Inquadramento generale
Rimanenze di generi di monopolio - sono i tabacchi e gli altri prodotti in regime di monopolio giacenti presso la rivendita, e i valori bollati e postali detenuti per la vendita. Si inventariano a fine anno al costo di acquisto, cioè al prezzo di vendita al pubblico meno l’aggio del rivenditore, IVA compresa, perché assolta a monte e non detraibile. In contabilità ordinaria acquisti e vendite si registrano per l’intero corrispettivo, non per il solo aggio.
Il margine del tabaccaio è l’aggio, una percentuale fissa del prezzo di vendita stabilito per legge. Il magazzino dei generi di monopolio va quindi valutato al prezzo pagato, che è il prezzo al pubblico meno l’aggio: usare il prezzo di vendita gonfierebbe le rimanenze con un margine non ancora realizzato.
Cosa ci rientra
- Esempi. Sigarette e tabacchi della rivendita; marche da bollo destinate alla vendita; francobolli di una tabaccheria.
- Cosa non ci rientra. Marche da bollo acquistate per uso proprio (B.14, oneri diversi di gestione); altre merci del bar o della cartoleria.
Come riconoscerlo nei documenti
Inventario delle giacenze della rivendita; fatture o documenti del deposito fiscale con il prezzo e l’aggio.
Differenze con conti simili
- Merci. Gli altri prodotti venduti dalla tabaccheria.
- Valori bollati in uso. Le marche per i documenti dell’impresa sono costi.
Collocazione in bilancio
Attivo C.I.4 (prodotti finiti e merci).
Contabilità separata
Conviene tenere conti distinti per tabacchi, valori bollati e altri generi, perché il regime IVA e l’aggio sono diversi; i valori bollati sono fuori campo IVA.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Le rimanenze concorrono al reddito come variazione tra esistenze iniziali e finali (art. 92 TUIR): quelle finali di un anno sono le iniziali del successivo.
- IRAP. Per le società di capitali le variazioni delle rimanenze entrano nella base IRAP per l’importo iscritto a conto economico, in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) per materie e merci, in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione) per prodotti e lavori in corso (art. 5 D.Lgs. 446/1997): la base è la differenza tra valore e costi della produzione.
- IVA. Per tabacchi e generi di monopolio l’IVA è assolta dal fornitore a monte, sul prezzo di vendita al pubblico (art. 74, c. 1, DPR 633/1972): il rivenditore non la detrae sugli acquisti e non la applica sulle vendite.
Rimanenze di generi di monopolio: esempio di contabilizzazione
Una tabaccheria ha a fine 2025 tabacchi in giacenza per 10.500 euro al costo e a fine 2026 per 12.000 euro.
I generi di monopolio in giacenza si iscrivono in C.I.4 (prodotti finiti e merci) al costo d'acquisto; l'IVA è assolta dal fornitore a monte e non entra nell'inventario.
Principi contabili (OIC)
Valutazione
Le rimanenze si iscrivono al minore tra costo e valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato (art. 2426, c. 1, n. 9, c.c.; OIC 13). Il costo dei beni fungibili si può determinare con il costo medio ponderato, il FIFO o il LIFO (n. 10); il criterio scelto si applica con costanza e ogni cambiamento va motivato in nota integrativa.
Prezzo imposto
Poiché il prezzo di vendita è fissato per legge e l’aggio garantisce un margine, il valore di realizzazione è di norma superiore al costo: la svalutazione riguarda solo prodotti ritirati dal commercio o deteriorati.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Le rimanenze concorrono al reddito come variazione tra esistenze iniziali e finali (art. 92 TUIR): quelle finali di un anno sono le iniziali del successivo. Fiscalmente i beni fungibili si valutano per categorie omogenee al costo medio ponderato, al FIFO o al LIFO: il metodo adottato correttamente in bilancio vale anche fiscalmente, e il LIFO a scatti annuali diventa il valore minimo solo se in bilancio si usa un criterio diverso da quelli del codice civile; il costo comprende gli oneri accessori di diretta imputazione, esclusi interessi passivi e spese generali. Se il valore normale medio dell’ultimo mese dell’esercizio è inferiore al costo, la svalutazione è deducibile fino a quel valore (art. 92, c. 5); oltre si riprende in aumento. Per i beni valutati a costo specifico la svalutazione fiscale non è ammessa (ris. 78/E/2013). Chi cambia criterio deve indicarlo in dichiarazione.
IRAP
Per le società di capitali le variazioni delle rimanenze entrano nella base IRAP per l’importo iscritto a conto economico, in B.11 (variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci) per materie e merci, in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione) per prodotti e lavori in corso (art. 5 D.Lgs. 446/1997): la base è la differenza tra valore e costi della produzione. Anche le svalutazioni del magazzino oltre il limite fiscale dell’art. 92, c. 5, TUIR rilevano ai fini IRAP per l’importo di bilancio secondo la dottrina prevalente, perché sono rettifiche di valore e non accantonamenti; se si usa un fondo deprezzamento, conviene documentare che rettifica il valore dei beni, per evitare che sia trattato come accantonamento indeducibile. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio applicano le regole del TUIR.
IVA
Per tabacchi e generi di monopolio l’IVA è assolta dal fornitore a monte, sul prezzo di vendita al pubblico (art. 74, c. 1, DPR 633/1972): il rivenditore non la detrae sugli acquisti e non la applica sulle vendite. I valori bollati sono fuori campo IVA. L’inventario resta un’operazione interna.
Giacenze di una tabaccheria
Una tabaccheria ha a fine 2025 tabacchi in giacenza per 10.500 euro al costo e a fine 2026 per 12.000 euro.
1. Rifornimento dal deposito fiscale - 3 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Acquisti generi di monopolio (B.6) | 8.000,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 8.000,00 |
| Totale | 8.000,00 | 8.000,00 |
Il rifornimento si paga al netto dell’aggio; la fattura non espone IVA detraibile perché l’imposta è assolta a monte.
2. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze generi di monopolio (C.I.4) | 10.500,00 | - |
| Variazione rimanenze generi di monopolio (B.11) | - | 10.500,00 |
| Totale | 10.500,00 | 10.500,00 |
La giacenza si valorizza al prezzo di acquisto, non al prezzo al pubblico.
3. Storno delle iniziali e rilevazione delle finali - 31 dicembre 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Variazione rimanenze generi di monopolio (B.11) | 10.500,00 | - |
| Rimanenze generi di monopolio (C.I.4) | - | 10.500,00 |
| Rimanenze generi di monopolio (C.I.4) | 12.000,00 | - |
| Variazione rimanenze generi di monopolio (B.11) | - | 12.000,00 |
| Totale | 22.500,00 | 22.500,00 |
Nel secondo esercizio la società storna le rimanenze iniziali e rileva le finali nella stessa scrittura di chiusura: a conto economico resta solo la differenza, che rettifica i costi o i ricavi dell’anno.
Controlli prima della dichiarazione
- Valorizzazione al netto dell’aggio. Verificare che la giacenza sia al costo e non al prezzo al pubblico.
- Inventario fisico. Verificare che le quantità in bilancio risultino da una conta fisica o da una contabilità di magazzino riconciliata con la conta.
- Separazione dei generi. Distinguere tabacchi, valori bollati e altri prodotti.
Errori ricorrenti
Giacenze al prezzo di vendita
Includono un margine non realizzato.
IVA detratta sui tabacchi
È assolta a monte e non si detrae.
Valori bollati tra le merci imponibili
Sono fuori campo IVA e vanno tenuti a parte.
