Inquadramento generale
Assegni in cassa - sono gli assegni bancari e circolari ricevuti dai clienti e non ancora versati in banca alla data di bilancio. Gli assegni di 1.000 euro o più devono essere non trasferibili. Quelli emessi dall’impresa non stanno qui: riducono il conto corrente quando sono consegnati.
L’assegno è sempre meno usato, ma resta frequente nel commercio al dettaglio, nell’edilizia e nei pagamenti tra privati e imprese.
Cosa ci rientra
- Esempi. Assegno circolare ricevuto a saldo di una fattura; assegno bancario incassato l’ultimo giorno dell’anno e versato a gennaio.
- Cosa non ci rientra. Assegni emessi dall’impresa (riducono Banca c/c); cambiali e Ri.Ba. (crediti verso clienti); assegni insoluti (crediti verso clienti).
Come riconoscerlo nei documenti
Distinta di versamento in banca, copia dell’assegno ricevuto con data e importo.
Differenze con conti simili
- Effetti attivi. Le cambiali sono crediti.
- Banca c/c. L’assegno versato diventa saldo del conto.
Collocazione in bilancio
Attivo C.IV.2 (assegni).
Limiti antiriciclaggio
Gli assegni bancari e circolari da 1.000 euro in su devono indicare il beneficiario e la clausola di non trasferibilità; gli assegni trasferibili si chiedono per iscritto e con imposta di bollo (art. 49 D.Lgs. 231/2007).
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Ricevere o versare un assegno non genera componenti di reddito: è solo un cambio di forma della liquidità.
- IRAP. Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. L’assegno è un mezzo di pagamento: il suo incasso è fuori campo IVA.
Assegni in cassa: esempio di contabilizzazione
Il 30 dicembre un cliente consegna un assegno circolare di 2.440 euro, versato in banca il 2 gennaio.
Gli assegni ricevuti e non ancora versati a fine anno sono disponibilità liquide in C.IV.2 (assegni); dal versamento passano sul conto corrente.
Principi contabili (OIC)
Disponibilità liquide
L’OIC 14 iscrive le disponibilità liquide al valore nominale, quelle in valuta al cambio di fine esercizio; i depositi vincolati restano tra le liquidità se il vincolo è breve, altrimenti vanno tra i crediti immobilizzati. Il conto bancario con saldo negativo si espone tra i debiti verso banche (D.4 del passivo) senza compensazione con i conti attivi.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Ricevere o versare un assegno non genera componenti di reddito: è solo un cambio di forma della liquidità. Se l’assegno torna insoluto, si ripristina il credito verso il cliente e le spese bancarie sono deducibili come costi per servizi.
IRAP
Proventi e oneri finanziari (voci C) e rettifiche di valore di attività finanziarie (voci D) stanno sotto la differenza tra valore e costi della produzione: non entrano nella base IRAP delle società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
L’assegno è un mezzo di pagamento: il suo incasso è fuori campo IVA. L’IVA è già stata rilevata con la fattura che l’assegno paga.
Assegno ricevuto a fine anno e versato a gennaio
Il 30 dicembre un cliente consegna un assegno circolare di 2.440 euro, versato in banca il 2 gennaio.
1. Ricezione dell’assegno - 30 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Assegni (C.IV.2) | 2.440,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 2.440,00 |
| Totale | 2.440,00 | 2.440,00 |
L’assegno è in cassa al 31 dicembre: si espone tra le disponibilità liquide.
2. Versamento in banca - 2 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 2.440,00 | - |
| Assegni (C.IV.2) | - | 2.440,00 |
| Totale | 2.440,00 | 2.440,00 |
3. Assegno tornato insoluto - 12 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 2.440,00 | - |
| Spese per insoluti (B.7) | 10,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 2.450,00 |
| Totale | 2.450,00 | 2.450,00 |
La banca storna l’importo e addebita la commissione: il credito verso il cliente rinasce.
Controlli prima della dichiarazione
- Clausola di non trasferibilità. Verificarla sugli assegni da 1.000 euro.
- Assegni in cassa a fine anno. Inventariarli al 31 dicembre.
- Insoluti. Ripristinare subito il credito.
Errori ricorrenti
Assegno ricevuto registrato come versato
Resta in C.IV.2 (assegni) fino al versamento.
Assegno trasferibile oltre il limite
Viola la normativa antiriciclaggio.
Insoluto registrato come perdita
Il credito verso il cliente si ripristina.
