Inquadramento generale
Le merci sono beni che l’impresa compra per rivenderli così come sono, senza trasformarli. È il conto tipico del commercio: il negozio di abbigliamento che compra capi dal produttore, il grossista di ferramenta, il supermercato. Anche un’impresa industriale compra merci quando rivende prodotti di altri accanto ai propri, per completare la gamma.
Per un’impresa commerciale il costo delle merci è il cuore del conto economico: acquisti più rimanenze iniziali meno rimanenze finali danno il costo del venduto, e la differenza con i ricavi è il margine lordo. Per questo è importante che ogni acquisto sia registrato nell’anno della consegna e che l’inventario di fine anno sia accurato.
Cosa ci rientra
- Negozio di abbigliamento. Capi di abbigliamento; calzature; accessori e borse.
- Ferramenta. Utensili a mano; viteria in confezione; vernici in barattolo.
- Alimentari e supermercati. Prodotti confezionati; bevande; prodotti per la casa.
- Grossista di materiale elettrico. Cavi; interruttori; lampade.
- Impresa industriale. Ricambi acquistati e rivenduti ai clienti; accessori di altri produttori venduti con i propri prodotti.
Come riconoscerlo nei documenti
La fattura arriva da un produttore o da un grossista e riguarda articoli che l’impresa venderà ai propri clienti nello stesso stato in cui li ha ricevuti, al massimo riconfezionati. Nei commercianti quasi tutte le fatture di acquisto di beni finiscono in questo conto.
Differenze con conti simili
- Materie prime. Se l’impresa trasforma il bene, è una materia prima.
- Beni strumentali. Un bene comprato per essere usato in azienda, come uno scaffale, non è una merce anche se il negozio vende scaffali.
- Omaggi. I beni acquistati per essere regalati ai clienti vanno in B.14 (oneri diversi di gestione).
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); giacenze in C.I.4, prodotti finiti e merci, con la variazione in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci).
Metodo del prezzo al dettaglio
I commercianti al minuto con grandi quantità di articoli a rapida rotazione possono valutare le rimanenze partendo dal prezzo di vendita, al netto dell’IVA, e togliendo il ricarico medio della categoria. L’OIC 13 lo ammette se il risultato approssima il costo.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Merci: esempio di contabilizzazione
Un negozio di calzature riceve dal produttore 100 paia di scarpe a 60 euro, 6.000 euro più IVA.
Le merci si comprano per rivenderle così come sono: il costo va in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) alla consegna e, con le rimanenze, forma il costo del venduto dell'anno.
Principi contabili (OIC)
Rilevazione e costo
Le merci si rilevano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) al passaggio della proprietà, al netto di resi, sconti commerciali, abbuoni e premi e comprensive degli oneri accessori addebitati dal fornitore (OIC 12). Le merci in viaggio già di proprietà dell’impresa si comprendono negli acquisti e nelle rimanenze.
Rimanenze di merci
Le merci invendute si iscrivono in C.I.4, prodotti finiti e merci, al minore tra costo e valore di realizzazione desumibile dal mercato, cioè il prezzo di vendita stimato meno i costi per vendere (OIC 13). Le merci obsolete o a lenta rotazione si svalutano, anche con un fondo per categoria.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. La parte non ancora usata o venduta a fine esercizio si toglie dal risultato con le rimanenze finali (art. 92 TUIR), quindi il costo pesa sul reddito man mano che i beni vengono consumati o venduti, non quando si comprano. Le merci si valutano come le materie prime; i commercianti al minuto possono usare il metodo del prezzo al dettaglio, togliendo dal prezzo di vendita netto IVA il ricarico medio.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Attenzione all’inversione contabile: negli acquisti da fornitori di altri Paesi UE (artt. 46-47 D.L. 331/1993) la fattura arriva senza IVA; l’impresa la integra con aliquota e imposta e la annota sia nel registro acquisti sia in quello delle vendite, con effetto neutro. Per chi compra per rivendere, alcuni beni viaggiano in inversione contabile: telefoni cellulari (art. 17, c. 6, lett. c) e, prima della vendita al dettaglio, console da gioco, tablet, PC portatili e microprocessori (lett. c-bis). I prodotti editoriali seguono il regime monofase, con l’IVA assolta dall’editore (art. 74, c. 1, lett. c).
Acquisto di calzature da parte di un negozio
Un negozio di calzature riceve dal produttore 100 paia di scarpe a 60 euro, 6.000 euro più IVA.
1. Ricevimento della fattura - 5 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Merci c/acquisti (B.6) | 6.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 1.320,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 7.320,00 |
| Totale | 7.320,00 | 7.320,00 |
2. Pagamento del fornitore - 5 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 7.320,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 7.320,00 |
| Totale | 7.320,00 | 7.320,00 |
3. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze di merci (C.I.4) | 1.800,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di merci (B.11) | - | 1.800,00 |
| Totale | 1.800,00 | 1.800,00 |
A fine anno restano 30 paia invendute, valutate al costo di 60 euro perché inferiore al prezzo di vendita netto.
4. Storno delle rimanenze a inizio esercizio - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Variazione delle rimanenze di merci (B.11) | 1.800,00 | - |
| Rimanenze di merci (C.I.4) | - | 1.800,00 |
| Totale | 1.800,00 | 1.800,00 |
All’apertura dell’esercizio successivo le rimanenze iniziali tornano a conto economico e si confrontano, a fine anno, con le nuove rimanenze finali.
Controlli prima della dichiarazione
- Inventario fisico. Verificare che le rimanenze derivino da una conta fisica o da una contabilità di magazzino affidabile, riconciliata con la conta.
- Inversione contabile per categoria merceologica. Verificare se gli acquisti di cellulari, console, tablet, PC portatili e microprocessori destinati alla rivendita sono stati integrati con l’IVA.
- Merci obsolete. Verificare le merci a lenta rotazione e il loro valore di realizzo, con eventuale svalutazione.
- Coerenza del margine. Confrontare il margine lordo con quello degli anni precedenti: scostamenti forti segnalano errori negli acquisti o nell’inventario.
Errori ricorrenti
Beni strumentali registrati come merci
Uno scaffale o un registratore di cassa comprati per il negozio sono beni strumentali, anche se l’impresa vende scaffali: registrarli tra le merci li fa sparire nel costo del venduto.
Omaggi registrati come acquisti di merci
Beni comprati per essere regalati ai clienti seguono le regole degli omaggi; lasciarli tra le merci altera il margine e fa perdere il controllo dei limiti di deducibilità e dell’IVA.
Merci presso terzi escluse dall’inventario
Le merci in conto deposito presso clienti o in magazzini logistici restano dell’impresa e vanno inventariate; dimenticarle riduce le rimanenze e l’utile.
