Inquadramento generale
Spese di stoccaggio su acquisti - sono i costi di deposito dei beni prima che arrivino nei magazzini dell’impresa, per esempio la sosta in porto o in un deposito del fornitore in attesa della consegna, quando il fornitore li addebita insieme ai beni.
Le spese di stoccaggio nascono spesso da ritardi nel ritiro: l’impresa non riesce a ricevere la merce nei tempi pattuiti e il fornitore addebita i giorni di giacenza. Sono costi che aumentano il prezzo effettivo dei beni e che conviene monitorare, perché segnalano problemi di organizzazione degli acquisti.
Cosa ci rientra
- In fattura del fornitore. Sosta della merce in porto; giacenza presso il deposito del fornitore; magazzinaggio in attesa della consegna.
Come riconoscerlo nei documenti
Righe come «sosta», «magazzinaggio», «giacenza» nella fattura del fornitore dei beni. Se le fattura un magazzino o un operatore logistico incaricato dall’impresa, sono un servizio.
Differenze con conti simili
- Magazzinaggio da terzi. Va in B.7 (costi per servizi).
- Affitto di un magazzino. Va in B.8, godimento di beni di terzi.
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) se addebitate dal fornitore dei beni; altrimenti B.7 (costi per servizi).
Magazzinaggio, stoccaggio e affitto
Il fornitore che addebita la sosta dei suoi beni fa pagare un onere accessorio (B.6, costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); l’operatore logistico che custodisce la merce dell’impresa rende un servizio (B.7, costi per servizi); il proprietario che dà in uso esclusivo un locale riceve un canone di locazione (B.8, costi per godimento di beni di terzi).
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Spese di stoccaggio su acquisti: esempio di contabilizzazione
Il fornitore addebita 200 euro per la giacenza dei beni nel suo deposito oltre la data di ritiro concordata.
Le spese di stoccaggio addebitate dal fornitore dei beni per la giacenza prima della consegna sono oneri accessori d'acquisto in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
Principi contabili (OIC)
Collocazione
Le spese di stoccaggio addebitate dal fornitore insieme ai beni sono costi accessori di acquisto e si rilevano in B.6 (OIC 12).
Rimanenze
Le spese sostenute per portare i beni nel luogo e nelle condizioni attuali concorrono al costo delle rimanenze; non vi concorrono invece i costi di magazzinaggio successivi all’arrivo, salvo che siano necessari per il processo produttivo (OIC 13).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Costi accessori e sconti. Se rilevante, il criterio con cui oneri accessori, sconti e premi sono portati a rettifica del costo degli acquisti e delle rimanenze. Principio contabile: OIC 12; OIC 13, par. 81.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. Addebitate dal fornitore insieme ai beni, sono un onere accessorio d’acquisto.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Le spese accessorie addebitate dal fornitore nella stessa fattura, come trasporto, imballo o assicurazione, seguono l’aliquota dei beni a cui si riferiscono (art. 12 DPR 633/1972). Se le fattura un magazzino o un operatore logistico incaricato dall’impresa, sono un servizio autonomo al 22% in B.7 (costi per servizi).
Giacenza dei beni nel deposito del fornitore
Il fornitore addebita 200 euro per la giacenza dei beni nel suo deposito oltre la data di ritiro concordata.
1. Registrazione della spesa di giacenza - 7 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Spese di stoccaggio su acquisti (B.6) | 200,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 44,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 244,00 |
| Totale | 244,00 | 244,00 |
La spesa è addebitata in fattura insieme ai beni ritirati in ritardo.
2. Pagamento del fornitore - 6 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 244,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 244,00 |
| Totale | 244,00 | 244,00 |
Controlli prima della dichiarazione
- Natura del costo. Verificare che la sosta addebitata dal fornitore sia distinta dal magazzinaggio di terzi e dagli affitti.
- Rimanenze. Verificare che la spesa di giacenza prima dell’arrivo entri nel costo dei beni, e che quella successiva all’arrivo non vi entri.
- Ricorrenza. Verificare se le spese di giacenza sono ricorrenti e indicano ritardi da correggere.
Errori ricorrenti
Magazzinaggio successivo capitalizzato nelle rimanenze
I costi di custodia della merce già arrivata in magazzino sono di regola costi dell’anno: includerli nelle rimanenze rinvia costi al futuro.
Sosta addebitata dal fornitore registrata tra gli affitti
Non c’è un contratto di locazione: è un onere accessorio d’acquisto.
IVA non coerente con i beni
Se addebitata insieme ai beni, la spesa segue l’aliquota dei beni.
