La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
Con l'abrogazione della legge 91/1981 e l'introduzione del D.Lgs. 36/2021, le indennità e i premi di formazione incassati dalle ASD godono sempre del titolo di esenzione IVA, indipendentemente dal settore di appartenenza (professionistico o dilettantistico) delle società coinvolte nel trasferimento. Questa novità amplia notevolmente l'ambito di applicazione dell'esenzione rispetto alla precedente normativa, che la prevedeva solo per i trasferimenti da società professionistiche a dilettantistiche. La scelta dipenderà dalle esigenze contabili e fiscali dell'ASD.
Il mondo dello sport professionistico in Italia è stato oggetto di una recente riforma che ha ridefinito la figura del lavoratore sportivo, la disciplina dei rapporti di lavoro e gli aspetti fiscali e previdenziali connessi. La riforma, introdotta con il D.Lgs. 36/2021 e successivi decreti correttivi, mira a fornire un quadro normativo organico e aggiornato per regolamentare il lavoro sportivo, tenendo conto delle peculiarità del settore e delle esigenze di tutela dei lavoratori.
Secondo quanto previsto dall'art. 25 del D.Lgs. n. 36/2021, è considerato "lavoratore sportivo" l'atleta, l'allenatore, l'istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore di gara che esercita l'attività sportiva verso un corrispettivo, senza distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico. Nell'ambito del dilettantismo, il lavoro sportivo si presume oggetto di contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) al ricorrere delle seguenti condizioni.
Nel panorama del diritto sportivo italiano, il lavoratore sportivo può essere inquadrato non solo come lavoratore subordinato o collaboratore coordinato e continuativo, ma anche come lavoratore autonomo. Questa figura professionale, che può essere sia dilettante che professionista, è disciplinata dall’art. 25 del D.Lgs. n. 36/2021 e dall’art. 53, comma 2, lett. a) del TUIR, come modificato dall’art. 29 del D.Lgs. n. 163/2022. Il lavoratore sportivo autonomo organizza liberamente la propria attività, senza vincolo di subordinazione né potere direttivo del committente.
La riforma si pone l'obiettivo di modernizzare e razionalizzare un settore che, negli anni, ha accumulato una normativa frammentaria e spesso poco chiara, con l'intento di garantire maggiori tutele per i lavoratori, semplificare gli adempimenti per le realtà di base e allineare l'Italia agli standard europei in materia di promozione dello sport e sostenibilità economica delle organizzazioni sportive. Una delle principali novità riguarda la figura del lavoratore sportivo, per il quale viene superata la storica distinzione tra professionismo e dilettantismo.
La Riforma dello Sport, entrata in vigore il 1° luglio 2023 dopo varie modifiche apportate dai decreti correttivi, ha introdotto importanti novità riguardanti la figura del lavoratore sportivo. La nuova normativa mira a fornire una definizione chiara di questa figura professionale, disciplinandone l’inquadramento contrattuale e le tutele in ambito lavorativo, previdenziale e assicurativo. La circolare 7/E del 7 agosto 2026 ha inoltre confermato che la soglia di 15.000 euro esclusa dalla base imponibile si applica indipendentemente dalla veste contrattuale, quindi anche al lavoro subordinato.
I verbali del consiglio direttivo di una ASD rappresentano dei documenti fondamentali per la corretta gestione di un’associazione sportiva dilettantistica (ASD). Esso infatti attesta le decisioni prese durante le riunioni del consiglio direttivo, l’organo esecutivo dell’associazione che si occupa della gestione ordinaria. L'articolo fornisce anche un fac-simile di verbale e chiarisce le regole di conservazione, di accesso da parte dei soci e le modalità di verbalizzazione delle riunioni svolte in videoconferenza.
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) sono organizzazioni senza scopo di lucro che promuovono attività sportive a livello amatoriale. La gestione di un’ASD è affidata a un’assemblea dei soci, che ha il compito di prendere le decisioni più importanti, tra cui l’elezione degli organi sociali. In questo articolo, analizzeremo nel dettaglio come si svolge un’assemblea dei soci di un’ASD per il rinnovo delle cariche sociali, con particolare attenzione alle diverse modalità di votazione.
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) sono organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono attività sportiva a livello amatoriale. La corretta gestione delle ASD è fondamentale per garantire la tutela degli interessi dei soci e il rispetto delle norme di legge. In questo articolo, approfondiremo il tema dei quorum assembleari nelle ASD, sia nel caso di assemblea ordinaria che straordinaria. I quorum assembleari sono i requisiti di partecipazione e di voto necessari affinché un’assemblea dei soci di un’ASD sia validamente costituita e possa deliberare.
La Certificazione Unica (CU) è un documento fondamentale per la dichiarazione dei redditi, in quanto contiene informazioni sui redditi percepiti e le ritenute IRPEF operate nel corso dell‘anno precedente. Ogni anno, i sostituti d’imposta sono tenuti a consegnare la CU ai propri dipendenti, pensionati o lavoratori autonomi entro il 16 marzo. Tuttavia, è possibile scaricare la Certificazione Unica anche dal sito dell‘Agenzia delle Entrate, accedendo al proprio Cassetto Fiscale.