Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 17 Settembre 2026

Aumento del capitale sociale: a pagamento e gratuito

Indice A–Z (729 voci) →

📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Aumento del capitale sociale: a pagamento e gratuito - l’aumento di capitale sociale può essere a pagamento, quando comporta nuovi conferimenti e accresce sia il capitale nominale sia il patrimonio della società, oppure gratuito, quando si limita a imputare a capitale riserve o fondi già esistenti nel patrimonio netto, senza generare nuova ricchezza né richiedere nuovi apporti; è ammesso anche un aumento misto, in parte a pagamento e in parte gratuito.

Liberazione dei nuovi conferimenti

Per i conferimenti in denaro va versato almeno il 25% della quota sottoscritta, oltre all’intero eventuale sovrapprezzo, contestualmente alla sottoscrizione; per i conferimenti in natura o di crediti, le azioni vanno interamente liberate contestualmente alla sottoscrizione, con applicazione delle stesse regole di stima e responsabilità già viste per la costituzione. Nelle società per azioni, a differenza delle società a responsabilità limitata, le azioni corrispondenti a conferimenti in natura restano inalienabili per il tempo necessario alla revisione della stima.

Divieto di previa liberazione incompleta e conti provvisori

L’aumento a pagamento non può essere eseguito finché le azioni o le quote precedentemente emesse non sono interamente liberate: la violazione di questo limite genera responsabilità solidale degli amministratori. Poiché l’aumento non può essere menzionato negli atti sociali finché l’attestazione dell’eseguito aumento non è iscritta al Registro delle imprese, gli importi sottoscritti transitano per conti diversi dal capitale sociale: «Versamenti in conto aumento del capitale sociale», una riserva di capitale con vincolo di destinazione, nell’aumento scindibile, oppure «Azioni o quote sottoscritte per aumento di capitale», un debito verso i sottoscrittori, nell’aumento inscindibile.

Aumento scindibile e inscindibile

La delibera stabilisce se, in caso di sottoscrizioni inferiori all’importo deliberato, l’aumento si consolidi comunque per la quota effettivamente sottoscritta, nell’aumento scindibile, oppure richieda la copertura integrale, pena la restituzione di quanto già versato, nell’aumento inscindibile. Lo scindibile privilegia la flessibilità della società, che può consolidare anche una raccolta parziale; l’inscindibile tutela l’affidamento dei sottoscrittori su un’operazione di importo predeterminato.

Diritto di opzione

Nell’aumento a pagamento i soci hanno diritto di sottoscrivere le nuove azioni o quote in proporzione alla partecipazione posseduta, secondo gli articoli 2441 e 2481-bis del codice civile; il diritto può essere escluso o limitato solo nei casi previsti dalla legge, per esempio quando le nuove azioni sono liberate con conferimenti in natura o l’interesse della società lo esige.

Profilo fiscale

L’aumento a pagamento non genera reddito per la società. L’aumento gratuito con imputazione di riserve non è tassato né per la società né per i soci, ma conserva memoria della natura delle riserve: se in seguito il capitale formato con riserve di utili viene rimborsato ai soci con una riduzione per esuberanza, il rimborso è tassato come dividendo, e le riserve in sospensione d’imposta imputate a capitale restano in sospensione. L’imposta di registro sull’aumento in denaro si applica in misura fissa.

Aumento del capitale sociale: a pagamento e gratuito: esempio di contabilizzazione

Una srl aumenta il capitale da 50.000 a 150.000 euro: 60.000 euro imputando la riserva straordinaria e 40.000 euro con nuovi conferimenti in denaro. La parte gratuita non richiede versamenti né genera imposte; la parte a pagamento richiede il versamento di almeno il 25%.

Regola Fondamentale & Ratio

L'aumento a pagamento richiede nuovi conferimenti e transita per conti provvisori fino all'iscrizione dell'attestazione, con conseguenze diverse per l'aumento scindibile o inscindibile in caso di sottoscrizione parziale; l'aumento gratuito imputa a capitale riserve disponibili, versamenti soci o obbligazioni convertite, senza generare nuova ricchezza.

Riferimenti Normativi Primari:
Artt. 2438-2444 c.c.; artt. 2481-2481-ter c.c.; art. 2441 c.c.; art. 2442 c.c.; artt. 2420-bis e 2420-ter c.c.; artt. 2357-bis e 2357-quater c.c

🏛️Principi contabili (OIC)

Diritto di opzione e cessione dei diritti inoptati

Le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili vanno offerte in opzione ai soci esistenti in proporzione alle azioni possedute. Per le società quotate lo statuto può escludere il diritto di opzione entro il limite del 10% del capitale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato, confermato da apposita relazione di revisione. Se i diritti di opzione non vengono esercitati né ceduti, nelle società non quotate i soci che hanno esercitato l’opzione hanno diritto di prelazione sull’inoptato; nelle società quotate, i diritti inoptati vanno invece offerti sul mercato per almeno cinque sedute. Se un socio cede a terzi il proprio diritto di opzione anziché esercitarlo, il ricavato della cessione, trattandosi di un’operazione sul capitale, incrementa la riserva sovrapprezzo, al netto dell’eventuale effetto fiscale.

Componenti aggiuntive del prezzo di emissione: conguaglio utili e rimborso spese

Se l’aumento si attua in corso d’esercizio con emissione alla pari, il prezzo di emissione può includere, oltre al valore della quota di capitale sottoscritta, il rimborso delle spese relative all’aumento e un importo a titolo di conguaglio degli utili in corso, per realizzare la parità di trattamento fra le azioni già in circolazione e quelle di nuova emissione in sede di riparto degli utili. Questi importi, pur transitando nello stesso conto provvisorio della sottoscrizione, non incrementano il capitale sociale nominale: restano componenti distinte, con funzione perequativa e di rimborso costi.

Aumento gratuito: riserve e fondi utilizzabili

L’aumento gratuito si attua mediante emissione di nuove azioni gratuite, assegnate proporzionalmente ai soci esistenti, oppure mediante l’aumento del valore nominale delle azioni già in circolazione, imputando a capitale riserve o fondi disponibili: la riserva legale per la parte eccedente il minimo di legge, le riserve statutarie e facoltative, i fondi di rivalutazione monetaria e le riserve in sospensione d’imposta. Le azioni proprie, il cui utilizzo per sottoscrivere un aumento a pagamento è vietato, possono invece essere utilizzate per un aumento gratuito, che non determina alcuna mutazione del patrimonio netto della società.

Conversione di versamenti soci e di obbligazioni convertibili

I versamenti soci si distinguono in quattro categorie: il finanziamento, che genera un debito e non è convertibile direttamente in capitale senza rinuncia al credito; il fondo perduto, una riserva di patrimonio netto liberamente imputabile a capitale; il versamento in conto aumento di capitale e il versamento in conto futuro aumento di capitale, già vincolati a una specifica operazione di aumento. Solo queste ultime tre categorie, di natura di patrimonio netto, si prestano a una conversione diretta in capitale mediante delibera. I versamenti a fondo perduto, essendo già una posta di patrimonio netto, si prestano quindi a una conversione diretta in capitale mediante semplice giroconto; i finanziamenti infruttiferi, essendo contabilmente un debito della società verso i soci, richiedono invece una rinuncia del socio al credito prima che la somma possa confluire in capitale. Per le obbligazioni convertibili, l’aumento di capitale è deliberato contestualmente all’emissione del prestito; alla scadenza del diritto di opzione, gli amministratori danno parziale attuazione all’aumento eliminando il valore nominale delle obbligazioni per la parte convertita, con corrispondente aumento del capitale sociale, e l’eventuale eccedenza rispetto al valore nominale delle azioni emesse confluisce in riserva sovrapprezzo. Se, nel periodo di vita del prestito, la società delibera un aumento gratuito mediante imputazione di riserve, il rapporto di cambio stabilito all’emissione del prestito va modificato in proporzione, per preservare la posizione economica relativa degli obbligazionisti. L’opzione di conversione incorporata nel prestito, quale strumento finanziario derivato, va scorporata e valutata al fair value, con iscrizione in un’apposita riserva di patrimonio netto non soggetta a rivalutazioni successive. Lo statuto può delegare agli amministratori la facoltà di emettere obbligazioni convertibili, per un ammontare determinato e un periodo massimo di cinque anni: la delega comprende automaticamente anche il corrispondente aumento di capitale.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Variazioni della voce. Le variazioni intervenute nella consistenza della voce; per fondi, trattamento di fine rapporto e patrimonio netto, la formazione e gli utilizzi. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 4, c.c.
  • Prospetto del patrimonio netto. Le voci di patrimonio netto analiticamente, con origine, possibilità di utilizzazione, distribuibilità e utilizzi dei precedenti esercizi (di regola gli ultimi tre). Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 7-bis, c.c.; OIC 28, par. 41.
  • Azioni della società. Il numero e il valore nominale di ciascuna categoria di azioni e delle nuove azioni sottoscritte nell’esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 17, c.c.
  • Strumenti finanziari emessi. Le azioni di godimento, le obbligazioni convertibili, i warrant e gli altri strumenti finanziari emessi, con numero, diritti attribuiti e caratteristiche delle operazioni. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 18 e 19, c.c.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata queste informazioni non sono richieste dall’art. 2435-bis, c. 5, c.c., salvo che servano a una rappresentazione veritiera e corretta. Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Natura fiscale delle riserve imputate a capitale

L’imputazione di riserve a capitale nell’aumento gratuito non ne muta la natura fiscale: se la riserva imputata aveva natura di utile, tale natura permane anche dopo la sua trasformazione in capitale sociale. Se in un momento successivo il capitale viene ridotto e la somma corrispondente restituita ai soci, la presunzione di prioritaria distribuzione di utili e riserve diverse da quelle di capitale comporta che tale restituzione sia trattata, ai fini fiscali, come distribuzione di dividendi secondo le regole ordinarie, e non come mero rimborso di capitale esente da imposizione.

Riserve in sospensione d’imposta imputate a capitale

Quando l’aumento gratuito imputa a capitale riserve in sospensione d’imposta, la sospensione permane sul capitale così formato: un’eventuale successiva riduzione del capitale per la quota corrispondente riattiva la tassazione della riserva, secondo le stesse logiche di tracciabilità già viste per le altre operazioni sul patrimonio netto.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Aumento a pagamento con sovrapprezzo

Sottoscrizione e iscrizione
Caso pratico guidato · Dati di partenza

Una società per azioni delibera un aumento di capitale scindibile mediante emissione e sottoscrizione integrale di 20.000 nuove azioni, valore nominale 10 euro e sovrapprezzo di 1 euro per azione: il valore complessivo sottoscritto è 220.000 euro, di cui 200.000 euro di capitale sociale e 20.000 euro di sovrapprezzo. Gli azionisti versano contestualmente il sovrapprezzo per intero. Gli importi sono ipotesi del caso.

1. Sottoscrizione e versamento, prima dell’iscrizione dell’attestazione

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Soci c/sottoscrizioni (A) 220.000,00 -
Versamenti in conto aumento del capitale sociale (A.VI) - 200.000,00
Riserva sovrapprezzo azioni (A.II) - 20.000,00
Totale 220.000,00 220.000,00

2. Iscrizione dell’attestazione e giroconto a capitale sociale

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Versamenti in conto aumento del capitale sociale (A.VI) 200.000,00 -
Capitale sociale (A.I) - 200.000,00
Totale 200.000,00 200.000,00

📊Aumento senza sovrapprezzo con conguaglio utili e rimborso spese

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Una diversa società per azioni sostiene spese di emissione per 5.000 euro, pagate tramite banca, e delibera un aumento di capitale di 100.000 euro senza sovrapprezzo, con un conguaglio di utili di 10.000 euro e un rimborso di 5.000 euro per le spese sostenute: il totale sottoscritto è quindi 115.000 euro. Gli importi sono ipotesi del caso.

3. Sostenimento delle spese di emissione

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Spese di emissione azioni 5.000,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 5.000,00
Totale 5.000,00 5.000,00

4. Sottoscrizione con conguaglio utili e rimborso spese

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Soci c/sottoscrizioni (A) 115.000,00 -
Versamenti in conto aumento del capitale sociale (A.VI) - 100.000,00
Conguaglio utili - 10.000,00
Recupero spese (A.5) - 5.000,00
Totale 115.000,00 115.000,00

Il conguaglio utili e il recupero spese non incrementano il capitale sociale nominale: solo i 100.000 euro deliberati confluiranno nel conto Capitale sociale dopo l’iscrizione dell’attestazione, mentre le altre due componenti restano distinte, con funzione perequativa e di rimborso costi.

📊Conversione di versamenti soci a fondo perduto e di finanziamenti infruttiferi

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Una società per azioni riceve dai soci un versamento a fondo perduto di 20.000 euro, prima di qualunque delibera di aumento. Successivamente delibera un aumento di capitale convertendo formalmente in capitale sociale sia questo versamento sia un finanziamento infruttifero in precedenza erogato dai soci per 10.000 euro, per un totale di 30.000 euro. Gli importi sono ipotesi del caso.

5. Versamento a fondo perduto, prima della delibera di aumento

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Banca c/c (C.IV.1) 20.000,00 -
Versamenti da soci a fondo perduto (A.VI) - 20.000,00
Totale 20.000,00 20.000,00

6. Delibera di aumento e sottoscrizione mediante conversione

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Soci c/sottoscrizioni (A) 30.000,00 -
Capitale sociale (A.I) - 30.000,00
Totale 30.000,00 30.000,00

7. Giroconto delle poste preesistenti a estinzione del credito verso soci

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Versamenti da soci a fondo perduto (A.VI) 20.000,00 -
Soci c/finanziamenti infruttiferi (D.3) 10.000,00 -
Soci c/sottoscrizioni (A) - 30.000,00
Totale 30.000,00 30.000,00

Il finanziamento infruttifero, essendo un debito della società verso i soci, richiede una preventiva rinuncia del socio al credito perché la somma possa confluire in capitale; il versamento a fondo perduto, già una posta di patrimonio netto, si presta invece a una conversione diretta senza necessità di rinuncia.

📊Aumento gratuito mediante imputazione di riserve

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Una società per azioni destina 25.000 euro della propria riserva straordinaria ad aumento di capitale sociale, mediante emissione di azioni gratuite assegnate proporzionalmente agli azionisti. Gli importi sono ipotesi del caso.

8. Imputazione della riserva straordinaria a capitale sociale

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Riserva straordinaria (A.VI) 25.000,00 -
Capitale sociale (A.I) - 25.000,00
Totale 25.000,00 25.000,00

Non si rileva alcuna scrittura sul lato dei conferimenti, perché l’operazione non comporta alcun apporto dei soci: si limita a spostare l’importo da una riserva disponibile a una indisponibile.

📊Aumento inscindibile non integralmente sottoscritto

Restituzione ai sottoscrittori
Caso pratico guidato · Dati di partenza

Una diversa società delibera un aumento inscindibile di 200.000 euro; le sottoscrizioni raccolte entro il termine ammontano a soli 150.000 euro. Non essendo stato raggiunto l’importo integrale deliberato, l’aumento non si considera eseguito nemmeno per la parte sottoscritta: la società deve restituire ai sottoscrittori i conferimenti già effettuati, stornare gli eventuali importi già accreditati a riserva sovrapprezzo o a riserva per conguaglio utili in corso, e ripristinare gli eventuali costi di impianto e di ampliamento che fossero stati collegati all’operazione. Gli importi sono ipotesi del caso.

9. Sottoscrizione parziale, in attesa della scadenza del termine

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Soci c/sottoscrizioni (A) 150.000,00 -
Azioni sottoscritte per aumento di capitale - 150.000,00
Totale 150.000,00 150.000,00

10. Restituzione ai sottoscrittori per mancato raggiungimento dell’importo deliberato

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Azioni sottoscritte per aumento di capitale 150.000,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 150.000,00
Totale 150.000,00 150.000,00

⚠️Controlli prima dell’iscrizione dell’attestazione

Prima di procedere all’iscrizione dell’attestazione dell’eseguito aumento occorre verificare la corretta applicazione delle regole procedurali e contabili.

  • Liberazione delle azioni precedenti. Verificare l’integrale liberazione delle azioni o quote precedentemente emesse prima di deliberare un nuovo aumento a pagamento.
  • Conti provvisori. Controllare che gli importi sottoscritti transitino per i conti dedicati, non direttamente per il capitale sociale, fino all’iscrizione dell’attestazione.
  • Scindibile o inscindibile. Verificare quale regime si applichi e le relative conseguenze in caso di sottoscrizione parziale.
  • Diritto di opzione. Controllare il rispetto del diritto di opzione dei soci esistenti e la corretta imputazione del ricavato dell’eventuale cessione dei diritti inoptati.
  • Conguaglio utili e rimborso spese. Verificare che restino distinti dal capitale sociale nominale.
  • Riserve utilizzate per l’aumento gratuito. Controllare che siano effettivamente disponibili.
  • Conversione di finanziamenti infruttiferi. Verificare la necessità della rinuncia al credito, distinguendola dal semplice giroconto ammesso per i versamenti a fondo perduto.
  • Obbligazioni convertibili. Verificare l’adeguamento del rapporto di cambio in caso di aumento gratuito nel periodo di vita del prestito.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Versamenti in conto futuro aumento lasciati a tempo indeterminato

Le somme versate in vista di un aumento sono patrimonio netto solo se l'operazione viene effettivamente deliberata in tempi ragionevoli. Quando l'aumento non viene mai deciso e i soci possono chiederne la restituzione, la sostanza è quella di un finanziamento. Mantenerle per anni tra le riserve sovrastima il patrimonio e occulta un debito verso i soci.

Errore ricorrente

Sottoscrizione compensata con crediti non liquidi

La liberazione mediante compensazione con un credito del socio verso la società presuppone un credito certo, liquido ed esigibile. Utilizzare crediti contestati, non scaduti o di importo incerto equivale a un conferimento diverso dal denaro, che richiede le cautele e le valutazioni previste per i conferimenti in natura. In mancanza, l'aumento risulta di fatto non liberato.

Errore ricorrente

Rimborso di capitale formato da riserve di utili trattato come restituzione

Le riserve di utili imputate a capitale conservano la loro natura fiscale. Se in seguito il capitale viene ridotto con rimborso ai soci, la somma è tassata come dividendo per la parte corrispondente a quelle riserve. Pianificare la riduzione come semplice restituzione di apporti, senza ricostruire la composizione del capitale, espone a ritenute e imposte non previste.