Inquadramento generale
Generi di monopolio c/vendite - sono le vendite di tabacchi, valori bollati e postali e degli altri generi di monopolio della rivendita. Si registrano per il prezzo di vendita al pubblico, non per il solo aggio: il margine del tabaccaio è la differenza con il costo di acquisto, che è il prezzo al pubblico meno l’aggio stabilito per legge.
I generi di monopolio sono venduti dalle rivendite per conto dello Stato: il rivenditore li acquista dal depositario al prezzo di vendita al pubblico diminuito dell’aggio e li rivende al prezzo di listino, che è stabilito dall’amministrazione e non può essere modificato. Il conto raccoglie il volume di queste vendite; il compenso dei giochi e dei servizi di incasso si contabilizza a parte, negli aggi.
Cosa ci rientra
- Esempi. Vendita di sigarette e tabacchi; vendita di marche da bollo; vendita di francobolli.
Come riconoscerlo nei documenti
Distinte di carico del deposito fiscale, registro dei corrispettivi dei generi di monopolio, chiusure di cassa.
Differenze con conti simili
- Aggi su beni di monopolio. Servono quando si contabilizza solo il compenso, come per lotto e giochi.
- Merci c/vendite. I prodotti non di monopolio seguono l’IVA ordinaria.
Collocazione in bilancio
A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni).
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il ricavo concorre al reddito nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 2, TUIR): per le cessioni di beni mobili è la data della consegna o spedizione, o quella successiva in cui passa la proprietà; per gli immobili la data dell’atto.
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997): i componenti iscritti nel valore della produzione concorrono alla base per l’importo di bilancio.
- IVA. Per questi beni l’IVA è assolta una sola volta a monte, dal produttore, dall’importatore o dal gestore, sul prezzo di vendita al pubblico (regime monofase, art. 74, c. 1, DPR 633/1972): il rivenditore non addebita IVA, non la detrae sull’acquisto e non include queste operazioni nelle liquidazioni.
Generi di monopolio c/vendite: esempio di contabilizzazione
Una tabaccheria ritira dal depositario, a inizio dicembre, tabacchi con prezzo di vendita al pubblico di 30.000 euro. Il depositario applica l’aggio del 10%, ipotesi usata per l’esempio, e addebita quindi 27.000 euro. La rivendita vende tutto il lotto entro fine mese.
Confrontare vendite al prezzo di listino, distinte del depositario e inventario al costo; verificare l'aggio risultante ed escludere le operazioni monofase dalle liquidazioni IVA.
Principi contabili (OIC)
Valore della produzione
L’OIC 12 raccoglie nella macroclasse A del conto economico i ricavi dell’attività caratteristica (A.1, ricavi delle vendite e delle prestazioni), le variazioni delle rimanenze di prodotti e dei lavori in corso (A.2, variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti, e A.3, variazioni dei lavori in corso su ordinazione), le capitalizzazioni per lavori interni (A.4, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni) e gli altri ricavi e proventi della gestione non finanziaria (A.5, altri ricavi e proventi), con indicazione separata dei contributi in conto esercizio.
Rilevazione per l’intero importo
La rivendita opera in nome proprio e rischio proprio: vende i generi dopo averli acquistati e ne sopporta il rischio di magazzino. Vendite e acquisti si iscrivono quindi per il loro importo pieno, rispettivamente in A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) e in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), e non per il solo aggio. Diverso è il caso in cui l’impresa agisce come mero intermediario per conto altrui: allora il ricavo è il solo compenso (OIC 34).
Rimanenze di fine anno
I generi di monopolio non venduti a fine anno sono rimanenze di magazzino, valutate al costo di acquisto, cioè al prezzo pagato al depositario, e si rilevano con la variazione delle rimanenze in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) secondo l’OIC 13.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Ripartizione dei ricavi. La ripartizione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni per categorie di attività e per aree geografiche. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 10, c.c.; OIC 12, par. 114.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il ricavo concorre al reddito nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 2, TUIR): per le cessioni di beni mobili è la data della consegna o spedizione, o quella successiva in cui passa la proprietà; per gli immobili la data dell’atto. Il momento della fattura e dell’incasso non conta. Le società che applicano gli OIC, escluse le micro-imprese, seguono i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione del bilancio (derivazione rafforzata, art. 83 TUIR).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997): i componenti iscritti nel valore della produzione concorrono alla base per l’importo di bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i ricavi secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
Per questi beni l’IVA è assolta una sola volta a monte, dal produttore, dall’importatore o dal gestore, sul prezzo di vendita al pubblico (regime monofase, art. 74, c. 1, DPR 633/1972): il rivenditore non addebita IVA, non la detrae sull’acquisto e non include queste operazioni nelle liquidazioni. Acquisti e vendite si registrano per l’intero importo.
Aggio e ricavi
Il ricavo fiscale è il prezzo di vendita al pubblico (art. 85, c. 1, lett. a, TUIR), il costo è il prezzo pagato al depositario: l’aggio emerge come differenza. Il reddito della rivendita è quindi il margine, tassato secondo le regole ordinarie del reddito d’impresa.
IRAP: componente rilevante
Per le società di capitali il ricavo è nel valore della produzione (voce A) e concorre alla base IRAP per l’importo di bilancio (art. 5 D.Lgs. 446/1997); le imprese in contabilità semplificata e le società di persone applicano l’art. 5-bis.
Nuovo testo unico dal 2027
Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (S.O. N. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026) riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono per i periodi d’imposta fino al 2026; dal 2027 cambia la numerazione: l’art. 85 (ricavi) diventa l’art. 94, l’art. 92 (rimanenze) l’art. 101, l’art. 109 (norme generali sui componenti del reddito) l’art. 118 e l’art. 83 (determinazione del reddito complessivo) l’art. 92.
Testo unico IVA dal 2027
Il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (S.O. N. 4 alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2026) riunisce la disciplina dell’IVA in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027: gli articoli del DPR 633/1972 citati in questa voce valgono per le operazioni fino al 31 dicembre 2026 e, dal 2027, hanno una numerazione diversa.
Acquisto e vendita di tabacchi in una rivendita
Una tabaccheria ritira dal depositario, a inizio dicembre, tabacchi con prezzo di vendita al pubblico di 30.000 euro. Il depositario applica l’aggio del 10%, ipotesi usata per l’esempio, e addebita quindi 27.000 euro. La rivendita vende tutto il lotto entro fine mese.
1. Acquisto dal depositario - 2 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Generi di monopolio c/acquisti (B.6) | 27.000,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 27.000,00 |
| Totale | 27.000,00 | 27.000,00 |
Il prezzo pagato è il prezzo di vendita al pubblico meno l’aggio, senza IVA, che il depositario assolve a monte.
2. Pagamento al depositario - 3 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 27.000,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 27.000,00 |
| Totale | 27.000,00 | 27.000,00 |
Il pagamento avviene di regola in via anticipata, con addebito diretto, prima del ritiro dei generi.
3. Vendite di dicembre - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Cassa (C.IV.3) | 30.000,00 | - |
| Generi di monopolio c/vendite (A.1) | - | 30.000,00 |
| Totale | 30.000,00 | 30.000,00 |
Le vendite si registrano per l’intero prezzo al pubblico, senza scorporo di IVA. L’aggio di 3.000 euro è la differenza con l’acquisto.
4. Versamento dell’incasso in banca - 2 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 30.000,00 | - |
| Cassa (C.IV.3) | - | 30.000,00 |
| Totale | 30.000,00 | 30.000,00 |
Il conto cassa si chiude con il versamento dei corrispettivi: la scrittura è separata dalla vendita perché avviene in un momento diverso.
Controlli prima della dichiarazione
- Prezzo al pubblico. Verificare che il ricavo sia registrato per il prezzo di listino, senza scorporare l’IVA.
- Aggio. Confrontare la differenza tra vendite e acquisti con l’aggio spettante: uno scarto indica differenze di inventario o rubate.
- Rimanenze. Inventariare i generi di monopolio non venduti al costo di acquisto.
- Liquidazione IVA. Escludere queste operazioni dalle liquidazioni periodiche.
Errori ricorrenti
Registrazione del solo aggio
Iscrivere solo il margine nasconde il volume d’affari e altera il rapporto tra ricavi e costi.
IVA esposta sulle vendite
L’imposta è stata assolta a monte: il rivenditore non deve versarla né detrarla.
Generi ordinari con generi di monopolio
I prodotti non di monopolio, come i gadget, seguono l’IVA ordinaria e vanno in un conto diverso.
