Inquadramento generale
Cassa valori bollati - sono le marche da bollo, i francobolli e gli altri valori bollati acquistati e non ancora usati. Sono liquidità perché equivalgono a denaro speso in anticipo: diventano costo quando si usano. Oggi il bollo si paga spesso in modo virtuale, ma le marche cartacee restano diffuse.
Con la fatturazione elettronica il bollo sulle fatture si versa con F24, ma marche e contrassegni restano per istanze, contratti cartacei e raccomandate.
Cosa ci rientra
- Esempi. Marche da bollo da 16 euro per istanze; francobolli per le spedizioni; contrassegni da applicare ai documenti.
- Cosa non ci rientra. Bollo virtuale sulle fatture elettroniche (B.14, oneri diversi di gestione, pagato con F24); spese postali già sostenute (B.7, costi per servizi).
Come riconoscerlo nei documenti
Ricevuta del tabaccaio o dell’ufficio postale; registro interno dei valori usati.
Differenze con conti simili
- Imposta di bollo. Il bollo usato è un costo in B.14 (oneri diversi di gestione).
- Spese postali. Le spedizioni effettuate sono servizi in B.7.
Collocazione in bilancio
Attivo C.IV.3 (denaro e valori in cassa).
Bollo sulle fatture elettroniche
Per le fatture elettroniche esenti o fuori campo sopra 77,47 euro il bollo di 2 euro si versa trimestralmente con F24 sulla base dei dati dell’Agenzia: non passa dalla cassa valori bollati.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. L’acquisto dei valori non è un costo; lo diventa quando il valore è usato.
- IRAP. Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. Le marche da bollo sono tributi fuori campo IVA; i francobolli e i servizi postali universali sono esenti (art. 10, c. 1, n. 16, DPR 633/1972).
Cassa valori bollati: esempio di contabilizzazione
Un’impresa usa due marche da bollo da 16 euro per due istanze al Comune.
I valori bollati acquistati e non ancora usati sono disponibilità in C.IV.3 (denaro e valori in cassa); diventano costo quando si applicano ai documenti.
Principi contabili (OIC)
Disponibilità liquide
L’OIC 14 iscrive le disponibilità liquide al valore nominale, quelle in valuta al cambio di fine esercizio; i depositi vincolati restano tra le liquidità se il vincolo è breve, altrimenti vanno tra i crediti immobilizzati. Il conto bancario con saldo negativo si espone tra i debiti verso banche (D.4 del passivo) senza compensazione con i conti attivi.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
L’acquisto dei valori non è un costo; lo diventa quando il valore è usato. L’imposta di bollo e le spese postali sono deducibili per competenza come oneri inerenti all’attività (art. 99 e art. 109 TUIR).
IRAP
Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
Le marche da bollo sono tributi fuori campo IVA; i francobolli e i servizi postali universali sono esenti (art. 10, c. 1, n. 16, DPR 633/1972).
Marche da bollo e francobolli in ufficio
Un’impresa usa due marche da bollo da 16 euro per due istanze al Comune.
1. Acquisto di valori bollati - 10 gennaio 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Cassa valori bollati (C.IV.3) | 100,00 | - |
| Cassa contanti (C.IV.3) | - | 100,00 |
| Totale | 100,00 | 100,00 |
Marche da bollo e francobolli per 100 euro pagati in contanti: è un giroconto tra disponibilità.
2. Uso di due marche da bollo - 5 febbraio 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Imposta di bollo (B.14) | 32,00 | - |
| Cassa valori bollati (C.IV.3) | - | 32,00 |
| Totale | 32,00 | 32,00 |
Le marche applicate alle istanze diventano costo.
3. Uso di francobolli per raccomandate - 20 marzo 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Spese postali (B.7) | 20,00 | - |
| Cassa valori bollati (C.IV.3) | - | 20,00 |
| Totale | 20,00 | 20,00 |
A fine anno i valori residui, 48 euro, restano in cassa valori bollati.
Controlli prima della dichiarazione
- Inventario di fine anno. Contare i valori non usati.
- Classificazione del costo. Bollo in B.14 (oneri diversi di gestione), spese postali in B.7 (costi per servizi).
- Bollo sulle fatture elettroniche. Versarlo con F24.
Errori ricorrenti
Valori acquistati spesati subito
Diventano costo all’uso.
Bollo registrato tra le spese postali
È un tributo in B.14 (oneri diversi di gestione).
IVA detratta sui francobolli
Sono esenti.
