Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 13 Settembre 2026

Concordato preventivo biennale

Indice A–Z (729 voci) →

📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Il concordato preventivo biennale, introdotto dal D.Lgs. 13/2024, consente ai contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità, e ai forfettari, di concordare in anticipo con il fisco il reddito d’impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione IRAP per due periodi d’imposta. L’Agenzia formula una proposta sulla base dei dati dichiarati; se il contribuente la accetta, per il biennio paga le imposte sul reddito concordato, qualunque sia il reddito effettivo. Il meccanismo è stato riproposto per il biennio 2025-2026 e poi rinnovato, con adeguamenti delle regole.

Come funziona

Se il reddito effettivo risulta superiore a quello concordato, sull’eccedenza non si pagano imposte; se risulta inferiore, le imposte restano dovute sul reddito concordato, salvo eventi eccezionali che riducano il reddito oltre una certa misura. Sulla differenza tra il reddito concordato e quello dichiarato nell’anno precedente si può applicare un’imposta sostitutiva, con aliquote ridotte crescenti in funzione del livello di affidabilità del contribuente.

Profilo civilistico

L’adesione non cambia nulla nella contabilità e nel bilancio: la società continua a rilevare costi e ricavi per competenza secondo i principi contabili. Cambia solo il calcolo delle imposte correnti, che si determinano sul reddito concordato. La differenza tra il reddito effettivo e quello concordato non genera fiscalità differita, perché non è temporanea: è una differenza definitiva, che si riflette nella riconciliazione tra onere fiscale teorico ed effettivo.

Profilo fiscale

Il reddito concordato si determina senza tenere conto delle plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze e perdite su crediti, che continuano a essere tassate o dedotte a parte. L’adesione dà accesso ai benefici premiali previsti per i contribuenti più affidabili, come l’esonero dal visto di conformità per compensazioni fino a determinati importi e la riduzione dei termini di accertamento, ed esclude gli accertamenti presuntivi per il biennio.

Cessazione e decadenza

Il concordato cessa per modifiche dell’attività, operazioni straordinarie o variazioni della compagine sociale previste dalla legge, e decade in caso di accertamento di violazioni gravi o di dati falsi. La decadenza fa venir meno i benefici per l’intero biennio.

Punti di attenzione

La convenienza va valutata con un budget attendibile del biennio: il concordato conviene se si prevede una crescita del reddito superiore alla proposta. Occorre inoltre verificare i requisiti di accesso, come l’assenza di debiti tributari oltre la soglia di legge.

Informativa

Se rilevante, la nota integrativa spiega l’adesione e il suo effetto sull’onere fiscale nella riconciliazione tra imposte teoriche ed effettive.

Concordato preventivo biennale: esempio di contabilizzazione

Una società accetta un reddito concordato di 200.000 euro per il 2025, contro 150.000 dichiarati nel 2024. Nel 2025 il reddito effettivo è 260.000 euro: paga le imposte su 200.000 euro, e i 60.000 di eccedenza non sono tassati. In bilancio l’IRES corrente è calcolata su 200.000 euro.

Se invece il reddito effettivo fosse stato di 170.000 euro, la società avrebbe comunque pagato le imposte su 200.000 euro.

Regola Fondamentale & Ratio

Con il concordato preventivo biennale il reddito del biennio è fissato in anticipo: conviene quando la crescita attesa supera la proposta, e il maggior reddito concordato può beneficiare dell'imposta sostitutiva.

Riferimenti Normativi Primari:
D.Lgs. 13/2024

🏛️Principi contabili (OIC)

Autonomia tra rappresentazione contabile e reddito concordato

L’adesione al concordato preventivo biennale non modifica gli obblighi contabili ordinari: il contribuente che aderisce deve continuare a tenere la contabilità e a redigere il bilancio secondo le regole ordinarie, indipendentemente dal reddito concordato ai fini fiscali. Il concordato incide sulla determinazione del carico fiscale, non sulla rappresentazione contabile dei fatti di gestione, che resta fedele ai principi contabili applicabili e ai risultati economici effettivamente conseguiti.

Imposte differite nel disallineamento tra risultato effettivo e reddito concordato

Quando il reddito effettivamente conseguito si discosta in modo significativo da quello concordato, l’onere fiscale corrente iscritto in bilancio riflette comunque l’imposta dovuta in base al concordato, e non quella calcolabile sul risultato ordinario: questo scostamento, privo di rilevanza ai fini della fiscalità differita in senso tecnico poiché non origina differenze temporanee recuperabili in esercizi successivi, va comunque illustrato in nota integrativa quando incide in misura apprezzabile sul confronto tra risultato ante imposte e imposte di competenza esposte a conto economico.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Prospetto della fiscalità differita. Le differenze temporanee che hanno generato imposte anticipate e differite, con aliquote, variazioni rispetto all’esercizio precedente e importi imputati a conto economico o a patrimonio netto; le imposte anticipate su perdite fiscali iscritte e non iscritte, con le motivazioni. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 14, c.c.; OIC 25, par. 92.
  • Riconciliazione dell’onere fiscale. Se la differenza è significativa, la riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo, o tra aliquota teorica e aliquota media effettiva, con le motivazioni. Principio contabile: OIC 25, par. 93.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Meccanismo del concordato

Se il reddito e il valore della produzione effettivi, rispetto a quelli concordati, risultano superiori, sull’eccedenza non sono dovute imposte; se risultano inferiori, le imposte restano comunque dovute sul reddito e sul valore della produzione concordati. Il reddito concordato produce effetti anche sul versamento dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti, oltre che sulla gestione separata, mentre non ha effetto sui contributi delle casse professionali private.

Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato

Sul maggior reddito concordato per il biennio 2025/2026, calcolato senza le ordinarie normalizzazioni, rispetto al reddito dichiarato per l’anno 2024 (con normalizzazioni), può essere applicata un’imposta sostitutiva dell’IRES o dell’IRPEF e delle addizionali, con esclusione dell’IRAP: l’aliquota è del 10% se il punteggio ISA relativo al 2024 è pari o superiore a 8, del 12% se è compreso tra 6 e 8, del 15% se è inferiore a 6. L’imposta sostitutiva si applica entro il limite di un’eccedenza di 85.000 euro; oltre tale soglia, sulla parte residua di maggior reddito si applicano le aliquote ordinarie IRPEF o IRES. La parte di reddito residuo, normalizzato, resta comunque tassata con aliquota ordinaria. In presenza di perdite fiscali pregresse, occorre valutare la convenienza economica tra l’assoggettamento del maggior reddito a imposta sostitutiva e l’utilizzo delle perdite pregresse a compensazione del reddito ordinario.

Benefici premiali e vincoli dell’adesione

L’adesione al concordato preventivo biennale produce benefici premiali propri del più alto livello di affidabilità fiscale: esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione o il rimborso dei crediti fiscali entro specifici limiti, esclusione dalla disciplina delle società di comodo, esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici e dagli accertamenti sintetici, e anticipazione del termine di decadenza dell’attività di accertamento. L’adesione al CPB determina inoltre limitazioni agli accertamenti sulle imposte dirette per il biennio concordato, salve le cause di decadenza.

Per i soggetti fiscalmente trasparenti (società di persone, SRL trasparenti, associazioni professionali), l’adesione da parte della società o dell’associazione vincola anche i soci o gli associati. Chi aderisce al concordato preventivo biennale deve comunque adempiere agli ordinari obblighi contabili e fiscali. Il concordato preventivo biennale non produce effetti ai fini IVA, che resta interamente soggetta alle regole ordinarie sulla base delle operazioni effettivamente realizzate. L’adesione al CPB si manifesta nella dichiarazione dei redditi.

Cause di cessazione e di decadenza

Sono previste specifiche cause di cessazione del concordato, che ne determinano l’inefficacia per il periodo residuo senza sanzioni (modifica o cessazione dell’attività, operazioni straordinarie, modifica della compagine sociale), e specifiche cause di decadenza, che comportano il venir meno retroattivo degli effetti e l’applicazione delle regole ordinarie (attività non dichiarate nell’anno base del calcolo per un importo superiore al 30% dei ricavi, violazioni fiscali di non lieve entità, e le altre ipotesi specificamente previste). L’adesione al concordato preventivo biennale è vincolante, per il contribuente e per il Fisco, e non può essere revocata.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Alfa Srl, con punteggio ISA 2024 pari a 7, aderisce al concordato preventivo biennale per il 2025 e il 2026. Il reddito concordato per il 2025 supera di 20.000 euro quello dichiarato per il 2024: su questa eccedenza, entro il limite di legge, può applicare un’imposta sostitutiva del 12%, prevista per i punteggi compresi tra 6 e 8, pari a 2.400 euro. Il resto del reddito concordato è tassato con l’IRES ordinaria; l’IRAP si determina sul valore della produzione concordato.

1. Stanziamento dell’imposta sostitutiva - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Imposte correnti – Imposta sostitutiva CPB (20.a) 2.400,00 -
Debiti tributari (D.12) - 2.400,00
Totale 2.400,00 2.400,00

L’imposta sostitutiva è un’imposta sul reddito dell’esercizio, da iscrivere nella voce 20 insieme all’IRES corrente.

2. Versamento con il saldo delle imposte - 30 giugno 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti tributari (D.12) 2.400,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 2.400,00
Totale 2.400,00 2.400,00

Il versamento segue i termini del saldo delle imposte sui redditi. In bilancio il reddito effettivo resta quello contabile: le differenze tra reddito concordato e reddito effettivo si gestiscono solo in dichiarazione e non generano imposte anticipate o differite, perché non si riassorbono.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Convenienza economica. Valutare, specie in presenza di perdite fiscali pregresse, se l’imposta sostitutiva sul maggior reddito sia più conveniente della compensazione con le perdite.
  • Soglia di 85.000 euro. Verificare l’applicazione dell’aliquota ordinaria sulla parte di maggior reddito eccedente la soglia agevolata.
  • Cause di cessazione e decadenza. Monitorare durante il biennio l’insorgere di eventi che facciano cessare o decadere gli effetti del concordato.
  • Soci di società trasparenti. Verificare che l’adesione della società vincoli correttamente anche i soci nella loro dichiarazione personale.
  • IVA esclusa. Ricordare che il concordato non produce alcun effetto ai fini IVA, che segue le regole ordinarie sulle operazioni effettive.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Imposte in bilancio calcolate sul reddito effettivo

Durante il biennio le imposte dovute si determinano sul reddito concordato, con l'eventuale imposta sostitutiva sulla parte eccedente il reddito dell'anno precedente. Stanziare in bilancio IRES e IRAP sul risultato effettivo produce un debito tributario diverso da quello che verrà dichiarato e versato, con differenze da correggere nell'esercizio successivo.

Errore ricorrente

Contributi previdenziali calcolati sul reddito effettivo

Per artigiani, commercianti e iscritti alla gestione separata il reddito concordato rileva anche ai fini contributivi. Calcolare i contributi sul reddito effettivamente conseguito, quando è inferiore a quello concordato, produce versamenti insufficienti con sanzioni e interessi; il costo contributivo va quindi previsto già in sede di valutazione della proposta.

Errore ricorrente

Adesione valutata sulle sole imposte dirette

La proposta modifica imposte, contributi e acconti, ma non l'IVA, e resta vincolante anche se il reddito effettivo diminuisce. Scegliere l'adesione confrontando solo l'IRES o l'IRPEF risparmiata, senza stimare anche il carico contributivo e l'andamento prevedibile del biennio, porta a decisioni che si rivelano svantaggiose nelle annate negative.