Inquadramento generale
IVA ad esigibilità differita - è l’IVA delle fatture emesse che diventerà esigibile più avanti: nel regime dell’IVA per cassa, per le imprese con volume d’affari fino a 2 milioni, quando il cliente paga o comunque dopo un anno; nelle cessioni a enti pubblici non soggette a split payment, al pagamento. Quando diventa esigibile passa in IVA a debito.
È uno strumento di tesoreria per le imprese con clienti lenti a pagare: evita di anticipare all’Erario un’IVA non ancora incassata.
Cosa ci rientra
- Esempi. IVA delle fatture non incassate in regime di IVA per cassa; IVA delle forniture agli enti per cui vale l’esigibilità differita.
- Cosa non ci rientra. IVA delle fatture ordinarie, esigibile subito; IVA in split payment.
Come riconoscerlo nei documenti
Fatture con esigibilità «D» o con la dicitura dell’IVA per cassa.
Differenze con conti simili
- IVA a debito. È l’IVA già esigibile.
- IVA in split payment. La versa il cliente.
Collocazione in bilancio
Passivo D.12 (debiti tributari).
Limite di un anno
Se il cliente non paga entro un anno dall’operazione, l’IVA diventa esigibile comunque, salvo che il cliente sia sottoposto a procedure concorsuali.
Detrazione differita
Con l’IVA per cassa anche l’IVA sugli acquisti si detrae solo al pagamento dei fornitori: il conto IVA a credito va seguito con la stessa logica.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il ricavo si rileva per competenza, indipendentemente dall’esigibilità dell’IVA.
- IRAP. L’IVA non fa parte del valore della produzione e non incide sulla base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. Con l’IVA per cassa l’imposta diventa esigibile all’incasso e in ogni caso decorso un anno dall’operazione; chi aderisce detrae l’IVA sugli acquisti solo quando li paga (art. 32-bis D.L. 83/2012).
IVA ad esigibilità differita: esempio di contabilizzazione
Un’impresa in IVA per cassa fattura 5.000 euro più IVA; al pagamento del cliente l’IVA diventa esigibile.
Nell'IVA per cassa l'imposta delle fatture emesse diventa esigibile solo all'incasso, e comunque dopo un anno: fino ad allora resta in un conto separato.
Principi contabili (OIC)
Debiti tributari
Accolgono le passività per imposte certe e determinate: imposte dell’esercizio al netto di acconti e ritenute, ritenute operate come sostituto d’imposta, IVA da versare. Le imposte probabili o di ammontare incerto vanno invece nel fondo imposte (B.2 del passivo, fondi per imposte, anche differite).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il ricavo si rileva per competenza, indipendentemente dall’esigibilità dell’IVA. L’IVA differita non concorre al reddito.
IRAP
L’IVA non fa parte del valore della produzione e non incide sulla base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
Con l’IVA per cassa l’imposta diventa esigibile all’incasso e in ogni caso decorso un anno dall’operazione; chi aderisce detrae l’IVA sugli acquisti solo quando li paga (art. 32-bis D.L. 83/2012).
Fattura in regime di IVA per cassa incassata l’anno dopo
Un’impresa in IVA per cassa fattura 5.000 euro più IVA; al pagamento del cliente l’IVA diventa esigibile.
1. Fattura di vendita - 15 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 6.100,00 | - |
| Ricavi delle vendite e delle prestazioni (A.1) | - | 5.000,00 |
| IVA ad esigibilità differita (D.12) | - | 1.100,00 |
| Totale | 6.100,00 | 6.100,00 |
La fattura riporta l’annotazione dell’IVA per cassa.
2. Incasso dal cliente - 20 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 6.100,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 6.100,00 |
| Totale | 6.100,00 | 6.100,00 |
3. IVA divenuta esigibile - 20 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| IVA ad esigibilità differita (D.12) | 1.100,00 | - |
| IVA a debito (D.12) | - | 1.100,00 |
| Totale | 1.100,00 | 1.100,00 |
L’imposta entra nella liquidazione di gennaio 2026.
Controlli prima della dichiarazione
- Scadenzario. Seguire le fatture non incassate e il termine di un anno.
- Opzione. Verificare l’opzione nella dichiarazione IVA.
- Acquisti. Detrarre l’IVA solo al pagamento dei fornitori.
Errori ricorrenti
IVA per cassa nella liquidazione della fattura
Diventa esigibile all’incasso.
Termine di un anno ignorato
L’IVA diventa esigibile comunque.
IVA sugli acquisti detratta alla fattura
Nell’IVA per cassa si detrae al pagamento.
