Inquadramento generale
Indumenti di lavoro - divise, tute, camici e abbigliamento specifico forniti ai dipendenti per svolgere il lavoro. Non sono un compenso in natura se servono all’attività e restano di uso lavorativo.
Gli indumenti di lavoro rispondono spesso a esigenze di immagine, di igiene o di sicurezza. La linea di confine con i regali ai dipendenti è l’uso: se il capo si indossa per lavorare, anche con il logo, è un costo dell’attività; se è un capo d’abbigliamento comune regalato, è un beneficio personale.
Cosa ci rientra
- Esempi. Divise del personale di sala; camici per laboratori e studi; tute da officina; grembiuli e cappelli per cucina; abbigliamento con il logo per il personale a contatto con il pubblico.
Come riconoscerlo nei documenti
Fatture di fornitori di abbigliamento professionale, spesso con il logo aziendale ricamato.
Differenze con conti simili
- Dispositivi di protezione. Scarpe antinfortunistiche e caschi vanno nel materiale antinfortunistico.
- Omaggi ai dipendenti. Capi di abbigliamento regalati per uso personale sono fringe benefit.
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
Dispositivi di protezione
Scarpe antinfortunistiche, caschi, guanti e occhiali sono dispositivi di protezione individuale obbligatori: hanno un conto proprio, il materiale antinfortunistico.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Indumenti di lavoro: esempio di contabilizzazione
Un ristorante acquista le divise per il personale di sala, 900 euro più IVA.
Divise e indumenti forniti per esigenze di lavoro sono costi in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci), con IVA detraibile, e non sono un compenso in natura per il dipendente.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
Gli indumenti da lavoro forniti al personale sono beni di consumo e l’OIC 12 li colloca in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci); il loro costo non è un costo del personale in B.9.
Divise durevoli
Divise di valore significativo destinate a durare più esercizi potrebbero essere capitalizzate; nella prassi, per la rapida usura e il costo unitario modesto, si imputano all’esercizio.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. Divise e indumenti forniti per esigenze di lavoro non sono un compenso in natura e non formano reddito per il dipendente.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis). Non sono una retribuzione: restano costi della produzione in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis).
Divise per il personale di sala di un ristorante
Un ristorante acquista le divise per il personale di sala, 900 euro più IVA.
1. Ricevimento della fattura - 4 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Indumenti di lavoro (B.6) | 900,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 198,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 1.098,00 |
| Totale | 1.098,00 | 1.098,00 |
2. Pagamento del fornitore - 4 maggio 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 1.098,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 1.098,00 |
| Totale | 1.098,00 | 1.098,00 |
3. Stanziamento della fattura da ricevere - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Indumenti di lavoro (B.6) | 300,00 | - |
| Debiti verso fornitori – Fatture da ricevere (D.7) | - | 300,00 |
| Totale | 300,00 | 300,00 |
Le divise invernali consegnate il 18 dicembre saranno fatturate a gennaio.
4. Arrivo della fattura nell’esercizio successivo - 15 gennaio 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori – Fatture da ricevere (D.7) | 300,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 66,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 366,00 |
| Totale | 366,00 | 366,00 |
La fattura di gennaio chiude lo stanziamento.
Controlli prima della dichiarazione
- Uso lavorativo. Verificare che si tratti di abbigliamento d’uso lavorativo e non di capi per uso personale.
- Consegna al personale. Conservare le ricevute di consegna delle divise.
- Competenza. Verificare le consegne di fine anno non ancora fatturate.
Errori ricorrenti
Capi di abbigliamento comune come indumenti di lavoro
Giacche o scarpe di uso comune regalate ai dipendenti sono fringe benefit: registrarle come indumenti di lavoro evita la verifica della soglia.
DPI nel conto indumenti
I dispositivi di protezione hanno un conto proprio e documentazione specifica di consegna.
IVA indetraibile per prudenza
L’IVA sugli indumenti da lavoro è detraibile: considerarla indetraibile per analogia con gli omaggi ai dipendenti è un errore.
