi per servizi): deducibili per intero nell'esercizio o, a scelta, in quote costanti in cinque esercizi. L'IVA è detraibile. Le sponsorizzazioni di associazioni sportive dilettantistiche sono pubblicità fino a 200.000 euro annui per presunzione di legge.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Chi non partecipa a un aumento di capitale della società partecipata può vendere i diritti di opzione: il ricavato, al netto della quota di costo della partecipazione attribuita ai diritti, è un provento di C.15 (proventi da partecipazioni), che concorre al reddito con le regole della partecipazione da cui il diritto deriva.
PStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Cedole, interessi e plusvalenze su obbligazioni e titoli di Stato iscritti nell'attivo circolante sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce c. Gli interessi si rilevano per competenza, con il rateo della cedola maturata a fine anno; le plusvalenze dalla vendita concorrono al reddito come proventi. Non concorrono alla base IRAP.
PComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
I componenti un tempo qualificati come straordinari, riclassificati nelle voci ordinarie del conto economico, rilevano ai fini IRAP secondo la voce in cui confluiscono: se collocati nel valore o nei costi della produzione (voci A e B) concorrono alla base imponibile del tributo regionale, mentre se in area finanziaria (voce C), come i proventi da partecipazioni, ne restano esclusi, a differenza della loro qualificazione IRES.
PAgevolazioni e contributi
Le imprese di autotrasporto merci ottengono crediti d'imposta sul gasolio: il rimborso di parte dell'accisa sul gasolio commerciale, chiesto ogni trimestre all'Agenzia delle dogane (art. 24-ter D.Lgs. 504/1995), e i crediti straordinari concessi contro il caro carburante. Si rilevano in A.5 (altri ricavi e proventi) e si usano in compensazione con F24. I crediti straordinari non concorrono al reddito né all'IRAP per espressa previsione di legge.
PAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Le provvigioni attive sono i compensi di agenti, rappresentanti, mediatori e procacciatori per gli affari conclusi per conto di altri. Il diritto matura quando il preponente esegue l'affare (art. 1748 c.c.): a fine anno si stanziano le provvigioni maturate e non fatturate. Sono imponibili IVA al 22% e subiscono la ritenuta del 23% sul 50% dell'imponibile, o sul 20% con dipendenti.
PAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Le provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti maturano, ai sensi dell'art. 1748 c.c., quando il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione derivante dal contratto concluso per effetto dell'agente: questo momento, distinto dal pagamento, rileva sia per la deducibilità del costo in capo al preponente sia per la tassazione del ricavo in capo all'agente, per competenza (art. 109 TUIR).
PAgenti, rappresentanti e reti commerciali
I compensi pagati direttamente ad agenti di acquisto, buying agent e mediatori che procurano beni o forniture sono costi per servizi in B.7. Si applica la ritenuta dell'art. 25-bis, pari al 23% sul 50% del compenso. Per la valutazione del magazzino sono oneri accessori d'acquisto. I buying agent esteri fatturano senza IVA italiana.
PAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Quando il fornitore addebita nella fattura dei beni una provvigione per l'intermediazione dell'acquisto, il costo è un onere accessorio in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e segue l'IVA dei beni. Se invece l'impresa paga direttamente un agente o un mediatore, il compenso è un servizio in B.7 (costi per servizi), soggetto alla ritenuta dell'art. 25-bis DPR 600/1973.
PCrediti, debiti e rapporti commerciali
Nella vendita di cosa futura, contratto che si perfeziona col consenso delle parti prima che il bene esista, la provvigione del mediatore è di competenza dell'esercizio di conclusione del contratto, anche se il ricavo sarà realizzato dopo; per gli immobili futuri la deduzione resta legata alla giuridica esistenza del bene. Il diritto del mediatore alla provvigione si prescrive in un anno; per l'agente il termine è di cinque anni dalla scadenza del pagamento e di dieci per le indennità di fine rapporto.
PCosti, spese e benefit specifici
Le spese per pubblicare atti societari e avvisi obbligatori, come la convocazione dell'assemblea in Gazzetta Ufficiale o in un quotidiano, gli avvisi legali e i diritti per l'iscrizione di atti nel Registro delle imprese, sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). Il costo è deducibile per competenza. Le inserzioni fatturate con IVA la rendono detraibile; i diritti camerali sono fuori campo IVA. Gli annunci commerciali sono pubblicità in B.7 (costi per servizi).
PCosti, spese e benefit specifici
L'ufficio stampa esterno, le agenzie di comunicazione e i consulenti di pubbliche relazioni sono servizi in B.7 deducibili per competenza, con IVA detraibile. Le spese per eventi, cene e ospitalità offerte gratuitamente a giornalisti, clienti o istituzioni sono invece spese di rappresentanza: deducibili entro i limiti del D.M. 19/11/2008 e con IVA indetraibile.
PCosti, spese e benefit specifici
Le spese di pubblicità, dirette a informare il pubblico sulle caratteristiche e i vantaggi di prodotti o servizi per incrementare le vendite, sono costi di periodo deducibili integralmente per competenza (art. 109 TUIR), salvo capitalizzazione eccezionale in fase preoperativa (OIC 24). Si distinguono dalla spesa di rappresentanza, soggetta ai limiti dell'art. 108, comma 2, TUIR, per natura e funzione della spesa.
QPersonale dipendente e collaboratori
Sono le quote di iscrizione pagate dall'impresa per i dipendenti a ordini professionali, associazioni professionali o circoli: per esempio l'albo di un ingegnere dipendente o un circolo sportivo. Sono costo del personale in B.9.e, deducibile per competenza. Se la quota è annuale, la parte che riguarda l'anno successivo si rinvia con un risconto. Per il dipendente sono di regola un compenso in natura, salvo l'iscrizione richiesta per la mansione.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando il periodo d'imposta ha durata diversa dai dodici mesi, per costituzione in corso d'anno, operazione straordinaria o liquidazione, un elenco tassativo di componenti forfettari - ammortamenti, svalutazione crediti, accantonamenti - va ragguagliato alla durata effettiva dell'esercizio (art. 110, comma 5, TUIR). Le soglie civilistiche per organo di controllo e bilancio abbreviato non si ragguagliano, e le quote già fisse restano escluse.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il rateo attivo misura la quota di un provento che matura nel tempo, come interessi o canoni, già maturata a fine anno ma incassabile solo l'anno dopo. Si calcola in proporzione ai giorni o ai mesi e si chiude quando arriva l'incasso o la fattura. Il provento concorre al reddito per competenza; l'IVA segue la fattura, non il rateo.
RPersonale dipendente e collaboratori
Le quote di mensilità aggiuntive, ferie e permessi che i dipendenti maturano ma incassano o godono dopo la chiusura dell'esercizio sono un costo di competenza in B.9.a (salari e stipendi), con un debito verso i dipendenti tra gli altri debiti. I contributi a carico dell'impresa sui ratei si rilevano in B.9.b (oneri sociali). Il costo è deducibile per competenza e, per i dipendenti a tempo indeterminato, anche ai fini IRAP.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
I ratei e i risconti misurano le quote di costi o proventi comuni a due o più esercizi la cui entità varia col tempo trascorso, e si rilevano, secondo l'OIC 18, solo quando un contratto attraversa due esercizi con corrispettivo dovuto in via anticipata o posticipata rispetto a prestazioni comuni. La ripartizione segue di norma il criterio del tempo fisico, più raramente quello economico, motivato in nota integrativa.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando un costo matura con il passare del tempo e si paga in via posticipata, come gli interessi di un mutuo o un canone pagato alla fine del periodo, a fine anno la parte già maturata è un costo dell'esercizio. Si rileva con un rateo passivo (E del passivo, ratei e risconti passivi), che si chiude al pagamento. I costi così stanziati sono deducibili per competenza, con le regole della loro natura.
ROperazioni straordinarie
Il socio che recede da una società di capitali ha diritto al rimborso della partecipazione in proporzione al patrimonio sociale, valutato al valore di mercato al momento del recesso: il codice civile fissa un ordine di preferenza tra le modalità di liquidazione, dall'acquisto di altri soci o terzi fino alla riduzione del capitale. La differenza da recesso, anticipazione di redditi futuri, non è fiscalmente deducibile.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Solleciti, phone collection, rintraccio del debitore e gestione dei piani di rientro affidati a società specializzate sono costi per servizi in B.7, di solito calcolati in percentuale sulle somme recuperate. L'incasso del credito si registra per il suo intero importo e il compenso trattenuto si rileva a parte, con IVA detraibile.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Il cliente fallito che paga un riparto, o il debitore che salda dopo lo stralcio, generano un recupero di crediti già stralciati: sopravvenienza attiva di A.5 (altri ricavi e proventi), imponibile se la perdita era stata dedotta (art. 88 TUIR). Se l'IVA era stata recuperata con nota di variazione, la parte incassata riporta l'imposta a debito (art. 26 DPR 633/1972).
RFiscalità internazionale e transfer pricing
Nel regime CFC il reddito della controllata estera è imputato per trasparenza al controllante residente, che deve evitare la doppia imposizione rispetto alle imposte già pagate dalla controllata. Spetta un credito d'imposta per le imposte estere definitive, limitato al rapporto tra reddito estero e reddito complessivo e comunque non superiore all'imposta netta italiana.
RImmobilizzazioni e ammortamenti
I registratori telematici e i server RT con cui si memorizzano e trasmettono i corrispettivi sono beni strumentali: si iscrivono in B.II.4 (altri beni materiali) e si ammortizzano, di norma al 20%, o si deducono subito se costano fino a 516,46 euro. Assistenza, verifiche periodiche e collegamento sono servizi in B.7. Dal 2026 il registratore deve essere collegato ai sistemi di pagamento elettronico.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
La relazione sulla gestione, prevista dall'articolo 2428 del codice civile, affianca il bilancio con un'analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione societaria e dell'andamento della gestione, inclusi rischi, incertezze ed evoluzione prevedibile. Il comma 2 richiede anche ricerca e sviluppo, rapporti infragruppo e azioni proprie; le società di bilancio abbreviato o micro-impresa possono ometterla.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il rendiconto finanziario, previsto dall'articolo 2425-ter del codice civile e disciplinato dall'OIC 10, spiega le variazioni delle disponibilità liquide tra inizio e fine esercizio, ripartendole tra gestione operativa, investimento e finanziamento. Obbligatorio dal 2016 per i bilanci ordinari, adotta una logica di cassa complementare a stato patrimoniale e conto economico, costruiti per competenza.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando la vendita è accompagnata da un diritto di reso, il ricavo non può essere rilevato per l'intero importo fatturato senza ragionevole certezza sull'ammontare dei resi attesi: la stima richiede elementi obiettivamente determinabili, quali esperienza storica, clausole contrattuali e dati previsionali o statistici. In assenza di base affidabile, il ricavo va rilevato per intero, salvo rettifica al momento del reso.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando un cliente restituisce beni fatturati, il regime IVA dipende dal tempo trascorso: entro l'anno il cedente può sempre emettere nota di variazione in diminuzione, ai sensi dell'articolo 26 del DPR 633/1972; oltre l'anno il recupero resta possibile solo se il reso era previsto contrattualmente, mentre un accordo sopravvenuto configura un'autonoma retrovendita fatturata dall'acquirente originario.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando l'impresa restituisce al fornitore beni difettosi o non conformi, riceve una nota di credito che riduce il costo registrato. Se la nota espone l'IVA, l'imposta detratta va restituita all'Erario; se il reso riguarda acquisti di un esercizio già chiuso, è una sopravvenienza attiva in A.5 (altri ricavi e proventi).
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando un fornitore di servizi riconosce uno sconto, un abbuono per un disservizio o un premio sui volumi, emette una nota di credito. Chi la riceve riduce il costo per servizi, direttamente o con un conto rettificativo, e restituisce l'IVA detratta se la nota è emessa con IVA. Se la riduzione riguarda servizi di esercizi chiusi, è una sopravvenienza attiva tassabile. I risarcimenti non sono riduzioni di prezzo e sono fuori campo IVA.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Sono le rettifiche di vendite o acquisti di anni già chiusi che emergono ora: un reso di merce venduta a dicembre dell'anno prima, un premio di fine anno riconosciuto dopo la chiusura, una nota di credito su una contestazione. Se negative sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), se positive un provento di A.5 (altri ricavi e proventi). Se il reso poteva essere stimato, il cambiamento di stima segue la voce della stima originaria. La nota di credito ha effetti IVA per chi la emette e per chi la riceve.
RAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Il contratto di rete, introdotto dall'articolo 42 del DL 78/2010, consente a più imprese di collaborare in forme flessibili senza costituire un nuovo soggetto giuridico. Iscritta nel registro delle imprese, la rete può acquisire soggettività giuridica, con propria contabilità e bilancio; se priva di soggettività, gli effetti restano imputati alle singole partecipanti secondo il programma comune e la quota al fondo patrimoniale.
RPersonale dipendente e collaboratori
Buoni acquisto, beni, auto in uso promiscuo, alloggi e prestiti agevolati concessi ai dipendenti sono retribuzioni in natura: costo del personale in B.9, deducibile per competenza. Per il dipendente sono esenti se il valore complessivo dell'anno non supera 1.000 euro, 2.000 con figli a carico, per il 2025-2027; oltre la soglia è tassato l'intero valore. Ai fini IRAP il costo è deducibile per i dipendenti a tempo indeterminato.
RFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il riallineamento elimina, mediante imposta sostitutiva, le differenze tra valori civilistici e fiscali di un'attività: a differenza della rivalutazione, non incrementa il valore contabile ma eleva solo il minor valore fiscale fino a quello già iscritto in bilancio. Deve essere integrale, senza riallineamenti parziali, e riguarda sia rivalutazioni fiscalmente irrilevanti sia differenze da operazioni straordinarie in neutralità fiscale.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Costituiscono ricavi i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, e il valore normale dei beni destinati a finalità estranee all'impresa, esposti al netto di resi, sconti commerciali e abbuoni. Ai sensi dell'articolo 109 del TUIR la competenza fiscale varia secondo l'operazione: consegna per i beni mobili, stipula per gli immobili, ultimazione per i servizi, maturazione per i corrispettivi periodici.
REnti terzo settore
Associazioni, fondazioni ed enti del Terzo settore incassano quote associative, contributi degli associati e corrispettivi per l'attività statutaria. Se rispettano le condizioni di legge, queste entrate non sono commerciali: non concorrono al reddito (art. 148 TUIR; art. 79 D.Lgs. 117/2017) e sono fuori campo IVA. L'ente deve tenere separate le attività commerciali, che seguono le regole d'impresa.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
La rilevazione dei ricavi, secondo gli OIC 15, 12 e 34, si fonda sul trasferimento sostanziale, non meramente formale, dei rischi e dei benefici del bene o servizio ceduto: nelle vendite con patto di riservato dominio il ricavo si rileva già alla consegna, quando i rischi passano al compratore ex articolo 1523 c.c., pur restando la proprietà sospesa. I contratti con prestazioni distinte vanno segmentati secondo l'OIC 34.
RCosti, spese e benefit specifici
Compensi di società di selezione e cacciatori di teste, annunci su portali di lavoro, test e assessment dei candidati sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile. Non sono costi del personale: sono deducibili anche ai fini IRAP. Stipendi e contributi del nuovo assunto sono in B.9 (costi per il personale).
RCosti, spese e benefit specifici
Sondaggi tra i clienti, analisi della concorrenza, studi di settore acquistati, test di prodotto e abbonamenti a banche dati di mercato sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile, o in inversione contabile se il fornitore è estero.
RStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La ricevuta bancaria, pur diffusissima tra imprese, non ha natura di titolo di credito, a differenza della cambiale: in caso di mancato pagamento il creditore non dispone dell'azione cambiaria di regresso né del protesto con i relativi effetti pubblicitari, dovendo ricorrere alle ordinarie azioni di recupero, come il decreto ingiuntivo. Ciò incide sulla documentazione degli elementi certi e precisi per dedurre una perdita su crediti.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Con la presentazione al salvo buon fine la banca accredita subito l'importo delle ricevute, riservandosi di riaddebitarlo se il cliente non paga. Il rischio resta all'impresa: il credito resta in bilancio fino alla scadenza e l'anticipo è un debito verso banche. Lo stesso vale per lo sconto di cambiali. Commissioni e interessi sull'anticipo sono oneri finanziari, esenti da IVA e fuori dalla base IRAP.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando l'impresa incassa con ricevute bancarie o cambiali, al momento dell'emissione il credito verso il cliente si trasforma in un credito in portafoglio. Non cambia la natura del credito, che resta in C.II.1 (crediti verso clienti) e rientra nella base della svalutazione, ma il conto separato permette di seguire le scadenze e le presentazioni in banca. Le cambiali scontano l'imposta di bollo.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Se il cliente non paga la ricevuta alla scadenza, la banca riaddebita l'importo anticipato e le spese. Il credito torna all'impresa e si rileva in un conto di insoluti, per sollecitare il cliente e valutare il rischio. Le spese sono costi in B.7 (costi per servizi); il riaddebito al cliente delle spese documentate è fuori campo IVA. L'insoluto non è ancora una perdita: diventa deducibile solo con i requisiti dell'art. 101 TUIR.
RCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando il fornitore incassa con ricevuta bancaria, la banca dell'impresa invia un avviso con importo e scadenza. Molte imprese girano il debito dal conto del fornitore al conto RiBa passive, per sapere quali pagamenti sono già programmati. È sempre un debito verso fornitori in D.7 (debiti verso fornitori). Alla scadenza la banca addebita l'importo e il conto si chiude; il pagamento non ha effetti su reddito, IRAP o IVA.
RRapporti con soci e amministratori
Il codice civile distingue la riduzione volontaria del capitale, scelta di opportunità dei soci nei limiti del minimo legale, dalla riduzione per perdite, che da facoltà diventa obbligo oltre un terzo del capitale non riassorbito nell'esercizio successivo. Sotto il minimo legale occorre scegliere fra ricapitalizzazione, trasformazione o scioglimento; le perdite IRES si riportano senza limiti temporali entro l'80% del reddito imponibile.
RRimanenze e ciclo produttivo
Le rimanenze, beni destinati alla vendita o alla loro produzione, si valutano ex articolo 2426 n. 9 c.c. al minore tra costo di acquisto o produzione e valore di mercato, con obbligo di ripristino se ne vengono meno i motivi. Per i beni fungibili si usano costo medio ponderato, FIFO o LIFO, con continuità; per gli infungibili il costo specifico. L'articolo 92 TUIR fissa un valore minimo fiscale per categorie omogenee.
RRimanenze e ciclo produttivo
La valutazione delle rimanenze di fine esercizio richiede di verificare ogni categoria di beni, incluse giacenze presso terzi e merci in viaggio, la corretta imputazione di oneri accessori e finanziari, e la coerenza del costo dichiarato. Prodotti finiti e beni in lavorazione non fungibili si valutano al minore tra costo e mercato, con ripristino anche fiscale; i beni per fiere ed esposizioni non rientrano tra le rimanenze.
RRimanenze e ciclo produttivo
Cascami e scarti sono i residui della lavorazione, come sfridi di metallo, ritagli di tessuto o trucioli, che si possono vendere per il recupero. Se il valore è significativo, le giacenze si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) al valore netto di realizzo. Le cessioni di rottami e cascami di metalli a soggetti IVA sono in inversione contabile (art. 74, c. 7 e 8, DPR 633/1972).
RSettori e operazioni particolari
Tabaccherie e rivendite hanno in magazzino tabacchi, fiammiferi, valori bollati e altri generi con prezzo di vendita imposto. Le giacenze si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) al costo, cioè al prezzo di vendita al netto dell'aggio riconosciuto al rivenditore; la variazione va in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci). L'IVA sui tabacchi è assolta dal produttore a monte (art. 74, c. 1, DPR 633/1972).
RRimanenze e ciclo produttivo
Le rimanenze di materie prime sono i materiali acquistati per la produzione e non ancora consumati alla chiusura dell'esercizio. Si iscrivono in C.I.1 (materie prime, sussidiarie e di consumo) al minore tra costo e valore di sostituzione, con costo medio, FIFO o LIFO; la variazione tra rimanenze iniziali e finali va in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci). Fiscalmente concorrono al reddito secondo l'art. 92 TUIR.
RRimanenze e ciclo produttivo
Le rimanenze di materie sussidiarie e di consumo comprendono i materiali che completano il prodotto o si consumano nella produzione, come vernici, colle, lubrificanti e minuterie. Si iscrivono in C.I.1 (materie prime, sussidiarie e di consumo) al minore tra costo e valore di mercato, con la variazione in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci); per quelle costantemente rinnovate e di scarsa importanza è ammesso il valore costante.
RRimanenze e ciclo produttivo
Le rimanenze di merci sono i beni acquistati per la rivendita e ancora in magazzino alla chiusura dell'esercizio. Si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) al costo medio, FIFO o LIFO, o al valore di realizzo se minore; la variazione va in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci). I commercianti al dettaglio possono usare il metodo del prezzo al dettaglio. Le merci mancanti senza prova si presumono vendute (DPR 441/1997).
RRimanenze e ciclo produttivo
Le rimanenze di prodotti finiti sono i beni fabbricati dall'impresa e pronti per la vendita ma ancora in magazzino a fine anno. Si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) al costo di produzione, comprensivo di materiali, lavoro diretto e costi industriali indiretti, o al valore di realizzo se minore. La variazione va in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti), perché misura la produzione dell'anno non ancora venduta.
RRimanenze e ciclo produttivo
Le rimanenze di semilavorati comprendono componenti e parti che hanno già subito una lavorazione ma non sono ancora prodotti finiti: telai, scocche, componenti di un assemblaggio. Si iscrivono in C.I.2 (prodotti in corso di lavorazione e semilavorati) al costo di produzione, comprensivo dei costi industriali indiretti, o al costo d'acquisto per quelli comprati. La variazione va in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) per i semilavorati prodotti, in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) per quelli acquistati.
RRimanenze e ciclo produttivo
I sottoprodotti nascono dal processo produttivo insieme al prodotto principale e hanno un proprio mercato, come la crusca per un molino o il siero per un caseificio. Se il loro valore è significativo, le giacenze si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) al valore netto di realizzo, che riduce il costo del prodotto principale. Per non essere rifiuti devono avere i requisiti dell'art. 184-bis D.Lgs. 152/2006.
RCosti, spese e benefit specifici
Il dipendente che anticipa spese per l'impresa presenta una nota spese con i giustificativi; il rimborso non è retribuzione. Le spese sono deducibili con le regole della loro natura: vitto e alloggio in trasferta, per esempio, restano nel limite del 75% e, dal 2025, per le trasferte in Italia devono essere pagate con strumenti tracciabili. L'IVA si detrae solo se c'è una fattura intestata all'impresa.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Lo stampo realizzato per un cliente, la campionatura pagata dal committente o le prove di laboratorio addebitate a parte sono rimborsi dei costi di produzione, proventi di A.5 (altri ricavi e proventi). Concorrono al reddito e all'IRAP per competenza. L'IVA segue quella dell'operazione principale (art. 12 DPR 633/1972); il rimborso di anticipazioni in nome e per conto altrui è escluso dalla base (art. 15, n. 3).
RPersonale dipendente e collaboratori
Le diarie per le trasferte e i forfait per l'uso di strumenti propri riconosciuti ai collaboratori senza documentare le spese sono costi in B.7 (costi per servizi), deducibili per l'impresa. Per il collaboratore la diaria per trasferte fuori dal Comune è esente fino a 46,48 euro al giorno, 77,47 all'estero; oltre è compenso. Ai fini IRAP non sono deducibili.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
I rimborsi spese sono le somme che l'impresa riceve da terzi a copertura di costi sostenuti nel loro interesse: riaddebiti a società del gruppo, utenze riaddebitate, spese legali liquidate in sentenza, stampi e campionature addebitati ai clienti. Si iscrivono in A.5 (altri ricavi e proventi), senza compensarli con il costo. Il riaddebito è di regola imponibile IVA; le anticipazioni in nome e per conto e i rimborsi risarcitori sono esclusi.
RPersonale dipendente e collaboratori
Il rimborso spese al professionista segue regimi diversi: le anticipazioni in nome e per conto del committente restano fiscalmente irrilevanti per entrambi, mentre le spese sostenute in proprio, se riaddebitate analiticamente con pagamento tracciabile, sono fiscalmente neutre dal 2025 per il D.Lgs. 192/2024. In alternativa resta il riaddebito forfetario, nel limite del 75% e del 2% dei compensi.
RAgenti, rappresentanti e reti commerciali
Quando il preponente si impegna a rimborsare spese dell'agente, come viaggi, fiere o campionario, l'agente le fattura con IVA. Il rimborso è un costo in B.7 (costi per servizi) e, come le provvigioni, è soggetto a ritenuta, contributi Enasarco e FIRR. Se il contratto non lo prevede, le spese restano a carico dell'agente.
RPersonale dipendente e collaboratori
Il rimborso spese ai dipendenti in trasferta pone due questioni ricorrenti: l'anticipo erogato prima della trasferta va rilevato come credito verso il dipendente, non come costo, da chiudere con la nota spese consuntiva; la detraibilità dell'IVA su vitto e alloggio richiede fattura intestata all'impresa, non al dipendente, restando altrimenti preclusa pur se il costo è deducibile ai fini delle imposte dirette.
RRapporti con soci e amministratori
L'indennità chilometrica per le trasferte degli amministratori con auto propria o a noleggio è deducibile per la società non in base all'importo corrisposto, ma nei limiti delle tabelle ACI, per veicoli fino a diciassette cavalli fiscali, venti se a gasolio, ex articolo 95, comma 3, TUIR. Entro tale limite è irrilevante per il reddito dell'amministratore; l'eccedenza resta indeducibile.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Il rimborso di un contributo in conto capitale già incassato, tipicamente per revoca del beneficio, richiede un trattamento diverso secondo l'originaria imputazione: se accreditato a conto economico, la restituzione genera una sopravvenienza passiva; se accreditato a riserva di patrimonio netto, comporta lo storno della riserva. La deducibilità fiscale segue la tassazione già effettivamente subita dal contributo restituito.
RStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Se i motivi della svalutazione di un titolo o di un credito finanziario vengono meno, il valore si ripristina fino al costo e l'importo si iscrive in D.18 (rivalutazioni di attività e passività finanziarie), alla lettera b per le immobilizzazioni finanziarie e c per i titoli del circolante. Il ripristino è imponibile nella misura in cui la svalutazione era stata dedotta e non tassato per il resto.
RComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
I risarcimenti danni, assicurativi o di altra natura, si rilevano come sopravvenienze attive alla voce A.5 (altri ricavi e proventi), senza costi quando si concretizzano nella sostituzione del bene danneggiato; altrimenti si rileva, alla voce B.14 (oneri diversi di gestione), una sopravvenienza passiva pari al valore netto contabile del bene perduto. Se l'indennizzo non è ancora liquidato, si distingue tra ammontare noto, diritto certo da stimare, e incertezza che impone la svalutazione.
RFatti di gestione e operazioni diverse
L'OIC 26 consente di designare strumenti anche non derivati, come disponibilità liquide, crediti e debiti in valuta, a copertura di operazioni programmate altamente probabili o impegni irrevocabili nella stessa valuta, sospendendo la rilevazione a conto economico delle variazioni di cambio. Servono un requisito sostanziale di correlazione e uno documentale; la variazione confluisce nella riserva A.VII (riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi) fino alla chiusura dell'operazione.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Il risconto attivo si usa quando si paga in anticipo un costo che copre un periodo a cavallo di due esercizi: premi di assicurazione, canoni di locazione e di noleggio, abbonamenti, maxicanoni di leasing. La parte che riguarda l'anno dopo si toglie dal costo e si iscrive nell'attivo; il 1° gennaio si riapre. L'IVA si detrae con la fattura, non si ripartisce.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando l'impresa incassa o fattura in anticipo un corrispettivo che copre un periodo a cavallo tra due esercizi, come un canone di locazione, un abbonamento o un contratto di assistenza, a fine anno la parte relativa all'anno dopo non è un ricavo dell'esercizio. Si rinvia con un risconto passivo (E del passivo, ratei e risconti passivi), che si riapre il 1° gennaio. Il ricavo concorre al reddito per competenza.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
La contabilità si tiene in centesimi, ma il bilancio si redige in unità di euro. Arrotondando le singole voci, lo stato patrimoniale può non quadrare di qualche euro: la differenza si espone nella riserva da arrotondamento in A.VI (altre riserve). Le differenze del conto economico vanno in A.5 (altri ricavi e proventi) o B.14 (oneri diversi di gestione). È un fatto di esposizione, senza scritture in contabilità generale e senza effetti sul reddito.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Con il metodo del patrimonio netto la partecipazione in una controllata o collegata si adegua ogni anno alla quota di utile della partecipata. La rivalutazione passa a conto economico, in D.18 (rivalutazioni di attività e passività finanziarie), ma l'utile corrispondente, in sede di destinazione, va in una riserva non distribuibile (art. 2426, c. 1, n. 4, c.c.). Fiscalmente la rivalutazione non concorre al reddito: conta il costo; il dividendo della partecipata segue l'art. 89 TUIR.
RRapporti con soci e amministratori
Quando un nuovo socio entra in una società che vale più del capitale nominale, paga un prezzo superiore al valore nominale della quota: la differenza va nella riserva da sovrapprezzo, in A.II (riserva da sovrapprezzo delle azioni). È una riserva di capitale: non è un ricavo per la società e la sua restituzione ai soci riduce il costo fiscale della partecipazione. Non si può distribuire finché la riserva legale non ha raggiunto il quinto del capitale (art. 2431 c.c.).
RRapporti con soci e amministratori
Quando una S.n.c. o una S.a.s. si trasforma in S.r.l. o S.p.A., gli utili non prelevati e le riserve formate prima della trasformazione si iscrivono in una riserva distinta. Poiché quegli utili sono già stati tassati in capo ai soci per trasparenza, la loro distribuzione successiva non concorre al reddito dei soci, a condizione che nel bilancio della società trasformata risultino con l'indicazione della loro origine (art. 170, c. 4, TUIR).
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
La riserva legale è la riserva di utili imposta dalla legge a garanzia dei creditori: ogni anno almeno un ventesimo dell'utile netto va accantonato finché la riserva non raggiunge il quinto del capitale sociale (art. 2430 c.c.). Si può usare per coprire perdite, dopo le altre riserve disponibili, ma non si può distribuire né usare per aumentare il capitale sotto il limite. Fiscalmente è una riserva di utili già tassati.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Quando l'impresa copre con un derivato il rischio su flussi futuri, come gli interessi variabili di un mutuo, le variazioni di fair value del derivato non passano a conto economico ma vanno nella riserva A.VII (riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi), positiva o negativa. La riserva si rigira a conto economico quando i flussi coperti influenzano il risultato. La riserva positiva non è distribuibile; quella negativa non conta per le perdite rilevanti ai fini degli artt. 2446 e 2482-bis c.c.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
A fine anno crediti e debiti in valuta si adeguano al cambio di chiusura: gli utili e le perdite passano per la voce C.17-bis (utili e perdite su cambi). Se ne risulta un utile netto, in sede di approvazione del bilancio va accantonato in una riserva non distribuibile fino al realizzo (art. 2426, c. 1, n. 8-bis, c.c.). Dal 2024 le differenze di cambio da valutazione concorrono al reddito secondo il bilancio (art. 110, c. 3, TUIR): l'utile in riserva è già tassato.
RRapporti con soci e amministratori
I soci possono rafforzare il patrimonio della società con versamenti in conto capitale, a fondo perduto e senza obbligo di restituzione, oppure rinunciando ai finanziamenti già concessi. La contropartita è una riserva di capitale in A.VI (altre riserve). Per la società non sono ricavi (art. 88, c. 4, TUIR); la rinuncia non genera sopravvenienza solo entro il valore fiscale del credito, attestato dal socio (art. 88, c. 4-bis). Per il socio aumentano il costo fiscale della partecipazione.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Conferendo un'azienda o un ramo d'azienda in un'altra società, la conferente riceve una partecipazione che può valere più del patrimonio netto conferito. Se la plusvalenza è iscritta in bilancio, l'assemblea può vincolarla in una riserva. Il conferimento d'azienda è fiscalmente neutrale (art. 176 TUIR): la partecipazione conserva il valore fiscale dell'azienda e sulla differenza si iscrivono imposte differite. Il conferimento di singoli beni è invece realizzativo al valore normale.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Lo statuto può imporre di accantonare una parte degli utili a una riserva con uno scopo preciso, come investimenti, rinnovo degli impianti o copertura di rischi. La riserva statutaria, in A.V (riserve statutarie), è una riserva di utili vincolata: si usa per gli scopi previsti, e la sua distribuzione richiede una modifica dello statuto o le condizioni che lo statuto stesso stabilisce. Fiscalmente segue le regole delle riserve di utili.
RRapporti con soci e amministratori
La riserva straordinaria, o facoltativa, accoglie gli utili che l'assemblea decide di non distribuire e di non vincolare. Sta in A.VI tra le altre riserve ed è disponibile: può coprire perdite, aumentare il capitale gratuitamente o essere distribuita. Quando è distribuita ai soci persone fisiche, la società trattiene la ritenuta a titolo d'imposta del 26%; ai soci società il dividendo concorre al reddito per il 5%.
RRapporti con soci e amministratori
Le riserve, poste ideali del patrimonio netto, si distinguono per origine in riserve di utili, dalla destinazione del risultato d'esercizio, e di capitale, da apporti dei soci, e per destinazione in disponibili e indisponibili. La riserva legale, ex articolo 2430 c.c., richiede l'accantonamento di almeno il 5% degli utili netti fino a un quinto del capitale, ed è indisponibile entro tale quota salvo copertura perdite.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Le leggi di rivalutazione permettono di portare i beni d'impresa a un valore maggiore del costo: la contropartita è una riserva di rivalutazione in A.III (riserve di rivalutazione), al netto dell'imposta sostitutiva. Se la rivalutazione ha effetto fiscale, la riserva è in sospensione d'imposta e, se distribuita, concorre al reddito della società. Si può affrancare con un'imposta sostitutiva; l'affrancamento straordinario del 10% in quattro rate vale per le riserve esistenti al 31 dicembre 2024 ed è stato esteso a quelle al 31 dicembre 2025.
RBilancio: principi, schemi e adempimenti
Alcune riserve derivano da agevolazioni fiscali che rinviano la tassazione: saldi di rivalutazione fiscalmente riconosciuti, vecchie riserve per accantonamenti agevolati, contributi in conto capitale accantonati ante 1998. Sono in sospensione d'imposta: si tassano in capo alla società quando sono distribuite o usate per scopi diversi dalla copertura di perdite. Non si stanziano imposte differite finché la distribuzione non è probabile. L'affrancamento straordinario del 10% le rende libere.
RRapporti con soci e amministratori
La riserva sovrapprezzo azioni nasce dalla differenza fra prezzo di emissione e valore nominale, indistribuibile ex art. 2431 c.c. finché la riserva legale non raggiunge un quinto del capitale. La riserva di copertura dei flussi finanziari attesi accoglie, al netto degli effetti fiscali differiti, solo la componente efficace del cash flow hedge. Gli utili portati a nuovo sono una posta residuale priva di vincoli di distribuibilità.
RStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La ristrutturazione del debito ricorre quando il creditore concede al debitore, per le sue difficoltà finanziarie, una riduzione di capitale o interessi, una modifica della scadenza, o un'estinzione tramite cessione di attività o conversione in capitale. La data di efficacia varia secondo la tipologia: concordato, accordo, piano attestato. L'utile da ristrutturazione è escluso da imposizione ex art. 88.4-ter TUIR.
RFiscalità d'impresa: imposte dirette
Alcuni componenti di reddito arrivano all'impresa al netto di una ritenuta d'acconto: le provvigioni degli agenti, gli interessi bancari, i contributi pubblici in conto esercizio, i corrispettivi pagati dai condomini, i bonifici per lavori edilizi agevolati. La ritenuta è un credito in C.II.5-bis (crediti tributari) che si scomputa dall'IRES; l'eccedenza diventa credito da dichiarazione. Serve la certificazione del sostituto.
RImmobilizzazioni e ammortamenti
La rivalutazione dei beni d'impresa, ammessa solo per legge speciale come il DL 104/2020, riguarda il singolo bene iscritto nel bilancio 2019 ed è limitata al maggiore tra valore d'uso e di mercato, secondo tre metodi previsti dall'OIC 7. Può avere mera efficacia civilistica, priva di rilievo fiscale, oppure effetto fiscale con imposta sostitutiva del 3%, con plusvalenze da cessione riconosciute dal quarto esercizio successivo.
RStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Se una partecipazione svalutata torna a valere di più, il valore si ripristina fino al costo originario e l'importo si iscrive in D.18 (rivalutazioni di attività e passività finanziarie); nel metodo del patrimonio netto la stessa voce accoglie la quota di utile della partecipata. Poiché le svalutazioni non erano dedotte, il ripristino non è tassato: il costo fiscale della partecipazione non cambia.
RImmobilizzazioni e ammortamenti
Chi usa un brevetto altrui in licenza paga royalties, di solito in percentuale sulle vendite dei prodotti. Sono costi in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibili per competenza, anche ai fini IRAP: le royalties maturate sulle vendite dell'anno si stanziano anche se il rendiconto arriva dopo. L'IVA è detraibile. Sui canoni pagati a non residenti si applica di regola la ritenuta del 30% sul 75%, ridotta dalle convenzioni o esclusa tra consociate UE.
RFiscalità internazionale e transfer pricing
Il know-how è l'insieme di conoscenze tecniche, formule e processi non brevettati. Il canone per usarlo è un costo in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibile per competenza, anche ai fini IRAP. Se il concedente è un'impresa UE o estera, la fattura arriva senza IVA e si applica l'inversione contabile. Sui canoni a non residenti si applica di regola la ritenuta del 30% sul 75%, ridotta dalle convenzioni o esclusa tra consociate UE.
RCanoni per l’uso di marchi
Chi usa in licenza il marchio di un altro soggetto, per esempio in un contratto di franchising o all'interno di un gruppo che concentra i marchi in una società, paga royalties di solito in percentuale sul fatturato. Sono costi in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) deducibili per competenza, anche ai fini IRAP: le royalties maturate sulle vendite dell'anno si stanziano anche se il rendiconto arriva dopo. L'IVA è detraibile. Per i canoni infragruppo con società estere il corrispettivo deve rispettare le regole sui prezzi di trasferimento; sui canoni a non residenti si applica di regola una ritenuta, ridotta dalle convenzioni o esclusa tra consociate UE.
SPersonale dipendente e collaboratori
La retribuzione lorda degli apprendisti, assunti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione, è un costo del personale in B.9.a (salari e stipendi). Si tiene in un conto separato perché il costo è deducibile ai fini IRAP e perché i contributi hanno aliquote ridotte. Il costo è deducibile ai fini delle imposte sui redditi per competenza e non ha IVA.
SContenzioso, sanzioni e accertamento
Le sanzioni si distinguono in civilistiche (interessi di mora, clausole penali, risarcimenti contrattuali), deducibili, e penali o amministrative, generalmente indeducibili salvo natura risarcitoria. Vanno imputate al soggetto responsabile ex D.Lgs. 472/1997, salvo assunzione dell'onere dalla società con delibera in caso di colpa lieve. Se probabile ma non determinata, si accantona tra i fondi rischi e oneri.
SComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Tabaccherie, edicole e bar vendono ricariche e schede telefoniche, biglietti del trasporto pubblico urbano e titoli di sosta. Per questi beni l'IVA è pagata una volta sola dal gestore o dall'azienda di trasporto (art. 74 DPR 633/1972): il rivenditore non la addebita e non la detrae. Acquisti e vendite si registrano per l'intero importo e il margine è l'aggio.
SOperazioni straordinarie
La scissione mediante scorporo, introdotta all'art. 2506.1 c.c. dal D.Lgs. 19/2023, assegna il patrimonio, intero o parziale, di una società a una o più beneficiarie, con azioni o quote attribuite alla scissa e non ai soci: resta scissione parziale, perché la scissa non si estingue e iscrive la partecipazione ricevuta. Le semplificazioni si applicano solo se la beneficiaria è neocostituita e interamente partecipata dalla scissa.
SOperazioni straordinarie
L'articolo 173 del TUIR estende alla scissione il modello di neutralità fiscale della fusione: nessun realizzo sui beni della scissa, irrilevanza di avanzi e disavanzi e del concambio salvo conguaglio. Le posizioni soggettive si ripartiscono fra le beneficiarie seguendo l'elemento specifico, il ramo aziendale o la proporzione del patrimonio netto, che rispetta, ai fini fiscali, la proporzione fra capitale e riserve della scissa.
SOperazioni straordinarie
La scissione è l'operazione con cui una società assegna il proprio patrimonio, in tutto o in parte, a una o più beneficiarie preesistenti o di nuova costituzione, con assegnazione ai soci della scissa delle relative azioni o quote. È totale o parziale secondo l'ampiezza del trasferimento, proporzionale o non proporzionale secondo le quote attribuite; è ammesso un conguaglio in denaro entro il 10% del valore nominale.
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli sconti che i fornitori riconoscono per il pagamento anticipato o in contanti, se non erano indicati in fattura, sono proventi di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d, perché remunerano la liquidità anticipata. Gli sconti previsti nella fattura o sul prezzo riducono invece il costo degli acquisti.
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
Gli sconti cassa concessi ai clienti che pagano in anticipo, se non indicati in fattura, e gli sconti trattenuti dalla banca sugli effetti anticipati sono oneri di C.17 (interessi e altri oneri finanziari). Lo sconto che in realtà riduce il prezzo è invece una rettifica dei ricavi in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni).
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
Sconti, abbuoni e premi ottenuti dai fornitori riducono il costo degli acquisti. Lo sconto in fattura è già nel prezzo; abbuoni e premi di fine anno arrivano con una nota di credito e vanno stanziati nell'anno a cui si riferiscono. Lo sconto per pagamento anticipato è un provento finanziario in C.16 (altri proventi finanziari).
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Quando l'impresa usa il fido e il conto corrente va in negativo, il saldo è un debito verso la banca. In contabilità il conto è bifronte: in bilancio va in C.IV.1 (depositi bancari e postali) se attivo e in D.4 (debiti verso banche) se passivo, senza compensare i saldi di banche diverse. Gli interessi debitori e la commissione di messa a disposizione dei fondi sono oneri finanziari in C.17 (interessi e altri oneri finanziari), deducibili nel limite dell'art. 96 TUIR e indeducibili ai fini IRAP.
SRimanenze e ciclo produttivo
I semilavorati acquistati sono componenti già lavorati dal fornitore, come motori, schede elettroniche o telai, che l'impresa monta nel proprio prodotto. Si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); a fine anno le giacenze si iscrivono tra le rimanenze e, se importati, il loro costo comprende il dazio mentre l'IVA pagata in dogana si detrae con la bolletta.
SCosti, spese e benefit specifici
Fatturazione, tesoreria, incassi, gestione del personale e servizi generali esternalizzati a società di servizi o prestati dalla capogruppo sono costi per servizi in B.7. Per i servizi infragruppo occorre documentare che il servizio è stato reso ed è utile alla società, e che il prezzo è coerente con il valore normale; con società estere valgono le regole sui prezzi di trasferimento.
SCosti, spese e benefit specifici
Call center, servizio clienti, telemarketing, gestione di ordini e reclami affidati a società esterne o del gruppo sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile. Se il compenso dipende dai contratti conclusi, il rapporto è di agenzia e il costo è una provvigione.
SCosti, spese e benefit specifici
Il servizio di lavanderia per divise, biancheria di alberghi e ristoranti, tute da lavoro e tappeti, e il lavanolo, in cui la biancheria resta della lavanderia, sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile. L'acquisto di biancheria propria è invece un bene.
SCosti, spese e benefit specifici
La pulizia di uffici, negozi, capannoni e vetrate affidata a imprese esterne è un costo per servizi in B.7. Per le pulizie di edifici si applica l'inversione contabile (art. 17, c. 6, lett. a-ter, DPR 633/1972): l'impresa committente integra la fattura con l'IVA. Negli appalti con prevalente manodopera oltre le soglie scattano i controlli sulle ritenute.
SCosti, spese e benefit specifici
Vigilanza armata o non armata, portierato, ronde notturne, collegamento degli allarmi alla centrale operativa e trasporto valori sono costi per servizi in B.7, deducibili per competenza con IVA detraibile. L'acquisto dell'impianto di allarme si capitalizza; la sua manutenzione è una manutenzione.
SCosti, spese e benefit specifici
Gestionali e CRM in cloud, suite per ufficio in abbonamento, hosting, archiviazione, posta elettronica, conservazione digitale e firma digitale sono servizi in B.7. I canoni annuali anticipati si ripartiscono con i risconti. Molti fornitori fatturano da altri Paesi UE: la fattura va integrata con l'IVA italiana. Le licenze a tempo indeterminato si capitalizzano.
SPersonale dipendente e collaboratori
Quando l'impresa gestisce da sé la mensa, con cuochi dipendenti e alimenti acquistati, i servizi di terzi necessari, come sanificazione, disinfestazione, manutenzione delle attrezzature di cucina e analisi HACCP, sono costi in B.7 (costi per servizi). Sono deducibili per intero, anche ai fini IRAP, e l'IVA è detraibile. Gli alimenti vanno in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), i cuochi in B.9 (costi per il personale).
SCosti, spese e benefit specifici
Le borse e i sacchetti consegnati ai clienti nella vendita al dettaglio sono imballaggi a perdere: si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) anche se portano il logo. Le borse di plastica ultraleggere per alimenti non si possono dare gratis: il prezzo addebitato al cliente è un ricavo con IVA.
SRapporti con soci e amministratori
Il compenso del sindaco professionista arriva con fattura: compenso, contributo integrativo della cassa previdenziale del 4% e IVA; al pagamento si trattiene la ritenuta del 20% sul compenso. Il costo è di competenza dell'esercizio in cui il sindaco svolge l'incarico, anche se la fattura arriva dopo, ed è deducibile per competenza. Il debito va in D.14 (altri debiti), o tra i fornitori secondo la prassi dell'impresa.
SCosti, spese e benefit specifici
Il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dall'attività, pericolosi e non, da parte di imprese autorizzate è un costo per servizi in B.7, con IVA detraibile, di norma al 22%: l'aliquota del 10% riguarda solo la gestione dei rifiuti urbani e di alcune categorie di rifiuti speciali espressamente elencate, e dal 2025 non si applica allo smaltimento in discarica o per incenerimento senza recupero di energia. La TARI pagata al Comune per i rifiuti urbani è un tributo in B.14 (oneri diversi di gestione). Formulari e registri vanno conservati con le fatture.
SRapporti con soci e amministratori
Quando l'assemblea approva il bilancio e delibera di distribuire l'utile, la parte destinata ai soci passa dal patrimonio netto a un debito in D.14 (altri debiti). Al pagamento ai soci persone fisiche non imprenditori la società trattiene il 26% a titolo d'imposta; ai soci società non trattiene nulla. I dividendi deliberati e non pagati restano debiti; il diritto si prescrive in cinque anni.
SRapporti con soci e amministratori
Il socio che recede ha diritto al rimborso della quota in proporzione al patrimonio sociale, valutato al valore di mercato. La società rileva il debito in D.14 (altri debiti) riducendo capitale e riserve, se il rimborso avviene con acquisto della quota da parte della società o con riduzione del capitale. Per il socio persona fisica la differenza tra somma ricevuta e costo fiscale della partecipazione è un utile (art. 47, c. 7, TUIR), su cui la società trattiene il 26%.
SRapporti con soci e amministratori
I soci di S.n.c. e S.a.s. versano somme alla società e prelevano utili o acconti sugli utili. I conti soci c/versamenti e soci c/prelievi registrano questi movimenti; a fine anno i prelievi si imputano agli utili attribuiti o, se li superano, al capitale. Il reddito della società è imputato ai soci in proporzione alle quote e tassato IRPEF nell'anno di produzione (art. 5 TUIR), anche se non prelevato: i prelievi non hanno ulteriori effetti fiscali.
SRapporti con soci e amministratori
Quando gli amministratori chiedono ai soci di versare la parte di capitale sottoscritta e non ancora pagata, il credito passa da Soci c/sottoscrizioni a Soci c/versamenti richiamati ed è esposto separatamente in A) dell'attivo. Al versamento il capitale non versato diventa versato. Il richiamo non ha effetti su reddito, IRAP e IVA; se il socio non paga si applica la procedura del socio moroso.
SSettori e operazioni particolari
La disciplina delle società di comodo, ex art. 30 L. 724/1994, colpisce le società prive di un'effettiva attività commerciale. Il test di operatività confronta i ricavi effettivi con i ricavi minimi presunti, calcolati con percentuali dimezzate dal 2024, salvo il 15% per le altre immobilizzazioni rimasto invariato. In caso di mancato superamento scattano reddito minimo, maggiorazione IRES del 10,5% e limiti al rimborso IVA.
SImmobilizzazioni e ammortamenti
Il software acquistato a titolo di proprietà o con licenza d'uso a tempo indeterminato, e quello prodotto internamente e tutelato dal diritto d'autore, si iscrive in B.I.3 (diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere dell'ingegno) e si ammortizza sulla vita utile, di norma tre-cinque anni. Fiscalmente è un'opera dell'ingegno: la quota deducibile arriva al 50% del costo per esercizio. Le licenze a tempo pagate a canone vanno in B.8 (costi per godimento di beni di terzi), i servizi in cloud in B.7.
SPersonale dipendente e collaboratori
Nella fattura dell'agenzia per il lavoro il rimborso di retribuzioni, contributi e ratei dei lavoratori somministrati è un costo del personale in B.9, per la prevalenza della sostanza sulla forma, mentre il margine è un servizio in B.7 (costi per servizi). Nella somministrazione a termine il rimborso degli oneri è escluso dalla base IVA e l'IVA si applica al margine. Ai fini IRAP l'utilizzatore deduce il costo se il lavoratore è assunto dall'agenzia a tempo indeterminato.
SComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Le sopravvenienze attive sono componenti positivi di reddito che emergono in un esercizio diverso da quello dell'evento economico che le origina, secondo l'articolo 88 del TUIR: ricavi a fronte di spese già dedotte, proventi superiori a quanto già tassato, o sopravvenuta insussistenza di passività iscritte in bilancio, imponibile anche se accertata poi come mai esistita. Confluiscono nella voce A5, o in C16 se finanziaria.
SComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Il rimborso di IRES versata in eccesso e non iscritta a credito, un contributo escluso dal reddito da una norma speciale o il rilascio di un fondo mai dedotto sono sopravvenienze attive non imponibili: si rilevano in A.5 (altri ricavi e proventi) in un conto separato, e la variazione in diminuzione in dichiarazione segue. Concorrono al reddito solo le sopravvenienze che riguardano componenti dedotti (art. 88 TUIR).
SComponenti di reddito: ricavi, plusvalenze e sopravvenienze
Le sopravvenienze passive, speculari a quelle attive, emergono quando viene meno un ricavo già tassato, si sostengono spese a fronte di ricavi già tassati, o sopraggiunge l'insussistenza di un'attività iscritta in bilancio. Sono deducibili solo se l'evento non era già certo e determinabile in precedenza; se riferite a ricavi non imponibili, non sono deducibili. Confluiscono nella voce B14, oneri diversi di gestione.
SRimanenze e ciclo produttivo
Crusca del mulino, siero del caseificio o trucioli del falegname, venduti come beni con un proprio mercato, sono sottoprodotti: il corrispettivo è un ricavo di A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni), imponibile IVA con l'aliquota del bene. Se mancano le condizioni di sottoprodotto, il bene è un rifiuto e la cessione segue altre regole.
SRimanenze e ciclo produttivo
Assicurazione del trasporto, imballi speciali richiesti, carico e scarico o certificazioni della fornitura sono oneri accessori quando li addebita il fornitore dei beni. Si registrano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), entrano nel costo delle rimanenze e seguono l'aliquota IVA dei beni, anche se da soli sarebbero esenti.
SCosti, spese e benefit specifici
Le rate e i conguagli dovuti al condominio per gli immobili di proprietà dell'impresa, come pulizia delle parti comuni, ascensore, riscaldamento centralizzato e compenso dell'amministratore, sono costi in B.7 (costi per servizi). Il condominio non è un soggetto IVA: l'IVA pagata ai suoi fornitori è compresa nelle quote e non si detrae. Per gli immobili patrimonio le spese non sono deducibili.
SCosti, spese e benefit specifici
Le spese di rappresentanza, sostenute gratuitamente con finalità promozionali, sono deducibili nell'esercizio di sostenimento se rispettano i requisiti del decreto ministeriale 19 novembre 2008 ed entro limiti percentuali scaglionati sui ricavi (1,5%, 0,6%, 0,4%), con le spese di ospitalità computate al 75%. Dal 2025 si aggiunge il requisito della tracciabilità del pagamento.
SRimanenze e ciclo produttivo
Quando il fornitore addebita la sosta dei beni nel proprio deposito o in porto prima della consegna, la spesa è un onere accessorio d'acquisto: va in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e nel costo delle rimanenze. Il magazzinaggio pagato a operatori logistici scelti dall'impresa è invece un servizio in B.7 (costi per servizi); l'affitto di un magazzino è in B.8 (costi per godimento di beni di terzi).
SSettori e operazioni particolari
Le spese doganali diverse dal dazio, come diritti, spese di bolletta e controlli, sono oneri accessori d'acquisto quando le addebita il fornitore dei beni nella propria fattura: vanno in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e nel costo delle rimanenze. Se le fattura lo spedizioniere o il doganalista incaricato dall'impresa, sono servizi in B.7.
SSettori e operazioni particolari
Il compenso dello spedizioniere o del doganalista per le pratiche di importazione è un costo per servizi in B.7 e un onere accessorio dei beni importati. Nella stessa fattura lo spedizioniere riaddebita dazi e IVA pagati in dogana, esclusi dalla base imponibile: il dazio va nel costo dei beni in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), l'IVA all'importazione si detrae con la bolletta.
SSettori e operazioni particolari
Le pratiche di esportazione, i certificati di origine e i documenti per il Paese di destinazione, fatturati dallo spedizioniere, sono costi per servizi in B.7. Sono servizi connessi agli scambi internazionali e non imponibili. La dichiarazione di esportazione con l'esito di uscita è la prova che consente all'impresa di vendere senza IVA.
SCosti, spese e benefit specifici
Le spese generali, costi non direttamente imputabili a uno specifico prodotto o processo, sono deducibili nella misura in cui derivano proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa. Quando si riferiscono indistintamente ad attività produttive sia di proventi imponibili sia esenti, l'articolo 109, comma 5, del TUIR impone il calcolo proporzionale, secondo il rapporto fra ricavi imponibili e ricavi complessivi, il pro-rata.
SPersonale dipendente e collaboratori
Sono le spese sanitarie che l'impresa paga per i dipendenti oltre alla sorveglianza sanitaria obbligatoria: check-up, visite specialistiche, cure, vaccinazioni. Sono un costo del personale in B.9.e. Se offerte volontariamente alla generalità o a categorie di dipendenti sono deducibili nel limite del 5 per mille delle spese per lavoro dipendente, per intero se previste da contratto o regolamento. Le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA.
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
Quando una ricevuta bancaria o un addebito diretto tornano insoluti, la banca storna l'importo accreditato e addebita una commissione. Il credito verso il cliente si ripristina; la commissione è un costo in B.7 (costi per servizi) deducibile, esente da IVA. Se l'impresa la riaddebita al cliente, il recupero è un ricavo, fuori campo IVA se è un rimborso di spese documentate.
SCosti, spese e benefit specifici
Francobolli, raccomandate, posta prioritaria e ricariche dell'affrancatrice sono costi per servizi in B.7. I servizi del servizio postale universale sono esenti da IVA, quindi il costo è pari a quanto pagato; i servizi negoziati e i corrieri applicano l'IVA ordinaria. Le spedizioni di merce ai clienti sono trasporti su vendite.
SCosti, spese e benefit specifici
Il rimborso delle spese processuali liquidate dal giudice non costituisce corrispettivo di un servizio ma un risarcimento, e resta fuori dal campo IVA ex articolo 15 DPR 633/1972, sia in caso di semplice rimborso sia di distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c., con fatturazione diretta dell'avvocato alla parte soccombente. Il rimborso comprende gli eventuali interessi moratori liquidati dal giudice.
SCosti, spese e benefit specifici
Le spese di pubblicità e propaganda, sostenute per incrementare le vendite, comprendono annunci pubblicitari, spazi internet, spot e sponsorizzazioni di eventi organizzati da terzi come manifestazioni sportive o convegni. A differenza delle spese di rappresentanza, sono integralmente deducibili senza limiti quantitativi, purché sussista l'inerenza all'attività d'impresa, distinte dalle sponsorizzazioni in senso proprio.
SFiscalità internazionale e transfer pricing
L'IVA assolta da un'impresa italiana su beni e servizi acquistati in un altro Stato membro UE, non detraibile secondo le regole della dichiarazione italiana, si recupera tramite rimborso elettronico presentato sul portale dell'Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre dell'anno successivo. L'istanza indica la natura dei beni secondo classificazione armonizzata; lo Stato di rimborso può escludere spese secondo la propria normativa.
SCosti, spese e benefit specifici
Le spese di gestione degli immobili che l'impresa possiede senza usarli nell'attività, come le spese condominiali di appartamenti affittati o sfitti, sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione). Ai fini delle imposte sui redditi le spese relative agli immobili patrimonio non sono deducibili, perché il reddito si determina come reddito fondiario. Per le società di capitali l'IRAP segue il bilancio e la spesa si deduce. L'IVA sugli immobili abitativi non è detraibile.
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
L'estratto conto trimestrale espone canone, spese per operazioni, imposta di bollo e, se c'è un fido, la commissione di messa a disposizione dei fondi. Canone e spese sono servizi in B.7, deducibili ed esenti da IVA; il bollo è un onere tributario in B.14 (oneri diversi di gestione); la commissione sull'affidamento è un onere finanziario in C.17 (interessi e altri oneri finanziari), soggetto all'art. 96 e indeducibile ai fini IRAP.
SCosti, spese e benefit specifici
Il contratto di sponsorizzazione è un contratto a prestazioni corrispettive con cui lo sponsor, dietro pagamento, ottiene l'associazione del proprio nome a una manifestazione sportiva o culturale. La deducibilità prescinde dall'incremento diretto dei ricavi, richiedendo la sola inerenza qualitativa. Per le sponsorizzazioni sportive dilettantistiche vale presunzione assoluta di deducibilità fino a 200.000 euro, ex art. 90.8 L. 289/2002.
SSettori e operazioni particolari
La start-up innovativa è l'impresa di nuova costituzione operante nell'innovazione tecnologica che rispetta requisiti dimensionali e temporali, tra cui forma di società di capitali, attività non oltre cinque anni e fatturato sotto i 5 milioni. Beneficia di deroghe su ripianamento perdite e società di comodo, e di una detrazione IRPEF del 50% per chi investe nel suo capitale, ex art. 38 DL 34/2020, con vincolo triennale.
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I contratti derivati che non sono designati di copertura, o che coprono operazioni di breve durata, si iscrivono al fair value nell'attivo circolante se positivo e nel fondo B.3 del passivo (strumenti finanziari derivati passivi) se negativo. Le variazioni di fair value vanno a conto economico. Fiscalmente, con la derivazione rafforzata, seguono il bilancio; per i derivati speculativi i componenti negativi da valutazione sono deducibili nei limiti dell'art. 112 TUIR.
SCosti, spese e benefit specifici
Contratti di ricerca con università e laboratori, prototipi, sperimentazioni e studi di fattibilità sono costi per servizi in B.7. Se il progetto è di sviluppo e ha i requisiti dell'OIC 24 i costi si possono capitalizzare in B.I.2 (costi di sviluppo); la ricerca di base resta un costo. Per le attività ammissibili spetta il credito d'imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design.
SPersonale dipendente e collaboratori
Sono somme erogate a singoli dipendenti in occasione di eventi della loro vita, come matrimonio, nascita di un figlio, lutti o gravi difficoltà economiche o di salute. Sono un costo del personale in B.9.e, deducibile per competenza. Per il dipendente sono di regola reddito da lavoro, tassato nel cedolino; i casi di esclusione vanno verificati caso per caso con il consulente del lavoro.
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
La svalutazione dei crediti ceduti al factor pro solvendo, o anticipati salvo buon fine, che restano iscritti in bilancio perché l'impresa ne conserva il rischio, è un costo in B.10.d (svalutazioni dei crediti dell'attivo circolante e delle disponibilità liquide). L'anticipo ricevuto si rileva come debito verso il factor. Fiscalmente la svalutazione è deducibile nel limite dello 0,50% dei crediti, fino al 5% complessivo, e non è deducibile ai fini IRAP.
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
La svalutazione analitica dei crediti, disciplinata dall'OIC 15, si affianca alla componente generica forfettaria e riguarda i crediti significativi con specifici indicatori di rischio, quali ritardi nei pagamenti o assoggettamento a procedure concorsuali. La nota integrativa deve dare separata evidenza delle due componenti. L'eccedenza rispetto ai limiti fiscali forfettari non è subito deducibile e comporta imposte anticipate.
SImmobilizzazioni e ammortamenti
La svalutazione civilistica di un'immobilizzazione materiale per perdita durevole di valore non è fiscalmente deducibile: il TUIR riconosce solo gli ammortamenti sul costo storico e le minusvalenze da cessione, occorre una variazione in aumento e imposte anticipate sulla differenza temporanea. Negli esercizi successivi si genera un doppio binario tra ammortamento civilistico e fiscale, fino al riassorbimento alla cessione.
SCrediti, debiti e rapporti commerciali
La riduzione di valore di depositi e conti bancari il cui incasso è a rischio, per esempio per la liquidazione della banca depositaria o per restrizioni valutarie, è un costo in B.10.d (svalutazioni dei crediti dell'attivo circolante e delle disponibilità liquide) ed è un caso raro. La svalutazione non è deducibile né ai fini IRES né IRAP; la perdita è deducibile quando diventa definitiva, con i requisiti dell'art. 101, c. 5, TUIR.
SImmobilizzazioni e ammortamenti
La svalutazione di un'immobilizzazione immateriale, come avviamento, marchi o costi di sviluppo, quando il suo valore recuperabile scende durevolmente sotto il valore netto contabile, è un costo in B.10.c (altre svalutazioni delle immobilizzazioni) e va motivata secondo l'OIC 9. Non è deducibile né ai fini IRES né IRAP; se vengono meno i motivi si ripristina il valore, tranne per l'avviamento e i costi pluriennali. La perdita si deduce con gli ammortamenti fiscali successivi.
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Una partecipazione immobilizzata che ha subito una perdita durevole di valore si svaluta con imputazione in D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie); per chi usa il patrimonio netto la voce accoglie anche la quota di perdita della partecipata. Le svalutazioni non sono deducibili: la perdita rileva solo alla cessione e, se la partecipazione ha i requisiti PEX, non rileva affatto.
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I derivati si iscrivono al fair value; quello negativo di un contratto non di copertura, o la parte inefficace di uno di copertura, si iscrive in D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie) con contropartita il derivato passivo. La variazione efficace dei derivati di copertura dei flussi va invece in una riserva di patrimonio netto. Per i soggetti che non sono micro-imprese i componenti negativi imputati a conto economico rilevano anche ai fini fiscali.
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I titoli del circolante non si tengono fino alla scadenza e si valutano al minore tra costo e valore di realizzo desumibile dal mercato, con la differenza iscritta in D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie). Fiscalmente le obbligazioni si svalutano fino al limite della media semestrale dei prezzi; per azioni e quote la svalutazione non è deducibile.
SStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Obbligazioni e titoli di Stato immobilizzati si svalutano, con imputazione in D.19 (svalutazioni di attività e passività finanziarie), quando la perdita di valore è durevole, per esempio per il peggioramento duraturo dell'emittente. Fiscalmente le minusvalenze rilevano per le obbligazioni quotate entro la differenza con la media semestrale dei prezzi; per gli altri titoli restano indeducibili fino alla vendita.
TImposte, tasse e adempimenti fiscali
La TARI è la tassa comunale dovuta da chi occupa locali e aree che producono rifiuti urbani, calcolata su superficie e categoria di attività. È un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), fuori campo IVA, deducibile dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento e ai fini IRAP per competenza. Lo smaltimento dei rifiuti speciali con operatori privati è un servizio in B.7 (costi per servizi).
TCosti, spese e benefit specifici
Il bollo di furgoni, autocarri, rimorchi e altri mezzi strumentali è un onere diverso di gestione in B.14 (oneri diversi di gestione). È un tributo fuori campo IVA, deducibile per intero nell'esercizio in cui è pagato se il mezzo serve all'attività. Le autovetture hanno un conto proprio con le percentuali dell'art. 164 TUIR.
TCosti, spese e benefit specifici
Il bollo auto e l'eventuale superbollo delle autovetture aziendali sono oneri diversi di gestione in B.14. Sono tributi fuori campo IVA, deducibili nell'esercizio in cui sono pagati e nelle percentuali dell'art. 164 TUIR: 20%, 70% se l'auto è in uso promiscuo ai dipendenti, 80% per gli agenti, 100% se strumentale. Per furgoni e autocarri c'è un conto proprio.
TImposte, tasse e adempimenti fiscali
Le tasse di concessione governativa sono dovute per licenze, autorizzazioni e concessioni pubbliche e, per le imprese, sugli abbonamenti di telefonia mobile, per i quali l'importo è di 12,91 euro al mese per ogni utenza con abbonamento. Sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), fuori campo IVA e deducibili dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento. Non sono dovute sulle SIM ricaricabili.
TCosti, spese e benefit specifici
Canoni, traffico, ricariche e noleggio degli apparecchi di telefonia mobile aziendale sono costi in B.7 (costi per servizi), deducibili all'80%. L'IVA si detrae in proporzione all'uso nell'attività: la prassi si attesta sul 50% per l'uso promiscuo. La tassa di concessione governativa sugli abbonamenti è un tributo in B.14 (oneri diversi di gestione).
TCosti, spese e benefit specifici
I costi di telefonia fissa e mobile e di connessione a internet sono deducibili all'80%, con IVA detraibile al 100%, se l'uso è esclusivamente aziendale; con uso promiscuo la deducibilità resta all'80% ma la detrazione IVA scende al 50%. Per gli impianti sui veicoli degli autotrasportatori si applica deducibilità e detraibilità piena al 100%. Restano deducibili i personal computer e le apparecchiature solo imprenditoriali.
TImmobilizzazioni e ammortamenti
Le aree di proprietà dell'impresa si iscrivono in B.II.1 (terreni e fabbricati) al costo, comprensivo di imposte e oneri accessori, e non si ammortizzano perché la loro utilità non si esaurisce, salvo cave e discariche. Quando si compra un fabbricato strumentale il valore dell'area va scorporato: fiscalmente è il maggiore tra quello di bilancio e il 20% del costo complessivo, 30% per i fabbricati industriali.
TStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Nel cash pooling il saldo attivo verso il pooler non è mai una disponibilità liquida: secondo l'OIC 14 va iscritto nella voce C.III.7 «Attività finanziarie per la gestione accentrata della tesoreria» se le condizioni equivalgono a quelle di un deposito bancario, altrimenti tra i crediti finanziari verso imprese del gruppo. Trattandosi di operazioni tra parti correlate, va data informativa ai sensi dell'articolo 2427, numero 22-bis, c.c.
TPersonale dipendente e collaboratori
La quota di TFR che l'impresa non trattiene ma versa ogni mese a un fondo pensione, per scelta del dipendente, o al Fondo di tesoreria INPS, obbligatorio nelle imprese con almeno 60 addetti nel 2026 e nel 2027, è un costo del personale in B.9.c (trattamento di fine rapporto) come il TFR trattenuto, ma genera un debito verso il fondo. Nel conto economico si rileva solo il costo, senza la rivalutazione, che spetta al fondo. L'impresa deduce inoltre il 4% del TFR destinato, il 6% se ha meno di 50 addetti.
TPersonale dipendente e collaboratori
Dal 2007 il dipendente sceglie se lasciare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo di previdenza complementare; nelle imprese con almeno 50 dipendenti il TFR rimasto in azienda va comunque al Fondo di Tesoreria INPS. Le quote destinate sono costo del personale in B.9.c (trattamento di fine rapporto) e debito verso i fondi in D.13 (debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale), non fondo TFR. Sul TFR destinato l'impresa ha una deduzione aggiuntiva del 4%, del 6% se ha meno di 50 addetti.
TPersonale dipendente e collaboratori
Alla cessazione del rapporto l'impresa accantona la quota di TFR maturata dall'inizio dell'anno fino alla cessazione, che è un costo in B.9.c (trattamento di fine rapporto), e liquida l'intero TFR utilizzando il fondo. Il fondo pregresso non è un costo dell'anno. Il TFR è soggetto a tassazione separata, con ritenuta operata dall'impresa e versata con F24. Il TFR pagato è fuori campo IVA.
TPersonale dipendente e collaboratori
Buoni pasto, distacco di personale e trasfertisti seguono regole autonome nel costo del personale. I ticket restaurant sono un costo per competenza con soglie di esenzione diverse per formato cartaceo o elettronico. Il distacco sposta l'esecuzione della prestazione senza mutare la titolarità del rapporto, con riflessi IVA sul rimborso. L'indennità dei trasfertisti, per chi opera senza sede fissa, è imponibile al 50% con i requisiti dell'articolo 51 TUIR.
TRapporti con soci e amministratori
L'imprenditore individuale versa denaro nell'impresa quando serve liquidità e ne preleva per le proprie necessità. I conti titolare c/versamenti e titolare c/prelievi registrano questi movimenti durante l'anno e a fine esercizio si chiudono sul capitale proprio. Non producono effetti fiscali, perché il reddito è tassato in capo al titolare comunque. Il prelievo di beni dell'impresa per uso personale è invece una destinazione a finalità estranee, tassata al valore normale.
TRicavi e ciclo attivo
Chi rivende biglietti dell'autobus, abbonamenti del trasporto urbano e tagliandi di sosta iscrive in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) l'intero incasso e in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) il prezzo pagato all'azienda, al netto dell'aggio. L'IVA è assolta a monte dall'azienda di trasporto (art. 74 DPR 633/1972) e il rivenditore non la addebita né la detrae.
TStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
I titoli di debito, disciplinati dall'articolo 2483 del codice civile, sono lo strumento di finanziamento riservato alle Srl, alternativo al capitale di rischio e al credito bancario. L'emissione richiede previsione statutaria, delibera notarile e iscrizione nel registro delle imprese prima del collocamento. La sottoscrizione è riservata a investitori professionali vigilati, solidalmente responsabili della solvibilità dell'emittente.
TStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
BTP, obbligazioni e altri titoli di debito comprati per impiegare la liquidità in via temporanea stanno nel circolante. Si iscrivono al prezzo secco; gli interessi maturati pagati al venditore sono un costo che la cedola compensa. Gli interessi concorrono al reddito per competenza, senza ritenuta per le società sui titoli di Stato. La svalutazione è deducibile entro i limiti dell'art. 94 TUIR, che dal 2026 li ancora al calo di valore dell'ultimo semestre.
TStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Titoli di Stato, obbligazioni e quote di fondi tenuti come investimento durevole, per decisione dell'organo amministrativo, si iscrivono in B.III.3 (altri titoli immobilizzati) al costo, compresi gli oneri accessori, o al costo ammortizzato. Cedole e scarti di emissione maturano per competenza in C.16.b (proventi da titoli immobilizzati che non costituiscono partecipazioni); le cedole dei titoli di Stato sono pagate alle società senza imposta sostitutiva. La svalutazione è ammessa solo per perdite durevoli e fiscalmente segue l'art. 101, c. 2, TUIR.
TPersonale dipendente e collaboratori
Sono le somme pagate ai dipendenti per chiudere controversie di lavoro: differenze retributive, risarcimenti, somme per non impugnare un licenziamento. Sono un costo del personale in B.9.e, deducibile nell'esercizio in cui la transazione è conclusa. Se la controversia era già coperta da un fondo rischi, si utilizza il fondo. Per il dipendente le somme legate alla cessazione del rapporto sono soggette a tassazione separata.
TFiscalità internazionale e transfer pricing
Il transfer pricing richiede di individuare il metodo più appropriato, tra quelli OCSE, per determinare il prezzo che imprese indipendenti avrebbero pattuito in un'operazione infragruppo transfrontaliera. I metodi tradizionali (confronto del prezzo, prezzo di rivendita, costo maggiorato) sono preferiti quando affidabili; in mancanza di comparabili si ricorre ai metodi basati sull'utile, come il margine netto della transazione.
TFiscalità d'impresa: imposte dirette
La trasformazione delle imposte anticipate in credito d'imposta converte parte delle imposte anticipate in un credito effettivo, compensabile senza limiti e rimborsabile per il residuo. Opera per perdita civilistica, perdita fiscale o procedure concorsuali, sulle imposte anticipate da svalutazioni di crediti di enti finanziari e da avviamento o immateriali. Per perdita civilistica e procedure concorsuali segue una formula proporzionale al patrimonio netto.
TOperazioni straordinarie
La trasformazione societaria si articola in quattro momenti: perizia di stima, eventuale chiusura dei conti, eventuale adeguamento ai valori periziati e bilancio ordinario di fine esercizio, senza discontinuità soggettiva. Gli scostamenti fra valori contabili e periziati transitano in un conto di patrimonio netto dedicato. Fiscalmente l'articolo 170 TUIR sancisce la neutralità della trasformazione omogenea.
TOperazioni straordinarie
La trasformazione è il cambiamento del tipo di organizzazione sociale, mentre attività e rapporti con i terzi proseguono senza soluzione di continuità per l'articolo 2498 c.c. Nella progressiva, da persone a capitali, serve una perizia di stima ex articoli 2343 o 2465 c.c.; nella regressiva basta una relazione degli amministratori. Nell'eterogenea, verso o da enti diversi, i creditori hanno sessanta giorni per opporsi.
TFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il regime di trasparenza per società a ristretta base, ex articolo 116 TUIR, estende alle piccole Srl l'imputazione del reddito ai soci già prevista dall'articolo 115. Vi accedono le Srl con ricavi entro le soglie ISA e non più di dieci soci persone fisiche, venti per le cooperative; ammesse anche le unipersonali, poiché il limite è un tetto massimo. Il superamento del numero di soci comporta la decadenza immediata dell'opzione.
TFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il regime di trasparenza fiscale per società di capitali, ex articolo 115 TUIR, imputa il reddito della partecipata ai soci in proporzione alle quote agli utili, evitando la doppia imposizione economica. Richiede soci società di capitali con partecipazione a voti e utili tra il 10% e il 50%, senza cause ostative come l'adesione al consolidato. L'opzione, col consenso di tutti i soci, dura un triennio irrevocabile e si rinnova tacitamente.
TRimanenze e ciclo produttivo
Quando il fornitore addebita il trasporto nella stessa fattura dei beni, il costo è un onere accessorio d'acquisto: si registra in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), si aggiunge al costo delle rimanenze e segue l'aliquota IVA dei beni trasportati. Se il trasporto è fatturato da un vettore incaricato dall'impresa, va invece in B.7 (costi per servizi).
TRimanenze e ciclo produttivo
Quando l'impresa incarica un autotrasportatore, un corriere o uno spedizioniere di portare in azienda i beni acquistati, il costo è un servizio in B.7 (costi per servizi). Resta però un onere accessorio d'acquisto: nella valutazione delle rimanenze si somma al costo dei beni trasportati. I trasporti internazionali possono essere non imponibili o in inversione contabile.
TCrediti, debiti e rapporti commerciali
Corrieri, autotrasportatori e spedizionieri che consegnano i beni ai clienti fatturano un servizio che si registra in B.7 (costi per servizi), nell'anno della spedizione. Non entra mai nel costo delle rimanenze. Se l'impresa addebita la spedizione al cliente, il riaddebito è un ricavo in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni); i trasporti di beni esportati sono non imponibili.
TPersonale dipendente e collaboratori
L'anticipazione sul TFR, ex articolo 2120 c.c., spetta al lavoratore con almeno otto anni di servizio, nel limite del 70% del maturato, per spese sanitarie straordinarie o acquisto della prima casa. Le richieste soddisfabili annualmente non superano il 10% degli aventi diritto né il 4% dei dipendenti, e riducono il fondo TFR senza costo autonomo. Entro sei mesi dall'assunzione va scelta la destinazione del TFR.
TImposte, tasse e adempimenti fiscali
Il conto accoglie i tributi comunali, provinciali e regionali che non hanno un conto proprio: contributi di bonifica, tasse regionali, diritti comunali di istruttoria, imposte locali minori. Sono un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), fuori campo IVA, deducibili dalle imposte sui redditi nell'esercizio di pagamento e ai fini IRAP per competenza.
UCosti, spese e benefit specifici
Teleriscaldamento, ricarica elettrica in abbonamento, consumi riaddebitati dal locatore o dal condominio e altre forniture a rete che non hanno un conto specifico si registrano qui, in B.7 (costi per servizi), per competenza. L'IVA è detraibile se il servizio è inerente, salvo per i fabbricati abitativi.
UBilancio: principi, schemi e adempimenti
L'utile emerge dalla chiusura dei conti economici a fine anno e si iscrive in A.IX (utile o perdita dell'esercizio). Entro 120 giorni dalla chiusura, 180 nei casi previsti, l'assemblea approva il bilancio e destina l'utile: almeno il 5% a riserva legale fino al quinto del capitale, poi alle riserve statutarie, a riserva straordinaria, a nuovo o ai soci. L'utile civilistico è la base del reddito imponibile IRES, al 24%, dopo le variazioni in aumento e in diminuzione.
UStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
L'impresa che apporta capitale in un contratto di associazione in partecipazione o di cointeressenza rileva la quota di utili come provento di C.16 (altri proventi finanziari), sottovoce d. Per le società di capitali gli utili sono esclusi dal reddito per il 95% come i dividendi.
UStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Quando la partecipata distribuisce utili assegnando beni ai soci, il socio rileva un provento di C.15 (proventi da partecipazioni) al valore normale dei beni ricevuti e iscrive il bene nel proprio bilancio allo stesso valore. Il provento segue il regime fiscale dei dividendi: concorre al reddito per il 5% se ricorrono i requisiti.
UBilancio: principi, schemi e adempimenti
L'assemblea può rinviare a nuovo una parte dell'utile senza destinarla a una riserva specifica: va in A.VIII (utili o perdite portati a nuovo), pronta per decisioni successive. Nella stessa voce si rilevano le correzioni di errori di esercizi precedenti imputate al patrimonio netto. Gli utili a nuovo sono riserve di utili disponibili: se distribuiti ai soci persone fisiche, la società trattiene la ritenuta del 26%.
UStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La quota di utili che l'impresa associante riconosce agli associati che hanno apportato capitale, o capitale e lavoro, è un onere di C.17 (interessi e altri oneri finanziari), indeducibile ai fini delle imposte sui redditi. Se l'associato apporta solo opere o servizi, la quota è un costo di B.7 deducibile.
UEstero
A fine esercizio crediti, debiti e disponibilità liquide in valuta si adeguano al cambio di chiusura: il guadagno che ne deriva è un utile su cambi da valutazione, in C.17-bis (utili e perdite su cambi). L'utile netto non realizzato si accantona in una riserva non distribuibile e, dal 2024, è fiscalmente imponibile.
VStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
La perizia dell'immobile offerto in garanzia per un mutuo non è un costo dell'anno: serve a ottenere il finanziamento. Chi applica il costo ammortizzato la porta a riduzione del debito e la imputa negli oneri finanziari lungo la durata del mutuo; i bilanci abbreviati e delle micro-imprese che non lo applicano la ripartiscono con i risconti, restando in B.7 (costi per servizi). L'IVA è detraibile.
VRimanenze e ciclo produttivo
Sfridi di metallo, ritagli e scarti accumulati in attesa di vendita sono rimanenze di cascami, valutate al presumibile valore di realizzo; la differenza tra rimanenze finali e iniziali si iscrive in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e concorre al reddito con l'art. 92 TUIR e alla base IRAP.
VRimanenze e ciclo produttivo
Lubrificanti, detergenti industriali, ricambi di uso corrente e imballaggi a perdere sono materiali di consumo: se le scorte sono significative la differenza tra rimanenze iniziali e finali si iscrive in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci); altrimenti l'acquisto è un costo dell'anno. Vale l'art. 92 TUIR e la base IRAP segue il bilancio.
VRimanenze e ciclo produttivo
Vernici, colle, viteria e altri materiali che concorrono al prodotto senza esserne il componente principale sono materie sussidiarie: la differenza tra rimanenze iniziali e finali si iscrive in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci). Vale l'art. 92 TUIR per il reddito e la base IRAP segue il bilancio.
VRimanenze e ciclo produttivo
Per il commerciante le merci sono i beni acquistati per la rivendita: la differenza tra rimanenze iniziali e finali, iscritta in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci), trasforma gli acquisti in costo del venduto. Le merci si valutano al minore tra costo e valore di realizzo; per il reddito vale l'art. 92 TUIR con le categorie omogenee, e la base IRAP segue il bilancio.
VRimanenze e ciclo produttivo
Cantieri, impianti e software su misura non ancora conclusi sono lavori in corso su ordinazione (OIC 23): la variazione di valore tra inizio e fine anno si iscrive in A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione). Le commesse ultrannuali si valutano di regola con la percentuale di completamento; le perdite attese si rilevano subito con la rettifica per rischi. Fiscalmente vale l'art. 93 TUIR.
VRimanenze e ciclo produttivo
Se un'impresa produce più di quanto vende, le scorte di prodotti finiti crescono e la differenza positiva tra rimanenze finali e iniziali si iscrive in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti). Se vende scorte degli anni precedenti, la variazione è negativa. Concorre al reddito con l'art. 92 TUIR e alla base IRAP.
VRimanenze e ciclo produttivo
Alla chiusura dell'esercizio i beni ancora nel ciclo produttivo sono prodotti in corso di lavorazione, valutati ai costi sostenuti fino a quel momento. La differenza tra rimanenze finali e iniziali è la variazione, che si iscrive in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti). Fiscalmente si valutano in base alle spese sostenute nell'esercizio (art. 92, c. 6, TUIR).
VRimanenze e ciclo produttivo
La variazione dei semilavorati ottenuti da una fase produttiva interna è la differenza tra rimanenze finali e iniziali e si iscrive in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti). Concorre al reddito IRES con l'art. 92 TUIR e alla base IRAP. I semilavorati acquistati da terzi vanno in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci).
VRimanenze e ciclo produttivo
I sottoprodotti che non sono stati venduti a fine anno, come la crusca o il siero in attesa di ritiro, sono rimanenze valutate di solito al valore netto di realizzo; la differenza tra rimanenze finali e iniziali si iscrive in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e concorre al reddito con l'art. 92 TUIR.
VFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il quadro RF accoglie le variazioni in aumento del reddito imponibile IRES rispetto al risultato civilistico: componenti positivi non ancora contabilizzati ma fiscalmente rilevanti, o componenti negativi indeducibili in tutto o in parte. Tra le più frequenti: plusvalenze rateizzate, interessi passivi oltre il 30% del ROL, ammortamenti indeducibili, minusvalenze su partecipazioni esenti, spese di rappresentanza oltre i limiti e sanzioni.
VFiscalità d'impresa: imposte dirette
Il quadro RF accoglie, specularmente, le variazioni in diminuzione IRES: componenti positivi esclusi o parzialmente esclusi da tassazione, o negativi deducibili non ancora imputati a conto economico. Tra le più frequenti: il 95% di dividendi e plusvalenze pex ex articolo 89 TUIR, le agevolazioni per investimenti Industria 4.0, le maggiorazioni per nuove assunzioni, l'IMU sugli immobili strumentali e il riporto delle quote eccedenti.
VCrediti, debiti e rapporti commerciali
La vendita con riserva di proprietà, ex articolo 1523 del codice civile, è una vendita a rate in cui il compratore acquista la proprietà solo con l'ultima rata, pur ottenendo da subito disponibilità e rischi del bene. Il venditore rileva ricavo e credito già alla consegna secondo l'OIC 15, con attualizzazione per dilazioni lunghe; il compratore iscrive il bene tra le immobilizzazioni e inizia l'ammortamento dalla consegna.
VSettori e operazioni particolari
Una vendita con obbligo di riacquisto a data e prezzo prestabiliti non è, sul piano economico, una cessione definitiva: il bene resta esposto al venditore, quindi il contratto va letto secondo la sostanza. Il confronto tra prezzo di vendita e di riacquisto qualifica l'operazione: se il riacquisto costa di più è finanziaria; se costa meno è operativa, con risconto. Lo stesso vale, in modo speculare, per chi acquista con opzione di rivendita.
VRapporti con soci e amministratori
I soci possono versare somme in vista di un aumento di capitale non ancora deliberato. Finché l'aumento è previsto, le somme stanno nel patrimonio netto, in A.VI (altre riserve); con la delibera si girano al capitale sociale. Se l'aumento non si fa entro il termine concordato e le somme vanno restituite, si riclassificano tra i debiti verso soci. Non sono ricavi e aumentano il costo fiscale della partecipazione del socio.
VCosti, spese e benefit specifici
Biglietti aerei e ferroviari, taxi e noleggi con conducente per le trasferte dei dipendenti pagati direttamente dall'impresa sono costi in B.7 (costi per servizi), deducibili senza limiti e non tassati per il dipendente. Dal 2025, per le trasferte in Italia, taxi e NCC sono deducibili solo se pagati con strumenti tracciabili. L'IVA sul trasporto di persone non è detraibile e si somma al costo.
VCrediti, debiti e rapporti commerciali
I viaggi offerti alla clientela ricorrono in due contesti distinti: come premio in un'operazione a premio, legato a un obiettivo di acquisti, con imposta sostitutiva del 20% se l'acquisto non è stato assoggettato a IVA e senza rivalsa; oppure come viaggio con finalità di rappresentanza, nel corso del quale si svolgono attività promozionali, soggetto ai limiti di congruità del DM 19 novembre 2008.
VCosti, spese e benefit specifici
I voucher, o buoni commerciali, sono documenti di legittimazione emessi a fronte del versamento di una somma pari al valore facciale, che danno diritto all'acquisto di un bene o servizio presso esercizi convenzionati. La circolazione tra emittente, azienda cliente, beneficiario ed esercizio non assume rilevanza IVA, che si realizza solo all'utilizzo. Dal 2019 si distinguono i buoni monouso, con IVA già determinata, dai multiuso, aperti fino all'utilizzo.
ZStrumenti finanziari, titoli e tesoreria
Gli zero coupon sono titoli di debito privi di cedola, emessi sotto la pari: il rendimento è la differenza tra prezzo di emissione e capitale rimborsato alla pari a scadenza, senza interessi periodici. Secondo l'OIC 20 il provento va ripartito per competenza lungo la durata del titolo, in contropartita del valore di iscrizione in bilancio. Per acquisti multipli si assume la data e il prezzo medio ponderato, e sugli interessi si applica la ritenuta del 26%.