Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 19 Settembre 2026

Fondo rischi su cambi

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Fondo rischi su cambi - accoglie le perdite probabili su impegni in valuta estera non ancora rilevati come crediti o debiti, per esempio un ordine di acquisto in dollari già firmato quando il cambio si è mosso in modo sfavorevole. Crediti e debiti in valuta già iscritti si adeguano invece direttamente al cambio di fine esercizio, senza fondo.

Il rischio di cambio nasce quando l’impresa si impegna oggi a pagare o incassare domani in un’altra valuta. Finché l’operazione non è iscritta in bilancio, l’unico modo di rappresentare una perdita probabile è il fondo.

Cosa ci rientra

  • Situazioni tipiche. Contratto di acquisto in dollari con consegna l’anno successivo; impegno di vendita in valuta con perdita prevista per effetto del cambio.
  • Cosa non ci rientra. Adeguamento dei crediti e debiti in valuta al cambio di chiusura (C.17-bis, utili e perdite su cambi); derivati su valute (B.3, strumenti finanziari derivati passivi, o B.III.4, strumenti finanziari derivati attivi immobilizzati).

Come riconoscerlo nei documenti

Contratti di acquisto o vendita in valuta non ancora eseguiti e cambi di fine esercizio pubblicati dalla Banca d’Italia.

Differenze con conti simili

  • Utili e perdite su cambi. L’adeguamento delle poste monetarie va direttamente in C.17-bis (utili e perdite su cambi).
  • Derivati di copertura. Hanno un fondo proprio in B.3 (strumenti finanziari derivati passivi).

Collocazione in bilancio

Passivo B.4 (altri fondi per rischi e oneri); la contropartita è C.17-bis (utili e perdite su cambi) per la natura finanziaria della perdita.

Dal 2024

Gli utili e le perdite da valutazione di crediti e debiti in valuta seguono il bilancio anche fiscalmente (art. 110, c. 3, TUIR, modificato dal D.Lgs. 192/2024); un fondo per rischi su impegni futuri resta invece un accantonamento indeducibile.

Fiscalità differita

L’accantonamento indeducibile crea una differenza temporanea: nell’anno dello stanziamento si fa una variazione in aumento e si iscrivono le imposte anticipate, se è ragionevolmente certo che ci saranno redditi imponibili per recuperarle; quando il fondo si utilizza, la variazione in diminuzione riassorbe le imposte anticipate.

Regole fiscali essenziali

  • Imposte sui redditi. L’accantonamento non è deducibile, perché non rientra tra quelli ammessi dagli artt. 105, 106 e 107 TUIR (art. 107, c. 4): nell’anno dello stanziamento si fa una variazione in aumento e si iscrivono le imposte anticipate, se è ragionevolmente certo il loro recupero.
  • IRAP. Le perdite su cambi sono componenti finanziari in C.17-bis (utili e perdite su cambi): non entrano nella base IRAP delle società di capitali, né allo stanziamento né all’utilizzo.
  • IVA. Il fondo e l’accantonamento sono stime interne di fine anno: non c’è un’operazione con un fornitore e quindi non c’è IVA.

Fondo rischi su cambi: esempio di contabilizzazione

A novembre un commerciante ordina merce per 100.000 dollari, pari a 90.000 euro al cambio dell’ordine, con consegna e pagamento a marzo, e l’ha già rivenduta a un cliente a un prezzo fisso in euro. Al cambio di fine anno il costo in euro è di 94.000 euro, 4.000 in più del previsto.

Regola Fondamentale & Ratio

Il fondo rischi su cambi copre le perdite probabili su impegni in valuta non ancora iscritti; crediti e debiti in valuta già in bilancio si adeguano direttamente al cambio di chiusura.

Riferimenti Normativi Primari:
Art. 2426, c. 1, n. 8-bis, c.c.; artt. 107 e 110 TUIR; OIC 26; OIC 31

🏛️Principi contabili (OIC)

Condizioni di iscrizione

L’OIC 31 ammette un fondo solo per passività di natura determinata, con esistenza certa o probabile e importo stimabile con ragionevolezza alla data di bilancio. Non sono ammessi fondi generici privi di giustificazione economica; le passività solo possibili si descrivono in nota integrativa, quelle remote non si menzionano.

Poste in valuta

L’OIC 26 converte al cambio di chiusura le attività e passività monetarie in valuta; gli impegni non ancora iscritti si valutano solo per rilevare eventuali perdite probabili.

Utilizzo e rilascio

Il fondo si utilizza in modo diretto e solo per gli oneri per cui è stato costituito. Se l’onere effettivo è minore, l’eccedenza si rilascia a conto economico nella stessa area dell’accantonamento, di norma in A.5 (altri ricavi e proventi); se è maggiore, la differenza è un costo della voce di natura.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Variazioni della voce. Le variazioni intervenute nella consistenza della voce; per fondi, trattamento di fine rapporto e patrimonio netto, la formazione e gli utilizzi. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 4, c.c.
  • Composizione degli altri fondi. Per ogni fondo: la situazione di incertezza, l’importo stanziato e il rischio di perdite ulteriori. Principio contabile: OIC 31, par. 49.
  • Prospetto della fiscalità differita. Le differenze temporanee che hanno generato imposte anticipate e differite, con aliquote, variazioni rispetto all’esercizio precedente e importi imputati a conto economico o a patrimonio netto; le imposte anticipate su perdite fiscali iscritte e non iscritte, con le motivazioni. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 14, c.c.; OIC 25, par. 92.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Imposte sui redditi

L’accantonamento non è deducibile, perché non rientra tra quelli ammessi dagli artt. 105, 106 e 107 TUIR (art. 107, c. 4): nell’anno dello stanziamento si fa una variazione in aumento e si iscrivono le imposte anticipate, se è ragionevolmente certo il loro recupero. Quando l’onere si manifesta e il fondo si utilizza, il costo diventa deducibile, con una variazione in diminuzione, se in quel momento è certo e determinabile. Il rilascio del fondo eccedente non è tassato per la parte a suo tempo non dedotta. Dal 2024 gli utili e le perdite da valutazione di crediti e debiti in valuta seguono il bilancio (art. 110, c. 3, TUIR), ma un fondo per rischi su impegni futuri resta un accantonamento non deducibile.

IRAP

Le perdite su cambi sono componenti finanziari in C.17-bis (utili e perdite su cambi): non entrano nella base IRAP delle società di capitali, né allo stanziamento né all’utilizzo.

IVA

Il fondo e l’accantonamento sono stime interne di fine anno: non c’è un’operazione con un fornitore e quindi non c’è IVA. L’IVA riguarda le fatture dei costi quando l’impresa li sostiene e utilizza il fondo, con le regole ordinarie di detrazione.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Merce da acquistare in dollari già rivenduta in euro

Caso pratico guidato · Dati di partenza

A novembre un commerciante ordina merce per 100.000 dollari, pari a 90.000 euro al cambio dell’ordine, con consegna e pagamento a marzo, e l’ha già rivenduta a un cliente a un prezzo fisso in euro. Al cambio di fine anno il costo in euro è di 94.000 euro, 4.000 in più del previsto.

1. Stanziamento della perdita probabile - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Perdite su cambi da valutazione (C.17-bis) 4.000,00 -
Fondo rischi (B.4 del passivo) - 4.000,00
Totale 4.000,00 4.000,00

La perdita è probabile e stimabile: si stanzia nel fondo. Fiscalmente è indeducibile.

2. Imposte anticipate sulla ripresa - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Crediti per imposte anticipate (C.II.5-ter) 960,00 -
Imposte anticipate (20) - 960,00
Totale 960,00 960,00

3. Acquisto e pagamento dei macchinari - 15 marzo 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Merci (B.6) 94.500,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 94.500,00
Totale 94.500,00 94.500,00

Al cambio del pagamento il costo è 94.500 euro, 4.500 in più di quanto previsto all’ordine: il maggior costo è già tutto nella voce B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci). L’IVA all’importazione, pagata in dogana, non è rappresentata.

4. Rilascio del fondo - 15 marzo 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Fondo rischi (B.4 del passivo) 4.000,00 -
Utili su cambi (C.17-bis) - 4.000,00
Totale 4.000,00 4.000,00

Il fondo non serve più, perché la perdita è entrata nel costo d’acquisto: si rilascia nella stessa area dell’accantonamento. Il rilascio non è tassato, perché l’accantonamento non era stato dedotto.

5. Riassorbimento delle imposte anticipate - 31 dicembre 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Imposte anticipate (20) 960,00 -
Crediti per imposte anticipate (C.II.5-ter) - 960,00
Totale 960,00 960,00

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Impegni in valuta. Censire gli ordini in valuta aperti a fine anno.
  • Imposte anticipate. Calcolare le imposte anticipate sulla ripresa e verificarne ogni anno la recuperabilità.
  • Coperture. Verificare se esistono contratti a termine che neutralizzano il rischio.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Fondo su crediti e debiti già iscritti

Si adeguano direttamente al cambio di chiusura.

Errore ricorrente

Accantonamento dedotto

Salvo i casi tassativi degli artt. 105, 106 e 107 TUIR, l’accantonamento va ripreso in aumento nell’anno dello stanziamento.

Errore ricorrente

Rilascio tassato due volte

Il rilascio di un fondo non dedotto non è tassato: va neutralizzato con una variazione in diminuzione.