Inquadramento generale
IVA a debito sui corrispettivi - è l’IVA compresa negli incassi dei commercianti al minuto e delle altre attività che non emettono fattura e memorizzano i corrispettivi con il registratore telematico. Si scorpora dagli incassi giornalieri e si liquida come l’IVA delle fatture.
Lo scorporo si fa per aliquota: 1.220 euro al 22% contengono 1.000 euro di ricavo e 220 di IVA; al 10%, 1.100 euro contengono 100 di IVA.
Cosa ci rientra
- Esempi. IVA scorporata dagli incassi di un negozio; IVA dei corrispettivi di un bar o di un ristorante; IVA degli incassi di un distributore.
- Cosa non ci rientra. IVA delle fatture emesse (IVA a debito); corrispettivi esenti o non soggetti.
Come riconoscerlo nei documenti
Documento commerciale e chiusura giornaliera del registratore telematico; registro dei corrispettivi.
Differenze con conti simili
- IVA a debito. Riguarda le fatture.
- Cassa. Gli incassi comprendono l’IVA da scorporare.
Collocazione in bilancio
Passivo D.12 (debiti tributari), se a fine anno resta un debito dopo la liquidazione.
Registratore e POS
Dal 2026 il registratore telematico deve essere collegato ai sistemi di pagamento elettronico, così che gli incassi con carta siano abbinati ai corrispettivi.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il ricavo è l’imponibile scorporato: l’IVA sui corrispettivi non concorre al reddito.
- IRAP. L’IVA scorporata non fa parte del valore della produzione e non entra nella base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. I corrispettivi si memorizzano e trasmettono giornalmente (art. 2 D.Lgs. 127/2015); l’IVA diventa esigibile al pagamento del corrispettivo e confluisce nella liquidazione periodica.
IVA a debito sui corrispettivi: esempio di contabilizzazione
Un negozio incassa in un giorno 1.220 euro, IVA al 22% compresa.
Nei corrispettivi l'IVA è compresa nel prezzo: si scorpora al momento della registrazione e va in D.12 (debiti tributari) come debito verso l'Erario.
Principi contabili (OIC)
Debiti tributari
Accolgono le passività per imposte certe e determinate: imposte dell’esercizio al netto di acconti e ritenute, ritenute operate come sostituto d’imposta, IVA da versare. Le imposte probabili o di ammontare incerto vanno invece nel fondo imposte (B.2 del passivo, fondi per imposte, anche differite).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il ricavo è l’imponibile scorporato: l’IVA sui corrispettivi non concorre al reddito. Lo scorporo si fa per aliquota, sui dati della chiusura giornaliera.
IRAP
L’IVA scorporata non fa parte del valore della produzione e non entra nella base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
I corrispettivi si memorizzano e trasmettono giornalmente (art. 2 D.Lgs. 127/2015); l’IVA diventa esigibile al pagamento del corrispettivo e confluisce nella liquidazione periodica.
Incassi giornalieri di un negozio
Un negozio incassa in un giorno 1.220 euro, IVA al 22% compresa.
1. Registrazione dei corrispettivi del giorno - 12 marzo 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Cassa (C.IV.3) | 1.220,00 | - |
| Ricavi delle vendite e delle prestazioni (A.1) | - | 1.000,00 |
| IVA a debito sui corrispettivi (D.12) | - | 220,00 |
| Totale | 1.220,00 | 1.220,00 |
L’incasso di 1.220 euro contiene 220 euro di IVA al 22%.
2. Liquidazione di marzo - 31 marzo 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| IVA a debito sui corrispettivi (D.12) | 220,00 | - |
| Erario c/IVA (D.12) | - | 220,00 |
| Totale | 220,00 | 220,00 |
Per semplicità si considera il solo incasso del giorno; nella realtà si sommano tutti i corrispettivi e le fatture del mese e si detrae l’IVA sugli acquisti.
3. Versamento con F24 - 16 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Erario c/IVA (D.12) | 220,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 220,00 |
| Totale | 220,00 | 220,00 |
Codice tributo 6003 per l’IVA di marzo.
Controlli prima della dichiarazione
- Trasmissione telematica. Verificare che i corrispettivi registrati coincidano con quelli trasmessi.
- Scorporo. Controllare le aliquote.
- Versamento della cassa. Riconciliare cassa e banca.
Errori ricorrenti
Ricavo registrato al lordo
L’IVA va scorporata.
Aliquota unica per beni diversi
Lo scorporo va fatto per aliquota.
Corrispettivi non trasmessi
È una violazione sanzionata.
