Inquadramento generale
Conto deposito vincolato - è il deposito bancario vincolato per un periodo, per esempio sei o dodici mesi, in cambio di un tasso più alto, oppure bloccato a garanzia di un’operazione. Resta tra le disponibilità liquide, ma se il vincolo è rilevante va indicato in nota integrativa; se dura oltre l’esercizio successivo o è una garanzia durevole può andare tra i crediti immobilizzati.
Il deposito vincolato non è un titolo: è un conto presso la banca con una scadenza e un tasso fisso. La documentazione è il contratto di apertura del vincolo.
Cosa ci rientra
- Esempi. Conto deposito vincolato a 12 mesi; somme bloccate a garanzia di una fideiussione; deposito vincolato su un conto escrow in una compravendita.
- Cosa non ci rientra. Titoli e certificati negoziabili (C.III.6, altri titoli del circolante); depositi cauzionali presso fornitori (C.II.5-quater, crediti verso altri, o B.III.2, crediti immobilizzati).
Come riconoscerlo nei documenti
Contratto di deposito con durata, tasso e condizioni di svincolo anticipato; estratto del conto.
Differenze con conti simili
- Altri titoli. I certificati negoziabili sono titoli.
- Crediti immobilizzati. I vincoli pluriennali di garanzia.
Collocazione in bilancio
Attivo C.IV.1 (depositi bancari e postali), con evidenza in nota integrativa del vincolo; B.III.2 (crediti immobilizzati) se il vincolo è durevole.
Svincolo anticipato
Molti contratti ammettono lo svincolo anticipato con la perdita di parte degli interessi: se lo svincolo è possibile, la somma resta una disponibilità liquida.
Garanzie
Se il deposito è dato in pegno alla banca a garanzia di un finanziamento, non è liberamente disponibile: va indicato in nota integrativa e può andare tra i crediti.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Gli interessi attivi maturati concorrono al reddito per competenza (art. 109 TUIR) e, come proventi finanziari, compensano gli interessi passivi ai fini del limite dell’art. 96.
- IRAP. Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. I servizi di conto corrente, di deposito e di pagamento e gli interessi sono operazioni esenti da IVA (art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/1972); il movimento di denaro in sé è fuori campo.
Conto deposito vincolato: esempio di contabilizzazione
Un’impresa trasferisce 100.000 euro dal conto ordinario a un conto deposito vincolato per un anno.
Il deposito vincolato per un breve periodo resta tra le disponibilità liquide; gli interessi maturati a fine anno si rilevano come rateo attivo e al pagamento subiscono la ritenuta del 26%.
Principi contabili (OIC)
Disponibilità liquide
L’OIC 14 iscrive le disponibilità liquide al valore nominale, quelle in valuta al cambio di fine esercizio; i depositi vincolati restano tra le liquidità se il vincolo è breve, altrimenti vanno tra i crediti immobilizzati. Il conto bancario con saldo negativo si espone tra i debiti verso banche (D.4 del passivo) senza compensazione con i conti attivi.
Ratei e risconti
L’OIC 18 e l’art. 2424-bis, c. 6, c.c. ammettono ratei e risconti solo per quote di costi e proventi comuni a due o più esercizi, la cui entità varia con il tempo: i ratei misurano la quota maturata e non ancora incassata o pagata, i risconti la quota pagata o incassata che riguarda gli esercizi futuri. A ogni chiusura se ne verifica la recuperabilità.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Variazioni della voce. Le variazioni intervenute nella consistenza della voce; per fondi, trattamento di fine rapporto e patrimonio netto, la formazione e gli utilizzi. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 4, c.c.
- Impegni, garanzie e passività potenziali. L’importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con la natura delle garanzie reali prestate; distintamente quelli verso imprese del gruppo. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 9, c.c.; OIC 12, par. 122-126.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; impegni, garanzie e passività potenziali (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Gli interessi attivi maturati concorrono al reddito per competenza (art. 109 TUIR) e, come proventi finanziari, compensano gli interessi passivi ai fini del limite dell’art. 96. Sugli interessi di conti e depositi la banca trattiene la ritenuta del 26%, che per le società è a titolo d’acconto e si scomputa dall’IRES (art. 26 DPR 600/1973). Gli interessi maturati e non ancora accreditati a fine anno si rilevano come rateo attivo.
IRAP
Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
I servizi di conto corrente, di deposito e di pagamento e gli interessi sono operazioni esenti da IVA (art. 10, c. 1, n. 1, DPR 633/1972); il movimento di denaro in sé è fuori campo. Nessuna IVA da detrarre.
Deposito vincolato per dodici mesi al 3%
Un’impresa trasferisce 100.000 euro dal conto ordinario a un conto deposito vincolato per un anno.
1. Apertura del vincolo - 1° luglio 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c vincolato (C.IV.1) | 100.000,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 100.000,00 |
| Totale | 100.000,00 | 100.000,00 |
Il vincolo dura dodici mesi al tasso lordo del 3%.
2. Rateo degli interessi maturati - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ratei attivi (D dell’attivo) | 1.500,00 | - |
| Interessi attivi bancari (C.16.d) | - | 1.500,00 |
| Totale | 1.500,00 | 1.500,00 |
Sei mesi di interessi lordi: 100.000 × 3% × 6/12.
3. Scadenza e liquidazione - 1° luglio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 102.220,00 | - |
| Crediti tributari per ritenute subite (C.II.5-bis) | 780,00 | - |
| Banca c/c vincolato (C.IV.1) | - | 100.000,00 |
| Ratei attivi (D dell’attivo) | - | 1.500,00 |
| Interessi attivi bancari (C.16.d) | - | 1.500,00 |
| Totale | 103.000,00 | 103.000,00 |
La banca paga 3.000 euro di interessi al netto della ritenuta di 780 euro e riaccredita il capitale sul conto ordinario.
Controlli prima della dichiarazione
- Durata del vincolo. Verificare la classificazione tra liquidità e crediti.
- Rateo. Rilevare gli interessi maturati.
- Pegno. Indicare in nota integrativa i depositi dati in garanzia.
Errori ricorrenti
Interessi registrati solo alla scadenza
Si rilevano per competenza con il rateo.
Ritenuta lasciata fuori dalla scrittura
È un credito d’imposta.
Deposito in pegno esposto senza informativa
Il vincolo va segnalato.
