Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 19 Settembre 2026

Pezzi di ricambio

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Pezzi di ricambio - sono le parti di ricambio di uso ricorrente e basso costo, tenute in magazzino per le sostituzioni: filtri, lampade, fusibili. Quelle di valore rilevante, destinate a specifici impianti e utilizzabili solo con essi, si capitalizzano e si ammortizzano con l’impianto.

Un buon magazzino ricambi evita fermi macchina, ma immobilizza risorse. Per il bilancio conta distinguere i ricambi comuni, che sono scorte di consumo, da quelli critici e costosi, che sono parti dell’impianto e si ammortizzano.

Cosa ci rientra

  • Esempi. Filtri per compressori e macchine; fusibili e relè; lame e punte di ricambio; spazzole per motori; piccoli componenti tenuti a scorta.

Come riconoscerlo nei documenti

Fatture di ricambisti o del produttore dell’impianto. Il criterio è il valore e la specificità: il ricambio comune va qui, il componente costoso e dedicato va tra le immobilizzazioni.

Differenze con conti simili

  • Immobilizzazioni. Ricambi di valore rilevante e specifici.
  • Materiali di manutenzione. Materiali generici di riparazione.

Collocazione in bilancio

B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) se di uso ricorrente; B.II (immobilizzazioni materiali) se di valore rilevante.

Criterio di distinzione

L’OIC 16 considera immobilizzazioni i pezzi di ricambio di valore rilevante e di utilizzo non ricorrente, che possono essere usati solo con un determinato impianto; gli altri sono rimanenze di materiali di consumo.

Regole fiscali essenziali

  • Imposte sui redditi. I ricambi di uso ricorrente sono deducibili man mano che vengono consumati: il costo dell’esercizio si calcola come rimanenze iniziali più acquisti meno rimanenze finali.
  • IRAP. Per le società di capitali la base IRAP segue i valori di bilancio (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto, senza le limitazioni forfettarie del TUIR, che valgono solo per l’IRES (Cass. 11791/2024).
  • IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.

Pezzi di ricambio: esempio di contabilizzazione

Un’impresa acquista una scorta di filtri per i compressori, 300 euro più IVA.

Regola Fondamentale & Ratio

I ricambi di uso corrente sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e il loro consumo dell'anno concorre al plafond del 5% delle manutenzioni; quelli costosi e dedicati si capitalizzano con l'impianto.

Riferimenti Normativi Primari:
Artt. 92 e 102 TUIR; OIC 13; OIC 16

🏛️Principi contabili (OIC)

Ricambi di uso corrente

I pezzi di ricambio di uso ricorrente e di modesto valore sono materiali di consumo: si rilevano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e le giacenze in C.I.1 (OIC 13).

Ricambi capitalizzabili

I pezzi di ricambio di rilevante valore e uso non ricorrente, utilizzabili solo con un certo impianto, si iscrivono tra le immobilizzazioni materiali e si ammortizzano sulla vita utile dell’impianto (OIC 16).

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Imposte sui redditi

I ricambi di uso ricorrente sono deducibili man mano che vengono consumati: il costo dell’esercizio si calcola come rimanenze iniziali più acquisti meno rimanenze finali. Questo importo si somma alle spese di manutenzione e riparazione ai fini del limite del 5% dell’art. 102, c. 6, TUIR. I ricambi di valore rilevante, destinati a un impianto specifico e utilizzabili solo con esso, si capitalizzano e si ammortizzano insieme all’impianto.

IRAP

Per le società di capitali la base IRAP segue i valori di bilancio (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto, senza le limitazioni forfettarie del TUIR, che valgono solo per l’IRES (Cass. 11791/2024). Per le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio i componenti si assumono secondo le regole del TUIR (art. 5-bis), e quindi anche con i suoi limiti.

IVA

L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis).

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Scorta di filtri per i compressori

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Un’impresa acquista una scorta di filtri per i compressori, 300 euro più IVA.

1. Ricevimento della fattura - 2 settembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Pezzi di ricambio (B.6) 300,00 -
IVA a credito (C.II.5-bis) 66,00 -
Debiti verso fornitori (D.7) - 366,00
Totale 366,00 366,00

2. Pagamento del fornitore - 2 ottobre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti verso fornitori (D.7) 366,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 366,00
Totale 366,00 366,00

3. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Rimanenze di materie di consumo (C.I.1) 180,00 -
Variazione delle rimanenze di materie di consumo (B.11) - 180,00
Totale 180,00 180,00

A fine anno restano filtri per 180 euro: il costo consumato nell’anno, 120 euro, entra nel calcolo del plafond del 5%.

4. Storno delle rimanenze a inizio esercizio - 1° gennaio 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Variazione delle rimanenze di materie di consumo (B.11) 180,00 -
Rimanenze di materie di consumo (C.I.1) - 180,00
Totale 180,00 180,00

All’apertura dell’esercizio successivo le rimanenze iniziali tornano a conto economico e si confrontano, a fine anno, con le nuove rimanenze finali.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Inventario dei ricambi. Verificare le scorte di ricambi al 31 dicembre.
  • Consumo per il plafond. Calcolare il consumo dell’anno (iniziali più acquisti meno finali) e includerlo nel plafond del 5%.
  • Ricambi da capitalizzare. Verificare se tra gli acquisti ci sono ricambi dedicati e costosi da capitalizzare.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Ricambio critico spesato

Un motore di riserva da decine di migliaia di euro per una sola linea va capitalizzato, non spesato.

Errore ricorrente

Acquisti invece dei consumi nel plafond

Il plafond si calcola sul costo dei ricambi consumati, non su quelli acquistati.

Errore ricorrente

Magazzino ricambi non inventariato

Scorte consistenti non rilevate anticipano il costo.