Inquadramento generale
Conto corrente bancario - è il conto corrente presso la banca su cui l’impresa incassa dai clienti e paga fornitori, stipendi e imposte. È un conto bifronte: se a fine anno ha saldo attivo è una disponibilità liquida (C.IV.1, depositi bancari e postali), se è scoperto, cioè in rosso per l’uso di un fido, il saldo va tra i debiti verso banche del passivo (D.4). Conti attivi e passivi, anche presso la stessa banca, non si compensano.
È il conto più movimentato della contabilità: da lui passano quasi tutte le fatture pagate e incassate. Per questo la riconciliazione con l’estratto è il primo controllo di affidabilità della contabilità.
Cosa ci rientra
- Movimenti tipici. Incassi da clienti con bonifico o Ri.Ba.; pagamenti a fornitori; addebito di F24 e stipendi; competenze e interessi trimestrali.
- Cosa non ci rientra. Conti in valuta (Banca c/c valutario); depositi vincolati; conto anticipi su fatture (D.4 del passivo, debiti verso banche).
Come riconoscerlo nei documenti
Estratto conto periodico della banca con saldo contabile e disponibile; contabili dei singoli movimenti.
Differenze con conti simili
- Debiti verso banche. Il saldo passivo di fine anno va in D.4 (debiti verso banche).
- Banca c/anticipi. L’anticipo fatture è un finanziamento.
Collocazione in bilancio
Attivo C.IV.1 (depositi bancari e postali) se il saldo è attivo; passivo D.4 (debiti verso banche) se è scoperto.
Conto bifronte
Lo stesso conto chiude in attivo se c’è denaro disponibile e in passivo se c’è uno scoperto: in bilancio i conti attivi e quelli passivi, anche della stessa banca, si espongono separatamente.
Riconciliazione
Ogni mese si confrontano i movimenti registrati con quelli dell’estratto: le differenze sono assegni o bonifici non ancora contabilizzati dalla banca o dall’impresa, oppure errori da correggere.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Gli interessi attivi maturati concorrono al reddito per competenza (art. 109 TUIR) e, come proventi finanziari, compensano gli interessi passivi ai fini del limite dell’art. 96.
- IRAP. Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. I servizi di conto corrente, di deposito e di pagamento e gli interessi sono operazioni esenti da IVA (art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/1972); il movimento di denaro in sé è fuori campo.
Conto corrente bancario: esempio di contabilizzazione
Nel corso del 2025 un’impresa incassa un bonifico da un cliente e paga un fornitore; a fine anno la banca accredita gli interessi del periodo e addebita spese e bollo.
Il conto corrente bancario si iscrive al valore nominale in C.IV.1 (depositi bancari e postali); se a fine anno il saldo è negativo va tra i debiti verso banche (D.4) senza compensazioni con altri conti.
Principi contabili (OIC)
Disponibilità liquide
L’OIC 14 iscrive le disponibilità liquide al valore nominale, quelle in valuta al cambio di fine esercizio; i depositi vincolati restano tra le liquidità se il vincolo è breve, altrimenti vanno tra i crediti immobilizzati. Il conto bancario con saldo negativo si espone tra i debiti verso banche (D.4 del passivo) senza compensazione con i conti attivi.
Competenze bancarie
Interessi e spese di fine anno si rilevano per competenza anche se l’estratto conto arriva a gennaio: la valuta del 31 dicembre li colloca nell’esercizio.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Variazioni della voce. Le variazioni intervenute nella consistenza della voce; per fondi, trattamento di fine rapporto e patrimonio netto, la formazione e gli utilizzi. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 4, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Gli interessi attivi maturati concorrono al reddito per competenza (art. 109 TUIR) e, come proventi finanziari, compensano gli interessi passivi ai fini del limite dell’art. 96. Sugli interessi di conti e depositi la banca trattiene la ritenuta del 26%, che per le società è a titolo d’acconto e si scomputa dall’IRES (art. 26 DPR 600/1973).
IRAP
Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
I servizi di conto corrente, di deposito e di pagamento e gli interessi sono operazioni esenti da IVA (art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/1972); il movimento di denaro in sé è fuori campo. Nessuna IVA da detrarre.
Movimenti e competenze di un conto corrente
Nel corso del 2025 un’impresa incassa un bonifico da un cliente e paga un fornitore; a fine anno la banca accredita gli interessi del periodo e addebita spese e bollo.
1. Bonifico ricevuto da un cliente - 15 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 3.660,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 3.660,00 |
| Totale | 3.660,00 | 3.660,00 |
L’incasso chiude il credito; l’IVA era stata rilevata con la fattura.
2. Pagamento di un fornitore - 30 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 2.440,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 2.440,00 |
| Totale | 2.440,00 | 2.440,00 |
3. Accredito degli interessi - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 88,80 | - |
| Crediti tributari per ritenute subite (C.II.5-bis) | 31,20 | - |
| Interessi attivi bancari (C.16.d) | - | 120,00 |
| Totale | 120,00 | 120,00 |
La ritenuta del 26% è un credito da scomputare dall’IRES.
4. Spese e bollo del trimestre - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Spese tenuta conto (B.7) | 60,00 | - |
| Imposta di bollo (B.14) | 25,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 85,00 |
| Totale | 85,00 | 85,00 |
Le spese hanno valuta 31 dicembre: sono costi del 2025 anche se l’estratto arriva a gennaio.
Controlli prima della dichiarazione
- Riconciliazione. Riconciliare il saldo con l’estratto al 31 dicembre.
- Scoperti. Riclassificare in D.4 (debiti verso banche) i saldi negativi.
- Ritenute. Riportare le ritenute subite nella dichiarazione.
Errori ricorrenti
Compensazione tra conti attivi e passivi
Si espongono separatamente.
Competenze di fine anno registrate a gennaio
Seguono la valuta.
Interessi registrati al netto della ritenuta
La ritenuta è un credito d’imposta.
