Inquadramento generale
È il conto corrente in valuta estera, per esempio in dollari, usato da chi incassa o paga in valuta. I movimenti si registrano in euro al cambio del giorno; a fine anno il saldo si converte al cambio di chiusura e la differenza è un utile o una perdita su cambi.
Tenere i dollari incassati su un conto in valuta evita di convertirli subito e permette di usarli per pagare fornitori nella stessa moneta, riducendo i costi di cambio.
Cosa ci rientra
- Movimenti tipici. Incasso di una fattura in dollari; pagamento di un fornitore estero in valuta; adeguamento del saldo al cambio di fine anno.
- Cosa non ci rientra. Banconote estere in cassa (Cassa valuta estera); contratti a termine su valute (C.III.5, strumenti finanziari derivati attivi del circolante).
Come riconoscerlo nei documenti
Estratto conto in valuta e contabili con il cambio applicato dalla banca.
Differenze con conti simili
- Banca c/c ordinario. È in euro.
- Cassa valuta estera. Sono banconote, non depositi.
Collocazione in bilancio
Attivo C.IV.1 (depositi bancari e postali), al cambio di fine esercizio; l’utile netto su cambi da valutazione va accantonato in una riserva non distribuibile fino al realizzo.
Riserva non distribuibile
L’utile netto su cambi da valutazione, se l’esercizio chiude in utile, si accantona in sede di approvazione in una riserva non distribuibile fino al realizzo (art. 2426, c. 1, n. 8-bis, c.c.).
Rilevanza fiscale dal 2024
Dal periodo d’imposta 2024 non c’è più la sterilizzazione delle differenze da valutazione: utili e perdite su cambi del conto valutario concorrono al reddito come quelli realizzati.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Dal periodo d’imposta 2024 le differenze di cambio da valutazione al cambio di fine esercizio sono fiscalmente rilevanti (abrogazione dell’art. 110, c. 3, TUIR ad opera del D.Lgs. 192/2024): concorrono al reddito come quelle realizzate.
- IRAP. Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. I servizi di conto corrente, di deposito e di pagamento e gli interessi sono operazioni esenti da IVA (art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/1972); il movimento di denaro in sé è fuori campo.
Conto corrente in valuta: esempio di contabilizzazione
Un’impresa incassa 11.000 dollari da un cliente americano quando il cambio è 1,10 e li tiene sul conto in valuta. A fine anno il cambio è sceso a 1,068; a febbraio 2026 converte i dollari in euro a 1,08.
Il conto in valuta si adegua al cambio di fine esercizio con utili o perdite su cambi in C.17-bis; dal 2024 le differenze da valutazione sono rilevanti anche fiscalmente.
Principi contabili (OIC)
Conversione
L’OIC 26 registra le operazioni in valuta al cambio del giorno e adegua a fine anno le poste monetarie, come conti e crediti, al cambio di chiusura, con utili e perdite in C.17-bis (utili e perdite su cambi).
Disponibilità liquide
L’OIC 14 iscrive le disponibilità liquide al valore nominale, quelle in valuta al cambio di fine esercizio; i depositi vincolati restano tra le liquidità se il vincolo è breve, altrimenti vanno tra i crediti immobilizzati. Il conto bancario con saldo negativo si espone tra i debiti verso banche (D.4 del passivo) senza compensazione con i conti attivi.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Valute estere. I criteri di conversione dei valori espressi in valuta e gli effetti significativi delle variazioni dei cambi dopo la chiusura dell’esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1 e 6-bis, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; valute estere (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Dal periodo d’imposta 2024 le differenze di cambio da valutazione al cambio di fine esercizio sono fiscalmente rilevanti (abrogazione dell’art. 110, c. 3, TUIR ad opera del D.Lgs. 192/2024): concorrono al reddito come quelle realizzate. Gli interessi attivi concorrono al reddito per competenza, con ritenuta del 26% a titolo d’acconto.
IRAP
Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
I servizi di conto corrente, di deposito e di pagamento e gli interessi sono operazioni esenti da IVA (art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/1972); il movimento di denaro in sé è fuori campo. Nessuna IVA da detrarre.
Conto in dollari
Un’impresa incassa 11.000 dollari da un cliente americano quando il cambio è 1,10 e li tiene sul conto in valuta. A fine anno il cambio è sceso a 1,068; a febbraio 2026 converte i dollari in euro a 1,08.
1. Incasso del cliente - 10 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c valutario (C.IV.1) | 10.000,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 10.000,00 |
| Totale | 10.000,00 | 10.000,00 |
Il credito era iscritto allo stesso cambio: non ci sono differenze.
2. Adeguamento al cambio di fine anno - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c valutario (C.IV.1) | 300,00 | - |
| Utili su cambi (C.17-bis) | - | 300,00 |
| Totale | 300,00 | 300,00 |
I dollari valgono 10.300 euro: l’utile su cambi di 300 euro è imponibile nel 2025.
3. Conversione in euro - 20 febbraio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 10.185,00 | - |
| Perdite su cambi (C.17-bis) | 115,00 | - |
| Banca c/c valutario (C.IV.1) | - | 10.300,00 |
| Totale | 10.300,00 | 10.300,00 |
Al cambio di 1,08 gli 11.000 dollari valgono 10.185 euro: la perdita di 115 euro è del 2026.
4. Destinazione dell’utile su cambi - 28 aprile 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Utile dell’esercizio (A.IX del passivo) | 300,00 | - |
| Riserva per utili su cambi non realizzati (A.VI del passivo) | - | 300,00 |
| Totale | 300,00 | 300,00 |
In sede di approvazione del bilancio 2025 l’utile su cambi non realizzato al 31 dicembre va in una riserva non distribuibile; essendo stato realizzato nel 2026, la riserva torna disponibile nel bilancio successivo.
Controlli prima della dichiarazione
- Cambio di chiusura. Usare il cambio BCE del 31 dicembre.
- Riserva. Accantonare l’utile netto non realizzato.
- Dichiarazione. Dal 2024 non sterilizzare le differenze da valutazione.
Errori ricorrenti
Conto valutario lasciato al cambio storico
Va adeguato a fine anno.
Utili su cambi da valutazione esclusi dal reddito
Dal 2024 sono imponibili.
Utile su cambi distribuito
Fino al realizzo va in riserva.
