Inquadramento generale
Debiti per trattenute sindacali e altre trattenute - accoglie le somme trattenute dallo stipendio dei dipendenti per conto di terzi e da girare a loro: quote sindacali, cessioni del quinto e deleghe di pagamento, pignoramenti presso terzi, rate di prestiti aziendali.
Per il pignoramento del credito da lavoro l’impresa è terzo pignorato: deve trattenere i limiti di legge e versare secondo l’ordinanza del giudice, altrimenti ne risponde.
Cosa ci rientra
- Esempi. Quote sindacali mensili; rata di cessione del quinto da versare alla finanziaria; trattenuta per pignoramento da versare al creditore.
- Cosa non ci rientra. Contributi e ritenute fiscali (D.12, debiti tributari, D.13, debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale); contributi ai fondi pensione (conto proprio).
Come riconoscerlo nei documenti
Cedolino con le trattenute; notifiche di cessione del quinto e di pignoramento; deleghe sindacali.
Differenze con conti simili
- Debiti verso fondi pensione. Hanno un conto proprio.
- Erario c/ritenute. Sono imposte.
Collocazione in bilancio
Passivo D.14 (altri debiti).
Limiti
Il pignoramento dello stipendio incontra limiti di legge, di norma un quinto; la cessione del quinto è volontaria e segue il contratto di finanziamento.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Le trattenute sono somme del dipendente che l’impresa gira a terzi: non sono costi né ricavi.
- IRAP. Il debito in sé non è un componente di reddito e non entra nella base IRAP: conta solo il costo da cui nasce, con le regole della voce del conto economico in cui è iscritto (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
- IVA. Retribuzioni, contributi e trattenute del personale non sono operazioni IVA: il lavoro dipendente non è un’attività d’impresa o professionale (art. 5, c. 2, DPR 633/1972) e i contributi sono obblighi di legge.
Debiti per trattenute sindacali e altre trattenute: esempio di contabilizzazione
Nel mese si trattengono 300 euro di quote sindacali da versare al sindacato.
Le somme trattenute sulla busta paga per conto di terzi sono debiti verso quei terzi in D.14: l'impresa le deve versare entro le scadenze previste.
Principi contabili (OIC)
Altri debiti
La voce D.14 è residuale: accoglie i debiti che non trovano posto nelle voci precedenti, come quelli verso dipendenti, amministratori, sindaci, soci per dividendi e depositi cauzionali ricevuti.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Numero medio dei dipendenti. Il numero medio dei dipendenti, ripartito per categoria. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 15, c.c.; OIC 12, par. 116.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; numero medio dei dipendenti (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Le trattenute sono somme del dipendente che l’impresa gira a terzi: non sono costi né ricavi. Il costo è la retribuzione lorda.
IRAP
Il debito in sé non è un componente di reddito e non entra nella base IRAP: conta solo il costo da cui nasce, con le regole della voce del conto economico in cui è iscritto (art. 5 D.Lgs. 446/1997).
IVA
Retribuzioni, contributi e trattenute del personale non sono operazioni IVA: il lavoro dipendente non è un’attività d’impresa o professionale (art. 5, c. 2, DPR 633/1972) e i contributi sono obblighi di legge. Non c’è fattura né IVA.
Quote sindacali del mese
Nel mese si trattengono 300 euro di quote sindacali da versare al sindacato.
1. Trattenuta nel cedolino - 31 marzo 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso dipendenti per retribuzioni (D.14) | 300,00 | - |
| Debiti per ritenute sindacali (D.14) | - | 300,00 |
| Totale | 300,00 | 300,00 |
Le quote sono indicate nei cedolini dei dipendenti iscritti.
2. Versamento al sindacato - 15 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti per ritenute sindacali (D.14) | 300,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 300,00 |
| Totale | 300,00 | 300,00 |
Le quote si girano al sindacato con bonifico.
Controlli prima della dichiarazione
- Deleghe. Conservare le deleghe dei dipendenti.
- Scadenze. Versare nei termini previsti.
- Pignoramenti. Rispettare l’ordinanza del giudice.
Errori ricorrenti
Trattenute registrate come costi
Sono somme del dipendente.
Trattenute non versate
L’impresa ne risponde.
Pignoramento oltre i limiti
Espone a contestazioni.
