Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 13 Settembre 2026

Concessioni, licenze e diritti simili

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Concessioni, licenze e diritti simili - concessioni, licenze, marchi e diritti simili sono immobilizzazioni immateriali che attribuiscono all’impresa un diritto di uso esclusivo o riservato. La concessione amministrativa consente di esercitare un’attività o usare un bene pubblico, come una concessione demaniale o di servizio pubblico. La licenza consente di usare, per un periodo, un bene immateriale altrui, come un software, un marchio, un brevetto o un know-how. Il marchio contraddistingue i prodotti o i servizi dell’impresa. Tutti si iscrivono nella voce B.I.4 (concessioni, licenze, marchi e diritti simili) dello stato patrimoniale.

Profilo civilistico

Secondo l’OIC 24 il diritto si iscrive al costo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori, se è identificabile, controllato e capace di produrre benefici futuri. Si ammortizza sulla vita utile, che per concessioni e licenze non può superare la durata del diritto stabilita dall’atto o dal contratto; per i marchi si stima il periodo in cui produrranno benefici, entro un limite massimo di vent’anni. Le licenze con corrispettivo periodico, come i canoni annuali per software in abbonamento, non si capitalizzano: sono costi dell’esercizio. A ogni chiusura va verificata l’assenza di perdite durevoli di valore.

Profilo fiscale

L’articolo 103, comma 2, del TUIR ammette la deduzione delle quote di ammortamento delle concessioni e dei diritti simili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge. Per i marchi la deduzione annua non può superare un diciottesimo del costo. Per il software e i diritti su opere dell’ingegno il limite è il 50% annuo. Le differenze tra il piano civilistico e i limiti fiscali si gestiscono in dichiarazione e con la fiscalità differita.

Concessioni pubbliche

Per le concessioni pubbliche a titolo oneroso, con obblighi di restituzione dei beni o di rinnovo, la durata dell’ammortamento coincide con quella della concessione. I canoni periodici pagati all’ente concedente sono costi per godimento di beni di terzi (B.8), di competenza dell’esercizio.

Punti di attenzione

Il contratto va analizzato per distinguere il corrispettivo iniziale capitalizzabile dai canoni periodici. Se il diritto è revocato o non rinnovato prima della scadenza prevista, il valore residuo va eliminato con una minusvalenza. Per le licenze software occorre verificare se il contratto trasferisce un diritto d’uso a tempo indeterminato o solo un servizio.

Informativa

La nota integrativa indica i movimenti della voce, i periodi di ammortamento, le eventuali svalutazioni e gli impegni derivanti dai contratti di concessione, come gli obblighi di investimento o di restituzione dei beni.

Concessioni, licenze e diritti simili: esempio di contabilizzazione

Un’impresa paga 60.000 euro per una licenza d’uso di un marchio della durata di sei anni. In bilancio la ammortizza in sei anni, 10.000 euro l’anno; ai fini fiscali, trattandosi di un diritto a durata contrattuale, la quota deducibile corrisponde alla stessa durata e non ci sono differenze.

Se invece l’impresa avesse acquistato il marchio in proprietà, la deduzione sarebbe limitata a un diciottesimo del costo, con una differenza temporanea da gestire.

Il marchio acquistato, a differenza della licenza, va inoltre verificato ogni anno per perdite durevoli di valore.

Regola Fondamentale & Ratio

Concessioni e licenze si ammortizzano sulla durata del diritto, salvo vita utile inferiore; fiscalmente la quota segue la durata contrattuale o legale, mentre i corrispettivi periodici sono costi di competenza.

Riferimenti Normativi Primari:
OIC 25TUIR, art. 103

🏛️Principi contabili (OIC)

Concessioni

Le concessioni amministrative attribuiscono all’impresa il diritto di esercitare una determinata attività, spesso in regime di esclusiva o di limitazione della concorrenza, dietro atto della pubblica amministrazione (ad esempio concessioni demaniali, concessioni per la gestione di servizi pubblici locali). Il costo della concessione, comprensivo degli oneri accessori sostenuti per il suo ottenimento, è iscritto tra le immobilizzazioni immateriali e ammortizzato in base alla durata della concessione stessa, salvo che la vita utile economica risulti inferiore.

Licenze

Le licenze attribuiscono il diritto di utilizzare, per un periodo determinato, un bene immateriale altrui (un software, un marchio, un brevetto, un know-how) dietro pagamento di un corrispettivo, che può essere unico o periodico. Se il corrispettivo è unico e riferito a un periodo pluriennale, il relativo costo è capitalizzato e ammortizzato in base alla durata della licenza; se il corrispettivo è periodico e riferito a un solo esercizio, costituisce un costo di competenza dell’esercizio stesso, da rilevare tra i costi per godimento di beni di terzi.

Marchi

Il marchio, registrato o comunque tutelato secondo le norme sulla proprietà industriale, è iscritto al costo di acquisto o di registrazione, comprensivo degli oneri accessori; la sua vita utile è stimata in base al periodo durante il quale si prevede che generi benefici economici, tenendo conto della durata legale della tutela (dieci anni dalla registrazione, rinnovabile) e dell’eventuale rinnovabilità, senza comunque eccedere venti anni.

Collocazione in bilancio

Concessioni, licenze, marchi e diritti simili sono collocati nella voce B.I.4 (concessioni, licenze, marchi e diritti simili) dello stato patrimoniale attivo; la quota di ammortamento confluisce nella voce B.10.a (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali) del conto economico. L’ammortamento segue, in ogni caso, la residua possibilità di utilizzazione economica del diritto, senza eccedere il limite legale o contrattuale della sua durata.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. Metodo e coefficienti di ammortamento per categoria, quota di costi generali capitalizzati, criterio ed effetti di eventuali rivalutazioni e metodo di contabilizzazione dei contributi ricevuti. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Movimenti delle immobilizzazioni. Per ciascuna voce: costo, rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni precedenti; acquisizioni, spostamenti tra voci e alienazioni dell’esercizio; rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni dell’esercizio; totale delle rivalutazioni esistenti a fine esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 2, c.c.
  • Riduzioni di valore. La misura e le motivazioni delle svalutazioni delle immobilizzazioni materiali e immateriali, con riferimento al concorso alla produzione futura di risultati, alla durata utile e, se rilevante, al valore di mercato, e la loro influenza sul risultato dell’esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 3-bis, c.c.
  • Impegni, garanzie e passività potenziali. L’importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con la natura delle garanzie reali prestate; distintamente quelli verso imprese del gruppo. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 9, c.c.; OIC 12, par. 122-126.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; movimenti delle immobilizzazioni; impegni, garanzie e passività potenziali (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Quota fiscale ancorata alla durata legale o contrattuale

Ai sensi dell’articolo 103, comma 2, del TUIR, per le concessioni, le licenze e i diritti simili la deduzione è ammessa in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge, con quote costanti determinate dividendo il costo per gli anni di durata del diritto: a differenza dei marchi e dei brevetti, non esiste per queste voci un limite fiscale massimo percentuale annuo diverso dalla durata legale o contrattuale del diritto stesso. Quando la stima civilistica della vita utile è inferiore alla durata legale o contrattuale, la quota di ammortamento civilistico può risultare superiore a quella fiscale, generando una differenza temporanea da gestire secondo l’OIC 25 con la rilevazione di imposte anticipate, quando ne ricorrono le condizioni.

Caso particolare delle concessioni pubbliche a titolo oneroso

Quando la concessione è acquisita a titolo oneroso da un ente pubblico e comporta obblighi di restituzione o di rinnovo periodico, la durata fiscale di ammortamento coincide con il periodo di validità stabilito nell’atto concessorio, senza possibilità di applicare aliquote più favorevoli previste per altre categorie di beni immateriali: l’eventuale rinnovo, quando non è certo alla data di acquisizione del diritto, non può essere anticipatamente considerato ai fini del calcolo della quota annua, che va ricalcolata solo al momento in cui il rinnovo si perfeziona.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Licenza software quadriennale pagata in un’unica soluzione

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Alfa Srl acquista il 1° gennaio 2025 una licenza d’uso di un software gestionale per quattro anni, con un corrispettivo unico di 24.000 euro più IVA. La licenza attribuisce un diritto d’uso pluriennale identificabile e si iscrive tra le immobilizzazioni immateriali, ammortizzata sulla durata del contratto.

1. Fattura del fornitore - 1° gennaio 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili (B.I.4) 24.000,00 -
IVA a credito (C.II.5-bis) 5.280,00 -
Debiti verso fornitori (D.7) - 29.280,00
Totale 29.280,00 29.280,00

2. Pagamento - 31 gennaio 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti verso fornitori (D.7) 29.280,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 29.280,00
Totale 29.280,00 29.280,00

3. Ammortamento del primo esercizio - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Ammortamento immobilizzazioni immateriali (B.10.a) 6.000,00 -
Fondo ammortamento licenze (rettifica B.I.4) - 6.000,00
Totale 6.000,00 6.000,00

La quota è 24.000 ÷ 4 = 6.000 euro, deducibile anche fiscalmente in base alla durata del contratto. La stessa quota si ripete fino al 2028, quando il valore netto si azzera.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Natura del corrispettivo. Distinguere il corrispettivo unico e pluriennale, da capitalizzare, dal canone periodico di competenza del singolo esercizio.
  • Durata di ammortamento. Verificare che la quota di ammortamento non ecceda la durata legale o contrattuale del diritto.
  • Disallineamento civile-fiscale. Confrontare la quota civilistica, fondata sulla vita utile stimata, con la durata contrattuale rilevante ai fini fiscali.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Abbonamento cloud pluriennale iscritto tra le immobilizzazioni

Il canone pagato anticipatamente per l'accesso a un software in cloud per più anni remunera un servizio e non l'acquisto di un diritto d'uso. La quota non ancora maturata va rilevata come risconto attivo, non come licenza da ammortizzare. Capitalizzarla altera la composizione dell'attivo e la classificazione dei costi tra ammortamenti e servizi.

Errore ricorrente

Concessione scaduta o revocata ancora in bilancio

Quando il diritto viene meno per scadenza anticipata, revoca o rinuncia, il valore residuo non ammortizzato va eliminato nell'esercizio in cui il diritto cessa. Continuare ad ammortizzare una concessione non più utilizzabile, o mantenerla per attendere un rinnovo solo ipotetico, sopravvaluta l'attivo e rinvia una perdita già certa.

Errore ricorrente

Canoni a licenzianti esteri pagati al lordo senza verifiche

I compensi per l'uso di diritti corrisposti a soggetti non residenti sono soggetti a ritenuta, salvo riduzione o esenzione prevista dalle convenzioni contro le doppie imposizioni o dalla normativa comunitaria. Pagare l'intero importo senza applicare la ritenuta, oppure applicare l'aliquota convenzionale senza la certificazione di residenza del percipiente, espone il pagatore al recupero dell'imposta.