Inquadramento generale
Lavorazioni esterne - sono le lavorazioni che l’impresa affida a terzi su materiali propri: il terzista riceve il materiale, lo lavora e lo restituisce, fatturando solo la lavorazione. Verniciatura, zincatura, tornitura, confezionamento, stampa conto terzi. È un servizio, perché i materiali restano di proprietà dell’impresa.
Le lavorazioni esterne sono tipiche dei distretti industriali, dove ogni impresa si specializza in una fase. La documentazione dei movimenti è importante quanto la registrazione: senza DDT corretti, i materiali presso i terzisti potrebbero sembrare venduti.
Cosa ci rientra
- Settori e lavorazioni. Metalmeccanica: tornitura, zincatura, verniciatura, trattamenti termici; tessile: taglio, cucitura, tintoria; alimentare: confezionamento conto terzi; grafica: stampa e legatoria.
Come riconoscerlo nei documenti
La merce parte con un DDT con causale «conto lavorazione» e rientra con un DDT del terzista; la fattura del terzista descrive la lavorazione e i pezzi lavorati, non il materiale.
Differenze con conti simili
- Semilavorati acquistati. Se il terzista fornisce anche il materiale e vende il pezzo finito, è un acquisto di beni in B.6 (costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci).
- Manutenzioni. Le lavorazioni su macchinari dell’impresa sono manutenzioni.
Collocazione in bilancio
B.7 (costi per servizi). Nel costo di produzione delle rimanenze è un costo industriale diretto.
Materiali presso terzisti a fine anno
I materiali inviati in lavorazione e non ancora rientrati restano dell’impresa e vanno inventariati, con le lavorazioni già eseguite.
Regole fiscali essenziali
- Imposte sui redditi. Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, lett. b, TUIR).
- IRAP. Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio.
- IVA. L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) se il servizio serve a un’attività che genera operazioni imponibili.
Lavorazioni esterne: esempio di contabilizzazione
Un’officina invia 500 pezzi in zincatura: il terzista fattura 1.800 euro più IVA per la lavorazione.
Le lavorazioni presso terzi su materiali dell'impresa sono servizi in B.7 e costi di produzione da includere nel valore dei prodotti in magazzino.
Principi contabili (OIC)
Collocazione
Le lavorazioni eseguite da terzi su beni dell’impresa sono costi per servizi in B.7 (OIC 12).
Costo di produzione
Per l’OIC 13 i costi delle lavorazioni esterne sono costi diretti di produzione e concorrono al valore delle rimanenze di prodotti in corso, semilavorati e prodotti finiti.
Nota integrativa
Le informazioni che la nota integrativa deve fornire su questa voce, con la fonte dell’obbligo.
- Criteri di valutazione. I criteri applicati nella valutazione della voce, nelle rettifiche di valore e nella conversione degli importi in valuta estera. Obbligo di legge: art. 2427, c. 1, n. 1, c.c.
- Svalutazioni e ripristini delle rimanenze. I criteri di svalutazione al valore di realizzo, gli eventuali ripristini del costo con il relativo effetto a conto economico e i gravami sulle rimanenze (pegno, riserva di proprietà). Principio contabile: OIC 13, par. 59-60 e 64.
Bilancio abbreviato e micro-imprese. Nel bilancio in forma abbreviata restano dovute: criteri di valutazione; svalutazioni e ripristini delle rimanenze (art. 2435-bis, c. 5, c.c.). Le micro-imprese sono esonerate dalla nota integrativa se in calce allo stato patrimoniale indicano impegni, garanzie e passività potenziali e i compensi e crediti di amministratori e sindaci (art. 2427, c. 1, n. 9 e 16); se la redigono, seguono le regole del bilancio abbreviato (art. 2435-ter c.c.).
Relazione sulla gestione
La legge non prevede per questa voce informazioni specifiche nella relazione sulla gestione. Se i suoi effetti sono significativi, ne dà conto l’analisi generale della situazione, dell’andamento della gestione e dei principali rischi e incertezze (art. 2428, c. 1, c.c.).
Esoneri. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata non sono tenute alla relazione se forniscono in nota integrativa le informazioni sulle azioni proprie e della controllante (art. 2435-bis, c. 7, c.c.); le micro-imprese, se le riportano in calce allo stato patrimoniale (art. 2435-ter c.c.).
Disciplina fiscale
Imposte sui redditi
Il costo è deducibile per intero nell’esercizio di competenza (art. 109, c. 1 e 2, lett. b, TUIR). Per i servizi la competenza è la data in cui la prestazione è ultimata; per quelli resi in modo continuativo in base a contratti con corrispettivi periodici è la data di maturazione dei corrispettivi. Il momento della fattura e del pagamento non contano: a fine anno i servizi già ricevuti ma non fatturati si rilevano come fatture da ricevere, i canoni pagati in anticipo si rinviano con un risconto. Per le società in derivazione rafforzata (art. 83 TUIR) valgono i criteri di imputazione del bilancio. Servono l’inerenza all’attività e un documento che provi la spesa. È un costo di produzione: le lavorazioni sui prodotti in magazzino a fine anno entrano nel loro costo (art. 92 TUIR; OIC 13).
IRAP
Per le società di capitali la base IRAP è la differenza tra valore e costi della produzione del conto economico (art. 5 D.Lgs. 446/1997): il costo classificato correttamente in B.7 (costi per servizi) si deduce per l’importo iscritto in bilancio. Le società di persone e le imprese individuali che non hanno optato per il metodo di bilancio assumono i componenti secondo le regole del TUIR (art. 5-bis).
IVA
L’IVA addebitata dal fornitore è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) se il servizio serve a un’attività che genera operazioni imponibili. La detrazione si esercita, con la fattura ricevuta, al più tardi nella dichiarazione IVA dell’anno in cui l’imposta è diventata esigibile; una fattura ricevuta entro il 15 del mese successivo si può detrarre nel mese dell’operazione, salvo che sia dell’anno precedente (art. 1 DPR 100/1998). Con operazioni esenti la detrazione si riduce secondo il pro-rata (art. 19, c. 5, e art. 19-bis). L’invio dei materiali al terzista non è una cessione e non richiede fattura, purché risulti dal DDT con causale conto lavorazione (D.P.R. 441/1997). Se il terzista è in un altro Paese UE, la lavorazione è un servizio generico in inversione contabile.
Zincatura di 500 pezzi presso un terzista
Un’officina invia 500 pezzi in zincatura: il terzista fattura 1.800 euro più IVA per la lavorazione.
1. Ricevimento della fattura del terzista - 20 novembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Lavorazioni esterne (B.7) | 1.800,00 | - |
| IVA a credito (C.II.5-bis) | 396,00 | - |
| Debiti verso fornitori (D.7) | - | 2.196,00 |
| Totale | 2.196,00 | 2.196,00 |
I pezzi sono rientrati con il DDT del terzista.
2. Pagamento del fornitore - 20 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Debiti verso fornitori (D.7) | 2.196,00 | - |
| Banca c/c (C.IV.1) | - | 2.196,00 |
| Totale | 2.196,00 | 2.196,00 |
3. Lavorazione nel costo dei prodotti in magazzino - 31 dicembre 2025
| Conto | Dare (€) | Avere (€) |
|---|---|---|
| Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati (C.I.2) | 720,00 | - |
| Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione (A.2) | - | 720,00 |
| Totale | 720,00 | 720,00 |
Duecento pezzi zincati sono ancora in magazzino in attesa di montaggio: la quota di lavorazione, 720 euro, entra nel loro costo.
Controlli prima della dichiarazione
- DDT in conto lavorazione. Verificare i documenti di invio e rientro.
- Materiali presso terzi. Inventariare i materiali presso i terzisti al 31 dicembre.
- Costo di produzione. Includere le lavorazioni nel costo dei prodotti in magazzino.
Errori ricorrenti
Invio senza DDT
I beni usciti senza documento si presumono ceduti.
Lavorazioni registrate come acquisti di semilavorati
Il terzista vende un servizio, non un bene.
Lavorazioni escluse dal costo delle rimanenze
Sottostima il valore del magazzino.
