La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
Il meccanismo dello sconto in fattura, ampiamente utilizzato nell’ambito dei bonus edilizi e del Superbonus 110%, solleva alcuni dubbi interpretativi in merito agli adempimenti certificativi dei professionisti coinvolti. In particolare, ci si chiede se le parcelle emesse con sconto in fattura nel 2023 debbano essere inserite nella Certificazione Unica 2024 e quale sia il trattamento delle ritenute d’acconto in questi casi. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 23/E/2022, ha fornito importanti chiarimenti sul punto.
La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, commi 65-69) ha introdotto un’agevolazione fiscale molto interessante per le imprese del settore del commercio al dettaglio: la possibilità di maggiorare al 6% le quote di ammortamento dei fabbricati strumentali. Si tratta di un’opportunità da non perdere per ridurre il carico fiscale e supportare la redditività aziendale in un contesto economico ancora incerto. Vediamo quindi nel dettaglio ambito soggettivo e oggettivo, modalità applicative, casi particolari e risvolti operativi di questo bonus.
La responsabilità solidale negli appalti è un tema di grande rilevanza nel panorama giuridico italiano, in quanto coinvolge molteplici soggetti, quali committenti, appaltatori e subappaltatori, e richiede una conoscenza approfondita della normativa di riferimento, degli obblighi delle parti e delle più recenti pronunce giurisprudenziali. L'analisi fornisce un inquadramento sistematico delle disposizioni applicabili, evidenziando le cautele metodologiche e i controlli necessari.
Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) rappresentano un pilastro fondamentale del sistema sportivo italiano, offrendo a migliaia di appassionati l’opportunità di praticare sport a livello amatoriale. Tuttavia, la costituzione e la gestione di un’ASD richiedono il rispetto di specifiche norme e requisiti, recentemente oggetto di importanti modifiche con la Riforma dello Sport (D.lgs. n. 36 del 2021). Tra i contenuti obbligatori rientrano denominazione, oggetto sociale, assenza di scopo di lucro, democraticità interna e devoluzione del patrimonio, con termine di adeguamento statutario fissato al 30 giugno 2024.
Il complesso rapporto tra la validità della comunicazione di inizio lavori asseverata per il Superbonus (CILAS) e la presenza di abusi edilizi nell’immobile oggetto degli interventi è stato al centro di diverse sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali. La questione fondamentale riguarda la possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali del Superbonus per edifici che presentano irregolarità dal punto di vista urbanistico-edilizio.
Con l’avvicinarsi delle assemblee delle società per l’approvazione del bilancio d’esercizio chiuso al 31.12.2023, emerge la questione del trattamento fiscale delle distribuzioni di riserve deliberate in tale occasione o con delibera ad hoc. L’articolo 47, comma 1, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) stabilisce una presunzione assoluta secondo cui, indipendentemente dal contenuto della delibera assembleare, si presumono distribuite per prime l’utile d’esercizio e le riserve di utili.
Nel complesso e dinamico mondo delle associazioni sportive, la distinzione tra le figure dell’associato e del tesserato assume un’importanza fondamentale per comprendere appieno le diverse sfaccettature della partecipazione alla vita associativa e all’attività sportiva. Nonostante i termini “associato” e “tesserato” siano spesso utilizzati in modo intercambiabile nel linguaggio comune, essi identificano in realtà due status ben distinti, ciascuno con le proprie peculiarità, diritti e obblighi.
La recente sentenza n. 3678/2024 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania ha affrontato una questione di grande interesse per i contribuenti: se una dichiarazione dei redditi presentata con i soli dati identificativi, senza indicazioni riguardanti gli elementi attivi e passivi necessari per la determinazione dell’imponibile, possa essere considerata valida o debba essere ritenuta omessa, con le relative conseguenze sanzionatorie. Per comprendere appieno la portata della sentenza, è necessario esaminare il quadro normativo di riferimento.
Le associazioni non riconosciute, pur essendo una forma associativa diffusa e apprezzata per la sua flessibilità, presentano peculiarità in tema di responsabilità patrimoniale e tributaria che le distinguono nettamente dalle associazioni riconosciute. Chi agisce in nome e per conto dell'associazione risponde personalmente e solidalmente ai sensi dell'art. 38 c.c., una responsabilità che si estende anche al rappresentante legale subentrante per gli adempimenti tributari relativi a periodi precedenti al suo insediamento.
La costituzione di un'associazione riconosciuta richiede la redazione di due documenti fondamentali: l'atto costitutivo e lo statuto. L'atto costitutivo rappresenta la volontà delle parti di dare vita all'associazione per il perseguimento di un obiettivo comune, mentre lo statuto contiene le norme che regolano l'organizzazione, il funzionamento e lo scioglimento dell'ente. Esempio pratico: Un gruppo di appassionati di musica decide di costituire un'associazione per promuovere eventi culturali nella propria città.