Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 12 Settembre 2026

Abbuoni e sconti

Nel piano dei conti Indice A–Z (729 voci) →

📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Abbuoni e sconti riducono quanto il cliente deve pagare per una fornitura. Possono essere già previsti nel prezzo, dipendere dalle quantità acquistate, essere concordati dopo la fattura o maturare a fine anno come premi sul fatturato. Per registrarli correttamente occorre capire quale operazione modificano, in quale esercizio vanno rilevati e se richiedono anche una rettifica dell’IVA. La voce riguarda sia il venditore che concede la riduzione sia l’acquirente che la ottiene.

Profilo civilistico

Per il venditore l’OIC 34 considera sconti, abbuoni e premi elementi variabili del corrispettivo: riducono i ricavi (A.1, ricavi delle vendite e delle prestazioni), non sono costi autonomi, e se sono probabili vanno stimati con la migliore stima disponibile, anche sulla base dell’esperienza storica. Per l’acquirente riducono il costo di acquisto (B.6, costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci, o B.7, costi per servizi) e, se la merce è ancora in magazzino, il suo costo tra le rimanenze. Diverso è il caso della somma che remunera un servizio distinto, come un’attività promozionale del cliente: in quel caso è un costo per servizi. Lo sconto per pagamento anticipato riguarda invece il regolamento del credito o del debito e segue le regole dell’OIC 15 e dell’OIC 19.

Profilo fiscale

Per la derivazione rafforzata, la qualificazione di bilancio vale anche ai fini IRES: gli sconti commerciali riducono i ricavi o i costi dell’esercizio di competenza. Ai fini IVA gli sconti indicati in fattura riducono la base imponibile secondo l’articolo 15 del DPR 633/1972. Quelli concessi dopo la fattura, se previsti dal contratto, consentono di emettere una nota di variazione in diminuzione ai sensi dell’articolo 26, comma 2. Quelli nati da un accordo successivo non previsto dal contratto seguono il limite temporale del comma 3.

Plafond e controlli

Per gli esportatori abituali le variazioni in diminuzione riducono il plafond utilizzato anche se non sono state effettuate, come chiarito dalla circolare 13 del 1994: occorre quindi collegare ogni rettifica all’operazione originaria e riconciliare il prospetto del plafond con i documenti commerciali.

Punti di attenzione

I premi di fine anno maturati e non ancora liquidati vanno stimati a fine esercizio, con un fondo o una fattura da emettere o da ricevere. Occorre distinguere lo sconto dalla remunerazione di un servizio promozionale, che ha regime IVA e contabile diverso. Le note di credito vanno registrate nel periodo in cui sono emesse, ma riferite per competenza all’esercizio della vendita, se l’evento era già certo alla chiusura.

Abbuoni e sconti: esempio di contabilizzazione

Un fornitore riconosce a fine 2025 un premio del 2% sul fatturato annuo di 500.000 euro, liquidato a marzo 2026 con nota di credito. Nel bilancio 2025 l’acquirente riduce il costo delle merci di 10.000 euro e iscrive una nota di credito da ricevere.

Informativa

Nella nota integrativa il venditore illustra, se rilevante, come stima sconti, premi e resi nel determinare il ricavo, secondo l’OIC 34. La ripartizione dei ricavi per attività e aree geografiche si presenta al netto di queste rettifiche. Gli sconti finanziari per pagamento anticipato non riducono i ricavi di vendita: sono componenti del regolamento del credito e trovano posto nell’area finanziaria, con la relativa informativa sui criteri adottati.

Regola Fondamentale & Ratio

La natura della riduzione determina la rettifica del prezzo o l’effetto finanziario. Note di credito, IVA e saldi devono essere riconciliati.

Riferimenti Normativi Primari:
OIC 12DPR 633/1972, art. 26TUIR, art. 83

🏛️Principi contabili (OIC)

Rilevazione del corrispettivo

L’OIC 34 richiede al venditore di considerare gli sconti, gli abbuoni e gli altri elementi variabili nella determinazione del corrispettivo. Le componenti che lo riducono sono valutate secondo la migliore stima disponibile; non è corretto attendere sempre il pagamento del premio. Un importo dovuto al cliente per una distinta controprestazione segue invece la contabilizzazione del servizio acquistato. Queste valutazioni devono essere aggiornate quando cambiano le informazioni disponibili. Si vedano i paragrafi 10–15 dell’OIC 34 - Ricavi.

Per l’acquirente, gli sconti che rettificano il prezzo riducono il costo del bene o del servizio. Se le merci sono ancora presenti in magazzino, la riduzione va considerata anche nella determinazione del costo delle rimanenze secondo l’OIC 13. I conti «Abbuoni commerciali attivi» e «Abbuoni commerciali passivi» possono rendere riconoscibili i movimenti durante l’anno, ma non ne cambiano la classificazione finale.

Regolamento anticipato di crediti e debiti

Una variazione successiva dei flussi finanziari di un credito o di un debito già iscritto va esaminata secondo OIC 15 e OIC 19. Nel caso di estinzione anticipata, la differenza tra valore contabile residuo e importo incassato o pagato può concorrere al risultato finanziario. Gli emendamenti OIC di marzo 2024 hanno chiarito questa distinzione rispetto agli sconti considerati nel prezzo della vendita. Occorre inoltre tenere conto del criterio di valutazione adottato: costo ammortizzato oppure semplificazione consentita, quando applicabile. Si vedano le motivazioni degli emendamenti a OIC 15 e OIC 19.

Competenza, stime e chiusura dell’esercizio

Un premio commerciale che modifica il corrispettivo non va automaticamente registrato fra gli altri accantonamenti del conto economico. Per il venditore, il riferimento resta la rettifica dei ricavi secondo OIC 34. La contropartita patrimoniale dipende dalle condizioni concrete: occorre distinguere un debito determinato da una passività ancora stimata che presenta i requisiti per un fondo.

Quando ricorrono tali requisiti, la valutazione del fondo segue OIC 31, con riesame a ogni chiusura e utilizzo al momento della definizione dell’obbligazione. L’importo non deve essere contabilizzato una seconda volta alla liquidazione. La semplice denominazione «premio» non giustifica da sola l’iscrizione di un fondo. L’OIC 31 distingue passività certe o probabili, stime e debiti determinati.

Una rettifica conosciuta nell’esercizio successivo non confluisce automaticamente in A5 o B14. Occorre verificare se rappresenta un aggiornamento di stima, un errore di un precedente bilancio oppure un fatto successivo che conferma condizioni già esistenti alla chiusura. L’esame secondo OIC 29 precede la scelta della registrazione.

Collocazione nel bilancio CEE

Gli abbuoni sulle vendite riducono la voce A1 - Ricavi delle vendite e delle prestazioni Del conto economico. Quelli sugli acquisti rettificano la voce del costo interessato: per le merci, B6 - Per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci; per i servizi, B7. Non esiste una voce autonoma di bilancio denominata «Abbuoni e sconti». Gli effetti di natura finanziaria pertinenti trovano invece collocazione in C16d - Proventi diversi dai precedenti Oppure in C17 - Interessi e altri oneri finanziari.

Nello stato patrimoniale, la rettifica può modificare CII1 - Crediti verso clienti Nell’attivo o D7 - Debiti verso fornitori Nel passivo. L’IVA confluisce nella posizione tributaria complessiva: CII5-bis - Crediti tributari, oppure D12 - Debiti tributari, secondo il saldo pertinente. Un fondo per premi commerciali che soddisfa OIC 31 rientra nel passivo B4 - Altri fondi per rischi e oneri; B3 è riservata agli strumenti finanziari derivati passivi.

Nel bilancio abbreviato e in quello delle micro-imprese operano le aggregazioni consentite dagli schemi semplificati: clienti e crediti tributari confluiscono nella classe CII, fornitori e debiti tributari nella classe D, i fondi nella classe B. La contabilità deve comunque mantenere il dettaglio necessario a ricostruire saldi e natura delle operazioni.

Informativa pertinente

Quando rilevanti, la nota integrativa illustra i criteri applicati e il metodo utilizzato per stimare il corrispettivo variabile. Se è presente un fondo, vanno considerate anche le informazioni sui movimenti e sulle incertezze richieste da OIC 31, tenendo conto della forma di bilancio adottata. Non occorre trasformare ogni abbuono ordinario in un’informazione separata: assumono rilievo le circostanze necessarie a comprendere il bilancio.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Ripartizione dei ricavi. La ripartizione dei ricavi, al netto di abbuoni, sconti e premi, per categorie di attività e aree geografiche. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 10, c.c.; OIC 12, par. 114.
  • Corrispettivi variabili. Se rilevante, la metodologia usata per stimare sconti, premi e altri corrispettivi variabili nel prezzo del contratto. Principio contabile: OIC 34, par. 37.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

IVA e note di variazione

L’articolo 26 del DPR 633/1972 disciplina la riduzione dell’imponibile e dell’imposta dopo la fatturazione. Per un abbuono previsto dal contratto originario non opera il limite annuale del comma 3; restano da rispettare le regole e i termini per esercitare il diritto alla detrazione. Quando la riduzione dipende da un accordo sopravvenuto, il limite di un anno decorre dall’effettuazione dell’operazione imponibile, non dalla data del nuovo accordo.

Se il fornitore emette una nota di credito con IVA, il cliente che ha detratto l’imposta deve rettificarla nei limiti della detrazione effettuata. Le registrazioni senza variazione IVA richiedono invece una motivazione coerente con il caso concreto: non basta chiamare l’importo «premio» o «sconto finanziario».

Premi quantitativi e servizi distinti

Un bonus sul volume di vendite che riduce il prezzo originario segue la disciplina degli abbuoni contrattuali. Il compenso per una specifica attività promozionale costituisce invece il corrispettivo di un servizio. Il pagamento in denaro non rende automaticamente il premio estraneo all’IVA. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 36/E del 7 febbraio 2008 richiede di ricostruire la natura dell’operazione attraverso gli accordi e le prestazioni effettive.

IRES e periodo di rilevanza

Per i soggetti in derivazione rafforzata, i criteri contabili di qualificazione, classificazione e imputazione temporale assumono rilievo fiscale nei limiti dell’articolo 83 del TUIR e delle disposizioni di coordinamento. Il testo vigente include anche le micro-imprese che hanno optato per il bilancio ordinario o abbreviato; quelle che mantengono il bilancio micro richiedono una verifica secondo il regime loro applicabile. Restano ferme le specifiche disposizioni fiscali che derogano al trattamento contabile.

Non è quindi corretto rinviare indistintamente tutti i premi all’esercizio del pagamento o della definitiva liquidazione. Occorre distinguere la rettifica del corrispettivo da un vero accantonamento soggetto a una specifica limitazione fiscale. L’articolo 3 del decreto 27 giugno 2025 detta una regola specifica per le variazioni derivanti da penali legali e contrattuali: non va estesa automaticamente a ogni sconto commerciale.

IRAP e classificazione

Per le società industriali e commerciali che determinano la base imponibile secondo l’articolo 5 del decreto IRAP, le rettifiche delle vendite e degli acquisti seguono le pertinenti voci dell’area produttiva. I proventi e gli oneri dell’area finanziaria restano ordinariamente fuori dal relativo calcolo. Un provento finanziario escluso non è un «costo indeducibile» e non genera, per questo solo motivo, una variazione in aumento. Regimi speciali e regole di correlazione richiedono un esame distinto.

Rettifiche delle operazioni che formano il plafond

Quando lo sconto o l’abbuono riduce un’operazione che ha contribuito alla formazione del plafond dell’esportatore abituale, occorre aggiornare anche la disponibilità utilizzabile per gli acquisti senza applicazione dell’IVA. La verifica non può essere limitata alle note di credito registrate: la prassi precisa che le variazioni in diminuzione riducono il plafond anche se non sono state operate. Occorre quindi collegare la rettifica all’operazione originaria e riconciliare il prospetto del plafond con i documenti commerciali. Il criterio è illustrato nella circolare 13 del 23 febbraio 1994.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Scritture contabili

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Gli esempi sviluppano tre registrazioni tipiche e ne completano la sequenza. Gli importi sono ipotesi illustrative del caso. Salvo diversa indicazione, le operazioni riguardano società commerciali italiane, con IVA al 22% interamente detraibile e regolamenti a breve termine.

Abbuono commerciale ricevuto e pagamento del saldo

Alfa acquista merci nel 2026 per 10.000 euro, oltre IVA di 2.200 euro. Prima del pagamento riceve una nota di credito per un abbuono sul prezzo di 1.000 euro, oltre IVA di 220 euro. L’accordo e la nota di credito rispettano le condizioni dell’articolo 26. Le merci sono destinate alla rivendita; il caso rappresenta le registrazioni dell’acquirente.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Merci c/acquisti (B.6) 10.000,00 -
IVA a credito (C.II.5-bis) 2.200,00 -
Debiti verso fornitori (D.7) - 12.200,00
Totale 12.200,00 12.200,00

La nota di credito completa la prima scrittura con la rettifica IVA.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti verso fornitori (D.7) 1.220,00 -
Abbuoni commerciali attivi su acquisti (B.6) - 1.000,00
IVA a credito (C.II.5-bis) - 220,00
Totale 1.220,00 1.220,00

Il giroconto seguente è facoltativo se il sistema di bilancio riclassifica già correttamente il conto degli abbuoni a riduzione degli acquisti.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Abbuoni commerciali attivi su acquisti (B.6) 1.000,00 -
Merci c/acquisti (B.6) - 1.000,00
Totale 1.000,00 1.000,00

Il debito residuo è 12.200 − 1.220 = 10.980 euro. Il pagamento riguarda esclusivamente questo saldo.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti verso fornitori (D.7) 10.980,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 10.980,00
Totale 10.980,00 10.980,00

Al termine, il fornitore è chiuso, gli acquisti risultano pari a 9.000 euro e l’IVA a credito della fornitura è 1.980 euro. La banca diminuisce di 10.980 euro. Se le merci restano in magazzino, il relativo costo va determinato tenendo conto della riduzione.

Abbuono concesso dal venditore

Beta vende nel 2026 merci per 5.000 euro più IVA di 1.100 euro. Prima dell’incasso concede un abbuono di 250 euro più IVA di 55 euro, documentato con nota di credito. Il caso mostra il punto di vista del venditore e riguarda un’operazione distinta dalla precedente.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Crediti verso clienti (C.II.1) 6.100,00 -
Ricavi delle vendite (A.1) - 5.000,00
IVA a debito (D.12) - 1.100,00
Totale 6.100,00 6.100,00
Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Abbuoni su vendite, rettifica dei ricavi (A.1) 250,00 -
IVA a debito (D.12) 55,00 -
Crediti verso clienti (C.II.1) - 305,00
Totale 305,00 305,00
Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Banca c/c (C.IV.1) 5.795,00 -
Crediti verso clienti (C.II.1) - 5.795,00
Totale 5.795,00 5.795,00

Il credito verso il cliente è estinto. Il ricavo netto è 4.750 euro, l’IVA a debito è 1.045 euro e l’incasso è 5.795 euro. L’abbuono riduce A1: non costituisce un onere finanziario.

Estinzione anticipata di un debito già rilevato

Gamma presenta un debito commerciale già contabilizzato di 12.200 euro. Nel 2026 un nuovo accordo, non previsto né incorporato nella misurazione iniziale, consente di estinguerlo anticipatamente pagando 12.000 euro. La differenza di 200 euro riguarda il nuovo regolamento finanziario; non deriva da difetti delle merci o da una rideterminazione originaria del prezzo. Nell’ipotesi illustrata non viene esercitata una variazione IVA e il relativo importo già contabilizzato resta invariato.

La scrittura comprende il pagamento contestuale, evitando di registrare due volte l’estinzione del debito.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti verso fornitori (D.7) 12.200,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 12.000,00
Proventi da estinzione anticipata (C.16.d) - 200,00
Totale 12.200,00 12.200,00

Il debito di 12.200 euro è chiuso con un’uscita di banca di 12.000 euro e un provento finanziario di 200 euro. La stessa registrazione non può essere utilizzata automaticamente per uno sconto già incluso nelle condizioni iniziali di vendita: in quel caso deve essere riesaminata la determinazione del prezzo e del debito.

Premio biennale stimato e successiva definizione

Delta concede al cliente un premio contrattuale del 2% sulle forniture del biennio 2025–2026 al raggiungimento della soglia concordata. Nel 2025 le vendite interessate sono 150.000 euro. Alla chiusura, la documentazione disponibile rende probabile il raggiungimento della soglia e supporta una stima attendibile di 3.000 euro riferibile alle vendite già effettuate. In questa specifica ipotesi la passività conserva incertezza nell’importo e presenta i requisiti di un fondo. Il caso riguarda soltanto il venditore.

La rettifica riduce i ricavi del 2025. Non viene utilizzata la voce B13 del conto economico per il solo fatto che la liquidazione avverrà nell’esercizio successivo.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Premi su vendite, rettifica dei ricavi (A.1) 3.000,00 -
Fondo per premi commerciali (B.4) - 3.000,00
Totale 3.000,00 3.000,00

Nel 2026 si realizzano ulteriori vendite per 100.000 euro, la soglia è raggiunta e il premio complessivo si definisce in 5.000 euro. La società emette la nota di credito per 5.000 euro più IVA di 1.100 euro, a rettifica delle forniture imponibili interessate. Prima della nota è ancora aperto un credito verso il cliente di 30.500 euro. La quota di 3.000 euro già stimata viene utilizzata; soltanto i restanti 2.000 euro riducono i ricavi del 2026.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Fondo per premi commerciali (B.4) 3.000,00 -
Premi su vendite, rettifica dei ricavi (A.1) 2.000,00 -
IVA a debito (D.12) 1.100,00 -
Crediti verso clienti (C.II.1) - 6.100,00
Totale 6.100,00 6.100,00
Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Banca c/c (C.IV.1) 24.400,00 -
Crediti verso clienti (C.II.1) - 24.400,00
Totale 24.400,00 24.400,00

Il fondo è azzerato e il cliente paga il saldo di 24.400 euro. Il premio complessivo riduce i ricavi di 3.000 euro nel 2025 e di 2.000 euro nel 2026, per un totale di 5.000 euro; la rettifica IVA avviene con la nota di credito per 1.100 euro. L’acquirente deve ricostruire autonomamente la rilevazione del proprio diritto: la stima del venditore non impone una registrazione speculare anticipata.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Riconciliazione delle partite. Verificare per ogni abbuono o sconto il prezzo netto, il periodo di competenza, il documento IVA emesso o ricevuto e il saldo residuo del cliente o del fornitore.
  • Sconti per pagamento anticipato. Distinguere gli sconti previsti nel prezzo, che rettificano ricavi e costi, dagli effetti finanziari di un regolamento anticipato concordato dopo la rilevazione, senza usare automaticamente le voci C.16 (altri proventi finanziari) e C.17 (interessi e altri oneri finanziari).
  • Note di credito ricevute. Verificare che la nota di credito ricevuta dal fornitore riduca l’IVA detraibile, rilevando l’imposta a debito, e non la aumenti.
  • Premi commerciali stimati. Verificare che il premio stanziato a fine esercizio non sia rilevato una seconda volta alla liquidazione e che l’eventuale fondo sia iscritto nella voce B.4 (altri fondi per rischi e oneri), non nella B.3 (strumenti finanziari derivati passivi) riservata ai derivati passivi.
  • Documentazione della natura dell’operazione. Conservare gli accordi da cui risulta se la riduzione era prevista dal contratto originario o nasce da un accordo sopravvenuto, perché ne dipendono il trattamento contabile e il termine per la nota di variazione IVA.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Nota di variazione emessa oltre l'anno

Quando lo sconto nasce da un accordo sopravvenuto, la riduzione dell'IVA con nota di credito è ammessa entro un anno dall'effettuazione dell'operazione originaria, non dalla data del nuovo accordo. Emetterla più tardi con IVA espone il cliente a una detrazione che non gli spetta e il fornitore a un recupero non consentito; oltre quel termine la nota va emessa senza imposta.

Errore ricorrente

Premi su acquisti rilevati tra gli altri ricavi

I premi di quantità e gli sconti ottenuti dai fornitori rettificano il costo degli acquisti e non costituiscono un provento autonomo. Iscriverli in A5 gonfia sia i ricavi sia i costi e, soprattutto, lascia le rimanenze valutate a un costo al lordo del premio, con un valore finale del magazzino superiore a quello corretto.

Errore ricorrente

Premio maturato non stanziato alla chiusura

Se al 31 dicembre gli obiettivi di fatturato sono stati raggiunti e l'importo è determinabile, il premio è di competenza dell'esercizio anche se la nota arriva mesi dopo. Registrarlo solo al ricevimento del documento sposta un minor costo nell'esercizio successivo; va invece rilevato con una nota di credito da ricevere.

Errore ricorrente

Stralcio del credito registrato come abbuono

La riduzione concessa al cliente in difficoltà per chiudere una partita non è un abbuono commerciale ma una perdita su crediti, deducibile solo in presenza di elementi certi e precisi o di una procedura concorsuale. Classificarla come sconto per ottenerne la deduzione immediata è una delle riqualificazioni più frequenti in sede di verifica.