Inquadramento generale
Canone unico patrimoniale - dal 2021 il canone unico sostituisce la tassa e il canone per l’occupazione di suolo pubblico (TOSAP e COSAP) e l’imposta comunale sulla pubblicità: si paga per insegne, cartelli, dehors, ponteggi e occupazioni di aree pubbliche.
Il canone è un’entrata patrimoniale non tributaria del Comune: chi lo paga lo fa come corrispettivo dell’uso di un bene pubblico o della diffusione di un messaggio. Proprio perché non è un’imposta, segue la competenza e non la regola del pagamento dell’art. 99 TUIR.
Cosa ci rientra
- Esempi. Canone per l’insegna del negozio; occupazione di suolo pubblico con tavolini (dehors); cartelloni pubblicitari; ponteggi su suolo pubblico.
Come riconoscerlo nei documenti
Avviso di pagamento del Comune o del concessionario.
Differenze con conti simili
- Concessioni demaniali. I canoni per beni demaniali sono in B.8 (costi per godimento di beni di terzi).
- Pubblicità. L’acquisto di spazi pubblicitari da privati è in B.7 (costi per servizi).
Collocazione in bilancio
B.14 (oneri diversi di gestione).
Che cosa sostituisce
Il canone sostituisce dal 1° gennaio 2021 la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità, il diritto sulle pubbliche affissioni, il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari e il canone per le strade provinciali (art. 1, c. 816, L. 160/2019); è riscosso dal Comune o dal suo concessionario.
Occupazioni e pubblicità
Il canone è dovuto per le occupazioni di suolo pubblico e per la diffusione di messaggi pubblicitari: quest’ultimo riguarda insegne, cartelli e altri mezzi.
Occupazioni temporanee
Per le occupazioni temporanee, come i dehors stagionali, il pagamento avviene al rilascio della concessione; per quelle permanenti il versamento annuale segue le scadenze e le rate fissate dal regolamento comunale.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. È un canone di natura patrimoniale dovuto al Comune, deducibile come costo inerente all’attività.
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.14 (oneri diversi di gestione) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. È un’entrata patrimoniale del Comune: fuori campo IVA.
Canone unico patrimoniale: esempio di contabilizzazione
Un bar paga al Comune, il 15 aprile 2025, il canone di 900 euro per il dehors dal 1° aprile al 31 ottobre. Il 1° ottobre 2025 versa in anticipo 480 euro di canone per l’insegna, per il periodo dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2026: nove mesi su dodici, cioè 360 euro, sono di competenza del 2026.
Il canone unico patrimoniale, dovuto al Comune per occupazioni di suolo pubblico e diffusione di messaggi pubblicitari, è un onere di B.14 (oneri diversi di gestione) di competenza dell'esercizio.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
L’OIC 12 comprende in B.14 (oneri diversi di gestione) i costi della gestione caratteristica che non trovano posto nelle altre voci della classe B: imposte indirette e tasse, minusvalenze da alienazione, sopravvenienze e insussistenze passive, liberalità, omaggi, quote associative e altri oneri minori. La voce è residuale: prima di usarla si verifica che il costo non appartenga a una voce specifica.
Competenza e risconti
Il canone è un costo del periodo a cui si riferisce l’occupazione o l’esposizione: se il pagamento anticipa un periodo che cade in parte nell’esercizio successivo, la quota di competenza dell’anno dopo si rinvia con un risconto attivo (OIC 18).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Applicazione della rilevanza. Se la società non applica un criterio perché gli effetti sono irrilevanti, i criteri con cui ha attuato questa facoltà. Obbligo di legge: art. 2423, c. 4, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; applicazione della rilevanza (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
È un canone di natura patrimoniale dovuto al Comune, deducibile come costo inerente all’attività.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.14 (oneri diversi di gestione) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
È un’entrata patrimoniale del Comune: fuori campo IVA. Imposte, tasse, diritti e sanzioni non sono il corrispettivo di una cessione o di una prestazione: sono fuori campo IVA e si registrano per l’importo pagato, senza IVA da detrarre. Se un terzo, come il notaio o lo spedizioniere, li anticipa per conto dell’impresa, li espone nella sua fattura esclusi dalla base imponibile (art. 15, c. 1, n. 3, DPR 633/1972).
Competenza
Il canone è un costo per l’uso di beni pubblici, deducibile per competenza nell’esercizio in cui matura, secondo le regole generali sui componenti del reddito d’impresa (art. 109 TUIR); per le società di capitali la base IRAP segue il bilancio (art. 5 D.Lgs. 446/1997). Il canone è versato al Comune come entrata patrimoniale e di regola non reca IVA da detrarre; se è riscosso da un concessionario, si verifica in fattura come è esposto.
Nuovo testo unico dal 2027
Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (S.O. N. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026) riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono per i periodi d’imposta fino al 2026; dal 2027, trattandosi di un testo unico di riordino, cambia la numerazione: l’art. 109 (norme generali sui componenti del reddito d’impresa) diventa l’art. 118.
Canone del dehors e dell’insegna di un bar
Un bar paga al Comune, il 15 aprile 2025, il canone di 900 euro per il dehors dal 1° aprile al 31 ottobre. Il 1° ottobre 2025 versa in anticipo 480 euro di canone per l’insegna, per il periodo dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2026: nove mesi su dodici, cioè 360 euro, sono di competenza del 2026.
1. Pagamento del canone del dehors - 15 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Canone unico patrimoniale (B.14) | 900,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 900,00 |
| Totale | 900,00 | 900,00 |
Il periodo dell’occupazione cade tutto nell’esercizio: nessun risconto.
2. Pagamento del canone dell’insegna - 1° ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Canone unico patrimoniale (B.14) | 480,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 480,00 |
| Totale | 480,00 | 480,00 |
Il canone copre dodici mesi, dei quali tre sono del 2025 e nove del 2026: il risconto si calcola a fine anno.
3. Risconto della quota del 2026 - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Risconti attivi (D dell’attivo) | 360,00 | - |
| Canone unico patrimoniale (B.14) | - | 360,00 |
| Totale | 360,00 | 360,00 |
Dei 480 euro, la quota di competenza del 2026 è nove dodicesimi, 360 euro; nell’esempio si assume, per semplicità, il canone diviso per mesi interi.
4. Riapertura del risconto - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Canone unico patrimoniale (B.14) | 360,00 | - |
| Risconti attivi (D dell’attivo) | - | 360,00 |
| Totale | 360,00 | 360,00 |
All’apertura dell’esercizio il costo torna a conto economico.
Controlli prima della dichiarazione
- Concessione. Conservare l’atto di concessione o l’autorizzazione, con superficie, periodo e importo.
- Competenza. Verificare il periodo coperto dal pagamento e rinviare la quota dell’anno dopo.
- Regolamento comunale. Consultare il regolamento del Comune per tariffe, scadenze e riduzioni.
- Pubblicità di terzi. Distinguere il canone pagato al Comune dal corrispettivo per spazi pubblicitari acquistati da privati, che è in B.7 (costi per servizi).
Errori ricorrenti
Canone in B.8 (costi per godimento di beni di terzi)
I canoni per beni demaniali in concessione hanno un conto diverso: questo è il canone comunale per occupazioni e pubblicità.
Costo dell’anno dopo lasciato nell’anno di pagamento
Manca il risconto.
Spazi pubblicitari di privati in B.14 (oneri diversi di gestione)
Sono servizi con IVA in B.7.
IVA detratta sul canone
Il canone è pagato al Comune e non reca IVA da detrarre.
