Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 21 Settembre 2026

Arrotondamenti passivi

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Arrotondamenti passivi - sono le piccole differenze di centesimi che emergono nei pagamenti e negli incassi: arrotondamenti su bonifici, abbuoni di pochi centesimi, differenze sui pagamenti in contanti.

Il conto esiste per non lasciare partite aperte di pochi centesimi. Se la differenza è più alta, la domanda giusta è un’altra: c’è stato uno sconto, un errore o un pagamento parziale?

Cosa ci rientra

  • Esempi. Cliente che paga pochi centesimi in meno; arrotondamento sul pagamento a un fornitore; differenze di cassa minime.

Come riconoscerlo nei documenti

Estratto conto o prima nota di cassa con la differenza.

Differenze con conti simili

  • Sconti e abbuoni. Le riduzioni di prezzo concordate sono rettifiche dei ricavi o dei costi.

Collocazione in bilancio

B.14 (oneri diversi di gestione).

Arrotondamenti attivi

Le differenze in più a favore dell’impresa hanno un conto proprio tra i proventi diversi, in A.5 (altri ricavi e proventi): non si compensano con quelle passive.

Confine con gli sconti

La differenza è un arrotondamento se è minima e non concordata; se il cliente ha diritto a uno sconto o a un abbuono, si tratta di una rettifica del prezzo, con la nota di variazione IVA quando prevista.

Regole fiscali essenziali

  • Imposte sui redditi. Sono deducibili come componenti della gestione.
  • IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.14 (oneri diversi di gestione) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
  • IVA. Non hanno IVA.

Arrotondamenti passivi: esempio di contabilizzazione

La società ha emesso una fattura di 1.000 euro (imponibile 819,67 euro, IVA 180,33) e il cliente la paga con un bonifico di 999,97 euro.

Regola Fondamentale & Ratio

Gli arrotondamenti passivi sono differenze di pochi centesimi nei pagamenti e negli incassi: un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), da usare solo per importi minimi.

Riferimenti Normativi Primari:
Art. 109 TUIR; art. 2423, c. 4, c.c.; art. 5 D.Lgs. 446/1997; OIC 12; dal 1° gennaio 2027 D.Lgs. 117/2026, art. 118

🏛️Principi contabili (OIC)

Collocazione

L’OIC 12 comprende in B.14 (oneri diversi di gestione) i costi della gestione caratteristica che non trovano posto nelle altre voci della classe B: imposte indirette e tasse, minusvalenze da alienazione, sopravvenienze e insussistenze passive, liberalità, omaggi, quote associative e altri oneri minori. La voce è residuale: prima di usarla si verifica che il costo non appartenga a una voce specifica.

Rilevanza

Le differenze di importo trascurabile sono rilevate nell’esercizio in cui emergono, senza indagini ulteriori: la rilevanza è l’elemento che decide se il conto è appropriato, cioè se la somma delle differenze dell’anno è irrilevante (art. 2423, c. 4, c.c.).

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Applicazione della rilevanza. Se la società non applica un criterio perché gli effetti sono irrilevanti, i criteri con cui ha attuato questa facoltà. Obbligo di legge: art. 2423, c. 4, c.c.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; applicazione della rilevanza (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Imposte sui redditi

Sono deducibili come componenti della gestione. Si tratta di differenze minime legate alla normale gestione di incassi e pagamenti: sono componenti negativi inerenti, deducibili nell’esercizio (art. 109 TUIR).

IRAP

Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.14 (oneri diversi di gestione) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).

IVA

Non hanno IVA. Quando manca un corrispettivo pagato a un soggetto IVA per beni o servizi, non c’è IVA da versare né da detrarre.

Deduzione

Sono componenti negativi della gestione ordinaria deducibili nell’esercizio di competenza (art. 109 TUIR), senza ripresa in dichiarazione.

IVA

L’arrotondamento non modifica l’imponibile né l’IVA della fattura, che restano quelli originari; l’importo minimo non giustifica una nota di variazione.

Nuovo testo unico dal 2027

Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (S.O. N. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026) riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono per i periodi d’imposta fino al 2026; dal 2027, trattandosi di un testo unico di riordino, cambia la numerazione: l’art. 109 (norme generali sui componenti del reddito d’impresa) diventa l’art. 118.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Cliente che paga 999,97 euro su una fattura di 1.000

Caso pratico guidato · Dati di partenza

La società ha emesso una fattura di 1.000 euro (imponibile 819,67 euro, IVA 180,33) e il cliente la paga con un bonifico di 999,97 euro.

1. Emissione della fattura - 10 marzo 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Crediti verso clienti (C.II.1) 1.000,00 -
Ricavi delle vendite (A.1) - 819,67
IVA a debito (D.12) - 180,33
Totale 1.000,00 1.000,00

La fattura ha un importo intero: l’IVA è calcolata sull’imponibile.

2. Incasso con arrotondamento - 10 aprile 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Banca c/c (C.IV.1) 999,97 -
Arrotondamenti passivi (B.14) 0,03 -
Crediti verso clienti (C.II.1) - 1.000,00
Totale 1.000,00 1.000,00

La differenza di 3 centesimi chiude la partita senza lasciare un residuo.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Importo minimo. Usare il conto solo per differenze di pochi centesimi.
  • Somma annua. Controllare che il totale degli arrotondamenti dell’anno resti irrilevante.
  • Scadenzario. Chiudere le partite dello scadenzario dei clienti dopo l’incasso.
  • Differenze più alte. Indagare sulle differenze maggiori: possono essere errori o sconti.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Sconti concordati qui

Vanno a rettifica di ricavi o costi, con nota di variazione se prevista.

Errore ricorrente

Arrotondamenti attivi compensati

Hanno un conto proprio.

Errore ricorrente

Differenze rilevanti

Un importo che supera pochi euro non è un arrotondamento.

Errore ricorrente

Nota di variazione IVA per pochi centesimi

Non serve.