Inquadramento generale
Ricevute bancarie ed effetti insoluti - quando il cliente non paga alla scadenza, la banca riaddebita all’impresa la ricevuta o la cambiale con le spese. Il credito torna verso il cliente e si registra in questo conto, per seguirne il recupero: un sollecito, un nuovo accordo o il passaggio in sofferenza.
Un insoluto è un segnale d’allarme sul cliente: va seguito subito con sollecito, eventuale protesto delle cambiali e valutazione del fido commerciale.
Cosa ci rientra
- Situazioni tipiche. Ri.Ba. Richiamata o impagata; cambiale protestata; addebito diretto SDD respinto.
- Cosa non ci rientra. Crediti già in contenzioso (Clienti in sofferenza).
Come riconoscerlo nei documenti
Comunicazione di insoluto della banca con l’addebito dell’importo e delle spese; atto di protesto per le cambiali.
Differenze con conti simili
- Clienti in sofferenza. Quando inizia il recupero forzoso.
- Spese per insoluti. Le commissioni bancarie sono costi in B.7 (costi per servizi).
Collocazione in bilancio
Attivo C.II.1 (crediti verso clienti).
Protesto
Per le cambiali il protesto è la prova formale del mancato pagamento; per le ricevute bancarie non c’è protesto.
Valutazione di fine anno
Gli insoluti pesano nella stima del fondo svalutazione: più sono vecchi, più alta la probabilità di perdita.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. L’insoluto non è ancora una perdita: il credito resta in bilancio e si valuta.
- IRAP. Il credito in sé non incide sulla base IRAP.
- IVA. Le spese bancarie per l’insoluto sono esenti; il riaddebito delle spese al cliente segue la natura dell’operazione principale.
Ricevute bancarie ed effetti insoluti: esempio di contabilizzazione
Una Ri.Ba. Di 12.200 euro presentata al salvo buon fine torna insoluta: la banca riaddebita l’importo e 8 euro di spese.
La ricevuta insoluta torna credito verso il cliente, separato in un conto dedicato; le spese bancarie sono costi e si possono riaddebitare al cliente.
Principi contabili (OIC)
Rilevazione e valutazione
L’OIC 15 iscrive i crediti quando la prestazione è eseguita e il diritto al corrispettivo è sorto; a fine anno si valutano al presumibile valore di realizzo, con un fondo svalutazione, e al costo ammortizzato se la scadenza supera i dodici mesi e l’effetto è rilevante, salvo nei bilanci abbreviati e delle micro-imprese.
Valutazione
I crediti insoluti si valutano singolarmente al presumibile valore di realizzo.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Riduzioni di valore. La misura e le motivazioni delle svalutazioni delle immobilizzazioni materiali e immateriali, con riferimento al concorso alla produzione futura di risultati, alla durata utile e, se rilevante, al valore di mercato, e la loro influenza sul risultato dell’esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 3-bis, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
L’insoluto non è ancora una perdita: il credito resta in bilancio e si valuta. Diventa deducibile quando ricorrono i requisiti dell’art. 101, c. 5, TUIR, per esempio sei mesi dalla scadenza per i crediti fino a 2.500 euro. Le spese riaddebitate al cliente sono ricavi.
IRAP
Il credito in sé non incide sulla base IRAP. Per le società di capitali le svalutazioni dei crediti (B.10.d, svalutazioni dei crediti dell’attivo circolante e delle disponibilità liquide) e le perdite su crediti non sono deducibili ai fini IRAP (art. 5, c. 1, D.Lgs. 446/1997), anche se il ricavo da cui il credito nasce è tassato.
IVA
Le spese bancarie per l’insoluto sono esenti; il riaddebito delle spese al cliente segue la natura dell’operazione principale. L’IVA della fattura originaria si recupera solo con le condizioni dell’art. 26 DPR 633/1972.
Ri.Ba. Insoluta e recupero dal cliente
Una Ri.Ba. Di 12.200 euro presentata al salvo buon fine torna insoluta: la banca riaddebita l’importo e 8 euro di spese.
1. Riaddebito dell’insoluto - 3 giugno 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ricevute bancarie insolute (C.II.1) | 12.200,00 | - |
| Spese per insoluti (B.7) | 8,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 12.208,00 |
| Debiti verso banche per anticipi salvo buon fine (D.4) | 12.200,00 | - |
| Ricevute bancarie al salvo buon fine (C.II.1) | - | 12.200,00 |
| Totale | 24.408,00 | 24.408,00 |
La banca storna l’anticipo e addebita 8 euro di spese.
2. Riaddebito delle spese al cliente - 5 giugno 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ricevute bancarie insolute (C.II.1) | 8,00 | - |
| Altri ricavi e proventi (A.5) | - | 8,00 |
| Totale | 8,00 | 8,00 |
Il riaddebito delle spese bancarie documentate è fuori campo IVA.
3. Pagamento del cliente con bonifico - 30 giugno 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 12.208,00 | - |
| Ricevute bancarie insolute (C.II.1) | - | 12.208,00 |
| Totale | 12.208,00 | 12.208,00 |
Se il cliente non avesse pagato, il credito sarebbe passato in sofferenza.
Controlli prima della dichiarazione
- Sollecito. Avviare subito il recupero.
- Valutazione. Considerare gli insoluti nel fondo svalutazione.
- Riaddebito. Documentare le spese riaddebitate.
Errori ricorrenti
Insoluto dedotto come perdita
Serve un elemento certo e preciso.
Spese riaddebitate con IVA
Il rimborso documentato è escluso.
Insoluto lasciato nel conto banca
Va riportato tra i crediti.
