Inquadramento generale
Promozione con carattere di pubblicità - sono le iniziative promozionali fatte attraverso terzi che si impegnano a promuovere i prodotti dell’impresa: promoter nei punti vendita, degustazioni organizzate da agenzie, contributi pagati ai rivenditori per spazi espositivi dedicati, volantinaggio.
Nella grande distribuzione i contributi promozionali pagati dai produttori sono frequenti: vanno distinti dagli sconti, che riducono i ricavi, e dai premi di fine anno.
Cosa ci rientra
- Esempi. Promoter e hostess nei punti vendita; contributi per spazi dedicati sugli scaffali; degustazioni organizzate da un’agenzia; volantinaggio.
Come riconoscerlo nei documenti
Fattura dell’agenzia o del rivenditore con la descrizione dell’attività promozionale svolta.
Differenze con conti simili
- Promozione con carattere di rappresentanza. Se l’impresa offre gratuitamente beni o servizi al pubblico è rappresentanza.
- Sconti ai rivenditori. Le riduzioni di prezzo riducono i ricavi.
Collocazione in bilancio
B.7 (costi per servizi).
Pubblicità o rappresentanza
La pubblicità nasce da un contratto a prestazioni corrispettive: si paga qualcuno che si impegna a promuovere l’impresa o i suoi prodotti. La rappresentanza è gratuita: l’impresa offre qualcosa a clienti o ad altri soggetti senza un obbligo di ritorno. La distinzione decide la deducibilità: piena per la pubblicità, entro i limiti del D.M. 19/11/2008 per la rappresentanza.
Sconti o servizi
Se il distributore non presta alcun servizio promozionale, il pagamento è in realtà uno sconto sul prezzo: riduce i ricavi e si documenta con nota di credito.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Le spese di pubblicità e propaganda sono deducibili per intero nell’esercizio in cui sono sostenute oppure, a scelta, in quote costanti nell’esercizio e nei quattro successivi (art. 108, c. 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) se il servizio serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Promozione con carattere di pubblicità: esempio di contabilizzazione
Un produttore paga a una catena di negozi lo spazio promozionale in testata di gondola: 3.000 euro più IVA.
Le spese di promozione con obbligo di controprestazione, come lo spazio in testata di gondola pagato a un distributore, sono pubblicità deducibile per intero.
Principi contabili (OIC)
Pubblicità
L’OIC 24 non consente di capitalizzare i costi di pubblicità: si rilevano a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, anche quando i benefici si estendono agli anni successivi.
Collocazione
L’OIC 12 comprende in B.7 tutti i costi per servizi acquistati da terzi nell’ambito della gestione caratteristica, classificati per natura e non per destinazione.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Le spese di pubblicità e propaganda sono deducibili per intero nell’esercizio in cui sono sostenute oppure, a scelta, in quote costanti nell’esercizio e nei quattro successivi (art. 108, c. 2, TUIR). Per le società in derivazione rafforzata, che per l’OIC 24 non possono capitalizzare la pubblicità, la deduzione segue il conto economico e avviene nell’anno. La differenza tra pubblicità e rappresentanza sta nel rapporto con chi riceve la spesa. La pubblicità nasce da un contratto a prestazioni corrispettive: si paga qualcuno che si impegna a promuovere l’impresa o i suoi prodotti. La rappresentanza è gratuita: l’impresa offre qualcosa a clienti, potenziali clienti o altri soggetti, senza un obbligo di ritorno, per migliorare la propria immagine (D.M. 19/11/2008).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) se il servizio serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile; una fattura ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre nel mese dell’operazione, salvo che sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Con operazioni esenti la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis).
Spazio in testata di gondola in una catena di negozi
Un produttore paga a una catena di negozi lo spazio promozionale in testata di gondola: 3.000 euro più IVA.
1. Fattura del distributore - 30 aprile 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Promozione (B.7) | 3.000,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 660,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 3.660,00 |
| Totale | 3.660,00 | 3.660,00 |
Il contratto obbliga la catena a esporre i prodotti in posizione promozionale per un mese.
2. Pagamento del fornitore - 31 maggio 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 3.660,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 3.660,00 |
| Totale | 3.660,00 | 3.660,00 |
Controlli prima della dichiarazione
- Contratto. Conservare l’accordo con l’obbligo promozionale.
- Prova della prestazione. Conservare foto o report della promozione.
- Stanziamenti di fine anno. Rilevare come fatture da ricevere i servizi resi e non fatturati.
Errori ricorrenti
Sconti registrati come pubblicità
Riducono i ricavi.
Omaggi ai clienti tra la promozione
Sono rappresentanza.
Pubblicità capitalizzata
L’OIC 24 non lo consente.
