La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
Con l’approvazione da parte del Senato della legge di conversione del decreto n. 39/2024, noto come il “decreto Superbonus”, il panorama delle agevolazioni fiscali per il settore edilizio sta subendo una profonda trasformazione. Tra le novità più rilevanti introdotte da questa legge, spicca il divieto di cessione del credito per le rate residue del Superbonus e dei bonus edilizi per coloro che hanno scelto la strada della detrazione. La rassegna illustra i requisiti tecnici, la corretta quantificazione delle detrazioni e i presidi probatori per prevenire disconoscimenti fiscali.
Nel panorama associativo italiano, gli enti sportivi dilettantistici rivestono un ruolo di primaria importanza nel promuovere l’attività sportiva a livello amatoriale e dilettantistico. In considerazione della loro natura no-profit e del loro contributo alla diffusione dei valori dello sport, il legislatore ha previsto specifiche agevolazioni fiscali, tra cui l’esenzione dall’Imposta Municipale Unica (IMU) per gli immobili utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle attività istituzionali.
La questione della deducibilità fiscale delle spese promozionali sostenute dalle aziende presso enti sportivi dilettantistici è stata oggetto di numerosi contenziosi e dibattiti. Le contestazioni dell’Amministrazione Finanziaria vertevano spesso sull’inerenza e l’antieconomicità di tali spese, considerando gli enti sportivi troppo localizzati, di dimensioni ridotte o incapaci di garantire un adeguato ritorno promozionale per lo sponsor. La Cassazione ha chiarito che l'inerenza della spesa non può essere esclusa sulla sola base di un ipotetico mancato ritorno economico per lo sponsor.
Nel mondo dello sport dilettantistico italiano, la registrazione presso il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e il rispetto delle norme relative allo svolgimento di attività didattiche, formative e sportive rappresentano due aspetti fondamentali per le associazioni e le società sportive. Queste realtà, spesso gestite da volontari appassionati, svolgono un ruolo cruciale nella promozione dello sport a tutti i livelli e nell’avvicinare i cittadini, soprattutto i più giovani, alla pratica sportiva.
Questo articolo esamina in modo approfondito le implicazioni fiscali che sorgono quando l’Amministrazione Finanziaria contesta la natura dilettantistica di un’associazione sportiva e riqualifica la sua attività come commerciale. Questa situazione può verificarsi in caso di accertamento da parte delle autorità fiscali e di disconoscimento dell’effettivo carattere associativo dell’ente. La riqualificazione come commerciale dell'attività dell'ente comporta la perdita di tutte le agevolazioni fiscali proprie delle associazioni dilettantistiche, con effetti retroattivi sulle quote già incassate dai soci.
Nel mondo dello sport dilettantistico, la trasparenza e la rendicontazione finanziaria svolgono un ruolo cruciale. Le associazioni sportive dilettantistiche sono tenute a redigere annualmente un rendiconto economico-finanziario che offra una panoramica completa delle loro attività e della gestione delle risorse. Questo documento rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la trasparenza, il controllo e la fruizione di regimi fiscali agevolati.
La riforma dello sport dilettantistico, introdotta dal D.lgs. n. 36/2021, ha apportato significative novità in materia di prestazioni pubblicitarie e promozionali. L’articolo 12 del decreto ha confermato la previsione normativa precedentemente contenuta nel comma 8 dell’art. 90 della Legge n. 289/2002, riguardante i corrispettivi in denaro o in natura erogati a favore di specifiche realtà sportive dilettantistiche. Fino a 200.000 euro annui, il corrispettivo erogato dallo sponsor costituisce sempre spesa di pubblicità pienamente deducibile, senza necessità di dimostrare un concreto ritorno economico dell'investimento.
Tuttavia, permangono alcuni obblighi contabili fondamentali e uno di questi obblighi è la tenuta del registro IVA minori delle associazioni sportive dilettantistiche, secondo il modello approvato con il Decreto Ministeriale dell'11 febbraio 1997. Questo registro rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione e la trasparenza delle attività svolte dalle ASD, garantendo un adeguato controllo fiscale e amministrativo. Il Registro IVA Minori non è soggetto a vidimazione, quindi non è necessario che venga validato o autenticato da un ente specifico1.
La riforma dello sport dilettantistico, introdotta dal D.Lgs. 36/2021, ha apportato significative modifiche alle norme riguardanti l’incompatibilità delle cariche amministrative all’interno delle associazioni e società sportive dilettantistiche. L’articolo 11 di questo decreto legislativo ha sostituito la precedente normativa contenuta nell’articolo 90, comma 18, della Legge 289/2002, ampliando notevolmente i casi di incompatibilità. La nuova disciplina estende il divieto a qualsiasi carica, e non più solo alla medesima, ampliando il perimetro delle situazioni di conflitto di interesse.
Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le società sportive dilettantistiche (SSD) svolgono un ruolo cruciale nel promuovere l’attività sportiva e i valori ad essa connessi. Tuttavia, per beneficiare delle agevolazioni fiscali riservate agli enti non commerciali, devono rispettare determinati requisiti, tra cui la prevalenza dell’attività istituzionale rispetto a quella commerciale. L'art. 149 del TUIR individua parametri quali la prevalenza dei ricavi commerciali, la struttura organizzativa e le immobilizzazioni relative all'attività d'impresa per valutare la perdita della qualifica.