Inquadramento generale
Arrotondamenti passivi - sono le piccole differenze di centesimi che emergono nei pagamenti e negli incassi: arrotondamenti su bonifici, abbuoni di pochi centesimi, differenze sui pagamenti in contanti.
Il conto esiste per non lasciare partite aperte di pochi centesimi. Se la differenza è più alta, la domanda giusta è un’altra: c’è stato uno sconto, un errore o un pagamento parziale?
Cosa ci rientra
- Esempi. Cliente che paga pochi centesimi in meno; arrotondamento sul pagamento a un fornitore; differenze di cassa minime.
Come riconoscerlo nei documenti
Estratto conto o prima nota di cassa con la differenza.
Differenze con conti simili
- Sconti e abbuoni. Le riduzioni di prezzo concordate sono rettifiche dei ricavi o dei costi.
Collocazione in bilancio
B.14 (oneri diversi di gestione).
Arrotondamenti attivi
Le differenze in più a favore dell’impresa hanno un conto proprio tra i proventi diversi, in A.5 (altri ricavi e proventi): non si compensano con quelle passive.
Confine con gli sconti
La differenza è un arrotondamento se è minima e non concordata; se il cliente ha diritto a uno sconto o a un abbuono, si tratta di una rettifica del prezzo, con la nota di variazione IVA quando prevista.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Sono deducibili come componenti della gestione.
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.14 (oneri diversi di gestione) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. Non hanno IVA.
Arrotondamenti passivi: esempio di contabilizzazione
La società ha emesso una fattura di 1.000 euro (imponibile 819,67 euro, IVA 180,33) e il cliente la paga con un bonifico di 999,97 euro.
Gli arrotondamenti passivi sono differenze di pochi centesimi nei pagamenti e negli incassi: un onere di B.14 (oneri diversi di gestione), da usare solo per importi minimi.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
L’OIC 12 comprende in B.14 (oneri diversi di gestione) i costi della gestione caratteristica che non trovano posto nelle altre voci della classe B: imposte indirette e tasse, minusvalenze da alienazione, sopravvenienze e insussistenze passive, liberalità, omaggi, quote associative e altri oneri minori. La voce è residuale: prima di usarla si verifica che il costo non appartenga a una voce specifica.
Rilevanza
Le differenze di importo trascurabile sono rilevate nell’esercizio in cui emergono, senza indagini ulteriori: la rilevanza è l’elemento che decide se il conto è appropriato, cioè se la somma delle differenze dell’anno è irrilevante (art. 2423, c. 4, c.c.).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Applicazione della rilevanza. Se la società non applica un criterio perché gli effetti sono irrilevanti, i criteri con cui ha attuato questa facoltà. Obbligo di legge: art. 2423, c. 4, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; applicazione della rilevanza (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Sono deducibili come componenti della gestione. Si tratta di differenze minime legate alla normale gestione di incassi e pagamenti: sono componenti negativi inerenti, deducibili nell’esercizio (art. 109 TUIR).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.14 (oneri diversi di gestione) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
Non hanno IVA. Quando manca un corrispettivo pagato a un soggetto IVA per beni o servizi, non c’è IVA da versare né da detrarre.
Deduzione
Sono componenti negativi della gestione ordinaria deducibili nell’esercizio di competenza (art. 109 TUIR), senza ripresa in dichiarazione.
IVA
L’arrotondamento non modifica l’imponibile né l’IVA della fattura, che restano quelli originari; l’importo minimo non giustifica una nota di variazione.
Nuovo testo unico dal 2027
Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (S.O. N. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026) riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono per i periodi d’imposta fino al 2026; dal 2027, trattandosi di un testo unico di riordino, cambia la numerazione: l’art. 109 (norme generali sui componenti del reddito d’impresa) diventa l’art. 118.
Cliente che paga 999,97 euro su una fattura di 1.000
La società ha emesso una fattura di 1.000 euro (imponibile 819,67 euro, IVA 180,33) e il cliente la paga con un bonifico di 999,97 euro.
1. Emissione della fattura - 10 marzo 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 1.000,00 | - |
| Ricavi delle vendite (A.1) | - | 819,67 |
| IVA a debito (D.12) | - | 180,33 |
| Totale | 1.000,00 | 1.000,00 |
La fattura ha un importo intero: l’IVA è calcolata sull’imponibile.
2. Incasso con arrotondamento - 10 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 999,97 | - |
| Arrotondamenti passivi (B.14) | 0,03 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 1.000,00 |
| Totale | 1.000,00 | 1.000,00 |
La differenza di 3 centesimi chiude la partita senza lasciare un residuo.
Controlli prima della dichiarazione
- Importo minimo. Usare il conto solo per differenze di pochi centesimi.
- Somma annua. Controllare che il totale degli arrotondamenti dell’anno resti irrilevante.
- Scadenzario. Chiudere le partite dello scadenzario dei clienti dopo l’incasso.
- Differenze più alte. Indagare sulle differenze maggiori: possono essere errori o sconti.
Errori ricorrenti
Sconti concordati qui
Vanno a rettifica di ricavi o costi, con nota di variazione se prevista.
Arrotondamenti attivi compensati
Hanno un conto proprio.
Differenze rilevanti
Un importo che supera pochi euro non è un arrotondamento.
Nota di variazione IVA per pochi centesimi
Non serve.
