Inquadramento generale
Provvigioni su acquisti - sono i compensi dovuti a chi ha procurato l’acquisto, come un agente o un mediatore. Se è il fornitore ad addebitarle nella propria fattura, seguono il costo dei beni; se l’impresa paga direttamente un intermediario, sono un servizio.
In alcune filiere, come quelle agricole o delle materie prime, l’intermediario che mette in contatto venditore e compratore è pagato attraverso il fornitore, che ribalta la provvigione in fattura. Per l’acquirente è una parte del prezzo dei beni, non un rapporto con l’intermediario.
Cosa ci rientra
- In fattura del fornitore. Provvigione di intermediazione addebitata dal venditore; commissione di acquisto per conto dell’impresa.
Come riconoscerlo nei documenti
Una riga «provvigione» nella fattura del fornitore; oppure una fattura separata di un agente o mediatore, che si registra tra i servizi con la ritenuta d’acconto.
Differenze con conti simili
- Provvigioni passive a intermediari. Vanno in B.7 (costi per servizi) con ritenuta.
- Provvigioni su vendite. I compensi agli agenti di vendita sono servizi in B.7.
Collocazione in bilancio
B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) se addebitate dal fornitore; B.7 (costi per servizi) se pagate a un intermediario.
Ritenuta solo sui compensi pagati direttamente
La ritenuta sulle provvigioni si applica da chi paga l’agente o il mediatore; se la provvigione è compresa nel prezzo addebitato dal fornitore dei beni, l’acquirente non paga l’intermediario e non opera ritenute.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Provvigioni su acquisti: esempio di contabilizzazione
Il fornitore addebita in fattura una provvigione di intermediazione di 250 euro.
La provvigione addebitata dal fornitore insieme ai beni è parte del prezzo d'acquisto; quella pagata direttamente a un agente o mediatore è un servizio in B.7 (costi per servizi) con ritenuta.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
Le provvigioni incluse dal fornitore nel prezzo sono costi accessori di acquisto in B.6 (OIC 12); quelle pagate a terzi sono costi per servizi in B.7.
Rimanenze
In entrambi i casi il compenso per procurare l’acquisto concorre al costo dei beni in magazzino (OIC 13).
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Costi accessori e sconti. Se rilevante, il criterio con cui oneri accessori, sconti e premi sono portati a rettifica del costo degli acquisti e delle rimanenze. Principio contabile: OIC 12; OIC 13, par. 81.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, TUIR). Per i beni mobili la competenza è data dalla consegna o dalla spedizione, non dalla data della fattura né dal pagamento: un bene consegnato il 28 dicembre è un costo di quell’anno anche se la fattura arriva a gennaio, e a fine anno si rileva come fattura da ricevere. Per le società che applicano la derivazione rafforzata (art. 83 TUIR: tutte quelle che redigono il bilancio secondo gli OIC, escluse le micro-imprese che non lo redigono in forma ordinaria) valgono direttamente i criteri di imputazione del bilancio. Serve sempre l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. Le provvigioni addebitate dal fornitore sono parte del prezzo dei beni. Le provvigioni pagate direttamente a un agente o a un mediatore sono invece costi per servizi, di competenza dell’esercizio in cui l’operazione si conclude.
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono invece i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) perché il bene serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile. Una fattura di fine mese ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre già nel mese dell’operazione, salvo che l’operazione sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Se l’impresa effettua anche operazioni esenti, la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). Le spese accessorie addebitate dal fornitore nella stessa fattura, come trasporto, imballo o assicurazione, seguono l’aliquota dei beni a cui si riferiscono (art. 12 DPR 633/1972).
Provvigione di intermediazione addebitata dal fornitore
Il fornitore addebita in fattura una provvigione di intermediazione di 250 euro.
1. Registrazione della provvigione in fattura - 9 settembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Provvigioni su acquisti (B.6) | 250,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 55,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 305,00 |
| Totale | 305,00 | 305,00 |
Il fornitore addebita la provvigione dell’intermediario insieme ai beni.
2. Pagamento del fornitore - 9 ottobre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 305,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 305,00 |
| Totale | 305,00 | 305,00 |
Non si opera alcuna ritenuta: l’impresa paga il fornitore, non l’intermediario.
Controlli prima della dichiarazione
- Chi incassa la provvigione. Verificare se la provvigione è addebitata dal fornitore dei beni o fatturata da un intermediario.
- Ritenuta. Verificare che la ritenuta sia applicata solo sui compensi pagati direttamente ad agenti e mediatori.
- Rimanenze. Verificare che la provvigione entri nel costo delle giacenze.
Errori ricorrenti
Ritenuta applicata alla fattura del fornitore
Trattenere la ritenuta su una provvigione compresa nel prezzo dei beni è un errore: il fornitore non è un intermediario.
Provvigione sugli acquisti registrata tra le provvigioni di vendita
I compensi per procurare acquisti sono costi dei beni; quelli per procurare vendite sono costi commerciali in B.7 (costi per servizi).
Provvigione esclusa dalle rimanenze
Il costo dei beni in magazzino deve comprenderla.
