Inquadramento generale
Imposte differite - sono le imposte che l’impresa pagherà negli anni futuri su redditi già iscritti in bilancio ma tassati più avanti: per esempio plusvalenze rateizzate, ammortamenti dedotti fiscalmente più velocemente, dividendi deliberati e non ancora incassati. Si rilevano stanziando un fondo imposte differite.
Un componente di reddito può essere di competenza di un anno per il bilancio e di un altro per il fisco: una plusvalenza tassata a rate, un ammortamento dedotto più in fretta di quanto è stato imputato, un contributo tassato per cassa. Il bilancio deve attribuire all’esercizio l’imposta relativa a tutti i suoi ricavi, anche se sarà pagata più tardi: la differenza tra imposta corrente e imposta di competenza è la fiscalità differita.
Cosa ci rientra
- Differenze che le generano. Plusvalenze tassate in più esercizi; ammortamenti fiscali superiori a quelli di bilancio; contributi tassati per cassa; dividendi deliberati e non incassati.
Come riconoscerlo nei documenti
Prospetto delle differenze temporanee tassabili e dell’aliquota prevista per gli anni del riversamento.
Differenze con conti simili
- Imposte anticipate. Riguardano differenze deducibili in futuro.
- Differenze permanenti. Non generano fiscalità differita.
Collocazione in bilancio
Voce 20 (imposte sul reddito), imposte differite; il fondo nel passivo in B.2 (fondi per imposte, anche differite).
Differenze temporanee tassabili
Le imposte differite nascono quando il valore contabile di un’attività supera quello fiscale o quello di una passività è inferiore: la differenza si riverserà in futuro con maggiori imposte. Non nascono dalle differenze permanenti, come le spese di rappresentanza eccedenti, che non si riversano mai.
Aliquota e fondo
L’imposta differita si calcola con l’aliquota che si prevede in vigore negli esercizi in cui la differenza si riverserà: oggi l’IRES è al 24% (art. 77 TUIR, dal 2027 art. 86). Il fondo si iscrive nel passivo in B.2 (fondi per imposte, anche differite) e ogni anno si adegua alla differenza residua.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Le imposte differite sono una scrittura di bilancio senza effetto fiscale diretto: servono ad attribuire all’esercizio le imposte di competenza.
- IRAP. Si stanziano anche per l’IRAP, se la differenza temporanea riguarda componenti rilevanti ai fini IRAP.
- IVA. Le imposte sul reddito non hanno IVA.
Imposte differite: esempio di contabilizzazione
Una società cede il 30 giugno 2025 un’azienda posseduta da oltre tre anni: incassa 500.000 euro, a fronte di attività nette di 400.000 euro. La plusvalenza di 100.000 euro è tassata in cinque quote costanti di 20.000 euro dal 2025 al 2029: nel 2025 si tassa la prima quota e sulla parte rinviata si stanziano imposte differite IRES al 24%.
Aggiornare il prospetto delle differenze tassabili, applicare l'aliquota del previsto riversamento e riconciliare l'utilizzo del fondo con le quote che entrano nell'imponibile dell'anno.
Principi contabili (OIC)
Imposte sul reddito
L’OIC 25 fa rientrare nella voce 20 (imposte sul reddito) del conto economico le imposte correnti, quelle relative a esercizi precedenti e la fiscalità differita e anticipata, in sottovoci distinte. Le imposte correnti sono calcolate sul reddito imponibile con le aliquote vigenti; le differite e le anticipate sulle differenze temporanee tra il valore contabile e quello fiscale di attività e passività.
Passività per imposte differite
Le imposte differite si iscrivono per tutte le differenze temporanee tassabili, salvo che sia improbabile che il debito sorga, come per le riserve in sospensione d’imposta che non si prevede di distribuire; si calcolano con l’aliquota in vigore o già approvata per gli esercizi di riversamento (OIC 25).
Informativa sulla fiscalità differita
La nota integrativa contiene il prospetto delle differenze temporanee con le aliquote, le variazioni rispetto all’esercizio precedente e gli importi accreditati o addebitati a conto economico (art. 2427, c. 1, n. 14, c.c.; OIC 25).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Prospetto della fiscalità differita. Le differenze temporanee che hanno generato imposte anticipate e differite, con aliquote, variazioni rispetto all’esercizio precedente e importi imputati a conto economico o a patrimonio netto; le imposte anticipate su perdite fiscali iscritte e non iscritte, con le motivazioni. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 14, c.c.; OIC 25, par. 92.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
Le informazioni che la relazione sulla gestione deve contenere in relazione a questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Analisi della gestione e rischi. Un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento della gestione, con indicatori finanziari e, se del caso, non finanziari, e la descrizione dei principali rischi e incertezze. Obbligo di legge: art. 2428, c. 1 e 2, c.c.
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Le imposte differite sono una scrittura di bilancio senza effetto fiscale diretto: servono ad attribuire all’esercizio le imposte di competenza. Si calcolano con l’aliquota in vigore negli anni in cui le differenze si riverseranno (OIC 25).
IRAP
Si stanziano anche per l’IRAP, se la differenza temporanea riguarda componenti rilevanti ai fini IRAP.
IVA
Le imposte sul reddito non hanno IVA. Accantonamenti, svalutazioni, rettifiche di valore e imposte sul reddito sono scritture interne di fine anno o debiti verso l’Erario: non c’è un’operazione con un fornitore e quindi non c’è IVA. L’IVA riguarda solo gli acquisti e le vendite da cui quei valori derivano.
Plusvalenza rateizzata
La plusvalenza da cessione di un’azienda posseduta da almeno tre anni può essere tassata in quote costanti nell’esercizio di realizzo e nei successivi, fino a un massimo di cinque; per le altre plusvalenze concorre per intero all’esercizio di realizzo (art. 86, c. 4, TUIR, dal 2027 art. 95, c. 4).
IRAP
Le imposte differite si stanziano anche per l’IRAP se la differenza temporanea riguarda componenti che concorrono alla base imponibile IRAP; l’esempio considera solo l’IRES.
Testo unico dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 le norme richiamate sono nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026): l’art. 77 diventa l’art. 86 (aliquota IRES del 24%), l’art. 84 l’art. 93 (perdite fiscali), l’art. 99 l’art. 108 (imposte indeducibili) e l’art. 86 l’art. 95 (plusvalenze).
Plusvalenza di 100.000 euro tassata in cinque anni
Una società cede il 30 giugno 2025 un’azienda posseduta da oltre tre anni: incassa 500.000 euro, a fronte di attività nette di 400.000 euro. La plusvalenza di 100.000 euro è tassata in cinque quote costanti di 20.000 euro dal 2025 al 2029: nel 2025 si tassa la prima quota e sulla parte rinviata si stanziano imposte differite IRES al 24%.
1. Cessione dell’azienda - 30 giugno 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Banca c/c (C.IV.1) | 500.000,00 | - |
| Attività nette cedute (B dell’attivo) | - | 400.000,00 |
| Plusvalenze da cessione di azienda (A.5) | - | 100.000,00 |
| Totale | 500.000,00 | 500.000,00 |
La plusvalenza di 100.000 euro si iscrive per intero in A.5 (altri ricavi e proventi).
2. IRES corrente sulla quota tassata - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| IRES corrente (20) | 4.800,00 | - |
| Debiti tributari (D.12) | - | 4.800,00 |
| Totale | 4.800,00 | 4.800,00 |
Solo 20.000 euro della plusvalenza concorrono al reddito del 2025: l’IRES corrente aggiuntiva è il 24%, 4.800 euro. Il rinvio di 80.000 euro si ottiene in dichiarazione con una variazione in diminuzione.
3. Imposte differite sulla parte rinviata - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Imposte differite (20) | 19.200,00 | - |
| Fondo per imposte, anche differite (B.2 del passivo) | - | 19.200,00 |
| Totale | 19.200,00 | 19.200,00 |
Sugli 80.000 euro tassati negli anni successivi si iscrivono imposte differite al 24%, 19.200 euro, con contropartita il fondo per imposte differite.
4. IRES corrente sulla seconda quota - 31 dicembre 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| IRES corrente (20) | 4.800,00 | - |
| Debiti tributari (D.12) | - | 4.800,00 |
| Totale | 4.800,00 | 4.800,00 |
Nel 2026 concorrono al reddito altri 20.000 euro della plusvalenza: l’IRES corrente aumenta di 4.800 euro.
5. Rilascio delle imposte differite della quota tassata - 31 dicembre 2026
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Fondo per imposte, anche differite (B.2 del passivo) | 4.800,00 | - |
| Imposte differite (20, in diminuzione) | - | 4.800,00 |
| Totale | 4.800,00 | 4.800,00 |
La differenza si è ridotta di 20.000 euro: il fondo si rilascia per 4.800 euro e l’imposta di competenza dell’anno non cambia. La scrittura si ripete fino al 2029.
Controlli prima della dichiarazione
- Prospetto delle differenze. Aggiornare ogni anno il prospetto delle differenze temporanee tassabili, con importo e aliquota.
- Aliquota di riversamento. Applicare l’aliquota in vigore o già approvata per gli esercizi in cui la differenza si riverserà.
- IRAP. Valutare se la differenza riguarda componenti che concorrono alla base IRAP.
- Riserve in sospensione. Verificare se ricorre l’ipotesi in cui non si stanziano imposte differite.
- Informativa. Compilare il prospetto della fiscalità differita in nota integrativa.
Errori ricorrenti
Imposte differite ignorate
Senza fondo l’imposta futura su un ricavo già iscritto non compare in bilancio.
Aliquota sbagliata
Si usa quella attesa al riversamento, non quella di acquisizione dell’attività.
Differenze permanenti trattate come temporanee
Le spese di rappresentanza eccedenti non si riversano: non generano fiscalità differita.
Fondo mai rilasciato
A ogni riversamento il fondo si riduce e l’imposta differita si riporta a conto economico.
