Inquadramento generale
Le materie prime sono i beni che l’impresa compra per trasformarli e che diventano la parte principale del prodotto che venderà. Il legno per un mobilificio, l’acciaio in barre per un’officina meccanica, la farina per un panificio, il tessuto per una sartoria industriale. Sono l’inizio del ciclo produttivo: entrano in magazzino, vengono lavorate e ne escono sotto forma di prodotto finito.
Per chi produce, le materie prime sono spesso la voce di costo più grande del conto economico. Registrarle correttamente significa rispettare la competenza, cioè collegare il costo all’anno della consegna, separarle dagli altri materiali che entrano nel prodotto e valutare con cura quelle ancora in magazzino a fine anno, perché il loro valore sposta direttamente l’utile.
Cosa ci rientra
- Falegnameria e mobilifici. Tavole e travi di legno; pannelli truciolari, MDF e multistrato; impiallacciature.
- Metalmeccanica. Barre, lamiere e tubi di acciaio, alluminio o ottone; profilati metallici; fusioni e getti grezzi.
- Alimentare. Farina, zucchero, latte, uova; carni e pesce da trasformare; uva per la vinificazione, olive per la frangitura.
- Tessile e abbigliamento. Tessuti in pezza; filati; pelli grezze o conciate per la confezione.
- Edilizia. Cemento, sabbia, ghiaia, calcestruzzo; laterizi e blocchi; ferro per cemento armato.
- Chimica e plastica. Granuli di polimeri; resine; prodotti chimici di base.
Come riconoscerlo nei documenti
La fattura arriva da un fornitore di materiali grezzi o poco lavorati e descrive quantità e unità di misura: chili, metri, tonnellate, metri cubi. Se l’impresa produce qualcosa e il bene acquistato è quello da cui il prodotto è fatto, il conto giusto è quasi sempre materie prime.
Differenze con conti simili
- Merci. Se il bene viene rivenduto così com’è, senza lavorazione, è una merce e non una materia prima.
- Materie sussidiarie. Se il bene serve alla produzione ma è una parte minore del prodotto, come colla o viti, è una materia sussidiaria.
- Immobilizzazioni. Un macchinario che serve a lavorare la materia non è una materia prima: è un bene strumentale da capitalizzare.
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) al costo di acquisto, con gli oneri accessori addebitati dal fornitore. Le giacenze di fine esercizio vanno tra le rimanenze (C.I.1, materie prime, sussidiarie e di consumo), con la variazione in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci).
Costo di acquisto
Il costo comprende il prezzo pagato al fornitore e gli oneri accessori che lui stesso addebita, come trasporto, imballo e assicurazione, al netto degli sconti commerciali. Gli oneri fatturati da terzi, come il vettore scelto dall’impresa, vanno in B.7 (costi per servizi) ma nella valutazione delle rimanenze si aggiungono al costo delle materie.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Materie prime: esempio di contabilizzazione
Un mobilificio riceve la fattura di una segheria per 2.000 metri di tavole di rovere, 10.000 euro più IVA. Le tavole saranno tagliate e assemblate in tavoli: sono materie prime.
Le materie prime si rilevano in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) alla consegna, con gli oneri accessori addebitati dal fornitore; la parte non consumata a fine anno esce dal costo dell'esercizio con le rimanenze.
Principi contabili (OIC)
Rilevazione e classificazione
L’OIC 12 colloca in B.6 i costi per l’acquisto di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, al netto di resi, sconti commerciali, abbuoni e premi, e comprensivi dei costi accessori di acquisto quando sono inclusi dal fornitore nel prezzo. Il costo si rileva quando i rischi e i benefici passano all’acquirente, di norma con la consegna o la spedizione secondo le clausole di resa. Gli acquisti in corso di viaggio già di proprietà dell’impresa si considerano ricevuti.
Valutazione delle giacenze
Le materie prime non consumate a fine esercizio si iscrivono nell’attivo circolante (C.I.1, materie prime, sussidiarie e di consumo) al minore tra costo e valore di realizzazione desumibile dal mercato (art. 2426, n. 9, c.c.; OIC 13). Per i beni fungibili il costo si determina con il costo medio ponderato, il FIFO o il LIFO; per le materie prime il valore di mercato è di solito il costo di sostituzione. La differenza tra rimanenze iniziali e finali va in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci), non in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. La parte non ancora usata o venduta a fine esercizio si toglie dal risultato con le rimanenze finali (art. 92 TUIR), quindi il costo pesa sul reddito man mano che i beni vengono consumati o venduti, non quando si comprano. Fiscalmente le materie prime fungibili si valutano, come base, con il LIFO a scatti; chi in bilancio usa FIFO, costo medio ponderato o LIFO continuo può mantenere gli stessi valori (art. 92, c. 4).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Attenzione all’inversione contabile: negli acquisti da fornitori di altri Paesi UE (artt. 46-47 D.L. 331/1993) la fattura arriva senza IVA; l’impresa la integra con aliquota e imposta e la annota sia nel registro acquisti sia in quello delle vendite, con effetto neutro. L’inversione contabile vale anche per gli acquisti di rottami, cascami e metalli ferrosi e non ferrosi (art. 74, c. 7 e 8) e di oro industriale e argento puro (art. 17, c. 5).
Acquisto di tavole di rovere per un mobilificio
Un mobilificio riceve la fattura di una segheria per 2.000 metri di tavole di rovere, 10.000 euro più IVA. Le tavole saranno tagliate e assemblate in tavoli: sono materie prime.
1. Ricevimento della fattura - 10 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Materie prime c/acquisti (B.6) | 10.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 2.200,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 12.200,00 |
| Totale | 12.200,00 | 12.200,00 |
Le tavole sono consegnate il 10 novembre con il documento di trasporto: il costo è di competenza del 2025.
2. Pagamento del fornitore - 10 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 12.200,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 12.200,00 |
| Totale | 12.200,00 | 12.200,00 |
Il pagamento a 30 giorni chiude il debito verso la segheria.
3. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze di materie prime (C.I.1) | 4.000,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di materie prime (B.11) | - | 4.000,00 |
| Totale | 4.000,00 | 4.000,00 |
A fine anno restano in magazzino tavole per 4.000 euro, valutate al costo perché inferiore al valore di sostituzione.
4. Storno delle rimanenze a inizio esercizio - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Variazione delle rimanenze di materie prime (B.11) | 4.000,00 | - |
| Rimanenze di materie prime (C.I.1) | - | 4.000,00 |
| Totale | 4.000,00 | 4.000,00 |
All’apertura dell’esercizio successivo le rimanenze iniziali tornano a conto economico e si confrontano, a fine anno, con le nuove rimanenze finali.
Controlli prima della dichiarazione
- Competenza delle consegne di fine anno. Verificare che le materie consegnate entro il 31 dicembre siano registrate nell’anno, anche con fattura da ricevere, e che quelle consegnate a gennaio non lo siano.
- Inversione contabile. Verificare che gli acquisti da fornitori UE e quelli di rottami e metalli siano stati integrati con l’IVA e annotati in entrambi i registri.
- Inventario e metodo di valutazione. Verificare che le rimanenze risultino da un inventario fisico e che il metodo di valutazione sia lo stesso dell’anno precedente, o che il cambiamento sia motivato in nota integrativa.
- Valore di mercato. Verificare che nessuna categoria di materie prime sia iscritta a un valore superiore al costo di sostituzione di fine anno.
Errori ricorrenti
Materie prime confuse con le merci
Registrare tra le materie prime beni rivenduti senza lavorazione, o viceversa, altera la lettura dei margini e il calcolo delle rimanenze per categoria. La domanda da fare è se il bene viene trasformato o rivenduto così com’è.
Oneri accessori dimenticati nelle rimanenze
Quando il trasporto è fatturato da un vettore e registrato in B.7 (costi per servizi), capita di valutare le rimanenze al solo prezzo del fornitore. Il costo delle giacenze deve invece comprendere tutti gli oneri accessori d’acquisto.
Acquisti di fine anno registrati in base alla fattura
Una fornitura consegnata il 29 dicembre e fatturata a gennaio va rilevata nell’anno come fattura da ricevere; registrarla solo all’arrivo della fattura sposta il costo nell’esercizio sbagliato e altera le rimanenze.
