Inquadramento generale
Ratei attivi - sono le quote di proventi di competenza dell’esercizio che si incasseranno o si fattureranno in un esercizio successivo, quando il provento matura nel tempo a cavallo di due anni: interessi su titoli o depositi con cedola successiva, canoni di affitto attivi posticipati. Il rateo è un credito che nasce dal tempo trascorso, non da una fattura.
Rateo e fattura da emettere non sono la stessa cosa: il rateo riguarda proventi che maturano nel tempo; la fattura da emettere riguarda beni consegnati o servizi già ultimati e non ancora fatturati.
Cosa ci rientra
- Esempi. Interessi maturati su un deposito vincolato con liquidazione a marzo; cedola semestrale di un BTP pagata dopo la chiusura; canone di locazione attivo posticipato.
- Cosa non ci rientra. Fatture da emettere per beni già consegnati o servizi ultimati (C.II.1, crediti verso clienti); proventi incerti (non si rilevano).
Come riconoscerlo nei documenti
Contratti con periodicità di pagamento o di cedola a cavallo della chiusura; calcolo dei giorni di competenza.
Differenze con conti simili
- Fatture da emettere. Se la prestazione è ultimata ma non fatturata, è un credito verso clienti.
- Risconti passivi. Riguardano ricavi incassati in anticipo.
Collocazione in bilancio
Attivo D, con indicazione in nota integrativa se di importo rilevante e degli importi oltre l’esercizio successivo.
Calcolo
Il rateo è la quota del provento del periodo a cavallo che corrisponde ai giorni già trascorsi al 31 dicembre: provento totale × giorni maturati ÷ giorni del periodo.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. I proventi derivanti da contratti con corrispettivi periodici concorrono al reddito alla data di maturazione (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR): il rateo porta nell’esercizio la quota maturata, che è anche fiscalmente imponibile.
- IRAP. Il rateo segue la natura del provento: se riguarda interessi o altri proventi finanziari è fuori dalla base IRAP delle società di capitali; se riguarda ricavi della gestione, come un canone di locazione attivo, concorre alla base IRAP.
- IVA. Il rateo è una scrittura di competenza: l’IVA si applica quando l’operazione diventa imponibile, cioè all’incasso o alla fattura del corrispettivo periodico (art. 6 DPR 633/1972), non con il rateo.
Ratei attivi: esempio di contabilizzazione
A fine 2025 una società ha due proventi maturati e non incassati: gli interessi di un BTP da 100.000 euro al 3% con cedola al 1° marzo, e un canone di locazione attivo trimestrale posticipato di 2.250 euro più IVA, per novembre-gennaio, fatturato a fine gennaio.
Il rateo attivo porta nell'esercizio la quota maturata di un provento che si incasserà dopo; è anche fiscalmente imponibile per competenza.
Principi contabili (OIC)
Ratei e risconti
L’OIC 18 e l’art. 2424-bis, c. 6, c.c. ammettono ratei e risconti solo per quote di costi e proventi comuni a due o più esercizi, la cui entità varia con il tempo: i ratei misurano la quota maturata e non ancora incassata o pagata, i risconti la quota pagata o incassata che riguarda gli esercizi futuri. A ogni chiusura se ne verifica la recuperabilità.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Composizione dei ratei e risconti. La composizione delle voci ratei e risconti, se il loro ammontare è apprezzabile, e gli importi di durata superiore a cinque anni. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 7, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
I proventi derivanti da contratti con corrispettivi periodici concorrono al reddito alla data di maturazione (art. 109, c. 2, lett. b, TUIR): il rateo porta nell’esercizio la quota maturata, che è anche fiscalmente imponibile.
IRAP
Il rateo segue la natura del provento: se riguarda interessi o altri proventi finanziari è fuori dalla base IRAP delle società di capitali; se riguarda ricavi della gestione, come un canone di locazione attivo, concorre alla base IRAP.
IVA
Il rateo è una scrittura di competenza: l’IVA si applica quando l’operazione diventa imponibile, cioè all’incasso o alla fattura del corrispettivo periodico (art. 6 DPR 633/1972), non con il rateo.
Ratei su interessi di titoli e su un canone attivo
A fine 2025 una società ha due proventi maturati e non incassati: gli interessi di un BTP da 100.000 euro al 3% con cedola al 1° marzo, e un canone di locazione attivo trimestrale posticipato di 2.250 euro più IVA, per novembre-gennaio, fatturato a fine gennaio.
1. Rateo degli interessi - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ratei attivi (D dell’attivo) | 1.000,00 | - |
| Interessi attivi su titoli (C.16.c) | - | 1.000,00 |
| Totale | 1.000,00 | 1.000,00 |
Dal 1° settembre al 31 dicembre maturano quattro mesi di interessi: 100.000 × 3% × 4/12.
2. Rateo del canone attivo - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ratei attivi (D dell’attivo) | 1.500,00 | - |
| Fitti attivi (A.5) | - | 1.500,00 |
| Totale | 1.500,00 | 1.500,00 |
Novembre e dicembre sono di competenza del 2025: due terzi del canone.
3. Fattura del canone trimestrale - 31 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 2.745,00 | - |
| Ratei attivi (D dell’attivo) | - | 1.500,00 |
| Fitti attivi (A.5) | - | 750,00 |
| IVA a debito (D.12) | - | 495,00 |
| Totale | 2.745,00 | 2.745,00 |
L’IVA si applica sull’intero canone fatturato; il rateo si chiude e resta a ricavo solo gennaio.
4. Incasso della cedola - 1° marzo 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 1.500,00 | - |
| Ratei attivi (D dell’attivo) | - | 1.000,00 |
| Interessi attivi su titoli (C.16.c) | - | 500,00 |
| Totale | 1.500,00 | 1.500,00 |
La cedola semestrale chiude il rateo; due mesi sono interessi del 2026.
Controlli prima della dichiarazione
- Elenco dei ratei. Tenere un prospetto con calcolo e chiusura.
- Proventi periodici. Verificare contratti con incassi posticipati.
- Nota integrativa. Indicare la composizione se rilevante.
Errori ricorrenti
Rateo al posto della fattura da emettere
Per prestazioni ultimate serve la fattura da emettere.
IVA calcolata sul rateo
Si applica alla fattura.
Rateo non chiuso all’incasso
Il provento verrebbe contato due volte.
