Inquadramento generale
Costi per il sito web - il sito web aziendale è ormai uno strumento essenziale per molte imprese, ma i costi per realizzarlo e gestirlo sono eterogenei: studio degli obiettivi e dei fornitori, sviluppo del software e dell’infrastruttura, grafica e contenuti, aggiornamento e manutenzione. Solo alcune di queste spese creano un bene immateriale da iscrivere nell’attivo; le altre sono costi dell’esercizio, assimilabili alla pubblicità o ai servizi ordinari. La distinzione segue le fasi del progetto, secondo i criteri dell’OIC 24 applicati per analogia.
Fasi del progetto
La fase di pianificazione, con l’analisi degli obiettivi, la valutazione delle alternative e la scelta dei fornitori, genera costi di periodo, perché non esiste ancora un bene. La fase di sviluppo applicativo e infrastrutturale, con la realizzazione del software, dei database, delle funzioni di commercio elettronico o di prenotazione, genera costi capitalizzabili, se il sito è in grado di produrre benefici economici futuri, ad esempio perché consente di vendere o di acquisire ordini. La fase dei contenuti promozionali e quella di gestione ordinaria generano costi dell’esercizio.
Profilo civilistico
I costi capitalizzati si iscrivono tra le immobilizzazioni immateriali, come software o tra le altre immobilizzazioni immateriali, e si ammortizzano a quote costanti sulla vita utile stimata, che per un sito è di regola breve a causa della rapida obsolescenza tecnologica: spesso tre anni. Un sito con finalità esclusivamente informative o pubblicitarie non soddisfa il requisito dei benefici futuri dimostrabili, e i suoi costi vanno a conto economico come spese di pubblicità. A ogni chiusura va verificato che il sito sia ancora utilizzato e non sia stato sostituito.
Profilo fiscale
I costi non capitalizzati sono deducibili per competenza secondo l’articolo 109 del TUIR, senza limiti quantitativi. Per quelli capitalizzati l’ammortamento è deducibile secondo le regole dei beni immateriali: per il software protetto dal diritto d’autore, nel limite del 50% annuo del costo dell’articolo 103; per le altre spese pluriennali, nel limite della quota imputata in bilancio. Il costo di registrazione del dominio, se rilevante, segue la durata del contratto.
Manutenzione e aggiornamenti
Gli aggiornamenti che aggiungono nuove funzioni significative, come un modulo di vendita online, si capitalizzano; gli interventi di manutenzione, gli aggiornamenti di sicurezza e l’hosting sono costi dell’esercizio.
Punti di attenzione
I contratti con le agenzie spesso comprendono in un unico prezzo sviluppo, contenuti e gestione: occorre farsi dare una ripartizione, perché solo la parte di sviluppo è capitalizzabile. La documentazione del progetto dimostra la funzione del sito e giustifica la capitalizzazione.
Informativa
La nota integrativa indica i movimenti delle immobilizzazioni immateriali e il periodo di ammortamento adottato per il sito.
Costi per il sito web: esempio di contabilizzazione
Un’impresa spende 30.000 euro per un sito con commercio elettronico: 3.000 euro di consulenza iniziale, 20.000 euro di sviluppo della piattaforma, 5.000 euro di fotografie e testi promozionali e 2.000 euro di hosting annuale. Capitalizza 20.000 euro e li ammortizza in tre anni; gli altri 10.000 euro sono costi dell’esercizio.
Del sito web si capitalizza solo ciò che crea un bene identificabile con benefici futuri, cioè lo sviluppo applicativo; pianificazione, contenuti e gestione ordinaria restano costi dell'esercizio.
Principi contabili (OIC)
Fase di pianificazione: costo di periodo
I costi sostenuti nella fase di pianificazione del sito web - l’individuazione degli obiettivi, la valutazione delle alternative tecnologiche, la selezione dei fornitori e la definizione dei requisiti funzionali - sono assimilabili, secondo l’OIC 24, ai costi di ricerca: mancando ancora un progetto definito e un costo attribuibile a un bene identificabile, non sono capitalizzabili e vanno interamente imputati a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, quale costo per servizi o costo del personale secondo la loro natura.
Fase di sviluppo applicativo e infrastrutturale: capitalizzazione condizionata
I costi di sviluppo dell’infrastruttura tecnica (acquisizione o realizzazione dell’hardware e del software di base, configurazione del server, registrazione del nome di dominio) e i costi di sviluppo applicativo (creazione del codice, delle interfacce grafiche funzionali e dei database) sono capitalizzabili tra le immobilizzazioni immateriali, alla voce costi di sviluppo o software, quando ricorrono cumulativamente i requisiti generali dell’OIC 24: la fattibilità tecnica del completamento del sito, l’intenzione e la capacità dell’impresa di completarlo e di utilizzarlo, la dimostrabilità dei benefici economici futuri attesi e l’attendibile misurabilità del costo sostenuto. In assenza anche di uno solo di questi requisiti, il costo resta di periodo.
Fase di produzione dei contenuti e fase operativa
I costi di produzione dei contenuti testuali, grafici e multimediali destinati a promuovere e a pubblicizzare i prodotti o i servizi dell’impresa sono generalmente costi di periodo, assimilabili ai costi di pubblicità, salvo il caso in cui i contenuti stessi costituiscano parte integrante e non separabile della componente applicativa capitalizzata, ad esempio i dati strutturati di un catalogo elettronico indispensabile al funzionamento di una piattaforma di commercio elettronico. Una volta che il sito è entrato in funzione, i costi della fase operativa - aggiornamento dei contenuti, hosting, piccole manutenzioni correttive - sono costi di periodo, mentre un intervento evolutivo che aggiunga funzionalità sostanzialmente nuove, e non una semplice manutenzione, va valutato autonomamente secondo gli stessi criteri di capitalizzazione della fase di sviluppo.
Ammortamento del sito capitalizzato
Il costo capitalizzato è ammortizzato a quote costanti lungo la vita utile stimata del sito, tenendo conto della rapida obsolescenza tecnologica che caratterizza questo tipo di investimento: una vita utile di tre-cinque anni è la prassi più frequente, salvo che elementi specifici del progetto giustifichino un periodo diverso, da documentare in nota integrativa insieme ai criteri seguiti per la distinzione tra le fasi capitalizzate e quelle spesate.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. Metodo e coefficienti di ammortamento per categoria, quota di costi generali capitalizzati, criterio ed effetti di eventuali rivalutazioni e metodo di contabilizzazione dei contributi ricevuti. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Movimenti delle immobilizzazioni. Per ciascuna voce: costo, rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni precedenti; acquisizioni, spostamenti tra voci e alienazioni dell’esercizio; rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni dell’esercizio; totale delle rivalutazioni esistenti a fine esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 2, c.c.
- Costi di impianto, ampliamento e sviluppo. La composizione delle voci, le ragioni dell’iscrizione, cioè gli elementi che ne dimostrano l’utilità pluriennale, e i criteri di ammortamento. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 3, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; movimenti delle immobilizzazioni (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Deduzione dei costi di periodo e ammortamento dei costi capitalizzati
Per i costi non capitalizzati, la deduzione segue le regole generali di competenza dell’articolo 109 del TUIR, senza alcuna limitazione quantitativa specifica. Per i costi capitalizzati come immobilizzazione immateriale, la deduzione fiscale segue l’articolo 108, comma 1, del TUIR per i costi di sviluppo, oppure, quando il sito è qualificabile come software, l’articolo 103, comma 1, del TUIR, che ne consente l’ammortamento in un periodo minimo di due esercizi: la quota fiscale massima deducibile in ciascun esercizio non può quindi eccedere il 50% del costo, indipendentemente dalla più lunga vita utile civilistica eventualmente adottata, con la conseguente necessità di gestire l’eventuale disallineamento temporaneo tra quota civilistica e quota fiscale secondo l’OIC 25.
Registrazione del nome di dominio
Il costo di prima registrazione del nome di dominio, distinto dal costo di sviluppo del sito, è generalmente capitalizzato quale diritto simile a una licenza e ammortizzato secondo la durata del contratto di registrazione, rinnovabile periodicamente; i costi di rinnovo periodico della registrazione, quando di importo non significativo rispetto al costo iniziale, sono deducibili quali costi di periodo nell’esercizio di competenza.
Capitalizzazione dei costi di sviluppo di un sito di commercio elettronico
Beta Srl sostiene costi per 24.000 euro (oltre IVA 22%, pari a 5.280 euro) per lo sviluppo applicativo e infrastrutturale di un sito di commercio elettronico, fatturati da un fornitore esterno; i requisiti di capitalizzazione dell’OIC 24 risultano soddisfatti e l’impresa stima una vita utile di quattro anni.
1. Capitalizzazione del costo di sviluppo alla consegna del sito
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Costi di sviluppo (B.I.2) | 24.000,00 | - |
| IVA c/acquisti (C.II.5-bis) | 5.280,00 | - |
| Fornitori (D.7) | - | 29.280,00 |
| Totale | 29.280,00 | 29.280,00 |
1-bis. Pagamento del fornitore
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Fornitori (D.7) | 29.280,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 29.280,00 |
| Totale | 29.280,00 | 29.280,00 |
2. Quota di ammortamento civilistico del primo esercizio (vita utile quattro anni)
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ammortamento costi di sviluppo (B.10.a) | 6.000,00 | - |
| Fondo ammortamento costi di sviluppo (rettifica B.I.2) | - | 6.000,00 |
| Totale | 6.000,00 | 6.000,00 |
La quota civilistica di 6.000 euro (24.000 diviso quattro anni) trova pieno riconoscimento fiscale, poiché non eccede il limite massimo del 50% previsto dall’articolo 103, comma 1, del TUIR per l’ammortamento del software (12.000 euro), sicché non emerge alcuna differenza temporanea da gestire secondo l’OIC 25.
3. Costi di gestione del sito negli esercizi successivi
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Costi per servizi – Hosting e manutenzione sito (B.7) | 2.400,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 528,00 | - |
| Fornitori (D.7) | - | 2.928,00 |
| Totale | 2.928,00 | 2.928,00 |
Hosting, aggiornamenti dei contenuti e manutenzione ordinaria non si capitalizzano: sono costi dell’esercizio. Si capitalizzano solo gli sviluppi che aggiungono funzioni nuove con benefici futuri.
Controlli prima della dichiarazione
- Distinzione per fasi. Verificare che i costi di pianificazione e di produzione dei contenuti pubblicitari, non capitalizzabili, siano stati correttamente separati dai costi di sviluppo applicativo e infrastrutturale.
- Requisiti di capitalizzazione. Documentare in nota integrativa la fattibilità tecnica, l’intenzione di completamento e utilizzo, i benefici economici attesi e l’attendibile misurabilità del costo dei componenti capitalizzati.
- Limite fiscale del software. Verificare che la quota di ammortamento dedotta non eccede il 50% annuo previsto dall’articolo 103, comma 1, del TUIR quando il sito è qualificato come software.
- Nome di dominio. Verificare che il costo di prima registrazione sia capitalizzato distintamente dal costo di sviluppo e che i rinnovi periodici siano trattati come costi di periodo.
Errori ricorrenti
Aggiornamenti dei contenuti capitalizzati
Dopo la messa in linea, l'inserimento di nuovi testi, prodotti e immagini e la manutenzione ordinaria del sito sono costi di periodo. Capitalizzarli perché il sito è già iscritto tra le immobilizzazioni aumenta l'attivo senza un corrispondente incremento di funzionalità. Si capitalizzano solo le implementazioni che aggiungono funzioni e generano benefici economici futuri.
Sviluppo interno capitalizzato senza rilevazione delle ore
Quando il sito è sviluppato dal personale interno, la capitalizzazione dei costi richiede una rilevazione attendibile delle ore dedicate e dei costi diretti, con imputazione a incremento delle immobilizzazioni per lavori interni. Capitalizzare una quota forfettaria degli stipendi, senza schede delle attività, rende il valore iscritto non verificabile.
Sito sostituito senza eliminare il valore residuo
Il rifacimento completo del sito rende inutilizzabile la versione precedente. Il valore non ancora ammortizzato del vecchio sito va eliminato nell'esercizio in cui viene sostituito. Continuare ad ammortizzarlo insieme al nuovo sovrappone due investimenti per la stessa funzione e rinvia una perdita già realizzata.
