Inquadramento generale
Prestazioni di servizi - sono i corrispettivi dei servizi resi ai clienti: manutenzioni, consulenze, trasporti, lavorazioni per conto terzi, servizi digitali. Per competenza il ricavo appartiene all’anno in cui la prestazione è ultimata.
La prestazione di servizi comprende ogni attività resa dietro corrispettivo che non sia una cessione di beni: interventi tecnici, consulenze, trasporti, servizi in abbonamento, lavorazioni su beni del cliente. Il conto è il principale delle imprese di servizi ed è il primo che il revisore e l’Agenzia controllano.
Cosa ci rientra
- Esempi. Intervento di assistenza tecnica; lavorazione conto terzi; canone di un servizio di manutenzione; progettazione o consulenza.
Come riconoscerlo nei documenti
Fattura emessa, contratto o ordine, rapportino di intervento o verbale di fine lavori.
Differenze con conti simili
- Vendita di beni. Se si cede la proprietà di un bene è una cessione, non un servizio.
- Locazioni. Hanno conti propri.
Collocazione in bilancio
A.1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni).
Servizi in abbonamento e canoni periodici
Per i servizi con corrispettivo periodico, come la manutenzione con canone annuo o il software in abbonamento, il ricavo matura nel tempo: l’importo incassato per il periodo successivo alla chiusura si rinvia con un risconto passivo (OIC 18), mentre quello maturato e non ancora fatturato si rileva con una fattura da emettere.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il ricavo concorre al reddito nell’anno in cui la prestazione è ultimata; per i servizi continuativi con corrispettivi periodici, alla maturazione dei corrispettivi (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997): i componenti iscritti nel valore della produzione concorrono alla base per l’importo di bilancio.
- IVA. Per l’IVA la prestazione di servizi si considera effettuata al pagamento del corrispettivo, o prima se si emette la fattura (art. 6, c. 3, DPR 633/1972): l’IVA può quindi diventare esigibile in un anno diverso da quello del ricavo.
Prestazioni di servizi: esempio di contabilizzazione
Un’impresa di manutenzione conclude un intervento da 2.500 euro più IVA al 22% il 22 dicembre 2025. Emette la fattura il 12 gennaio 2026 e il cliente paga a fine febbraio. Per l’IVA, la prestazione è effettuata al momento del pagamento o della fattura, se anteriore.
Elencare i servizi ultimati e non fatturati sulla base dei rapportini, stanziare i ricavi e riscontare i canoni futuri, verificando separatamente esigibilità e territorialità IVA.
Principi contabili (OIC)
Valore della produzione
L’OIC 12 raccoglie nella macroclasse A del conto economico i ricavi dell’attività caratteristica (A.1, ricavi delle vendite e delle prestazioni), le variazioni delle rimanenze di prodotti e dei lavori in corso (A.2, variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti, e A.3, variazioni dei lavori in corso su ordinazione), le capitalizzazioni per lavori interni (A.4, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni) e gli altri ricavi e proventi della gestione non finanziaria (A.5, altri ricavi e proventi), con indicazione separata dei contributi in conto esercizio.
Rilevazione dei ricavi
L’OIC 34 lega la rilevazione del ricavo al trasferimento del controllo del bene o all’esecuzione della prestazione, e lo misura al corrispettivo pattuito al netto di resi, sconti, abbuoni e premi.
Momento di rilevazione
L’OIC 34 rileva il ricavo delle prestazioni di servizi in base allo stato di avanzamento dell’esecuzione, oppure al completamento se la prestazione è unica e istantanea. A fine anno si rilevano, con una fattura da emettere, le prestazioni eseguite e non ancora fatturate; le somme fatturate per servizi da rendere l’anno dopo sono risconti passivi (OIC 18).
Commesse pluriennali
Se la prestazione è pattuita come oggetto unitario e dura più di dodici mesi, si applicano le regole dei lavori in corso su ordinazione (OIC 23), con le variazioni in A.3 (variazioni dei lavori in corso su ordinazione).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Ripartizione dei ricavi. La ripartizione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni per categorie di attività e per aree geografiche. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 10, c.c.; OIC 12, par. 114.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
Le informazioni che la relazione sulla gestione deve contenere in relazione a questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Analisi della gestione e rischi. Un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento della gestione, con indicatori finanziari e, se del caso, non finanziari, e la descrizione dei principali rischi e incertezze. Obbligo di legge: art. 2428, c. 1 e 2, c.c.
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il ricavo concorre al reddito nell’anno in cui la prestazione è ultimata; per i servizi continuativi con corrispettivi periodici, alla maturazione dei corrispettivi (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR). Le società che applicano gli OIC, escluse le micro-imprese, seguono i criteri di bilancio (art. 83).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione (art. 5 D.Lgs. 446/1997): i componenti iscritti nel valore della produzione concorrono alla base per l’importo di bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i ricavi secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
Per l’IVA la prestazione di servizi si considera effettuata al pagamento del corrispettivo, o prima se si emette la fattura (art. 6, c. 3, DPR 633/1972): l’IVA può quindi diventare esigibile in un anno diverso da quello del ricavo. Ai clienti esteri con partita IVA i servizi generici non sono soggetti all’imposta italiana (art. 7-ter).
Competenza delle prestazioni
Per le prestazioni di servizi il ricavo concorre al reddito alla data in cui la prestazione è ultimata; per quelle da cui derivano corrispettivi periodici, alla data di maturazione dei corrispettivi (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR). Le società che applicano gli OIC, escluse le micro-imprese, seguono i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione del bilancio (art. 83 TUIR).
Esigibilità e territorialità dell’IVA
Per l’IVA la prestazione di servizi si considera effettuata al pagamento del corrispettivo (art. 6, c. 3, DPR 633/1972); se la fattura è emessa prima, l’imposta è esigibile alla fattura. Ai clienti esteri con partita IVA i servizi generici non sono soggetti all’imposta italiana (art. 7-ter).
IRAP: componente rilevante
Per le società di capitali il ricavo è nel valore della produzione (voce A) e concorre alla base IRAP per l’importo di bilancio (art. 5 D.Lgs. 446/1997); le imprese in contabilità semplificata e le società di persone applicano l’art. 5-bis.
Nuovo testo unico dal 2027
Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (S.O. N. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026) riordina il TUIR in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027. Le norme citate in questa voce valgono per i periodi d’imposta fino al 2026; dal 2027 cambia la numerazione: l’art. 85 (ricavi) diventa l’art. 94, l’art. 92 (rimanenze) l’art. 101, l’art. 109 (norme generali sui componenti del reddito) l’art. 118 e l’art. 83 (determinazione del reddito complessivo) l’art. 92.
Testo unico IVA dal 2027
Il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (S.O. N. 4 alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2026) riunisce la disciplina dell’IVA in un testo unico che si applica dal 1° gennaio 2027: gli articoli del DPR 633/1972 citati in questa voce valgono per le operazioni fino al 31 dicembre 2026 e, dal 2027, hanno una numerazione diversa.
Intervento di manutenzione ultimato a dicembre e fatturato a gennaio
Un’impresa di manutenzione conclude un intervento da 2.500 euro più IVA al 22% il 22 dicembre 2025. Emette la fattura il 12 gennaio 2026 e il cliente paga a fine febbraio. Per l’IVA, la prestazione è effettuata al momento del pagamento o della fattura, se anteriore.
1. Stanziamento della prestazione eseguita e non fatturata - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti – Fatture da emettere (C.II.1) | 2.500,00 | - |
| Prestazioni di servizi (A.1) | - | 2.500,00 |
| Totale | 2.500,00 | 2.500,00 |
L’intervento è ultimato entro il 2025: il ricavo compete a quell’anno anche se la fattura è del 2026.
2. Emissione della fattura - 12 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 3.050,00 | - |
| Crediti verso clienti – Fatture da emettere (C.II.1) | - | 2.500,00 |
| IVA a debito (D.12) | - | 550,00 |
| Totale | 3.050,00 | 3.050,00 |
La fattura chiude la fattura da emettere. L’IVA è esigibile nel 2026, alla data di emissione, perché il pagamento non è avvenuto prima.
3. Incasso - 28 febbraio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 3.050,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 3.050,00 |
| Totale | 3.050,00 | 3.050,00 |
L’incasso non modifica il ricavo, già rilevato nel 2025.
Controlli prima della dichiarazione
- Verbale o rapportino. Conservare il rapportino di intervento o il verbale di fine lavori: prova la data di ultimazione.
- Fatture da emettere. Elencare a fine anno le prestazioni eseguite e non ancora fatturate.
- Risconti passivi. Rinviare la quota di canoni fatturati per servizi da rendere l’anno dopo.
- Servizi verso l’estero. Controllare la territorialità e la dicitura di non imponibilità.
Errori ricorrenti
Ricavo alla fattura
Il servizio ultimato a dicembre compete al vecchio anno, anche se fatturato a gennaio.
Canoni anticipati a ricavi
La quota per il periodo successivo è un risconto passivo.
Cessioni di beni con prestazioni
Se l’operazione consiste nella cessione di un bene, il conto è quello delle vendite.
