Inquadramento generale
Semilavorati acquistati - i semilavorati sono componenti che hanno già subito una lavorazione presso il fornitore e che l’impresa trasforma ulteriormente o monta nel proprio prodotto. Motori elettrici per chi costruisce macchine, schede elettroniche per chi produce apparecchi, telai già saldati per chi produce biciclette. Non partono dallo stato grezzo come le materie prime, ma non sono ancora un prodotto vendibile.
Nelle imprese di assemblaggio i semilavorati acquistati possono pesare più delle materie prime. Tenerli in un conto dedicato aiuta a controllare i costi dei componenti, a gestire le scorte di sicurezza e a distinguere i pezzi che restano in magazzino da quelli già montati su prodotti in corso di lavorazione.
Cosa ci rientra
- Macchine e impianti. Motori elettrici e diesel; riduttori, pompe e valvole da montare; quadri elettrici già cablati.
- Elettronica. Schede elettroniche; display e moduli; alimentatori.
- Arredamento. Ante e cassetti già verniciati; piani in vetro o marmo tagliati su misura.
- Ciclo e automotive. Telai saldati; ruote complete; componenti stampati.
Come riconoscerlo nei documenti
La fattura descrive pezzi o componenti identificati da un codice articolo, acquistati per essere montati. Se il componente finisce dentro il prodotto dopo un assemblaggio, è un semilavorato; se viene rivenduto tale e quale, è una merce.
Differenze con conti simili
- Merci. Un componente acquistato e rivenduto come ricambio al cliente è una merce.
- Lavorazioni presso terzi. Se il fornitore lavora un materiale di proprietà dell’impresa e fattura solo la lavorazione, è un servizio in B.7 (costi per servizi).
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); le giacenze vanno tra le rimanenze, in C.I.1 (materie prime, sussidiarie e di consumo) o C.I.2 (prodotti in corso di lavorazione e semilavorati) secondo lo stato di lavorazione.
Semilavorati di produzione propria
I semilavorati che l’impresa produce da sé non sono acquisti: il loro costo è già nelle voci di materie, lavoro e servizi, e le giacenze si rilevano tra i prodotti in corso di lavorazione e semilavorati (C.I.2, prodotti in corso di lavorazione e semilavorati), con la variazione in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti).
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Semilavorati acquistati: esempio di contabilizzazione
Un produttore di macchine agricole acquista 20 motori diesel da montare sui trattori, 60.000 euro più IVA.
I semilavorati acquistati sono componenti già lavorati che l'impresa monta o trasforma: si rilevano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e le giacenze si iscrivono tra le rimanenze di materie o di prodotti in corso secondo lo stato di lavorazione.
Principi contabili (OIC)
Rilevazione
I semilavorati acquistati sono costi per materie in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), rilevati al passaggio della proprietà. Il costo comprende gli oneri accessori, compresi dazi e trasporti fino allo stabilimento, al netto di sconti e resi (OIC 12).
Rimanenze
A fine esercizio i semilavorati acquistati non ancora utilizzati si iscrivono tra le materie prime, sussidiarie e di consumo (C.I.1); quelli già inseriti in lavorazioni in corso concorrono al costo dei prodotti in corso di lavorazione (C.I.2). La valutazione segue l’OIC 13.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. La parte non ancora usata o venduta a fine esercizio si toglie dal risultato con le rimanenze finali (art. 92 TUIR), quindi il costo pesa sul reddito man mano che i beni vengono consumati o venduti, non quando si comprano.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Attenzione all’inversione contabile: negli acquisti da fornitori di altri Paesi UE (artt. 46-47 D.L. 331/1993) la fattura arriva senza IVA; l’impresa la integra con aliquota e imposta e la annota sia nel registro acquisti sia in quello delle vendite, con effetto neutro. Se i semilavorati arrivano da un Paese extra UE, l’IVA si paga in dogana ed è detraibile sulla base della bolletta doganale; il dazio fa parte del costo.
Acquisto di motori da montare su macchine agricole
Un produttore di macchine agricole acquista 20 motori diesel da montare sui trattori, 60.000 euro più IVA.
1. Ricevimento della fattura - 3 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Semilavorati c/acquisti (B.6) | 60.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 13.200,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 73.200,00 |
| Totale | 73.200,00 | 73.200,00 |
I motori arrivano con il documento di trasporto del fornitore italiano.
2. Pagamento del fornitore - 3 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 73.200,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 73.200,00 |
| Totale | 73.200,00 | 73.200,00 |
Il pagamento a 60 giorni chiude il debito.
3. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze di materie prime e semilavorati acquistati (C.I.1) | 9.000,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di materie prime (B.11) | - | 9.000,00 |
| Totale | 9.000,00 | 9.000,00 |
A fine anno tre motori non ancora montati restano in magazzino per 9.000 euro.
4. Storno delle rimanenze a inizio esercizio - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Variazione delle rimanenze di materie prime (B.11) | 9.000,00 | - |
| Rimanenze di materie prime e semilavorati acquistati (C.I.1) | - | 9.000,00 |
| Totale | 9.000,00 | 9.000,00 |
All’apertura dell’esercizio successivo le rimanenze iniziali tornano a conto economico e si confrontano, a fine anno, con le nuove rimanenze finali.
Controlli prima della dichiarazione
- Stato delle giacenze. Verificare quali semilavorati sono ancora in magazzino e quali sono già entrati in prodotti in corso, per iscriverli nella voce corretta.
- Importazioni. Verificare che per i semilavorati importati il dazio sia stato aggiunto al costo e l’IVA all’importazione detratta con la bolletta doganale.
- Coerenza con la distinta base. Verificare che i consumi dell’anno siano coerenti con le quantità previste dalle distinte base dei prodotti fabbricati.
Errori ricorrenti
Componenti rivenduti come ricambi registrati tra i semilavorati
Se un componente è venduto al cliente come ricambio senza lavorazione è una merce: tenerlo tra i semilavorati confonde costi industriali e costi del commercio.
Lavorazioni presso terzi scambiate per acquisti
Quando il fornitore lavora un materiale dell’impresa e fattura solo la lavorazione, il costo è un servizio in B.7 (costi per servizi); registrarlo come acquisto di semilavorati gonfia gli acquisti e altera le rimanenze.
Dazio escluso dal costo
Registrare il dazio tra le spese generali invece che nel costo dei componenti sottostima il valore delle rimanenze.
