Inquadramento generale
Ratei passivi - accolgono la quota di un costo di competenza dell’esercizio che si pagherà in un esercizio successivo, insieme alla quota degli esercizi futuri, quando il costo matura con il tempo: interessi di un mutuo con rata posticipata, canoni pagati in via posticipata, premi pagati a fine periodo. Si rilevano solo per costi comuni a due o più esercizi.
Il rateo passivo non è una fattura da ricevere: riguarda costi che crescono con il tempo, non servizi già completati e non fatturati.
Cosa ci rientra
- Esempi. Interessi passivi maturati su un mutuo con rata semestrale posticipata; canone di locazione posticipato a cavallo d’anno; interessi su un prestito obbligazionario con cedola annuale.
- Cosa non ci rientra. Fatture da ricevere per servizi già resi (D.7, debiti verso fornitori); ferie e mensilità aggiuntive (D.14, altri debiti).
Come riconoscerlo nei documenti
Piano di ammortamento del mutuo, contratti con pagamento posticipato; calcolo in giorni o mesi.
Differenze con conti simili
- Fatture da ricevere. Per servizi ultimati si usa il debito verso fornitori.
- Risconti passivi. Riguardano ricavi incassati in anticipo.
Collocazione in bilancio
Passivo E.
Calcolo
Il rateo si calcola in giorni o mesi: costo del periodo × giorni maturati nell’anno ÷ giorni del periodo.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il rateo fa dedurre il costo nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 2, TUIR).
- IRAP. Il rateo non entra nella base IRAP: conta il costo rilevato, deducibile se iscritto in una voce di B, non se è un onere finanziario in C.17 (interessi e altri oneri finanziari).
- IVA. Il rateo è una scrittura di competenza: l’IVA si applica quando l’operazione si effettua, cioè al pagamento o alla fattura, non al 31 dicembre.
Ratei passivi: esempio di contabilizzazione
La rata semestrale di un mutuo scade il 31 marzo e comprende 3.000 euro di interessi dal 1° ottobre: tre mesi, 1.500 euro, sono di competenza dell’anno.
Il rateo passivo rileva la parte di un costo che matura nel tempo, già di competenza dell'anno ma pagata l'anno dopo in un'unica soluzione.
Principi contabili (OIC)
Ratei e risconti
L’OIC 18 prevede ratei e risconti solo per quote di costi e ricavi comuni a due o più esercizi, la cui entità varia con il tempo; a ogni chiusura va verificato che le condizioni originarie siano ancora valide.
Differenza con i debiti
Se il costo si è già tradotto in un’obbligazione certa di pagamento, come una fattura da ricevere, va tra i debiti e non tra i ratei.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il rateo fa dedurre il costo nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 2, TUIR). Gli interessi passivi restano soggetti al limite dell’art. 96; i canoni seguono le regole della loro natura.
IRAP
Il rateo non entra nella base IRAP: conta il costo rilevato, deducibile se iscritto in una voce di B, non se è un onere finanziario in C.17 (interessi e altri oneri finanziari).
IVA
Il rateo è una scrittura di competenza: l’IVA si applica quando l’operazione si effettua, cioè al pagamento o alla fattura, non al 31 dicembre.
Interessi di un mutuo con rata semestrale posticipata
La rata semestrale di un mutuo scade il 31 marzo e comprende 3.000 euro di interessi dal 1° ottobre: tre mesi, 1.500 euro, sono di competenza dell’anno.
1. Rateo degli interessi - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Interessi passivi su mutui (C.17) | 1.500,00 | - |
| Ratei passivi (E del passivo) | - | 1.500,00 |
| Totale | 1.500,00 | 1.500,00 |
La rata del 31 marzo 2026 comprende 3.000 euro di interessi dal 1° ottobre: tre mesi su sei sono di competenza del 2025.
2. Pagamento della rata - 31 marzo 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Ratei passivi (E del passivo) | 1.500,00 | - |
| Interessi passivi su mutui (C.17) | 1.500,00 | - |
| Mutui passivi (D.4) | 10.000,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 13.000,00 |
| Totale | 13.000,00 | 13.000,00 |
La rata comprende anche 10.000 euro di capitale; nel 2026 si imputano solo gli interessi di gennaio-marzo.
Controlli prima della dichiarazione
- Contratti. Elencare i costi con pagamento posticipato.
- Calcolo. Verificare giorni e importi.
- Distinzione. Non usare i ratei per le fatture da ricevere.
Errori ricorrenti
Rateo per servizi completati
Si usano le fatture da ricevere.
Rateo non chiuso al pagamento
Il costo si conta due volte.
Calcolo in mesi su periodi irregolari
Serve il calcolo in giorni.
