Inquadramento generale
IVA in split payment - nelle fatture alla pubblica amministrazione e alle società controllate dalla PA soggette alla scissione dei pagamenti, il fornitore addebita l’IVA ma non la incassa: la versa direttamente il cliente. Il conto registra l’IVA della fattura e si chiude subito contro il credito, perché il fornitore non ne è debitore.
Per chi vende alla pubblica amministrazione lo split payment genera spesso un credito IVA strutturale, perché l’IVA sugli acquisti resta detraibile mentre quella sulle vendite non si incassa.
Cosa ci rientra
- Esempi. Fattura a un Comune; fattura a una società partecipata dalla PA soggetta a split payment.
- Cosa non ci rientra. Fatture a privati (IVA a debito); fatture per servizi professionali soggetti a ritenuta, esclusi dallo split payment.
Come riconoscerlo nei documenti
Fattura elettronica con esigibilità «S» (scissione dei pagamenti) e annotazione di legge.
Differenze con conti simili
- IVA a debito. Il fornitore la versa lui stesso.
- Crediti verso clienti. Il fornitore incassa solo l’imponibile.
Collocazione in bilancio
Il conto si chiude a ogni fattura: non ha saldo in bilancio.
Rimborso prioritario
Chi ha un credito IVA generato dallo split payment può chiedere il rimborso in via prioritaria, per la parte corrispondente.
Professionisti
Dal 15 luglio 2018 lo split payment non si applica ai compensi assoggettati a ritenuta (D.L. 87/2018).
Durata
Il meccanismo è autorizzato dall’Unione europea come deroga: la proroga copre il periodo fino al 30 giugno 2029; dal 1° luglio 2025 non riguarda più le società quotate nell’indice FTSE MIB.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il ricavo è l’imponibile; l’IVA in split payment non concorre al reddito del fornitore.
- IRAP. L’IVA non fa parte del valore della produzione: nessun effetto sulla base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. L’IVA è versata dall’ente cliente (art. 17-ter DPR 633/1972); il fornitore annota la fattura nel registro delle vendite senza computare l’imposta nella liquidazione.
IVA in split payment: esempio di contabilizzazione
Un’impresa fattura a un Comune 10.000 euro più IVA in split payment; il credito si riduce subito dell’IVA.
Nella scissione dei pagamenti il fornitore addebita l'IVA in fattura ma non la incassa né la versa: la paga direttamente il cliente pubblico all'Erario.
Principi contabili (OIC)
Debiti tributari
Accolgono le passività per imposte certe e determinate: imposte dell’esercizio al netto di acconti e ritenute, ritenute operate come sostituto d’imposta, IVA da versare. Le imposte probabili o di ammontare incerto vanno invece nel fondo imposte (B.2 del passivo, fondi per imposte, anche differite).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il ricavo è l’imponibile; l’IVA in split payment non concorre al reddito del fornitore. Chi lavora molto con la PA accumula spesso un credito IVA, che può chiedere a rimborso in via prioritaria.
IRAP
L’IVA non fa parte del valore della produzione: nessun effetto sulla base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
L’IVA è versata dall’ente cliente (art. 17-ter DPR 633/1972); il fornitore annota la fattura nel registro delle vendite senza computare l’imposta nella liquidazione.
Fornitura a un Comune
Un’impresa fattura a un Comune 10.000 euro più IVA in split payment; il credito si riduce subito dell’IVA.
1. Fattura con scissione dei pagamenti - 15 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 12.200,00 | - |
| Ricavi delle vendite e delle prestazioni (A.1) | - | 10.000,00 |
| IVA in split payment (D.12) | - | 2.200,00 |
| Totale | 12.200,00 | 12.200,00 |
La fattura riporta l’IVA con l’annotazione “scissione dei pagamenti”.
2. Chiusura dell’IVA non dovuta dal fornitore - 15 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| IVA in split payment (D.12) | 2.200,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 2.200,00 |
| Totale | 2.200,00 | 2.200,00 |
L’IVA sarà versata dal Comune: il credito verso il cliente si riduce al solo imponibile e l’IVA non entra nella liquidazione.
3. Incasso dal Comune - 14 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 10.000,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 10.000,00 |
| Totale | 10.000,00 | 10.000,00 |
Controlli prima della dichiarazione
- Elenchi MEF. Verificare se il cliente è incluso negli elenchi.
- Liquidazione. Escludere l’IVA in split payment dal debito.
- Credito IVA. Valutare il rimborso prioritario.
Errori ricorrenti
IVA in split versata dal fornitore
La versa il cliente pubblico.
Credito verso il Comune al lordo dell’IVA
Si incassa solo l’imponibile.
Split payment su compensi con ritenuta
Non si applica.
