Inquadramento generale
Compensi di lavoro autonomo abituale - sono i compensi a professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA per prestazioni che non rientrano nelle consulenze specifiche: traduttori, grafici, fotografi, formatori, sviluppatori freelance, medici competenti. È il conto generale delle prestazioni professionali.
È il conto generale delle prestazioni professionali che non rientrano nelle consulenze specifiche. Il documento è sempre una fattura elettronica del professionista, con i dati della ritenuta o l’indicazione del regime forfettario.
Cosa ci rientra
- Esempi. Traduzioni; servizi fotografici; grafica e impaginazione; medico competente per la sorveglianza sanitaria; sviluppo di software da parte di un freelance.
Come riconoscerlo nei documenti
Fattura di una persona fisica con partita IVA, spesso con la dicitura sulla ritenuta d’acconto o sul regime forfettario.
Differenze con conti simili
- Lavoro autonomo occasionale. Chi non ha partita IVA rilascia una ricevuta e ha regole diverse.
- Collaborazioni coordinate e continuative. Il collaboratore senza partita IVA inserito nell’organizzazione ha un conto proprio.
Collocazione in bilancio
B.7 (costi per servizi).
Ritenuta, cassa e forfettari
Sul compenso del professionista l’impresa trattiene la ritenuta del 20%, compresa l’eventuale rivalsa INPS del 4% ma escluso il contributo integrativo della cassa; i professionisti forfettari non addebitano IVA né subiscono ritenuta e applicano la marca da bollo sopra 77,47 euro.
Rivalsa INPS
I professionisti iscritti alla gestione separata possono addebitare la rivalsa del 4%: è parte del compenso e rientra nella base della ritenuta.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, lett. b, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) se il servizio serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Compensi di lavoro autonomo abituale: esempio di contabilizzazione
Un traduttore con partita IVA, iscritto alla gestione separata INPS, traduce il catalogo in inglese: compenso 1.200 euro più rivalsa INPS del 4% e IVA; la società paga trattenendo la ritenuta del 20% su compenso e rivalsa.
I compensi a professionisti con partita IVA sono costi in B.7 (costi per servizi) di competenza dell'anno della prestazione, con ritenuta del 20% e Certificazione Unica.
Principi contabili (OIC)
Competenza delle prestazioni professionali
Per l’OIC 12 i compensi professionali sono costi per servizi in B.7 e si rilevano quando la prestazione è eseguita, anche se il professionista fattura più tardi, al momento del pagamento: a fine anno l’assistenza ricevuta e non fatturata si stanzia come fattura da ricevere.
Collocazione e competenza
L’OIC 12 comprende in B.7 i costi per servizi, rilevati quando la prestazione è ultimata o, per quelli continuativi, quando maturano i corrispettivi; gli importi pagati in anticipo per periodi successivi si rinviano con i risconti.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, lett. b, TUIR). Per i servizi la competenza è la data in cui la prestazione è ultimata; per quelli resi in modo continuativo in base a contratti con corrispettivi periodici è la data di maturazione dei corrispettivi. Il momento della fattura e del pagamento non contano: a fine anno i servizi già ricevuti ma non fatturati si rilevano come fatture da ricevere, i canoni pagati in anticipo si rinviano con un risconto. Per le società in derivazione rafforzata (art. 83 TUIR) valgono i criteri di imputazione del bilancio. Servono l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. Il professionista è tassato quando incassa, ma per l’impresa il costo segue la competenza: l’assistenza ricevuta nell’anno è un costo dell’anno anche se la parcella arriva dopo, e a fine esercizio si stanzia come fattura da ricevere. Nel costo va anche il contributo integrativo della cassa di previdenza addebitato in fattura, di solito il 4%. I professionisti senza una cassa propria, iscritti alla gestione separata INPS, addebitano la rivalsa del 4%: a differenza del contributo integrativo delle casse, fa parte del compenso e rientra nella base della ritenuta d’acconto.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) se il servizio serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile; una fattura ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre nel mese dell’operazione, salvo che sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Con operazioni esenti la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Il professionista emette la fattura al momento del pagamento, che per i servizi è quello in cui l’operazione si considera effettuata (art. 6, c. 3). L’IVA si calcola sul compenso più il contributo integrativo della cassa. I professionisti in regime forfettario non addebitano IVA e applicano la marca da bollo di 2 euro sopra 77,47 euro; in quel caso non c’è IVA da detrarre.
Traduzione del catalogo da parte di un traduttore con partita IVA
Un traduttore con partita IVA, iscritto alla gestione separata INPS, traduce il catalogo in inglese: compenso 1.200 euro più rivalsa INPS del 4% e IVA; la società paga trattenendo la ritenuta del 20% su compenso e rivalsa.
1. Parcella e pagamento con ritenuta - 8 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Compensi di lavoro autonomo (B.7) | 1.248,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 274,56 | - |
| Erario c/ritenute da versare (D.12) | - | 249,60 |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 1.272,96 |
| Totale | 1.522,56 | 1.522,56 |
La rivalsa INPS di 48 euro è parte del compenso: entra nella base dell’IVA e della ritenuta, 1.248 × 20% = 249,60 euro. A differenza del contributo integrativo delle casse professionali, non ne è esclusa.
2. Versamento della ritenuta - 16 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Erario c/ritenute da versare (D.12) | 249,60 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 249,60 |
| Totale | 249,60 | 249,60 |
La ritenuta si versa con F24, codice tributo 1040, entro il 16 del mese successivo al pagamento.
3. Stanziamento della fattura da ricevere - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Compensi di lavoro autonomo (B.7) | 624,00 | - |
| Debiti verso fornitori – Fatture da ricevere (D.7) | - | 624,00 |
| Totale | 624,00 | 624,00 |
Le traduzioni del listino eseguite a dicembre saranno fatturate a febbraio: compenso di 600 euro più rivalsa del 4%, stanziati nel 2025.
4. Parcella dell’anno successivo - 20 febbraio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori – Fatture da ricevere (D.7) | 624,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 137,28 | - |
| Erario c/ritenute da versare (D.12) | - | 124,80 |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 636,48 |
| Totale | 761,28 | 761,28 |
Al pagamento il traduttore emette la parcella: si chiude lo stanziamento, si rileva l’IVA e si trattiene la ritenuta sull’intero importo di 624 euro.
Controlli prima della dichiarazione
- Ritenute e Certificazione Unica. Verificare che le ritenute siano state versate e che i compensi siano nella Certificazione Unica e nel 770.
- Prestazioni di fine anno. Stanziare le prestazioni eseguite entro il 31 dicembre e non ancora fatturate.
- Regime del professionista. Verificare se il professionista è forfettario: niente IVA, niente ritenuta, marca da bollo.
Errori ricorrenti
Ritenuta ai forfettari
Se il professionista dichiara il regime forfettario, non si applica.
Compensi non inseriti nella Certificazione Unica
L’omissione è sanzionata.
Occasionali trattati come abituali
Chi non ha partita IVA ha regole diverse.
