Inquadramento generale
Contributi INPS dipendenti - è la quota dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dell’impresa sulle retribuzioni dei dipendenti: pensione, disoccupazione, malattia, maternità, cassa integrazione, fondi di solidarietà. Si calcola in percentuale sulla retribuzione e si versa con F24 insieme alla quota trattenuta ai dipendenti, al netto di sgravi ed esoneri.
Il documento di partenza è la denuncia UniEmens che il consulente del lavoro invia ogni mese all’INPS: da lì nascono l’importo a carico dell’impresa e la quota a carico del dipendente, che l’impresa trattiene e versa per suo conto.
Cosa ci rientra
- Cosa ci rientra. Contributi IVS a carico dell’impresa; contributi per disoccupazione e cassa integrazione; contributi per malattia e maternità; fondi di solidarietà e contributi minori.
- Cosa non ci rientra. Quota a carico del dipendente (trattenuta); premi INAIL (conto proprio).
Come riconoscerlo nei documenti
Riepilogo contributivo del mese elaborato dal consulente del lavoro e denuncia UniEmens.
Differenze con conti simili
- Contributi degli amministratori e collaboratori. Gestione separata, in B.7 (costi per servizi).
- Quota a carico del dipendente. Si trattiene dalla retribuzione.
Collocazione in bilancio
B.9.b (oneri sociali), al netto di sgravi ed esoneri contributivi.
Quota del datore e quota del lavoratore
L’impresa versa all’INPS i contributi a proprio carico, che sono un costo, e quelli trattenuti al dipendente, che sono una partita di giro: si rilevano nel debito verso gli istituti di previdenza (D.13, debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale) ma solo i primi sono costo in B.9.b (oneri sociali).
Esoneri e sgravi
Gli esoneri contributivi, come quelli per le assunzioni di giovani, donne e lavoratori svantaggiati o nelle zone economiche speciali, riducono i contributi dovuti: si rilevano a riduzione di B.9.b (oneri sociali) e il costo del lavoro deducibile è quello netto. Per il 2026 le istruzioni operative sono nelle circolari e nei messaggi dell’INPS.
Contributi degli amministratori e dei collaboratori
I contributi alla gestione separata su compensi di amministratori e collaboratori non sono oneri del personale dipendente e stanno in B.7 (costi per servizi).
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Le spese per prestazioni di lavoro dipendente sono deducibili per competenza (art. 95, c. 1, TUIR): si rilevano nel mese a cui si riferisce la retribuzione, compresi i ratei di tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi maturati e non goduti.
- IRAP. Per le società di capitali il costo del personale in B.9 concorre alla base IRAP, perché non è tra i costi deducibili dal valore della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997), ma può essere dedotto con le regole dell’art. 11: per i dipendenti a tempo indeterminato è deducibile l’intero costo (c. 4-octies); per gli altri sono deducibili i premi INAIL e i costi di apprendisti, disabili, personale con contratti di formazione e addetti alla ricerca e sviluppo (c. 1, lett. a); per gli stagionali impiegati almeno 120 giorni in due periodi d’imposta la deduzione è del 70%; chi ha componenti positivi fino a 400.000 euro deduce inoltre 1.850 euro per ogni dipendente diverso da quelli a tempo indeterminato, fino a cinque.
- IVA. I contributi sono fuori campo IVA.
Contributi INPS dipendenti: esempio di contabilizzazione
La denuncia UniEmens di marzo 2025 espone contributi a carico dell’impresa per 8.800 euro, al netto di un esonero, e contributi a carico dei dipendenti per 2.757 euro. Le ritenute IRPEF del mese sono 5.800 euro. A dicembre i contributi a carico dell’impresa sono 8.900 euro.
I contributi INPS a carico dell'impresa sono un costo del personale in B.9.b (oneri sociali), al netto di sgravi ed esoneri, che si versa con F24 insieme alla quota trattenuta al dipendente.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
L’OIC 12 comprende in B.9 tutti i costi del personale dipendente, articolati nelle cinque sottovoci obbligatorie: salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza e simili, altri costi. La retribuzione si espone al lordo delle ritenute fiscali e dei contributi a carico del lavoratore.
Competenza
Il costo si rileva nel periodo in cui il lavoro è reso, non quando si pagano retribuzioni o contributi: gli importi maturati e non ancora pagati a fine esercizio sono debiti verso i dipendenti o verso gli istituti previdenziali (OIC 19).
Esoneri contributivi
L’esonero contributivo riduce l’onere a carico dell’impresa: come gli importi fiscalizzati, si rileva a riduzione dei contributi in B.9.b (oneri sociali), che si espone al netto.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Numero medio dei dipendenti. Il numero medio dei dipendenti, ripartito per categoria. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 15, c.c.; OIC 12, par. 116.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; numero medio dei dipendenti (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
Le informazioni che la relazione sulla gestione deve contenere in relazione a questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Personale e ambiente. Nella misura necessaria a comprendere la situazione, gli indicatori non finanziari, comprese le informazioni sul personale e sull’ambiente. Obbligo di legge: art. 2428, c. 2, c.c.
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Le spese per prestazioni di lavoro dipendente sono deducibili per competenza (art. 95, c. 1, TUIR): si rilevano nel mese a cui si riferisce la retribuzione, compresi i ratei di tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi maturati e non goduti. Per le assunzioni a tempo indeterminato che aumentano l’occupazione, dal 2024 al 2027 il costo è deducibile con una maggiorazione del 20%, elevata al 30% per alcune categorie di lavoratori svantaggiati (art. 4 D.Lgs. 216/2023, prorogato dalla L. 207/2024), con una variazione in diminuzione in dichiarazione. Gli sgravi contributivi riducono il costo e quindi la parte deducibile.
IRAP
Per le società di capitali il costo del personale in B.9 concorre alla base IRAP, perché non è tra i costi deducibili dal valore della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997), ma può essere dedotto con le regole dell’art. 11: per i dipendenti a tempo indeterminato è deducibile l’intero costo (c. 4-octies); per gli altri sono deducibili i premi INAIL e i costi di apprendisti, disabili, personale con contratti di formazione e addetti alla ricerca e sviluppo (c. 1, lett. a); per gli stagionali impiegati almeno 120 giorni in due periodi d’imposta la deduzione è del 70%; chi ha componenti positivi fino a 400.000 euro deduce inoltre 1.850 euro per ogni dipendente diverso da quelli a tempo indeterminato, fino a cinque. La quota di IRAP riferita al costo del lavoro non dedotto è a sua volta deducibile dall’IRES (art. 2 D.L. 201/2011).
IVA
I contributi sono fuori campo IVA. Retribuzioni, compensi di lavoratori e collaboratori senza partita IVA, contributi e accantonamenti per il personale non sono corrispettivi di operazioni IVA: il lavoro dipendente e assimilato non è un’attività d’impresa o professionale (art. 5, c. 2, DPR 633/1972) e i contributi sono obblighi di legge. Non c’è fattura e non c’è IVA da detrarre.
Esoneri e deducibilità
Poiché l’esonero riduce il costo, il costo del lavoro deducibile per IRES e IRAP è quello al netto dell’esonero.
Maggiorazione del costo delle nuove assunzioni
Per i periodi d’imposta dal 2024 al 2027 il costo dei dipendenti a tempo indeterminato che aumentano l’organico è deducibile con una maggiorazione del 20%, più alta per alcune categorie di lavoratori svantaggiati (art. 4 D.Lgs. 216/2023, esteso al 2025-2027 dalla L. 207/2024): è una variazione in diminuzione in dichiarazione, senza effetto sul conto economico.
Nuovo testo unico dal 2027
Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (S.O. N. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026) riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono per i periodi d’imposta fino al 2026; dal 2027 il reddito di lavoro dipendente (art. 51 TUIR) diventa l’art. 53, le spese per prestazioni di lavoro (art. 95) l’art. 104, gli oneri di utilità sociale (art. 100) l’art. 109, gli accantonamenti di quiescenza e previdenza (art. 105) l’art. 114 e la tassazione separata (art. 17) l’art. 19, trattandosi di un testo unico di riordino.
Contributi INPS di marzo a carico dell’impresa
La denuncia UniEmens di marzo 2025 espone contributi a carico dell’impresa per 8.800 euro, al netto di un esonero, e contributi a carico dei dipendenti per 2.757 euro. Le ritenute IRPEF del mese sono 5.800 euro. A dicembre i contributi a carico dell’impresa sono 8.900 euro.
1. Denuncia UniEmens di marzo - 31 marzo 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Contributi INPS dipendenti (B.9.b) | 8.800,00 | - |
| Debiti verso istituti di previdenza (D.13) | - | 8.800,00 |
| Totale | 8.800,00 | 8.800,00 |
I contributi si rilevano nel mese a cui si riferisce la retribuzione.
2. Versamento con F24 - 16 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Erario c/ritenute da versare (D.12) | 5.800,00 | - |
| Debiti verso istituti di previdenza (D.13) | 11.557,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 17.357,00 |
| Totale | 17.357,00 | 17.357,00 |
L’F24 comprende ritenute IRPEF, contributi a carico dei dipendenti (2.757) e a carico dell’impresa (8.800).
3. Contributi di dicembre non ancora versati - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Contributi INPS dipendenti (B.9.b) | 8.900,00 | - |
| Debiti verso istituti di previdenza (D.13) | - | 8.900,00 |
| Totale | 8.900,00 | 8.900,00 |
I contributi di dicembre sono di competenza 2025 anche se si versano a gennaio.
4. Versamento dei contributi di dicembre - 16 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso istituti di previdenza (D.13) | 8.900,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 8.900,00 |
| Totale | 8.900,00 | 8.900,00 |
Il debito si estingue con il versamento: non serve alcuno storno.
Controlli prima della dichiarazione
- UniEmens. Riconciliare i contributi contabilizzati con la denuncia mensile.
- Esoneri. Registrare gli esoneri a riduzione dei contributi e conservare le autorizzazioni dell’INPS.
- Debito verso l’INPS. Verificare a fine anno che il saldo del debito corrisponda ai contributi di dicembre.
- Tipo di contratto. Tenere sottoconti per contratto a tempo indeterminato, determinato, apprendisti e stagionali, utili per le deduzioni IRAP.
Errori ricorrenti
Quota del dipendente registrata come costo
È una trattenuta: il costo è solo la quota a carico dell’impresa.
Esonero contabilizzato tra i ricavi
Riduce il costo del lavoro e non è un provento.
Contributi di dicembre imputati a gennaio
Sono un costo di competenza dell’anno che si chiude.
Contributi di collaboratori e amministratori mescolati
Stanno in B.7 (costi per servizi) e seguono un regime diverso.
