Glossario delle voci di bilancio 2026 Normativa OIC & TUIR vigente Aggiornato il 14 Settembre 2026

Rendiconto finanziario

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📋Inquadramento generale

Sintesi Operativa

Il rendiconto finanziario è il documento di bilancio che spiega le cause della variazione delle disponibilità liquide tra l’inizio e la fine dell’esercizio, ripartendole tra gestione operativa, attività di investimento e attività di finanziamento. Introdotto come prospetto autonomo dall’articolo 2425-ter del codice civile a opera del D.Lgs. 139/2015, è disciplinato dal principio contabile OIC 10 e si affianca a stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa per gli esercizi con inizio dal 1° gennaio 2016. La sua funzione informativa è complementare a quella degli altri documenti: stato patrimoniale e conto economico sono costruiti per competenza economica e non mostrano direttamente la capacità della società di generare cassa, di onorare gli impegni finanziari a breve e di finanziare gli investimenti con le risorse prodotte dalla gestione caratteristica. Il rendiconto colma questa lacuna adottando una logica di cassa, che rende visibile la qualità della generazione di liquidità e distingue un’impresa che si sostiene con il proprio business da una che sopravvive grazie a disinvestimenti o a nuovo indebitamento.

La tripartizione dei flussi è il cuore dello schema. L’attività operativa comprende le operazioni di acquisizione, produzione e distribuzione di beni e la fornitura di servizi, oltre a ogni altra operazione non riconducibile alle altre due aree. L’attività di investimento raccoglie gli acquisti e le vendite di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie, nonché delle attività finanziarie non immobilizzate. L’attività di finanziamento accoglie l’ottenimento e la restituzione di disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito, con indicazione autonoma delle operazioni con i soci. La classificazione di ogni incasso e pagamento segue la sostanza economica dell’operazione e non la denominazione del conto: i flussi non riconducibili a investimento o finanziamento confluiscono, per esclusione, nella gestione operativa.

Il rendiconto finanziario non genera scritture contabili proprie: è un prospetto di sintesi costruito a partire dai dati già rilevati in contabilità e confluiti negli altri documenti di bilancio. La sua redazione consiste in un’attività di riclassificazione e riconciliazione, non in nuove registrazioni. Questa caratteristica va tenuta presente nell’esame delle sezioni che seguono, dove le tabelle presentate hanno natura di prospetto di ricostruzione e non di scrittura in partita doppia.

Chi deve redigerlo

Il rendiconto finanziario è obbligatorio per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria. Le società che redigono il bilancio abbreviato e le micro-imprese ne sono esonerate, ma possono predisporlo volontariamente, e spesso lo richiedono le banche per valutare il merito di credito.

Rendiconto finanziario: esempio di contabilizzazione

Una società chiude l’esercizio con un utile di 100.000 euro e ammortamenti per 60.000 euro, ma con crediti verso clienti aumentati di 120.000 euro. Il flusso della gestione operativa, calcolato con il metodo indiretto, è di soli 40.000 euro: il rendiconto mostra che l’utile non si è tradotto in liquidità, perché è rimasto immobilizzato nei crediti.

Regola Fondamentale & Ratio

Il rendiconto finanziario spiega la variazione delle disponibilità liquide separando i flussi della gestione operativa, di investimento e di finanziamento; è obbligatorio nel bilancio ordinario, non in quello abbreviato né per le microimprese.

Riferimenti Normativi Primari:
Codice civile, art. 2425-terOIC 10D.Lgs. 139/2015Codice civile, artt. 2435-bis e 2435-ter

🏛️Principi contabili (OIC)

Il principio contabile OIC 10 disciplina finalità, contenuto, schemi e criteri di redazione del rendiconto finanziario. La sua adozione è richiesta alle società che redigono il bilancio in forma ordinaria; le società che redigono il bilancio abbreviato e le micro-imprese ne sono esonerate, rispettivamente ai sensi dell’articolo 2435-bis e dell’articolo 2435-ter del codice civile. L’obbligo si estende al bilancio consolidato dal 2016, per effetto della modifica dell’articolo 29 del D.Lgs. 127/1991.

Contenuto minimo e struttura del prospetto

L’articolo 2425-ter del codice civile richiede l’indicazione dell’ammontare e della composizione delle disponibilità liquide all’inizio e alla fine dell’esercizio, per l’esercizio corrente e per quello precedente, e dei flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, dall’attività di investimento e dall’attività di finanziamento, con separata indicazione delle operazioni con i soci. Il prospetto si articola quindi in tre sezioni di flusso precedute dalla ricostruzione delle disponibilità liquide iniziali e seguite dalla riconciliazione con le disponibilità liquide finali. La variazione complessiva dei flussi deve coincidere con la differenza tra le disponibilità liquide finali e quelle iniziali: è questo il controllo di quadratura del rendiconto.

Metodo diretto e metodo indiretto

L’OIC 10 ammette due metodi di redazione. Il metodo diretto espone analiticamente gli incassi e i pagamenti dell’esercizio per natura, ricostruendo i flussi lordi delle operazioni. Il metodo indiretto parte dal risultato d’esercizio e lo rettifica delle componenti non monetarie e delle variazioni del capitale circolante netto, fino a ottenere il flusso di cassa della gestione operativa. Entrambi conducono alla stessa variazione finale delle disponibilità liquide. Il metodo indiretto è il più diffuso nella prassi italiana perché ricicla dati già disponibili in conto economico e nello stato patrimoniale comparato, mentre il metodo diretto richiede una tracciatura separata dei flussi di cassa lordi ed è più oneroso da costruire.

Costruzione del metodo indiretto

Il procedimento indiretto si sviluppa in quattro passaggi. Si parte dall’utile o dalla perdita dell’esercizio prima delle imposte, degli interessi, dei dividendi e delle plusvalenze o minusvalenze da cessione. Si sommano algebricamente le rettifiche per elementi non monetari, come ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni, ottenendo il flusso finanziario prima delle variazioni del capitale circolante netto. Si aggiungono poi le variazioni del capitale circolante netto, ossia le variazioni di rimanenze, crediti, debiti e ratei e risconti. Infine si sommano le altre rettifiche, come interessi incassati o pagati, imposte pagate, dividendi incassati e utilizzo di fondi, per giungere al flusso finanziario dell’attività operativa. Il metodo indiretto sfrutta il fatto che molte poste di conto economico non comportano movimentazione di cassa nell’esercizio in cui sono rilevate: annullandole e correggendo per le variazioni del capitale circolante, si isola la componente di cassa effettivamente generata o assorbita dalla gestione operativa.

Classificazione dei flussi nelle tre aree

Nella gestione operativa rientrano, tra gli altri, gli incassi da vendite e prestazioni di servizi, le royalty, le commissioni e i compensi, i rimborsi assicurativi, i pagamenti per materie prime, semilavorati, merci e altri fattori produttivi, i pagamenti per servizi, i pagamenti al personale, i pagamenti e i rimborsi di imposte e gli incassi per proventi finanziari. Nell’attività di investimento rientrano gli acquisti e le vendite di fabbricati, impianti e attrezzature, comprese le immobilizzazioni di costruzione interna, gli acquisti e le vendite di immobilizzazioni immateriali come brevetti, marchi e concessioni, compresi gli oneri pluriennali capitalizzati, le acquisizioni e cessioni di partecipazioni in controllate, collegate e altre imprese, le acquisizioni e cessioni di titoli, compresi titoli di Stato e obbligazioni, e le erogazioni e gli incassi di anticipazioni e prestiti a terzi. Nell’attività di finanziamento rientrano gli incassi da emissione di azioni o quote di capitale di rischio, i pagamenti di dividendi, i rimborsi di capitale di rischio compreso l’acquisto di azioni proprie, gli incassi e i pagamenti da emissione o rimborso di prestiti obbligazionari, titoli a reddito fisso, mutui e altri finanziamenti a breve e lungo termine, e gli incrementi o decrementi di altri debiti di natura finanziaria.

Facoltà di adattamento e comparabilità

La società può aggiungere ulteriori flussi finanziari o raggrupparli rispetto agli schemi proposti dall’OIC 10, quando ciò sia necessario per la chiarezza e la rappresentazione veritiera e corretta della situazione finanziaria. In sede di prima applicazione dell’OIC 10, l’articolo 12 del D.Lgs. 139/2015 non prevede eccezioni all’applicazione retrospettiva: il primo rendiconto finanziario redatto deve esporre, a fini comparativi, anche i dati dell’esercizio precedente.

Collocazione nel bilancio CEE

Il rendiconto finanziario non trova collocazione negli schemi di stato patrimoniale e conto economico previsti dagli articoli 2424 e 2425 del codice civile: è un prospetto autonomo che si colloca accanto ad essi. Le voci che lo alimentano provengono dalle disponibilità liquide iscritte nello stato patrimoniale, in particolare dalle voci C.IV.1 - Depositi bancari e postali, C.IV.2 - Assegni e C.IV.3 - Denaro e valori in cassa, e dalle movimentazioni rilevate in conto economico e nello stato patrimoniale comparato. La ricostruzione dei flussi richiede quindi la lettura congiunta dei due prospetti e la loro riconciliazione con i saldi delle disponibilità liquide.

🏛️Nota integrativa

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
  • Rendiconto finanziario. Il rendiconto è un prospetto autonomo del bilancio ordinario; la nota integrativa illustra i criteri seguiti, compresa la composizione delle disponibilità liquide e l’eventuale liquidità vincolata. Obbligo di legge: art. 2425-ter c.c.; OIC 10; OIC 14, par. 20.

Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).

🏛️Relazione sulla gestione

Informazioni obbligatorie

Le informazioni che la relazione sulla gestione deve contenere in relazione a questa voce, con la fonte dell’obbligo.

  • Analisi della gestione e rischi. Un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento della gestione, con indicatori finanziari e, se del caso, non finanziari, e la descrizione dei principali rischi e incertezze. Obbligo di legge: art. 2428, c. 1 e 2, c.c.

Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).

⚖️Disciplina fiscale

Il rendiconto finanziario è un documento di bilancio privo di effetti fiscali diretti. Non concorre alla determinazione del reddito imponibile, non genera variazioni in aumento o in diminuzione nella dichiarazione dei redditi e non è oggetto di specifiche disposizioni del TUIR. La sua funzione è informativa e civilistica: rappresenta i flussi di cassa dell’esercizio secondo lo schema dell’OIC 10, senza incidere sul calcolo delle imposte.

Questa assenza di effetti fiscali diretti non significa che il rendiconto sia estraneo alla materia fiscale. La riconciliazione tra utile d’esercizio e flusso di cassa operativo mette in evidenza le poste che, pur avendo rilevanza contabile, non producono movimenti di cassa nell’esercizio: ammortamenti, accantonamenti, svalutazioni e plusvalenze o minusvalenze da cessione. Le stesse poste sono spesso oggetto di variazioni fiscali, in aumento o in diminuzione, nella determinazione del reddito imponibile. Il rendiconto, quindi, offre una lettura utile a comprendere perché il risultato civilistico e il risultato fiscale possono divergere, ma non sostituisce l’analisi delle singole voci fiscali.

Le componenti che alimentano il rendiconto trovano la propria disciplina fiscale nelle voci del glossario dedicate. Gli ammortamenti sono disciplinati dall’articolo 102 del TUIR, gli accantonamenti dall’articolo 107, le plusvalenze dall’articolo 86, le minusvalenze dall’articolo 101, le svalutazioni dei crediti dall’articolo 106, le rimanenze dall’articolo 92 e gli interessi passivi dall’articolo 96. Il rendiconto non modifica il trattamento fiscale di queste poste: si limita a esporne gli effetti finanziari. Per l’analisi della deducibilità e della rilevanza fiscale di ciascuna voce occorre quindi fare riferimento alle trattazioni specifiche, mentre il rendiconto conserva il proprio ruolo di prospetto informativo.

Un profilo di raccordo riguarda la riconciliazione tra utile e cassa. Il rendiconto evidenzia le variazioni del capitale circolante netto, come l’aumento dei crediti verso clienti o dei debiti verso fornitori, che non hanno effetto sul reddito imponibile ma incidono sulla liquidità. Queste variazioni sono utili a comprendere la dinamica finanziaria dell’impresa e a valutare la sostenibilità degli impegni fiscali, ma non modificano la base imponibile. Analogamente, le imposte pagate confluiscono tra le altre rettifiche del flusso operativo e rappresentano un’uscita di cassa che trova la propria disciplina nelle regole fiscali sui versamenti e sugli acconti.

Gli importi degli esempi hanno finalità illustrativa del meccanismo contabile e fiscale: salvo diversa indicazione nel testo, non vanno intesi come valori tipici o di riferimento per casi reali.

📊Scritture contabili

Caso pratico guidato · Dati di partenza

Il rendiconto finanziario non è oggetto di scritture contabili proprie. Non esiste un conto di rendiconto finanziario da movimentare in partita doppia, né una registrazione di chiusura che lo riguardi. La sua redazione è un’attività di riclassificazione e riconciliazione dei dati già rilevati in contabilità e confluiti negli altri documenti di bilancio. Le tabelle che seguono hanno pertanto natura di prospetto di ricostruzione e non di registrazione contabile: mostrano come i dati di stato patrimoniale e conto economico vengono ricomposti nelle tre aree di flusso, secondo il metodo indiretto.

Ricostruzione del flusso operativo con metodo indiretto

Si ipotizza una società che redige il bilancio in forma ordinaria e presenta un utile d’esercizio di 200.000 euro. Nel corso dell’esercizio sono stati rilevati ammortamenti per 80.000 euro e un accantonamento al fondo rischi per 30.000 euro. È stata inoltre realizzata una plusvalenza da cessione di un immobile di 50.000 euro. Il capitale circolante netto ha registrato un aumento dei crediti verso clienti di 40.000 euro e un aumento dei debiti verso fornitori di 25.000 euro. Il prospetto di ricostruzione del flusso operativo è il seguente.

Voce Importo (€)
Utile d’esercizio 200.000,00
Ammortamenti 80.000,00
Accantonamento al fondo rischi 30.000,00
Plusvalenza da cessione immobile -50.000,00
Aumento crediti verso clienti -40.000,00
Aumento debiti verso fornitori 25.000,00
Flusso di cassa della gestione operativa 245.000,00

Il flusso operativo risultante è pari a 245.000 euro, ottenuto sommando all’utile le componenti non monetarie e sottraendo la plusvalenza già inclusa nell’attività di investimento, con l’aggiustamento per le variazioni del capitale circolante netto.

Ricostruzione dei flussi di investimento e di finanziamento

Nell’attività di investimento, la cessione dell’immobile genera un incasso di 300.000 euro, di cui 50.000 euro di plusvalenza già neutralizzata nel calcolo operativo, mentre l’acquisto di un nuovo macchinario comporta un esborso di 120.000 euro. Nell’attività di finanziamento, la società rimborsa un mutuo per 100.000 euro e distribuisce dividendi per 50.000 euro. Il prospetto di ricostruzione dei flussi di investimento e di finanziamento è il seguente.

Voce Importo (€)
Incasso da cessione immobile 300.000,00
Acquisto macchinario -120.000,00
Flusso netto dell’attività di investimento 180.000,00
Rimborso mutuo -100.000,00
Dividendi distribuiti -50.000,00
Flusso netto dell’attività di finanziamento -150.000,00

Riconciliazione con le disponibilità liquide

La variazione complessiva delle disponibilità liquide è data dalla somma algebrica dei tre flussi: 245.000 euro di flusso operativo, più 180.000 euro di flusso di investimento, meno 150.000 euro di flusso di finanziamento, per un totale di 275.000 euro. Il prospetto di riconciliazione finale è il seguente.

Voce Importo (€)
Flusso di cassa della gestione operativa 245.000,00
Flusso netto dell’attività di investimento 180.000,00
Flusso netto dell’attività di finanziamento -150.000,00
Variazione delle disponibilità liquide 275.000,00
Disponibilità liquide iniziali 100.000,00
Disponibilità liquide finali 375.000,00

La variazione di 275.000 euro, sommata alle disponibilità liquide iniziali di 100.000 euro, conduce a disponibilità liquide finali di 375.000 euro. Questo importo deve coincidere con il saldo delle disponibilità liquide iscritte nello stato patrimoniale alla data di chiusura: è il controllo di quadratura che verifica la correttezza del rendiconto.

Verifica della quadratura con il conto corrente

Il controllo di quadratura può essere rappresentato anche come verifica dei movimenti del conto corrente. La tabella che segue mostra la riconciliazione tra i flussi del rendiconto e il saldo del conto corrente, con la stessa logica di un prospetto di verifica e non di una registrazione contabile.

Registrazione Contabile
Dare (€) Avere (€)
Disponibilità liquide iniziali 100.000,00 -
Flusso operativo 245.000,00 -
Flusso di investimento 180.000,00 -
Flusso di finanziamento - 150.000,00
Disponibilità liquide finali - 375.000,00
Totale 525.000,00 525.000,00

Il totale Dare e il totale Avere coincidono a 525.000 euro, confermando la quadratura del prospetto. La tabella ha natura di verifica e non di scrittura in partita doppia: il rendiconto finanziario, come detto, non genera registrazioni contabili proprie.

Esempio di metodo diretto

Se la stessa società adottasse il metodo diretto, il flusso operativo sarebbe ricostruito esponendo analiticamente gli incassi e i pagamenti dell’esercizio. Il prospetto che segue ne offre una rappresentazione sintetica, con natura di ricostruzione e non di registrazione.

Voce Importo (€)
Incassi da vendite e prestazioni 1.200.000,00
Pagamenti a fornitori -700.000,00
Pagamenti al personale -200.000,00
Pagamenti per imposte -55.000,00
Flusso di cassa della gestione operativa 245.000,00

Il flusso operativo ottenuto con il metodo diretto coincide con quello calcolato con il metodo indiretto, a conferma dell’equivalenza dei due procedimenti. La differenza tra i due metodi riguarda la modalità di esposizione, non il risultato finale.

⚠️Controlli prima della chiusura

La verifica del rendiconto finanziario richiede la riconciliazione con i saldi contabili e la coerenza con gli altri documenti di bilancio. I controlli che seguono riprendono gli aspetti più frequenti di errore.

  • Quadratura con le disponibilità liquide. La variazione complessiva dei flussi deve coincidere con la differenza tra le disponibilità liquide finali e quelle iniziali. Uno scostamento segnala un errore di classificazione o di ricostruzione.
  • Classificazione dei flussi. Ogni incasso e pagamento deve essere attribuito all’area corretta. Un flusso non riconducibile a investimento o finanziamento confluisce nella gestione operativa.
  • Neutralizzazione delle plusvalenze e minusvalenze. Le plusvalenze e minusvalenze da cessione già incluse nell’attività di investimento devono essere neutralizzate nel calcolo del flusso operativo, per evitare duplicazioni.
  • Variazioni del capitale circolante netto. Le variazioni di rimanenze, crediti, debiti e ratei e risconti devono essere calcolate sullo stato patrimoniale comparato e riflettere l’effettiva dinamica dell’esercizio.
  • Operazioni con i soci. Le operazioni con i soci devono essere indicate in modo autonomo nell’ambito dell’attività di finanziamento.
  • Comparativo dell’esercizio precedente. In sede di prima applicazione dell’OIC 10, il rendiconto deve esporre anche i dati dell’esercizio precedente, senza eccezioni all’applicazione retrospettiva.
  • Coerenza con la nota integrativa. Le informazioni del rendiconto devono essere coerenti con quelle fornite nella nota integrativa e con i saldi dei prospetti numerici.

⚠️Errori ricorrenti

Errore ricorrente

Scoperti di conto corrente compresi nelle disponibilità liquide

Le disponibilità liquide comprendono denaro, depositi e valori in cassa, non i debiti verso banche. Gli utilizzi e i rimborsi degli affidamenti di conto corrente sono flussi dell'attività di finanziamento. Nettarli con i conti attivi per ottenere un'unica liquidità fa scomparire l'indebitamento a breve e altera la lettura della capacità di autofinanziamento.

Errore ricorrente

Acquisti di cespiti non pagati inseriti tra gli investimenti

L'attività di investimento accoglie solo gli esborsi effettivamente sostenuti nell'esercizio. Un macchinario acquistato con pagamento dilazionato, o acquisito tramite leasing o permuta, non genera un'uscita di cassa per la parte non pagata. Indicare l'intero costo come investimento, compensandolo con una variazione dei debiti, distorce entrambe le aree del rendiconto.

Errore ricorrente

Accantonamenti non rettificati nel flusso operativo

Nel metodo indiretto il risultato d'esercizio va rettificato di tutte le componenti che non hanno comportato movimenti monetari, come gli accantonamenti al TFR e ai fondi rischi e le svalutazioni. Dimenticarne una parte fa apparire un flusso della gestione reddituale inferiore al reale e provoca squadrature che si tende poi a coprire in altre aree.