Inquadramento generale
Resi di merci: certezza ed obiettiva determinabilità - in molti settori la vendita è accompagnata dal diritto del cliente di restituire la merce: l’editoria con le rese dei giornali e dei libri, la moda con i resi di fine stagione, il commercio online con il diritto di recesso dei consumatori, la distribuzione con la facoltà dei rivenditori di rendere l’invenduto. In questi casi, alla chiusura dell’esercizio, non tutti i ricavi fatturati sono definitivi: una parte tornerà indietro. Il bilancio deve tenerne conto, rilevando i ricavi al netto dei resi attesi, a condizione di poterli stimare in modo attendibile.
Profilo civilistico
L’OIC 34, applicabile dal 2024, tratta il diritto di reso come una forma di corrispettivo variabile: il ricavo si rileva per l’importo che l’impresa si aspetta di trattenere, cioè al netto dei resi stimati, e per la parte che si prevede di restituire si iscrive una passività. I beni che si prevede di ricevere indietro si rilevano tra le rimanenze, al loro costo, ridotto dei costi di recupero e dell’eventuale perdita di valore. La stima deve basarsi su elementi obiettivi: l’esperienza storica per canale e per prodotto, le clausole contrattuali, i dati dei resi pervenuti dopo la chiusura.
Quando la stima non è attendibile
Se l’impresa non ha elementi sufficienti per stimare i resi, per esempio perché lancia un prodotto nuovo in un mercato nuovo, il ricavo si rileva solo quando il diritto di reso scade o quando l’incertezza viene meno.
Profilo fiscale
Per le imprese che applicano la derivazione rafforzata, la rilevazione dei ricavi al netto dei resi attesi, fondata su elementi certi e obiettivamente determinabili, è riconosciuta anche fiscalmente, senza variazioni in dichiarazione. Per le altre imprese, la stima di resi futuri non riduce il reddito finché il reso non si verifica o non è certo e determinabile.
Profilo IVA
Ai fini IVA la fattura si emette per l’intero importo della vendita, e i resi effettivi si regolano con le note di variazione, secondo l’articolo 26 del DPR 633/1972.
Punti di attenzione
Occorre documentare la serie storica dei resi e confrontare ogni anno le stime con i resi effettivamente ricevuti, per correggere il metodo se necessario.
Informativa
La nota integrativa descrive i criteri di stima dei resi e le principali incertezze.
Vendite online e recesso dei consumatori
Nelle vendite a distanza il consumatore può recedere entro quattordici giorni dalla consegna, secondo il Codice del consumo. Le imprese che vendono online stimano i resi sulla base dei tassi storici per categoria di prodotto, e a fine anno considerano in particolare le vendite delle ultime settimane, ancora esposte al recesso.
Scritture
A fine esercizio si rettificano i ricavi per la stima dei resi, iscrivendo la passività per i rimborsi dovuti ai clienti, e si rileva tra le rimanenze il costo dei beni che si prevede di recuperare, con contropartita nel costo del venduto.
Resi di merci: certezza ed obiettiva determinabilità: esempio di contabilizzazione
Un editore distribuisce libri per 1.000.000 euro con diritto di resa entro sei mesi. L’esperienza indica resi del 30%: rileva ricavi per 700.000 euro, una passività di 300.000 euro verso i distributori e il costo dei libri che si prevede torneranno in magazzino.
Con il diritto di reso il ricavo si rileva al netto dei resi attesi, stimati su basi obiettive come l'esperienza storica; senza una stima attendibile il ricavo si rileva solo quando il diritto di reso scade.
Principi contabili (OIC)
Requisito della ragionevole certezza per la rilevazione del ricavo al netto dei resi attesi
Coerentemente con il principio generale secondo cui i componenti positivi di reddito sono rilevabili solo quando certi e obiettivamente determinabili, la stima dei resi attesi da portare in riduzione del ricavo deve fondarsi su elementi verificabili: l’esperienza storica dell’impresa in operazioni similari, le clausole contrattuali che disciplinano il diritto di reso, e i dati previsionali o le elaborazioni statistiche relative all’andamento dei resi in circostanze comparabili. In assenza di tali elementi, la ragionevole certezza richiesta non può ritenersi soddisfatta, e il ricavo va rilevato per l’intero ammontare fatturato, salvo successiva rettifica al momento dell’effettivo esercizio del diritto di reso da parte del cliente.
Applicazione alle vendite con diritto di reso
Il caso tipico riguarda le vendite a rivenditori con facoltà di restituire la merce invenduta entro un termine prefissato. Se l’impresa dispone di una serie storica attendibile dei resi per canale e per tipologia di prodotto, alla chiusura dell’esercizio rettifica i ricavi per la quota che si attende venga restituita, rilevando una passività verso i clienti per i resi attesi, e iscrive tra le rimanenze il costo delle merci che prevede di recuperare. Quando la base storica manca o il prodotto è nuovo, la stima non soddisfa il requisito della ragionevole certezza e i resi si rilevano soltanto quando vengono effettivamente esercitati.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Metodi di rilevazione dei ricavi. Se rilevanti: la stima dei corrispettivi variabili, il metodo di allocazione del prezzo alle singole prestazioni e la misura dello stato di avanzamento dei servizi. Principio contabile: OIC 34, par. 37.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Rilevanza fiscale della stima dei resi attesi
La rilevazione del ricavo al netto della stima dei resi attesi, quando fondata su elementi certi e obiettivamente determinabili secondo i criteri sopra illustrati, assume piena rilevanza fiscale in applicazione del principio di derivazione dal bilancio: qualora invece la stima non soddisfi il requisito della ragionevole certezza, e il ricavo venga comunque rilevato al lordo secondo l’importo fatturato, la successiva rettifica per i resi effettivamente verificatisi segue le ordinarie regole di competenza, imputando la variazione all’esercizio in cui il reso si manifesta.
Vendite con diritto di reso
Beta Srl distribuisce articoli editoriali a una rete di rivenditori. Nel dicembre 2025 fattura vendite per 200.000 euro più IVA al 22 per cento, con facoltà per i rivenditori di restituire l’invenduto entro 60 giorni. Sulla base della serie storica degli ultimi tre esercizi, documentata per canale di vendita, i resi si attestano stabilmente al 5 per cento del fatturato. Il costo delle merci vendute è pari al 60 per cento del prezzo di vendita. A febbraio 2026 i rivenditori restituiscono merce per 8.000 euro. Gli importi sono ipotesi del caso.
1. Vendita ai rivenditori - dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti (C.II.1) | 244.000,00 | - |
| Ricavi delle vendite (A.1) | - | 200.000,00 |
| IVA a debito (D.12) | - | 44.000,00 |
| Totale | 244.000,00 | 244.000,00 |
2. Stima dei resi attesi - 31 dicembre 2025
I resi attesi sono pari a 200.000 × 5% = 10.000 euro. Il ricavo è rettificato per questo importo con contropartita una passività verso i clienti, perché la stima si fonda su dati storici verificabili.
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Resi su vendite (rettifica di A.1) | 10.000,00 | - |
| Debiti verso clienti per resi attesi (D.14) | - | 10.000,00 |
| Totale | 10.000,00 | 10.000,00 |
3. Merci che si prevede di recuperare - 31 dicembre 2025
Il costo delle merci che rientreranno è 10.000 × 60% = 6.000 euro e concorre alle rimanenze finali, perché la merce tornerà nella disponibilità dell’impresa.
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze di merci - resi attesi (C.I.4) | 6.000,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di merci (B.11) | - | 6.000,00 |
| Totale | 6.000,00 | 6.000,00 |
L’effetto netto sul risultato 2025 è una riduzione di 4.000 euro, pari al margine sulle vendite che si prevede di annullare.
4. Reso effettivo e nota di credito - febbraio 2026
Beta emette nota di credito per 8.000 euro più IVA di 1.760 euro. Il reso utilizza la passività stanziata; il residuo di 2.000 euro, non più necessario, rettifica i ricavi dell’esercizio 2026 come cambiamento di stima.
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso clienti per resi attesi (D.14) | 8.000,00 | - |
| IVA a debito, nota di variazione (D.12) | 1.760,00 | - |
| Crediti verso clienti (C.II.1) | - | 9.760,00 |
| Totale | 9.760,00 | 9.760,00 |
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso clienti per resi attesi (D.14) | 2.000,00 | - |
| Ricavi delle vendite - minori resi rispetto alla stima (A.1) | - | 2.000,00 |
| Totale | 2.000,00 | 2.000,00 |
In sede di riconciliazione il credito verso i clienti passa da 244.000 a 234.240 euro (244.000 − 9.760); la passività per resi attesi si azzera (10.000 − 8.000 − 2.000). Le merci effettivamente rientrate, al costo di 4.800 euro, confluiscono nell’inventario del 2026, dove la voce dei resi attesi stimata in 6.000 euro viene sostituita dalle quantità fisiche contate. Il trattamento fiscale della rettifica per resi attesi segue i criteri illustrati nella disciplina fiscale della voce.
Controlli prima della dichiarazione
- Solidità della base per la stima dei resi. Verificare che la stima dei resi attesi si fondi su esperienza storica, elementi contrattuali o dati previsionali sufficientemente solidi.
- Corretto momento di rilevazione del ricavo. Verificare che il ricavo sia stato rilevato nel momento in cui l’impresa ha completato la propria prestazione e il relativo valore risulta ragionevolmente certo.
- Rettifica in assenza di ragionevole certezza. Verificare che, in assenza degli elementi necessari per una stima ragionevolmente certa, il ricavo sia stato rilevato per l’intero importo, con rettifica al momento dell’effettivo reso.
Errori ricorrenti
Resi dei clienti registrati tra i costi di acquisto
Le merci restituite dai clienti rettificano i ricavi di vendita e non costituiscono nuovi acquisti. Registrarle come costo per materie o merci, magari per semplicità di caricamento a magazzino, gonfia sia i ricavi sia i costi e altera margini, indici di rotazione e basi di calcolo che dipendono dal volume d'affari.
Merce resa rientrata in magazzino al prezzo di vendita
I beni restituiti rientrano tra le rimanenze al costo originario, ridotto se danneggiati, obsoleti o non più vendibili al prezzo pieno. Caricarli al valore della nota di credito, che corrisponde al prezzo di vendita, incorpora nelle giacenze un margine non realizzato e sopravvaluta il magazzino di fine esercizio.
Reso accettato senza documenti di rientro
Il rientro fisico della merce va documentato con il documento di trasporto del cliente e con la nota di credito, collegati alla fattura originaria. Accettare resi informali, ricaricando la merce senza documenti, genera differenze tra magazzino fisico e contabile e rende impossibile dimostrare la diversa destinazione dei beni in caso di verifica.
