Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 13 Settembre 2026

Comodato

Indice A–Z (729 voci) →

📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Il comodato è il contratto con cui una parte consegna all’altra un bene, mobile o immobile, perché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituirlo (articolo 1803 del codice civile). È essenzialmente gratuito: se il comodatario paga un corrispettivo, il contratto diventa una locazione o un noleggio. Nelle imprese il comodato è frequente per attrezzature date in uso ai clienti, come frigoriferi o macchine per il caffè, per immobili messi a disposizione di società collegate e per beni concessi tra imprese dello stesso gruppo.

Profilo civilistico

Il comodato non trasferisce la proprietà: il bene resta nel bilancio del comodante, che continua ad ammortizzarlo se il bene è impiegato nell’attività, anche attraverso il comodato stesso, come avviene per le attrezzature date in uso ai clienti per vendere i propri prodotti. Il comodatario non iscrive il bene tra le proprie immobilizzazioni; le migliorie che vi apporta, se non separabili, si iscrivono tra le altre immobilizzazioni immateriali e si ammortizzano nel minor periodo tra utilità e durata del comodato. Le spese ordinarie di manutenzione sono a carico del comodatario.

Profilo fiscale

Per il comodante l’ammortamento del bene è deducibile se il comodato è inerente all’attività d’impresa, cioè se il bene concorre in qualche modo alla produzione del reddito: è il caso delle attrezzature date ai clienti per favorire le vendite. Se invece il bene è concesso a terzi senza alcun collegamento con l’attività, i costi non sono inerenti. Il comodato di immobili richiede la registrazione del contratto se stipulato in forma scritta, con l’imposta di registro in misura fissa.

Beni presso terzi

I beni dati in comodato si trovano fuori dai luoghi dell’impresa: per evitare la presunzione di cessione occorre documentare la consegna con il contratto di comodato o con un documento di trasporto che ne indichi la causale.

Punti di attenzione

Il contratto dovrebbe indicare durata, uso consentito, obblighi di manutenzione e restituzione. Per i beni concessi a società del gruppo o a soci conviene verificare che il comodato gratuito sia giustificato da un interesse dell’impresa, per evitare contestazioni sull’inerenza.

Informativa

La nota integrativa del comodante indica, tra le immobilizzazioni, i beni concessi in uso a terzi se rilevanti; le operazioni con parti correlate non a condizioni di mercato vanno descritte come tali.

Comodato: esempio di contabilizzazione

Un produttore di bevande concede in comodato ai bar clienti frigoriferi del valore di 1.500 euro ciascuno. I frigoriferi restano tra le sue immobilizzazioni e si ammortizzano; il costo è deducibile perché favorisce la vendita delle bevande, e ogni consegna è accompagnata da un contratto di comodato.

Comodato e locazione

Se il comodatario rimborsa al comodante le spese o paga un canone, anche simbolico, occorre valutare se il contratto sia ancora un comodato o sia diventato una locazione o un noleggio, con IVA sul corrispettivo e un ricavo per il comodante. La qualificazione dipende dal rapporto tra il pagamento e il valore del godimento del bene.

Alla restituzione il bene torna nella disponibilità del comodante senza effetti contabili.

Regola Fondamentale & Ratio

Il comodato è gratuito e non trasferisce la proprietà: il bene resta nel bilancio del comodante, che lo ammortizza se lo impiega nell'attività, mentre il comodatario capitalizza solo le migliorie.

Riferimenti Normativi Primari:
TUIR, art. 108

🏛️Principi contabili (OIC)

Natura del contratto

Il comodato, disciplinato dagli articoli 1803-1812 c.c., è essenzialmente gratuito: l’eventuale pattuizione di un corrispettivo trasforma il rapporto in una locazione o in un contratto diverso, non più qualificabile come comodato. Il comodatario è tenuto a custodire e a conservare il bene con la diligenza del buon padre di famiglia, a servirsene solo per l’uso determinato dal contratto o dalla natura del bene, e a restituirlo alla scadenza del termine convenuto o, se non è stato pattuito un termine, quando il comodante lo richiede.

Rilevazione presso il comodante

Il bene concesso in comodato resta di proprietà del comodante e rimane iscritto tra le sue immobilizzazioni, continuando a essere ammortizzato secondo i criteri ordinari, salvo che il contratto attribuisca al comodatario obblighi di manutenzione straordinaria che ne prolunghino la vita utile. Il comodante non rileva alcun ricavo, non percependo corrispettivo; le eventuali spese di manutenzione ordinaria a proprio carico restano costi di competenza dell’esercizio.

Rilevazione presso il comodatario

Il comodatario non iscrive il bene ricevuto tra le proprie immobilizzazioni, non trattandosi di un bene di sua proprietà né di un bene sul quale eserciti un diritto reale di godimento: ne dà tuttavia menzione nei conti d’ordine o in nota integrativa quando l’informazione sia rilevante per la comprensione della situazione patrimoniale, specie se il valore del bene ricevuto è significativo rispetto alle dimensioni dell’impresa. Le spese di manutenzione ordinaria sostenute dal comodatario per l’uso del bene sono costi di competenza dell’esercizio; le spese di manutenzione straordinaria eventualmente assunte per contratto, se migliorative e non separabili dal bene di terzi, sono capitalizzate come costo per migliorie su beni di terzi e ammortizzate nel minore tra la durata del contratto e la vita utile residua del miglioramento.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. Metodo e coefficienti di ammortamento per categoria di cespiti o per componente, quota di costi generali capitalizzati, criterio ed effetti di eventuali rivalutazioni, criterio per i beni ricevuti gratuitamente o in permuta e metodo di contabilizzazione dei contributi (a riduzione del costo o a risconto). Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Movimenti delle immobilizzazioni. Per ciascuna voce: costo, rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni precedenti; acquisizioni, spostamenti tra voci e alienazioni dell’esercizio; rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni dell’esercizio; totale delle rivalutazioni esistenti a fine esercizio. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 2, c.c.
  • Impegni, garanzie e passività potenziali. L’importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con la natura delle garanzie reali prestate; distintamente quelli verso imprese del gruppo. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 9, c.c.; OIC 12, par. 122-126.
  • Operazioni con parti correlate. Le operazioni con parti correlate non concluse a normali condizioni di mercato, con importo, natura del rapporto e ogni informazione necessaria a comprenderne gli effetti. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 22-bis, c.c.; OIC 12, par. 130-137.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; movimenti delle immobilizzazioni; impegni, garanzie e passività potenziali; operazioni con parti correlate (anche limitate alle operazioni con i maggiori azionisti, con i membri degli organi sociali e con le imprese partecipate) (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Posizione del comodante

Per il comodante che concede in comodato un bene relativo all’impresa, il contratto non genera componenti positivi di reddito, mancando un corrispettivo; le spese di manutenzione ordinaria a proprio carico restano deducibili secondo le regole generali di inerenza. Quando il comodato riguarda un immobile e il comodante è una persona fisica non imprenditore, il reddito fondiario dell’immobile concesso in comodato resta imponibile in capo al proprietario secondo le regole ordinarie o, ricorrendone i presupposti, secondo le agevolazioni previste per i comodati d’uso gratuito registrati a favore di parenti in linea retta entro il primo grado.

Posizione del comodatario

Per il comodatario che utilizza il bene nell’esercizio della propria attività d’impresa, le spese di manutenzione ordinaria sono deducibili secondo le regole generali; le spese di manutenzione straordinaria capitalizzate come migliorie su beni di terzi sono deducibili tramite le quote di ammortamento, nel minore tra la durata residua del contratto di comodato e la vita utile del bene, ai sensi dell’articolo 108, comma 1, del TUIR. Il comodato d’azienda o di ramo d’azienda richiede un’analisi autonoma, distinta da quella dei singoli beni, in relazione al mantenimento della continuità gestionale in capo al comodatario.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Migliorie su un immobile ricevuto in comodato

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Beta Srl riceve dal 1° gennaio 2025 in comodato gratuito per cinque anni un capannone di proprietà di un socio. A marzo adegua l’impianto elettrico, con una spesa di 15.000 euro più IVA che non si può separare dall’immobile: è una miglioria su beni di terzi, da iscrivere tra le altre immobilizzazioni immateriali e ammortizzare sul periodo più breve tra vita utile e durata residua del comodato.

1. Fattura dell’impresa elettrica - 15 marzo 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Altre immobilizzazioni immateriali – Migliorie su beni di terzi (B.I.7) 15.000,00 -
IVA a credito (C.II.5-bis) 3.300,00 -
Debiti verso fornitori (D.7) - 18.300,00
Totale 18.300,00 18.300,00

L’IVA è detraibile perché la spesa è inerente all’attività d’impresa esercitata nell’immobile.

2. Pagamento - 15 aprile 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Debiti verso fornitori (D.7) 18.300,00 -
Banca c/c (C.IV.1) - 18.300,00
Totale 18.300,00 18.300,00

3. Ammortamento del primo esercizio - 31 dicembre 2025

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Ammortamento immobilizzazioni immateriali (B.10.a) 3.000,00 -
Fondo ammortamento migliorie su beni di terzi (rettifica B.I.7) - 3.000,00
Totale 3.000,00 3.000,00

La durata del comodato, cinque anni, è inferiore alla vita tecnica dell’impianto: 15.000 ÷ 5 = 3.000 euro l’anno. La quota è deducibile.

4. Cessazione anticipata del comodato - 31 dicembre 2027

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Fondo ammortamento migliorie su beni di terzi (rettifica B.I.7) 9.000,00 -
Oneri diversi di gestione – Migliorie non recuperate (B.14) 6.000,00 -
Altre immobilizzazioni immateriali – Migliorie su beni di terzi (B.I.7) - 15.000,00
Totale 15.000,00 15.000,00

Se il socio chiede la restituzione dell’immobile dopo tre anni, il valore residuo di 6.000 euro si elimina, salvo un indennizzo pattuito con il comodante, che ridurrebbe la perdita.

⚠️Controlli prima della dichiarazione

  • Gratuità del rapporto. Verificare l’assenza di un corrispettivo: la sua presenza trasforma il comodato in un contratto diverso, con conseguenze fiscali differenti.
  • Ammortamento presso il comodante. Il bene resta iscritto e ammortizzato dal comodante, non dal comodatario.
  • Migliorie su beni di terzi. Verificare la corretta capitalizzazione e l’ammortamento nel minore tra la durata del contratto e la vita utile del bene.
  • Cessazione anticipata. In caso di cessazione del comodato prima della scadenza prevista, spesare per intero il valore residuo delle migliorie non ammortizzate.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Ammortamento dedotto su beni dati in comodato ai soci

Il bene aziendale concesso in comodato gratuito a un socio o a un familiare non è impiegato nell'attività d'impresa. Le quote di ammortamento e le spese relative non sono inerenti e la concessione può rientrare nella disciplina dei beni in uso ai soci. Continuare a dedurre i costi come se il bene fosse strumentale è una contestazione ricorrente.

Errore ricorrente

Comodato di immobile non formalizzato né registrato

Il comodato di un immobile usato come sede o magazzino, se redatto per iscritto, va registrato in termine fisso; se resta verbale, la società non ha un titolo con data certa da opporre ai terzi e all'Amministrazione. Senza contratto diventa difficile dimostrare la legittimità dei costi sostenuti sull'immobile e la durata su cui ammortizzare le migliorie.

Errore ricorrente

IVA non detratta sulle migliorie all'immobile altrui

Il comodatario che esegue lavori su un immobile non di proprietà, destinato alla propria attività, può detrarre l'IVA sugli interventi quando sussiste il nesso con l'attività d'impresa. Rinunciare alla detrazione solo perché il bene appartiene a terzi comporta un costo improprio; la strumentalità dell'immobile va però documentata.