Inquadramento generale
Mense aziendali gestite da terzi - è il servizio di mensa affidato a una società di ristorazione collettiva, che prepara e serve i pasti ai dipendenti nei locali dell’impresa o in un locale convenzionato. Se i dipendenti pagano una quota, il costo va indicato al netto di quanto addebitato loro.
La mensa può essere gestita in locali dell’impresa da una società di ristorazione, oppure con una convenzione con un ristorante vicino: in entrambi i casi l’impresa paga un servizio, non eroga denaro ai dipendenti.
Cosa ci rientra
- Forme tipiche. Mensa interna gestita in appalto; mensa interaziendale; pasti veicolati consegnati in azienda; convenzione con un ristorante per i dipendenti.
Come riconoscerlo nei documenti
Fattura mensile della società di ristorazione con il numero di pasti e l’IVA al 4%.
Differenze con conti simili
- Beni per la mensa interna. Se l’impresa compra i generi alimentari e cucina con il proprio personale, i beni vanno in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
- Buoni pasto. Hanno un conto proprio.
Collocazione in bilancio
B.7 (costi per servizi), al netto delle quote pagate dai dipendenti.
Quota a carico dei dipendenti
Se i dipendenti pagano una parte del pasto, la quota trattenuta in busta riduce il costo della mensa, che si espone al netto; per il dipendente non cambia nulla.
Buoni pasto
I buoni pasto sono uno strumento diverso: il loro valore esente è di 8 euro, 10 dal 2026, se elettronici e 4 se cartacei; l’eccedenza è reddito del dipendente.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, lett. b, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. Le somministrazioni nelle mense aziendali, anche in appalto, hanno IVA al 4% (Tabella A, parte II, n. 37) e l’IVA è detraibile per l’impresa, in deroga all’indetraibilità degli alimenti (art. 19-bis1, lett. f, DPR 633/1972).
Mense aziendali gestite da terzi: esempio di contabilizzazione
Una società paga i pasti del mese serviti dal gestore della mensa: 6.000 euro più IVA al 4%.
Il servizio di mensa appaltato a terzi è un costo in B.7 (costi per servizi) deducibile per intero, fuori dal limite del 75% per il vitto, con IVA al 4% detraibile.
Principi contabili (OIC)
Servizi per il personale
I servizi acquistati da terzi a favore dei dipendenti, come mensa, formazione, visite mediche e servizi di welfare, stanno in B.7 perché sono servizi e non retribuzioni; le somme erogate direttamente al dipendente in busta paga stanno invece in B.9 (costi per il personale).
Competenza
Il costo si rileva quando il servizio è reso: i servizi ricevuti e non ancora fatturati a fine anno si stanziano come fatture da ricevere, quelli pagati in anticipo si rinviano con un risconto.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, lett. b, TUIR). Per i servizi la competenza è la data in cui la prestazione è ultimata; per quelli resi in modo continuativo in base a contratti con corrispettivi periodici è la data di maturazione dei corrispettivi. Il momento della fattura e del pagamento non contano: a fine anno i servizi già ricevuti ma non fatturati si rilevano come fatture da ricevere, i canoni pagati in anticipo si rinviano con un risconto. Per le società in derivazione rafforzata (art. 83 TUIR) valgono i criteri di imputazione del bilancio. Servono l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. Il servizio di mensa è deducibile per intero e non rientra nel limite del 75% delle spese di vitto (art. 109, c. 5, TUIR). Per il dipendente le somministrazioni in mensa non formano reddito (art. 51, c. 2, lett. c).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
Le somministrazioni nelle mense aziendali, anche in appalto, hanno IVA al 4% (Tabella A, parte II, n. 37) e l’IVA è detraibile per l’impresa, in deroga all’indetraibilità degli alimenti (art. 19-bis1, lett. f, DPR 633/1972).
Pasti di un mese serviti dal gestore della mensa
Una società paga i pasti del mese serviti dal gestore della mensa: 6.000 euro più IVA al 4%.
1. Fattura del gestore - 31 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Mense aziendali gestite da terzi (B.7) | 6.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 240,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 6.240,00 |
| Totale | 6.240,00 | 6.240,00 |
La fattura riporta il numero di pasti serviti e l’IVA al 4%.
2. Pagamento del fornitore - 30 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 6.240,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 6.240,00 |
| Totale | 6.240,00 | 6.240,00 |
3. Stanziamento della fattura da ricevere - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Mense aziendali gestite da terzi (B.7) | 5.800,00 | - |
| Debiti verso fornitori – Fatture da ricevere (D.7) | - | 5.800,00 |
| Totale | 5.800,00 | 5.800,00 |
I pasti di dicembre saranno fatturati a gennaio: il costo si stanzia nel 2025.
Controlli prima della dichiarazione
- Aliquota IVA. Verificare l’IVA al 4% sulla fattura del gestore.
- Quote dei dipendenti. Rilevare in modo coerente le trattenute.
- Stanziamenti di fine anno. Rilevare come fatture da ricevere i servizi resi e non fatturati.
Errori ricorrenti
Costo limitato al 75%
Il limite del vitto non riguarda la mensa aziendale.
IVA della mensa considerata indetraibile
Per le mense aziendali la detrazione è ammessa.
Mensa classificata in B.9 (costi per il personale)
È un servizio di terzi, non una retribuzione.
