Inquadramento generale
Beni per la mensa aziendale - sono i generi alimentari e le bevande acquistati per una mensa gestita direttamente dall’impresa con proprio personale. Se la mensa è affidata a una società di ristorazione, la sua fattura è un servizio.
Le mense gestite direttamente sono ormai rare, perché la maggior parte delle imprese affida il servizio a società di ristorazione o usa i buoni pasto. Quando l’impresa cucina con i propri cuochi, però, gli acquisti di alimenti diventano una voce di costo importante e con una regola IVA particolare.
Cosa ci rientra
- Esempi. Generi alimentari per la cucina interna; bevande; stoviglie monouso.
Come riconoscerlo nei documenti
Fatture di fornitori alimentari con consegna presso la mensa aziendale.
Differenze con conti simili
- Servizio mensa di terzi. Va in B.7 (costi per servizi).
- Buoni pasto. Vanno in B.7 (costi per servizi).
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); B.7 (costi per servizi) se la mensa è gestita da terzi.
Quote pagate dai dipendenti
Se i dipendenti pagano una parte del pasto, la somma è un ricavo dell’impresa con IVA al 4%, o riduce il costo della mensa secondo l’impostazione scelta.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. In via generale l’IVA su alimenti e bevande non è detraibile, ma la norma fa eccezione per quelli somministrati in mense aziendali o interaziendali (art. 19-bis1, lett. f, DPR 633/1972): per la mensa gestita direttamente l’IVA è detraibile.
Beni per la mensa aziendale: esempio di contabilizzazione
Un’impresa che gestisce la mensa interna acquista generi alimentari per 3.000 euro più IVA al 10%.
I generi alimentari per una mensa gestita dall'impresa sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), deducibili per intero; l'IVA è detraibile in deroga all'indetraibilità degli alimenti.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
I beni acquistati per la mensa interna sono costi in B.6 (OIC 12); il personale di cucina è in B.9 e i servizi esterni per la mensa in B.7.
Rimanenze
Le scorte di generi alimentari a fine anno, se significative, si iscrivono tra le rimanenze.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. Le somministrazioni di vitto nelle mense organizzate dal datore di lavoro non formano reddito per i dipendenti (art. 51, c. 2, lett. c, TUIR); il limite del 75% delle spese di vitto dell’art. 109, c. 5, non si applica alle mense aziendali.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis). Non sono retribuzione del dipendente: restano costi della produzione.
IVA
In via generale l’IVA su alimenti e bevande non è detraibile, ma la norma fa eccezione per quelli somministrati in mense aziendali o interaziendali (art. 19-bis1, lett. f, DPR 633/1972): per la mensa gestita direttamente l’IVA è detraibile.
Generi alimentari per la mensa interna
Un’impresa che gestisce la mensa interna acquista generi alimentari per 3.000 euro più IVA al 10%.
1. Ricevimento della fattura - 3 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Beni per la mensa aziendale (B.6) | 3.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 300,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 3.300,00 |
| Totale | 3.300,00 | 3.300,00 |
2. Pagamento del fornitore - 3 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 3.300,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 3.300,00 |
| Totale | 3.300,00 | 3.300,00 |
3. Rilevazione delle rimanenze finali - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze di materie di consumo (C.I.1) | 700,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di materie di consumo (B.11) | - | 700,00 |
| Totale | 700,00 | 700,00 |
A fine anno la dispensa della mensa contiene prodotti a lunga conservazione per 700 euro.
4. Storno delle rimanenze a inizio esercizio - 1° gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Variazione delle rimanenze di materie di consumo (B.11) | 700,00 | - |
| Rimanenze di materie di consumo (C.I.1) | - | 700,00 |
| Totale | 700,00 | 700,00 |
All’apertura dell’esercizio successivo le rimanenze iniziali tornano a conto economico e si confrontano, a fine anno, con le nuove rimanenze finali.
Controlli prima della dichiarazione
- Gestione diretta. Verificare che la mensa sia gestita con personale proprio: se è in appalto, la fattura del gestore va in B.7 (costi per servizi).
- Detrazione dell’IVA. Verificare che l’IVA sugli alimenti destinati alla mensa sia detratta.
- Quote dei dipendenti. Verificare la registrazione delle quote pagate dai dipendenti.
Errori ricorrenti
IVA sugli alimenti considerata indetraibile
Per la mensa aziendale la legge fa eccezione: l’IVA è detraibile.
Limite del 75% applicato alla mensa
Il limite delle spese di vitto non riguarda la mensa aziendale.
Acquisti per eventi con clienti nel conto mensa
Gli alimenti per rinfreschi con ospiti esterni sono spese di rappresentanza.
