Inquadramento generale
Canoni per concessioni - sono i canoni periodici per concessioni e autorizzazioni che danno diritto di usare beni pubblici o di esercitare un’attività: concessioni demaniali marittime, occupazioni di aree del porto o dell’aeroporto, concessioni di acque, licenze pluriennali pagate a canone.
Il caso più frequente è il canone demaniale di uno stabilimento balneare o di un’area portuale, ma la voce comprende ogni canone periodico per una concessione o un’autorizzazione pubblica a canone: derivazione di acque, occupazione di un chiosco su area pubblica, concessione mineraria.
Cosa ci rientra
- Esempi. Canone demaniale di uno stabilimento balneare; concessione di un’area portuale; canone per derivazione di acque; canone di concessione di un chiosco su area pubblica.
Come riconoscerlo nei documenti
Avviso di pagamento dell’ente concedente o fattura del concessionario privato.
Differenze con conti simili
- Canone unico patrimoniale. L’occupazione di suolo pubblico per insegne o dehors è in B.14 (oneri diversi di gestione).
- Acquisto di una concessione. Se si paga un corrispettivo una tantum per il diritto, si capitalizza in B.I.4 (concessioni, licenze, marchi e diritti simili).
Collocazione in bilancio
B.8 (costi per godimento di beni di terzi).
Perché fuori campo IVA
Gli enti pubblici non sono soggetti passivi IVA per le attività che svolgono come pubblica autorità, come il rilascio di concessioni demaniali: il canone che riscuotono non ha quindi la natura di corrispettivo soggetto a IVA, non perché l’operazione sia esente, ma perché manca il presupposto soggettivo in capo all’ente.
Canone unico patrimoniale
È un tributo diverso, dovuto ai Comuni per l’occupazione di suolo pubblico con insegne, dehors o cartelloni: ha un conto proprio in B.14, tra gli oneri diversi di gestione, e non va confuso con i canoni concessori di questa voce.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il canone è deducibile per competenza, in base al periodo a cui si riferisce (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR): conta la maturazione, non la fattura né il pagamento.
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. I canoni pagati a enti pubblici che agiscono come autorità, come i canoni demaniali, sono fuori campo IVA.
Canoni per concessioni: esempio di contabilizzazione
Il 20 giugno 2025 un’impresa titolare di una concessione demaniale marittima paga all’ente concedente, con bonifico, il canone per il periodo dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026: 4.000 euro, senza IVA perché il concedente è un ente pubblico che agisce come autorità.
Controllare periodo coperto dal canone e natura del concedente, calcolare il risconto di fine anno ed escludere l'IVA soltanto se l'ente pubblico agisce come autorità.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
L’OIC 12 comprende in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) i corrispettivi per l’utilizzo di beni materiali e immateriali non di proprietà: canoni di locazione e di noleggio, canoni di leasing, royalties, canoni per licenze d’uso e i relativi oneri accessori.
Competenza
I canoni si rilevano in base al periodo a cui si riferiscono: quelli pagati in anticipo si rinviano con un risconto attivo, quelli maturati e non ancora fatturati si stanziano a fine anno.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Impegni, garanzie e passività potenziali. L’importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con la natura delle garanzie reali prestate; distintamente quelli verso imprese del gruppo. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 9, c.c.; OIC 12, par. 122-126.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; impegni, garanzie e passività potenziali (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il canone è deducibile per competenza, in base al periodo a cui si riferisce (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR): conta la maturazione, non la fattura né il pagamento. Il canone anticipato che copre anche l’anno successivo si rinvia con un risconto attivo; quello posticipato di dicembre fatturato a gennaio si rileva come rateo o fattura da ricevere.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.8 (costi per godimento di beni di terzi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
I canoni pagati a enti pubblici che agiscono come autorità, come i canoni demaniali, sono fuori campo IVA. Se il concedente è un’impresa, il canone è imponibile e l’IVA detraibile.
Canone di una concessione demaniale marittima, a cavallo di due esercizi
Il 20 giugno 2025 un’impresa titolare di una concessione demaniale marittima paga all’ente concedente, con bonifico, il canone per il periodo dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026: 4.000 euro, senza IVA perché il concedente è un ente pubblico che agisce come autorità.
1. Pagamento del canone del periodo 1° luglio 2025-30 giugno 2026 - 20 giugno 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Canoni per concessioni (B.8) | 4.000,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 4.000,00 |
| Totale | 4.000,00 | 4.000,00 |
2. Risconto della quota dell’anno successivo - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Risconti attivi (D dell’attivo) | 2.000,00 | - |
| Canoni per concessioni (B.8) | - | 2.000,00 |
| Totale | 2.000,00 | 2.000,00 |
Sei mesi del canone, da gennaio a giugno 2026, riguardano l’esercizio successivo: 4.000 × 6/12 = 2.000 euro.
3. Riapertura del risconto - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Canoni per concessioni (B.8) | 2.000,00 | - |
| Risconti attivi (D dell’attivo) | - | 2.000,00 |
| Totale | 2.000,00 | 2.000,00 |
Controlli prima della dichiarazione
- Durata della concessione. Verificare la scadenza e l’eventuale rinnovo.
- Risconti. Calcolare la quota dei canoni anticipati che riguarda l’anno successivo.
- Natura del concedente. Verificare se il concedente è un ente pubblico o un’impresa: decide il regime IVA.
Errori ricorrenti
Canone confuso con il canone unico patrimoniale
Sono tributi diversi, con conti distinti.
Canone anticipato senza risconto
La parte dell’anno successivo va rinviata.
IVA applicata su un canone demaniale
Se il concedente è un ente pubblico che agisce come autorità, il canone è fuori campo.
