Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 22 Settembre 2026

Variazione cascami

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Variazione cascami - è la differenza tra le rimanenze finali e iniziali di scarti e sfridi che l’impresa rivende, valutati al presumibile valore di realizzo. Il piano usa tre conti: esistenze iniziali, rimanenze finali e il conto di variazione che ne raccoglie la differenza.

I cascami sono gli scarti della lavorazione che conservano un valore di recupero: sfridi di metallo, ritagli, rottami. Quelli ancora in magazzino a fine anno sono rimanenze; quelli senza valore non lo sono e si smaltiscono come rifiuti.

Cosa ci rientra

  • Conti del gruppo. (Cascami c/esistenze iniziali); Cascami c/rimanenze finali; Variazione cascami.
  • Esempi. Sfridi di metallo in attesa di vendita; ritagli e scarti accumulati.

Come riconoscerlo nei documenti

Inventario di fine anno valorizzato al costo di produzione; schede di magazzino.

Differenze con conti simili

  • Rifiuti senza valore. Non si iscrivono tra le rimanenze.

Collocazione in bilancio

A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti), per il saldo dei tre conti.

Regole fiscali essenziali

  • Imposte sui redditi. Le rimanenze di prodotti concorrono al reddito secondo l’art. 92 TUIR: si valutano al costo, con il metodo adottato in bilancio (FIFO, LIFO, costo medio), o al valore di mercato se inferiore.
  • IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997): i componenti iscritti nel valore della produzione concorrono alla base per l’importo di bilancio.
  • IVA. La variazione è una scrittura interna di fine anno: non c’è un’operazione con terzi e quindi nessuna IVA.

Variazione cascami: esempio di contabilizzazione

Le rimanenze iniziali sono di 800 euro e quelle finali, valutate all’inventario, di 600 euro: la variazione è negativa per 200 euro. Il piano usa tre conti, per le esistenze iniziali, le rimanenze finali e la variazione, che raccoglie la differenza.

Regola Fondamentale & Ratio

Pesare gli scarti commerciabili, aggiornare il valore netto di realizzo ed escludere i rifiuti senza mercato prima di calcolare rimanenze finali meno iniziali.

Riferimenti Normativi Primari:
Codice civile, artt. 2425 e 2426TUIR, art. 92D.Lgs. 446/1997, art. 5

🏛️Principi contabili (OIC)

Valore della produzione

L’OIC 12 raccoglie nella macroclasse A del conto economico i ricavi dell’attività caratteristica (A.1, ricavi delle vendite e delle prestazioni), le variazioni delle rimanenze di prodotti e dei lavori in corso (A.2, variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti, e A.3, variazioni dei lavori in corso su ordinazione), le capitalizzazioni per lavori interni (A.4, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni) e gli altri ricavi e proventi della gestione non finanziaria (A.5, altri ricavi e proventi), con indicazione separata dei contributi in conto esercizio.

Valutazione delle rimanenze

Le rimanenze si valutano al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato (art. 2426 n. 9 c.c.; OIC 13): se in un esercizio successivo vengono meno i motivi della svalutazione, si ripristina il costo. La variazione tra rimanenze finali e iniziali si iscrive in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) con segno positivo se le scorte aumentano e negativo se diminuiscono (art. 2425 c.c.).

Valore dei cascami in magazzino

I cascami si valutano al presumibile valore di realizzo, perché non hanno un costo di produzione attribuibile; quelli senza valore non si iscrivono nell’attivo. La valutazione si aggiorna a fine anno perché il prezzo dei rottami è molto volatile (OIC 13).

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la relazione sulla gestione deve contenere in relazione a questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Analisi della gestione e rischi. Un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento della gestione, con indicatori finanziari e, se del caso, non finanziari, e la descrizione dei principali rischi e incertezze. Obbligo di legge: art. 2428, c. 1 e 2, c.c.

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Imposte sui redditi

Le rimanenze di prodotti concorrono al reddito secondo l’art. 92 TUIR: si valutano al costo, con il metodo adottato in bilancio (FIFO, LIFO, costo medio), o al valore di mercato se inferiore. Le rimanenze finali sono un componente positivo, quelle iniziali un componente negativo. Le società in derivazione rafforzata seguono le valutazioni di bilancio, salvo le svalutazioni.

IRAP

Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997): i componenti iscritti nel valore della produzione concorrono alla base per l’importo di bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i ricavi secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).

IVA

La variazione è una scrittura interna di fine anno: non c’è un’operazione con terzi e quindi nessuna IVA.

Rimanenze e reddito

Le variazioni delle rimanenze finali dei beni di cui all’art. 85, c. 1, lett. a e b, TUIR, rispetto alle esistenze iniziali, concorrono a formare il reddito dell’esercizio; la valutazione fiscale non può essere inferiore a quella che risulta raggruppando i beni in categorie omogenee per natura e per valore secondo i criteri dell’art. 92 (art. 92, c. 1 e 4-5). Le rimanenze finali di un esercizio, nell’importo indicato in dichiarazione, sono le esistenze iniziali dell’esercizio successivo (art. 92, c. 7).

IRAP: la variazione rileva

Per le società di capitali la variazione delle rimanenze è nella voce A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti), che fa parte della differenza tra valore e costi della produzione: concorre alla base IRAP con il suo segno (art. 5 D.Lgs. 446/1997). Le società di persone e le imprese individuali applicano l’art. 5-bis.

Nuovo testo unico dal 2027

Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono fino al 2026; dal 2027 l’art. 92 (rimanenze) diventa l’art. 101, l’art. 93 (opere, forniture e servizi di durata ultrannuale) l’art. 102 e l’art. 85 (ricavi) l’art. 94.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Variazione di fine anno

Da 800 a 600 euro
Caso pratico guidato · Dati di partenza

Le rimanenze iniziali sono di 800 euro e quelle finali, valutate all’inventario, di 600 euro: la variazione è negativa per 200 euro. Il piano usa tre conti, per le esistenze iniziali, le rimanenze finali e la variazione, che raccoglie la differenza.

1. Storno delle esistenze iniziali - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Cascami c/esistenze iniziali (A.2) 800,00 -
Cascami (C.I.4) - 800,00
Totale 800,00 800,00

Le rimanenze dell’anno precedente, portate nel bilancio d’apertura, si azzerano contro il conto delle esistenze iniziali.

2. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Cascami (C.I.4) 600,00 -
Cascami c/rimanenze finali (A.2) - 600,00
Totale 600,00 600,00

L’inventario di fine anno, valorizzato al minore tra costo e valore di realizzo, si iscrive nell’attivo.

3. Determinazione della variazione - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Cascami c/rimanenze finali (A.2) 600,00 -
Variazione cascami (A.2) 200,00 -
Cascami c/esistenze iniziali (A.2) - 800,00
Totale 800,00 800,00

Il conto di variazione raccoglie la differenza tra rimanenze finali e iniziali ed è il valore che si espone in A.2 (variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) del conto economico.

4. Storno delle esistenze iniziali dell’esercizio successivo - 31 dicembre 2026

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Cascami c/esistenze iniziali (A.2) 600,00 -
Cascami (C.I.4) - 600,00
Totale 600,00 600,00

Alla chiusura del 2026 le rimanenze finali del 2025 diventano esistenze iniziali e si stornano, per confrontarle con l’inventario del 2026: il ciclo si ripete ogni anno.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Prezzo di realizzo. Aggiornare a fine anno il prezzo dei rottami e dei ritagli.
  • Quantità. Pesare le giacenze in modo attendibile.
  • Rifiuti senza valore. Escluderli dall’inventario.
  • Inversione contabile. Ricordare che la vendita segue l’inversione contabile ai fini IVA.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Cascami valorizzati a costo pieno

Il valore di magazzino non può superare il valore di realizzo.

Errore ricorrente

Rifiuti a rimanenze

Solo i beni con un mercato sono rimanenze.

Errore ricorrente

Giacenze stimate a occhio

Una stima non documentata non regge alle verifiche.