Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 19 Settembre 2026

Rimanenze di materie sussidiarie e di consumo

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Rimanenze di materie sussidiarie e di consumo - sono i materiali che servono alla produzione o al funzionamento dell’impresa senza diventare parte essenziale del prodotto: colle, vernici, lubrificanti, materiali di pulizia e di manutenzione, piccoli ricambi, cancelleria in quantità rilevanti. Si inventariano quando le giacenze sono significative; i materiali di scarsa importanza e costantemente rinnovati si possono tenere a valore costante.

Spesso queste scorte non si inventariano perché sembrano piccole. In molte imprese però un magazzino di vernici, ricambi di consumo e materiali di officina vale migliaia di euro: ignorarlo anticipa il costo e altera il risultato, soprattutto quando le scorte variano molto da un anno all’altro.

Cosa ci rientra

  • Esempi. Vernici e solventi di un’officina; lubrificanti e ricambi di consumo; detergenti e materiali di pulizia; carburante nei serbatoi aziendali.
  • Cosa non ci rientra. Materie prime che entrano nel prodotto; attrezzi durevoli (B.II.3, attrezzature industriali e commerciali); imballaggi (conto proprio).

Come riconoscerlo nei documenti

Inventario di magazzino con quantità e costo delle ultime fatture di acquisto; per il valore costante, delibera o prassi documentata.

Differenze con conti simili

  • Materie prime. Costituiscono il prodotto.
  • Attrezzature. I beni durevoli si ammortizzano.
  • Materiali di manutenzione. Se durevoli e di valore sono ricambi da capitalizzare.

Collocazione in bilancio

Attivo C.I.1 (materie prime, sussidiarie e di consumo), insieme alle materie prime.

Valore costante

Il codice civile consente di iscrivere a valore costante le materie prime, sussidiarie e di consumo costantemente rinnovate e complessivamente di scarsa importanza rispetto all’attivo, se non ci sono variazioni sensibili di entità, valore e composizione (art. 2426, c. 1, n. 12, c.c.).

Regole fiscali essenziali

  • Imposte sui redditi. Le rimanenze concorrono al reddito come variazione tra esistenze iniziali e finali (art. 92 TUIR): quelle finali di un anno sono le iniziali del successivo.
  • IRAP. Per le società di capitali le variazioni delle rimanenze entrano nella base IRAP per l’importo iscritto a conto economico, in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) per materie e merci, in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione) per prodotti e lavori in corso (art. 5 D.Lgs. 446/1997): la base è la differenza tra valore e costi della produzione.
  • IVA. L’inventario di fine anno non è un’operazione IVA: l’IVA riguarda gli acquisti, detraibile secondo le regole generali (art. 19 DPR 633/1972), e le vendite.

Rimanenze di materie sussidiarie e di consumo: esempio di contabilizzazione

Un’officina tiene scorte di vernici, lubrificanti e minuterie. A fine 2025 valgono 2.800 euro, a fine 2026 3.200 euro.

Regola Fondamentale & Ratio

Le materie sussidiarie e di consumo non ancora utilizzate si iscrivono in C.I.1 (materie prime, sussidiarie e di consumo) come le materie prime; se sono di scarsa importanza e rinnovate di continuo si possono tenere a valore costante.

Riferimenti Normativi Primari:
Art. 2426, c. 1, nn. 9, 10 e 12, c.c.; art. 92 TUIR; OIC 13

🏛️Principi contabili (OIC)

Valutazione

Le rimanenze si iscrivono al minore tra costo e valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato (art. 2426, c. 1, n. 9, c.c.; OIC 13). Il costo dei beni fungibili si può determinare con il costo medio ponderato, il FIFO o il LIFO (n. 10); il criterio scelto si applica con costanza e ogni cambiamento va motivato in nota integrativa.

Valore costante

L’OIC 13 ammette il valore costante solo alle condizioni del codice civile e richiede di verificarle ogni anno: se la quantità o il costo cambiano in modo significativo, si torna alla valutazione ordinaria.

Svalutazione e ripristino

Quando il valore di realizzazione scende sotto il costo, per obsolescenza, deterioramento o calo dei prezzi, le rimanenze si svalutano, anche con un fondo rettificativo per categoria; se in un esercizio successivo vengono meno i motivi, si ripristina il valore fino al costo originario (OIC 13).

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Imposte sui redditi

Le rimanenze concorrono al reddito come variazione tra esistenze iniziali e finali (art. 92 TUIR): quelle finali di un anno sono le iniziali del successivo. Fiscalmente i beni fungibili si valutano per categorie omogenee al costo medio ponderato, al FIFO o al LIFO: il metodo adottato correttamente in bilancio vale anche fiscalmente, e il LIFO a scatti annuali diventa il valore minimo solo se in bilancio si usa un criterio diverso da quelli del codice civile; il costo comprende gli oneri accessori di diretta imputazione, esclusi interessi passivi e spese generali. Se il valore normale medio dell’ultimo mese dell’esercizio è inferiore al costo, la svalutazione è deducibile fino a quel valore (art. 92, c. 5); oltre si riprende in aumento. Per i beni valutati a costo specifico la svalutazione fiscale non è ammessa (ris. 78/E/2013). Chi cambia criterio deve indicarlo in dichiarazione.

IRAP

Per le società di capitali le variazioni delle rimanenze entrano nella base IRAP per l’importo iscritto a conto economico, in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) per materie e merci, in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione) per prodotti e lavori in corso (art. 5 D.Lgs. 446/1997): la base è la differenza tra valore e costi della produzione. Anche le svalutazioni del magazzino oltre il limite fiscale dell’art. 92, c. 5, TUIR rilevano ai fini IRAP per l’importo di bilancio secondo la dottrina prevalente, perché sono rettifiche di valore e non accantonamenti; se si usa un fondo deprezzamento, conviene documentare che rettifica il valore dei beni, per evitare che sia trattato come accantonamento indeducibile. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio applicano le regole del TUIR.

IVA

L’inventario di fine anno non è un’operazione IVA: l’IVA riguarda gli acquisti, detraibile secondo le regole generali (art. 19 DPR 633/1972), e le vendite. I beni che mancano dal magazzino senza prova di furto, distruzione o cessione gratuita documentata si presumono venduti (DPR 441/1997): distruzioni ed eliminazioni volontarie vanno comunicate in anticipo o documentate con verbale.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Vernici e lubrificanti di un’officina meccanica

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Un’officina tiene scorte di vernici, lubrificanti e minuterie. A fine 2025 valgono 2.800 euro, a fine 2026 3.200 euro.

1. Acquisto di vernici e lubrificanti - 10 ottobre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Materie sussidiarie e di consumo (B.6) 1.500,00 -
IVA a credito (C.II.5-bis) 330,00 -
Debiti verso fornitori (D.7) - 1.830,00
Totale 1.830,00 1.830,00

2. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Rimanenze materie sussidiarie e di consumo (C.I.1) 2.800,00 -
Variazione rimanenze materie sussidiarie e di consumo (B.11) - 2.800,00
Totale 2.800,00 2.800,00

La conta fisica delle confezioni aperte e chiuse dà 2.800 euro al costo.

3. Storno delle iniziali e rilevazione delle finali - 31 dicembre 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Variazione rimanenze materie sussidiarie e di consumo (B.11) 2.800,00 -
Rimanenze materie sussidiarie e di consumo (C.I.1) - 2.800,00
Rimanenze materie sussidiarie e di consumo (C.I.1) 3.200,00 -
Variazione rimanenze materie sussidiarie e di consumo (B.11) - 3.200,00
Totale 6.000,00 6.000,00

Nel secondo esercizio la società storna le rimanenze iniziali e rileva le finali nella stessa scrittura di chiusura: a conto economico resta solo la differenza, che rettifica i costi o i ricavi dell’anno.

4. Svalutazione per obsolescenza - 31 dicembre 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Variazione rimanenze materie sussidiarie e di consumo (B.11) 300,00 -
Fondo svalutazione rimanenze (rettifica C.I) - 300,00
Totale 300,00 300,00

Confezioni di vernice scadute per 300 euro non sono più utilizzabili e si svalutano per intero; si documentano con verbale in vista dello smaltimento.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Inventario fisico. Verificare che le quantità in bilancio risultino da una conta fisica o da una contabilità di magazzino riconciliata con la conta.
  • Condizioni del valore costante. Verificare ogni anno che quantità, costo e composizione delle scorte non siano cambiati in modo sensibile.
  • Valore di realizzo. Verificare le categorie a lenta rotazione, deteriorate o con prezzi in calo e stimare la svalutazione necessaria.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Scorte ignorate

Considerare consumato tutto ciò che si acquista è ammesso solo se le giacenze sono davvero irrilevanti.

Errore ricorrente

Valore costante senza verifiche

Mantenere lo stesso importo per anni mentre le scorte crescono sottostima il patrimonio e l’utile.

Errore ricorrente

Materiali scaduti ancora in inventario

I prodotti scaduti o deteriorati vanno svalutati; se si distruggono, serve un verbale per superare la presunzione di cessione.