Inquadramento generale
Prodotti finiti acquistati - sono prodotti già completi acquistati da terzi e venduti insieme a quelli fabbricati dall’impresa, per esempio quando una cantina compra vino da altri produttori per completare l’offerta, o un’impresa di serramenti compra zanzariere già pronte. Contabilmente si comportano come merci.
Tenere separati i prodotti acquistati da quelli fabbricati è utile anche per il margine: i primi hanno un costo di acquisto, i secondi un costo di produzione, e confonderli rende impossibile capire quanto guadagna davvero ciascuna linea.
Cosa ci rientra
- Cantine. Vino o spumante acquistati da altri produttori per completare la gamma.
- Serramenti. Zanzariere, tapparelle o maniglie già pronte vendute con i serramenti.
- Arredamento. Complementi d’arredo di altri marchi venduti insieme ai propri mobili.
Come riconoscerlo nei documenti
La fattura riguarda prodotti del tutto simili a quelli che l’impresa fabbrica, acquistati da un altro produttore per essere rivenduti senza lavorazioni.
Differenze con conti simili
- Merci. Molte imprese usano direttamente il conto merci; il conto separato serve solo a tenere distinti i prodotti di terzi.
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); giacenze in C.I.4 (prodotti finiti e merci).
Rimanenze e variazioni
Le rimanenze dei prodotti acquistati vanno in C.I.4 (prodotti finiti e merci) come quelle dei prodotti propri, ma la loro variazione si rileva in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) insieme a materie e merci; la variazione dei prodotti fabbricati va invece in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti), tra le componenti del valore della produzione.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Prodotti finiti acquistati: esempio di contabilizzazione
Una cantina acquista da un altro produttore 1.000 bottiglie di spumante da rivendere, 5.000 euro più IVA.
I prodotti finiti acquistati da terzi e rivenduti senza lavorazione si trattano come merci: costo in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) e giacenze in C.I.4 (prodotti finiti e merci).
Principi contabili (OIC)
Classificazione
I prodotti finiti acquistati da terzi e destinati alla rivendita sono, per l’OIC 12, costi per merci in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). Nello stato patrimoniale le rimanenze si iscrivono in C.I.4, prodotti finiti e merci.
Valutazione
Si valutano al minore tra costo di acquisto e valore di realizzazione desumibile dal mercato (OIC 13), con gli stessi criteri delle merci.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. La parte non ancora usata o venduta a fine esercizio si toglie dal risultato con le rimanenze finali (art. 92 TUIR), quindi il costo pesa sul reddito man mano che i beni vengono consumati o venduti, non quando si comprano.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Attenzione all’inversione contabile: negli acquisti da fornitori di altri Paesi UE (artt. 46-47 D.L. 331/1993) la fattura arriva senza IVA; l’impresa la integra con aliquota e imposta e la annota sia nel registro acquisti sia in quello delle vendite, con effetto neutro.
Acquisto di spumante da un altro produttore
Una cantina acquista da un altro produttore 1.000 bottiglie di spumante da rivendere, 5.000 euro più IVA.
1. Ricevimento della fattura - 20 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Prodotti finiti c/acquisti (B.6) | 5.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 1.100,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 6.100,00 |
| Totale | 6.100,00 | 6.100,00 |
2. Pagamento del fornitore - 20 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 6.100,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 6.100,00 |
| Totale | 6.100,00 | 6.100,00 |
3. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze di merci (C.I.4) | 2.000,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di merci (B.11) | - | 2.000,00 |
| Totale | 2.000,00 | 2.000,00 |
A fine anno restano 400 bottiglie per 2.000 euro.
4. Storno delle rimanenze a inizio esercizio - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Variazione delle rimanenze di merci (B.11) | 2.000,00 | - |
| Rimanenze di merci (C.I.4) | - | 2.000,00 |
| Totale | 2.000,00 | 2.000,00 |
All’apertura dell’esercizio successivo le rimanenze iniziali tornano a conto economico e si confrontano, a fine anno, con le nuove rimanenze finali.
Controlli prima della dichiarazione
- Separazione dai prodotti propri. Verificare che le giacenze dei prodotti acquistati siano valutate al costo di acquisto e non al costo di produzione.
- Variazioni nelle voci corrette. Verificare che la variazione dei prodotti acquistati sia in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) e quella dei prodotti fabbricati in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti).
- Competenza. Verificare che gli acquisti consegnati entro il 31 dicembre siano registrati nell’anno.
Errori ricorrenti
Prodotti acquistati valutati al costo industriale
Applicare ai prodotti comprati da terzi il costo di produzione dei propri altera il valore delle rimanenze.
Variazione in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) anche per i prodotti acquistati
Rilevare in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) la variazione dei prodotti di terzi gonfia il valore della produzione.
Prodotti acquistati confusi con lavorazioni presso terzi
Se il fornitore lavora materiali dell’impresa, fattura un servizio in B.7 (costi per servizi), non un prodotto finito.
